
A Palazzo Te di Mantova apre i battenti domenica 14 marzo Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento - Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano. Gli arazzi erano dei veri e propri affreschi mobili, che gli aristocratici si portavano da una casa all’altra. Oltre a riparare dal freddo offrivano un buon diversivo per gli occhi nei gelidi inverni. Vi erano rappresentate scene di vita nei campi, ma molti erano personalizzati a seconda dei gusti del committente.
In mostra a Mantova fino al 27 giugno 34 tra i più affascinanti arazzi dei Gonzaga, una parte esigua – se pensiamo che solo Federico II mise insieme una collezione di centinaia di pezzi, ma una testimonianza comunque importante. Manufatti realizzati da artigiani fiamminghi, che al tempo avevano fatto di Bruxelles un centro di produzione d’eccellenza.
Nove arazzi sono quelli che rapresentano gli Atti degli Apostoli e sono copie della serie della Cappella Sistina realizzati su cartoni di Raffaello. Meritano di essere ricordati alcuni pezzi unici come l’Annunciazione di Chicago (1470-71 ), considerato il più antico arazzo di gusto rinascimentale a noi giunto e poi il magnifico arazzo della Storia di Giasone. A margine della mostra al Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova, saranno in esposizione altri 6 arazzi delle Storie di Cristo e dei Santi mantovani.
Mantova si apre alle avanguardie del primonovecento e lo fa con Futurismo e Dada. Da Marinetti a Tzara - Mantova e l’Europa, nel segno dell’Avanguardia. Non ci sono solo i 100 anni del manifesto futurista da festeggiare ma anche i 76 dalla storica Esposizione Futurista in città, a Palazzo Ducale.
Molte le occasioni di divergenza tra Marinetti e Tzara, a cominciare dal rapporto con la società, che i dadaisti vivevano in maniera estremamente conflittuale arrivando a negare il valore del processo stesso della creazione artistica. Ma anche diversi i punti di contatto tra i due movimenti, lo spirito dissacrante, le serate performanti e la pratica artistica diretta a 360°.
Mantova ospitò la nascita di due importanti riviste: la futurista Procellaria (1917-1920) e Bleu (1920-1921), unico organo di stampa dadaista in Italia, realizzato in collaborazione con Julius Evola. La mostra è a cura di Melania Gazzotti e Anna Villari, inaugurerà il13 dicembre e sarà visitabile fino al 28 febbraio alla Casa del Mantegna.