Art Miami 2009 from Chris Sullivan on Vimeo.
Tra le fiere d’arte americane Art Miami sta ricoprendo una posizione sempre più importante negli ultimi anni. Prende il via la prima settimana di dicembre, con oltre 100 gallerie d’arte da tutto il mondo ma sono anche presenti istituzioni protagoniste nel mondo dell’arte.
Una settimana che inizia il 30 novembre 2010 con l’Opening Night Preview Party, a cui partecipano da più di venti anni ospiti vip da Hollywood.
Nel video qui sopra le immagini dall’edizione dell’anno scorso della fiera. Come potrete capire ce n’è un po’ per tutti i gusti… e spesso arte e showbusiness arrivano a coincidere.

George Ramos ha impiegato due settimane di duro lavoro per realizzare questa Lamborghini, utilizzando esclusivamente pennarelli Sharpie (Sanford) per creare l’intricato (e intrigante) design che la ricopre. La vettura è stata esposta al Concorso Italiano, un festival che celebra lo stile della penisola a Monterey, in California.
La vettura è stata completata con una vernice trasparente di protezione e visto che ha attirato l’attenzione di migliaia di curiosi, il suo autore è presto salito all’onore delle cronache. Il progetto è stato finanziato da Prestige – Lamborghini Miami.
Foto // Vod Cars e JT Photos via Flickr

In corso alla Wolfsonian - Florida International University di Miami “Women’s Work / Men’s Work: Labor and Gender in America” (“Il lavoro delle donne / Il lavoro degli uomini: Lavoro e genere in America”, una mostra che esplora come la divisione del lavoro a livello sessuale in America sia stata rappresentata nell’ arte, nella propaganda e nella pubblicità. La mostra sarà visitabile fino al 25 aprile 2010.
Fino a tempi relativamente recenti, le rappresentazioni dell’universo del lavoro erano ben distinte per gli uomini e le donne. Radicati in campo, in fabbrica, la via ‘maschia’ del lavoro esprime forza e abilità, mentre il lavoro delle donne è stato associato alla vita domestica, alla riproduzione e alla custodia.
Concentrandosi sugli Stati Uniti nella prima metà del ventesimo secolo, la mostra invita a considerare come le diverse esperienze di lavoro di uomini e donne sono stati ritratti da artisti e designer in una varietà di supporti. Circa trenta oggetti in mostra tra dipinti, poster, stampe e fotografie, così come gcartellonistica pubblicitaria.

E’ difficile commentare il nulla se non si è filosofi o politici, quindi non ci proviamo neppure. Tuttavia è cosa rara sentire un numero di commenti così unanimemente negativi come invece è accaduto in occasione dell’inaugurazione di Design Miami, la più importante tra le manifestazioni satellite di Art Basel, mai come quest’anno iper pubblicizzata e sbandierata dalla sua musa Ambra Medda.
Poche gallerie, molte cose già viste allestimento mediocre così come gli spazi. Anche il festeggiato, il “designer of the year” Maarten Baas si presenta in veste dimessa e con pezzi conosciuti. Molta mondanità di contorno e l’immmancabile Naomi, ma contenuti veramente modestissimi. Del tutto improponibile un qualunque confronto col salone del mobile, con cui non c’è neppure gara.
Non molto meglio le cose al MOCA, che inaugurava con “the Reach Realism” , una mostra non certo indimenticabile. Bella come sempre, invece, l’opening da Perrotin, intelligente, colto, simpatico e con una galleria stupenda sia architettonicamente che per i pezzi esposti; il fatto poi di fare una festa open e non con lo snervante sistema degli inviti, delle carte, dei Vip, gli vale un bonus.

Quest’anno il Miami International Art Fair, che si terrà dal 15 al 19 gennaio 2010, comprende quattro padiglioni, ognuno con un tema diverso.
Priveekollektie, importante galleria olandese, farà parte del Padiglione dei Paesi Bassi che unisce arte contemporanea e design.
Onorando ‘YR400′, la celebrazione dell’arrivo di esploratori olandesi in America quattrocento anni fa, il tema di questo padiglione è ‘Going Dutch’.
Durante MIA Arte e Palm Beach, Priveekollektie presenterà lavori più recenti di Anutosh (pittura), Franz Baumgartner (pittura ad olio), IEN Lucas (pittura), Christiane Richter (fotografia), Peter Schuyff (pittura ad olio), Hans Kotter (fotografia) e Limited Design by Roderick Vos, Emmanuel Babled, Dave Keune, Kranen / Gille, Wouter Scheublin e Lotty Lindeman.
È possibile visitare la Galleria in Olanda dal 17 dicembre fino al 3 gennaio solo su appuntamento.
Per ulteriori informazioni visitare il www.mia-artfair.com e www.artpalmbeach.com.
Continua a leggere: Priveekollektie al Miami International Art Fair
Folla delle grandi occasioni per l’inaugurazione di Miami Basel al Miami Convention Center, tanto che la Fiera è risultata praticabile solo nelle prime ore del pomeriggio, durante l’ingresso riservato alla cosiddetta First Choice dei collezionisti più importanti; poi, alla magica parolina “Vernissage” si è scatenato il popolo Fashion e diventava difficile persino camminare per i corridoi.
Come sempre è difficile esprimere un giudizio comparativo con edizioni precedenti, ma la sensazione resta quella di una qualità sempre alta; forse mancano i pezzi veramente importanti, quelli che fanno sobbalzare sia chi può solo ammirarli sia chi potrebbe anche acquistarli, contrariamente a quanto si era ad esempio visto a Basel dove più di un pezzo era da grande museo.
Oltre ai mostri sacri come White Cube (fantastiche come sempre le allegorie dei Chapman) o Gagosian, è piaciuto lo stand di Mitchel-Innes &Nash (non è un nuovo gruppo country) con opere veramente belle di Enoc Perez, nonchè Houk con una serie di foto anni 30 da brividi.
Tra gli Italiani bell’allestimento del booth di F.Kaufmann che ha tra l’altro dedicato la sezione kabinett alle polaroid di Mollino.
Quest’anno e’ parso molto equilibrato il rapporto pittura-fotografia, non sbilanciato a favore della seconda come era parso ad esempio l’anno scorso.

Tutto pronto? neanche per idea!
Mal tempo e scioperi Alitalia hanno giocato un brutto scherzo ai galleristi e loro assistenti vari, arrivati con un giorno di ritardo e tutt’ora indaffarati ad allestire a 24 ore dall’apertura, sorte toccata perlomeno agli italiani che espongono a Scope, Pulse e alle altre fiere collaterali, costretti a un tour de force notturno per arrivare in tempo utile all’inaugurazione.
Se il buongiorno si vede dal mattino, non sarà comunque una grande giornata… e non soltanto per il clima metereologico che affligge Miami, che se non fosse per la lingua diresti di essere a Marinella di Sarzana in ottobre, vista la pioggia che a sprazzi ci tocca da almeno 2 giorni e la scarsa affluenza che a tutt’oggi è possibile riscontrare.
In realtà i timori per la crisi economica americana, qui decisamente palpabile con evidente sottotono di glamour ed opulenza, scuotono il mondo dell’arte che si interroga dubbioso sulla tenuta del mercato e più in generale di una fiera che negli ultimi anni ha dato grandi soddisfazioni con ritorni finanziari e d’immagine che si dubita potranno essere riconfermati anche in questa occasione.
Cominciano a girare per la rete i nomi di quegli artisti che hanno favorevolmente colpito l’attenzione di esperti e non a Miami.
Dopo l’artista Hernan Bas, è la volta della ceramista Megan Bogonovich, che con “Reconnoitering” era presente a Fragiles -Design Miami. Più designer che strettamente artista la Bogonovich ha però realizzato dei lavori vicini a sculture da collezione.
Continua a leggere: Design Miami: Megan Bogonovich designer emergente
Alla chiusura di Art Basel il bilancio non può che essere molto positivo e non solo naturalmente per la splendida ed affascinante cornice che ha reso di Miami questa settimana la città più glamour del pianeta, ma per la qualità delle fiere, delle Art Galleries, delle opere, dei collezionisti.
Difficile se non impossibile assegnare un oscar o stilare una classifica degli stands migliori, tanto alto è stato il livello dei partecipanti.
Da Perrotin, con due sculture di Murakami da svenimento a White Cube, che ha stupito per la straordinaria velocità con cui cambiava lo stand, inequivocabile segno che le opere fino a quel momento esposte erano state vendute.
Così abbiamo visto volare via uno strepitoso neon di Tracey Emin, bianco rosso e blu, un colore per ogni frase, e un Medicine cabinet di Damien Hirst, i cui prezzi non erano propriamente popolari.
Per fortuna ciò ha consentito che venisse esposta una meravigliosa quanto inquietante fotografia di Gregory Crewsdon artista unico nei suoi sogni ispirati a Lynch e Spielberg.

Terminata Art Basel Miami Beach, è ora il tempo delle considerazioni sull’evento d’arte più modaiolo degli Stati Uniti che ha attratto 43.000 visitatori, 3000 in più rispetto all’anno passato.
Feste: tante, chi dice troppe. Alla fiera noti collezionisti (Steven A. Cohen) vip e l’immancabile Paris Hilton.
Prezzi: buona qualità ma costi troppo elevati. E non solo per quello che riguarda l’arte ma anche per alloggio e vitto. Ne hanno risentito i negozi, dicono, vuoti.
Continua a leggere: Art Basel Miami Beach: Aaron Young e Hernan Bas artisti emergenti