Con questo post tocchiamo un punto dolente delle nostre vite: il lavoro precario, quello che inizia con la lunga trafila dello stage non retribuiti, per trasformersi nell’altalena acrobatica con cui quotidianamente componiamo redditi sempre più improbabili.
Elisabetta Lombardo è partita proprio da là. Reduce a sua volta dalla trafila degli stage non retribuiti, si è chiesta se lavorare gratis è accettabile e sostenibile e si è resa conto che lo stage spesso non è altro che uno in lunga una serie di lavori precari: lo stagista rappresenta un ruolo, una figura necessaria, ma l’individuo non è indispensabile. Può essere sostituito. Inizia così una ricerca che la porta a fotografare 11 ex-stagisti in diversi paesi europei, condividendone le storie e il vissuto: come cambia lo stage la nostra relazione con l’idea di lavoro? Con quali conseguenze sociali? Chi dice che queste regole non devono essere messe in discussione e cambiate?”.
“Structurally recyclable, basically disposable. Il lavoro in Europa ai tempi dello stage” ne è il risultato: una mostra fotografica che verrà inaugurata oggi 10 maggio a Napoli alle ore 18, presso la libreria “Archeologiattiva“.
All’evento sarà inoltre presente fra gli ospiti Raffaella R. Ferré, autrice di “Santa Precaria”.

“Foreigners Everywhere/Stranieri Ovunque” è una mostra a cura del collettivo Claire Fontaine che riunisce quattro artisti, gli inglesi Damian Le Bas e Delaine Le Bas, lo svedese Karl Holmqvist ed il tedesco Stephan Dillemuth, indagando la questione dell’identità e la situazione conflittuale degli stranieri.
La mostra tenta un lavoro difficile ma interessatissimo e di profonda attualità sociale e politica: mettere in discussione la legittimità delle identità culturali e geografiche attraverso l’uso di varie strategie estetiche e la costruzione di una lingua straniera all’interno del linguaggio visivo. Le opere del collettivo scelgono punti di vista diversi per approcciare il tema: partire dall’economia politica per decostruire l’economia dell’esposizione e l’obbligo di produrre una durevole e riconoscibile forma del gesto artistico (Dillemuth); rappresentare il quotidiano con percorsi visionari e poetici rubati ad un’intimità familiare fatta di canzoni pop e pubblicità (Holmqvist); disegnare una psicogeografia del territorio in cui l’identità grafica dei territori e delle nazioni viene cancellata da dipinti quasi espressionisti (Damien Le Bas); ricostruire nello spazio espositivo rifugi nomadi popolati dai ricordi d’infanzia di una vita vissuta ai margini della città (Delaine Le Bas). Infine la scultura al neon di Claire Fontaine, che qui interviene in veste di curatore, traduce la frase ‘Stranieri Ovunque’ in lingua rom (foto in alto).
Foreigners Everywhere verrà inaugurata il 14 maggio alle 19 pressso lo spazio T293 (Via Tribunali 293, Napoli) che la ospitarà fino a metà luglio. Nel novembre 2009, questa mostra è stata ospitata dalla Dvir Gallery, Tel Aviv: francamente vi consiglierei di farci un salto.

Sarà Caravaggio il protagonista del primo maggio partenopeo. La Regione Campania e la Società campana per i Beni Culturali (Scabec) stanno portando avanti il programma di Barocco in scena. Previsto per sabato 1 maggio e domenica 2 un evento dedicato al grande pittore di origini lombarde.
Si parte in mattinata con la performance Caravaggio, la rivoluzione dell’arte che si svolgerà al Pio Monte della Misericordia, in via Tribunali, dove si trova la meravigliosa pala Le sette opere della Misericordia del Caravaggio. Sotto lo sguardo della Madonna della Misericordia prenderà vita un viaggio nella vita dell’artista.
Maggiori informazioni sull’iniziativa le trovate su Campaniartecard.it, dove potete scaricare gratuitamente un’applicazione iPhone per gestire in tutta comodità le vostre visite.

A Napoli, presso la galleria “The Apartment“, si apre dal 14 al 30 aprile la mostra “Twins” dedicata all’artista altoatesino Arnold Mario Dall’O.
Al centro della mostra un’opera che raffigura due teschi di cervo gemelli allo specchio, modificati inserendo al posto delle corna, da un lato una lampada da tavola rivolta alla parete, dall’altra una ramificazione di soldatini di plastica rivestiti di nichel. I soldatini richiamano la violenza e la guerra che viviamo quotidianamente attraverso i media, la lampada è l’elemento dissonante dell’installazione, determinando una luce inversa che sembra promanare dal teschio. In tutto verranno esposte 15 opere fra quadri, sculture, disegni e installazioni.
Valerio Dehò, curatore del progetto espositivo e direttore artistico del Kunst Merano Arte e della rivista Art Key, sintetizza così la poetica dell’artista: “Il suo è un grande lavoro di sintesi e di raccordo tra immagini religiose, cultura popolare tirolese, atlanti di medicina, cronaca, pornografia, in una sorta di accumulo che sprigiona forza e interesse. Dall’O mette a confronto la cultura occidentale sempre ricca di fascino e poliedricità, con le sue trappole semantiche e le derive simboliche, ma anche con una straordinaria capacità di seduzione”.

In mostra fino al 3 aprile all’Area 24 Art Gallery di Napoli Liu Ren, classe 1980 e Lu Yuwei, classe 1977. Il primo reinterpreta il segno della crepa, che la cultura occidentale considera principio di decadimento. Per l’artista cinese la crepa è quella nel guscio d’uovo che si rompe e annuncia nuova vita. In questo processo si preserva il passato in sensazione del futuro.
Liu Ren propone l’immagine della crepa all’interno di una schematica serialità, in cui ogni volta scopre l’impossibilità di ridurre l’individuo. Lu Yuwei invece porta le sue figure tranquille e malinconiche, vincolate ai cardini della rappresentazione prospettica dei quadri.
Due artisti sicuramente interessanti, che, pur appartenendo a quella generazione che si è ‘occidentalizzata’, mantengono un’originalità di spirito e la capacità di mescolare e ricombinare elementi simbolici diversi.

Apre ufficialmente oggi venerdì 5 marzo a Castel Sant’Elmo, Novecento a Napoli (1910 / 1980) – Per un Museo in progress. Pittura, scultura e sperimentazioni grafiche, vanno a comporre il nuovo Museo con 170 opere realizzate da 90 artisti napoletani e alcuni forestieri.
Opere provenienti dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, dal Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, donazioni e opere in comodato. L’allestimento è curato da Angela Tecce e Nicola Spinosa e si snoda attraverso diverse sezioni: la Secessione dei ventitré (1909); il primo Futurismo a Napoli (1910-1914); il movimento dei Circumvisionisti e il secondo Futurismo (1920 - 1930); il secondo dopoguerra (1948-1958); il Gruppo Sud; il Neorealismo, il gruppo M.A.C.; l’Informale e il Gruppo ’58.
Una sezione a parte è dedicata agli anni Settanta, con le sperimentazioni della poesia visiva e i suoi risvolti sociali. L’ultima parte dell’allestimento si confronta invece con la contemporaneità più prossima, a partire dai segni lasciati negli anni ‘80. Tra gli artisti in mostra ricordiamo: Enrico Baj, Tommaso Marinetti, Giovanni Brancacci, Edoardo Pansini (nella foto), Edgardo Curcio, Edoardo Giordano (Buchicco) e davvero molti altri. Artisti maggiori e minori, ma soltanto nella fama, che non hanno nulla da invidiare per poetica e stile ai grandi maestri del ‘900. Un Museo che dà nuova linfa alla città di Napoli e finalmente spazio a tante voci che rischiavano di essere dimenticate.
Foto in galleria di Luciano Pedicini, via Civita

Apre venerdì 19 marzo (h 19) alla Galleria T293 di Napoli Col Sole in Fronte, opere di Patrizio Di Massimo. Si entra al piano terra accolti dal video Duetti per Cannibali, commissionato all’artista dal Comune di Milano e della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Il video ritrae un ragazzo africano che vive in Italia di nome Abdullay Kadal Traore e si sviluppa come una sorta di dialogo sulle possibilità ed i limiti di ‘questa’ operazione artistica.
Al primo piano una doppia videoinstallazione dal titolo Faccetta Nera, Faccetta Bianca. Differenze e indifferenze, soprattutto errori di interpretazione riguardo due canzoni. Faccetta Nera, composta all’alba dell’invasione coloniale italiana dell’Etiopia, nel 1935, era una canzone che si augurava un felice incontro tra italiani e abissini. Faccetta Bianca invece fu la canzone riparatrice, che il regime impose nel 1936, considerando Faccetta Nera, un’apertura troppo grande alla ‘bella Abissina‘.
Infine la mostra è dedicata al sole, il sole in fronte di chi canta beatamente, il sol dell’avvenire, il sole che ride, il petrolio del Belpaese. Una mostra che si insinua nel recente passato coloniale italiano e che fa luce su molti aspetti dell’italietta che stiamo vivendo oggi. L’esposizione, visitabile fino al 30 aprile 2010, presenta inoltre una ricca selezione di disegni realizzati da Patrizio di Massimo durante il 2009.
Si è inaugurata ierisera a Napoli l’installazione che ogni anno sotto il periodo nataliazio rende Piazza del Plebiscito uno scenario unico. A questo giro, la piazza principale di Napoli ospita Pioner II, un’installazione audiovisiva che fa uso delle mongolfiere luminose di Carsten Nicolai, in arte Alva Noto.
Quegli strani palloni che sorvolano Piazza del Plebiscito sono mongolfiere illuminate ad elio, palloni aerostatici fissati a terra, intorno a cui si sprigiona una sonorizzazione d’artista che riproduce le onde telluriche del Vesuvio. Un’indagine sulle intersezioni tra artificiale e naturale che porta allo scoperto quanto avviene nel sottosuolo di Napoli.

Si è aperta lo scorso sabato 19 dicembre al PAN - Palazzo delle Arti Napoli, Los impolíticos. La mostra curata da Laura Bardier presenta un nutrito gruppo di artisti internazionali, che riflettono su una ‘visione impolitica’ del sentire contemporaneo. Circa quaranta opere di artisti provenienti da Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Cuba, Guatemala, Messico, Uruguay e Venezuela, che non negano le loro caratteristiche individuali, ma anzi sottolineano i loro regionalismi.
In comune molte sfide, ma anche diverse soluzioni. In questi paesi c’è una crescente tendenza verso la classificazione delle persone sulle basi del proprio orientamento politico e ideologico. Los impolíticos presenta 26 artisti - alcuni affermati, altri emergenti - che lavorano con l’intento di costruire un lessico in grado di definire i fatti e le cose nella realtà contemporanea da una chiara prospettiva e non da generico punto di vista.
L’espressione “Los impolíticos” indica la natura del progetto espositivo che concentra la nostra attenzione su alcuni settori chiave delle Americhe, quelli collegati tra loro in base alle caratteristiche culturali, politiche e storiche. Gli artisti in mostra sono Iván Abreu Ochoa, Marcela Armas, Stefan Brüggemann, Yoan Capote, Donna Conlon, Alexandre Da Cunha, Detanico & Lain, Leandro Erlich, Dario Escobar, Jose’ Antonio Hernández-Diez, Geraldine Juárez, Marcos López, Rafael Lozano-Hemmer, Jorge Macchi, Leo Marz, Cildo Meireles, Vik Muniz, Dulce Pinzón, Liliana Porter, Wilfredo Prieto, Paul Ramirez Jonas, Sara Ramo, Miguel Angel Ríos, Adriana Salazar Ve’lez, Martin Sastre, Pablo Serra Marino.

Inaugura il 13 dicembre a Napoli Barock - Arte, Scienza, Fede e Tecnologia nell’Età Contemporanea. La mostra, a cura di Eduardo Cicelyn e Mario Codognato cerca di far emergere quei tratti barocchi all’interno della cultura contemporanea, “dimostrando come e attraverso quali artisti contemporanei siano oggi nuovamente funzionanti e riconoscibili i temi caratteristici della cultura seicentesca barocca”.
Un lungo filo rosso che unisce il diciasettesimo secolo al presente. Il sensazionalismo è la matrice creativa, un’esperienza estetica che mira continuamente a colpire i sensi attraverso la figura retorica e l’eccesso. Immagini forti, violente, sensuali, che escono persino da loro stesse, non si contengono.
Barock sarà visitabile fino al 5 aprile 2010. Un progetto espositivo esuberante e coinvolgente in cui si vedrà anche Heaven di Damien Hirst, il grande squalo tigre immerso nella formaldeide. Questa la lista degli artisti del ‘barocco contemporaneo‘ invitati: Adel Abdessemed, Micol Assaël, Matthew Barney, Domenico Bianchi, Bianco - Valente, Antonio Biasiucci, Keren Cytter, Mircea Cantor, Maurizio Cattelan, Jake & Dinos Chapman, Claire Fontaine, Lara Favaretto, Gilbert & George, Douglas Gordon, Mona Hatoum, Damien Hirst, Anish Kapoor, Jeff Koons, Jannis Kounellis, Shirin Neshat, Carsten Nicolai, ORLAN, Philippe Parreno, Giulia Piscitelli, Michal Rovner, Cindy Sherman, Jeff Wall, Sislej Xhafa.