Spesso torno a chiedermi quale sia il confine tra arte e non-arte. Il parametro della bellezza o dell’interesse non funziona sempre. Se pensiamo che spesso molti pezzi abbandonati, assemblaggi spontanei o configurazioni casuali di oggetti nello spazio sono belli e interessanti dal punto di vista artistico.
Così torno spesso a darmi una risposta, provvisoria e incompleta, ma che comunque colma momentaneamente il mio dubbio. L’intenzionalità del creatore, dell’artista, di colui che anche solo nomina o evidenzia quella porzione di realtà per renderla più visibile e comunicabile. Questo è un discrimine che rende qualcosa un’opera d’arte. Nel senso la rende eventualmente interessante per l’opinione pubblica e commerciabile per il mercato. Ma niente vieta che la bellezza di un ferro arrugginito abbandonato in un campo sferzato dal vento abbia valore artistico, al di là dell’autorialità.
Questa lunga premessa mi serve per introdurvi ad un singolare episodio avvenuto due giorni fa a Padova. All’interno di Ram – Ricerche artistiche Metropolitane, per Artisti al Muro, alcuni autori erano stati chiamati a presentare installazioni nello spazio pubblico. Isabella Facco, 53enne padovana, ha proposto il suo Legg-io, un’installazione composta da un mobile e alcuni oggetti.
Nottetempo però gli addetti al prelievo della spazzatura l’hanno caricata come ‘rifiuto speciale’ e portata via, per destinarla al macero. Quando l’artista se ne è accorta ha subito riportato sul luogo una copia dell’opera, questa volta ponendola su un piccolo piedistallo e inserendo un’etichetta.
Come dire, l’arte viene riconosciuta come tale solo se indicata, solo se ‘elevata’ al di sopra delle cose, su un piedistallo… Alla fine della vicenda, cosa rimane? La Facco si sarà fatta un bel po’ di pubblicità, ma, mi chiedo, non si pone il problema della comunicabilità del suo lavoro artistico?
La città di Padova si prepara ad un autunno all’insegna dell’arte, con una piattaforma diffusa sul territorio urbano. Pittura, scultura, arti applicate e new media, saranno protagonisti di esposizioni, incontri e laboratori.
Al pari della Ram (Random Access Memory), la memoria ad accesso casuale del computer, che continuamente si ricostituisce, la città di Padova apre il sipario sul contemporaneo (dalla street art alla videoarte che passa su Youtube) all’interno di numerosi percorsi tematici: Lo spazio, la luce, la forma; La superficie e oltre; Visioni: videoart, cinema, fotografia; Arte e industria; La Musica, il Gesto, la Parola; L’arte in galleria; L’arte
scende in strada.
Si comincia il prossimo venerdì 29 ottobre con Percorsi dello sguardo. Arte del ‘900 e oltre, una collettiva con opere di Massimo Campigli, Mario Sironi, Lucio Fontana, Mario Schifano, Alighiero Boetti, Maurizio Galimberti, Andy Warhol e Christo.
Già in corso alla Galleria Cavour e visitabile fino al 24 novembre è invece Art/Tube, 5 video amatoriali a confronto con 5 video commissionati ad artisti italiani di fama internazionale: Botto & Bruno, Stefano Cagol, Nicola Gobbetto, Kensuke Koike, ZimmerFrei.
Non finisce qui, sulla scia della Biennale del Bronzetto padovana, al Palazzo della Ragione fino al 9 gennaio 2011, ci sarà la collezione di bronzetti con opere di Minguzzi, Arp, Consagra, Richter. All’Oratorio di san Rocco, Mauro Staccioli fino all’11 novembre e poi dal 20 novembre Peter Skubic e la sua arte orafa.
Per il programma completo di tutti gli eventi, cliccate qui. In contemporanea, dal 12 al 15 novembre, va in scena ArtePadova, la 21a Mostra Mercato d’Arte Moderna e Contemporanea.

Inaugura giovedì 7 ottobre 2010 in presenza dell’artista, nello spazio Anfiteatro Arte di Padova, una personale di Bruno Ceccobelli, che prende in esame il lavoro dell’artista nel decennio compreso tra il 1982 e il 1992.
Ci saranno in esposizione circa una cinquantina di pezzi della prima fase della carriera internazionale di Ceccobelli, passando per la mostra curata da Bonito Oliva nel 1984 che portò alla ribalta la Scuola di San Lorenzo, un gruppo di sei autori (Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Nunzio, Piero Pizzi Cannella e Marco Tirelli.), accomunati più che altro dalla tendenza ad una nuova figurazione e dal luogo di lavoro, più che da una vera e propria omogeneità.
Quella dell’artista nato a Todi nel 1952, è una poetica molto intima, che sviscera forme e colori mutevoli, dando vita ad una rappresentazione onirica piena di simbolismo. L’arte ha una forte componente spirituale e gli stessi processi artistici sono processi di modificazione della coscienza.
La mostra, visitabile fino al 7 novembre 2010, è organizzata in collaborazione della Fondazione Marconi di Milano.

Dopo la mostra a Castelfranco Veneto, Giorgione torna ad essere celebrato, questa volta a Padova. I suoi contatti, le sue relazioni con la città di Sant’Antonio vengono analizzate a partire da La Tempesta, forse una delle sue opere più significative.
Dal 16 ottobre 2010 al 16 gennaio 2011, presso i Civici Musei agli Eremitani, un ricco allestimento comprendente oltre 50 opere, celebrerà il carisma del maestro in riferimento al clima politico e culturale della città veneta a cavallo tra XV e XVI secolo.
La mostra è a cura di Ugo Soragni, Davide Banzato e Franca Pellegrini e coinvolge un intinerario di edifici e monumenti ni rapporto all’opera del Giorgione, come gli affreschi di Tiziano della Scuola del Santo e quelli di Campagnola alla Scoletta del Carmine e la Loggia e Odeo Cornaro.
Palazzo Zabarella di Padova si appresta ad ospitare dal prossimo 2 ottobre una mostra che celebra il ritratto. Un ‘genere’ attraverso cui sono passati i più grandi pittori della storia moderna, da Canova a Modigliani, che vede nell’800 il suo secolo di maggior splendore, prima della “rottura” di Picasso.
Saranno 100 le opere in mostra fino al 27 febbraio, nell’allestimento curato da Fernando Mazzocca, Carlo Sisi, Francesco Leone e Maria Vittoria Marini Clarelli. Volti, dettagli, storie di esistenze intime e scene di vita pubblica, raccontate attraverso gli occhi dei maggiori artisti italiani, tra visione e ‘messa in posa’ classica e sopraggiungere del marchingegno fotografico, più adatto ad evidenziare tutto ciò di fenomenologicamente rilevante intorno ai soggetti ritratti.
Da una parte appunto la tecnica e la visione, tra romanticismo, naturalismo, scapigliatura, macchiaioli e avanguardie. Dall’altra la valenza di racconto sociale che ci riporta un’Italia dove la compostezza della nobiltà lascia spazio all’allegria, all’abbondanza della borghesia. Una storia, quella del ritratto, che corre parallela a quella dell’intera vicenda della pittura e torna con valenza oggi a riproporre un rapporto biunivoco unico, quello tra artista e soggetti rappresentati. Sono le scelte, le fattezze, gli strumenti di uno a influenzare l’altro, con l’idea che un pittore, quando comincia un ritratto non sa mai con esattezza dove andrà ad approdare.
Da Canova a Modigliani. I grandi ritratti dei maestri italiani in mostra a Padova





Si inaugura giovedì 18 febbraio alle 18.30 a Padova presso l’Anfiteatro Arte la mostra “Pensando Pittura”: al vernissage saranno presenti oltre al curatore Alberto Mugnaini, gli artisti selezioonati.
Pensando Pittura è nel suo complesso un omaggio a un movimento artistico che ha segnato gli anni Settanta col ritorno della pittura in Italia e nel mondo. In mostra, infatti, una selezione dei principali artisti italiani che hanno aderito a movimenti quali Pittura Pittura o Pittura Analitica, riconducendo l’attenzione della critica, del pubblico e delle gallerie al quadro e alla pittura.
In tutto una cinquantina di opere ospitate negli spazi di Anfiteatro Arte fino al 24 aprile 2010.

Inaugura giovedì 23 luglio alle ore 18 In between silence, la mostra conclusiva della residenza d’artista di Nine Budde alla Fondazione March di Padova. A cura di Caterina Benvegnù, il progetto è in collaborazione col GAI e l’Associazione Pépinières Européennes pour Jeunes Artistes.
Il lavoro di Nine Budde si concretizza in un’opera video fatta di due progetti, You and Me e Shall I ignore the youth?, due diverse modalità di relazione tra l’artista e il territorio socioculturale che l’ha ospitata. L’artista tedesca vincitrice dell’ Open Art Programme ci presenta due donne a confronto da una parte e dall’altra la storia sottotitolata dal presente.
Sempre per giovedì 23 luglio è prevista la presentazione di myFolder, archivio mobile d’artista, progetto collettivo a cura di Elisa Lampariello, di cui vi avevamo parlato qui.
Clemente XIII, Carlo Rezzonico, è stato un papa che ha assistito ai cambiamenti culturali che hanno attraversato il Settecento, dal diffondersi delle idee illuministiche al mutamento del gusto artistico, passando dagli sfarzi del Barocco e del Rococò alla freddezza del neoclassicismo.
Come vescovo prima e come pontefice poi, fu testimone, mecenate e attivo protagonista di tali cambiamenti artistici, commissionando opere ai più noti artisti del tempo, da Anton Raphael Mengs a Pompeo Batoni, a Giovanni Battista Piranesi. Alla sua morte, per ricordarne il potere, i nipoti affidarono ad Antonio Canova il monumento funebre nella basilica di San Pietro.
La mostra “Clemente XIII Rezzonico. Un papa veneto nella Roma di metà Settecento” al Museo Diocesano di Padova fino al 15 marzo, mostra i rapporti del papa con gli artisti dell’epoca, in particolare con Giovanni Battista Piranesi, che godette del favore dei Rezzonico a Roma. Al papa l’architetto dedicò alcune delle sue più famose incisioni e progettò gli arredi degli appartamenti del cardinale Giambattista e del senatore Abbondio Rezzonico, nipoti del pontefice.
Un’apposita sezione della mostra presenta le fasi della progettazione del monumento funebre di Canova, attraverso i disegni e i bozzetti in gesso dell’autore.
Clemente XIII Rezzonico. Un papa veneto nella Roma di metà Settecento - Palazzo Vescovile, Museo Diocesano - Padova




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“myFolder” è un progetto rivolto a tutti gli artisti di ogni nazionalità ed età proposto da fondazione march, in collaborazione con signaletic:for art.
In pratica si tratta di creare delle opere d’arte in pochi centimetri di cassetto così da creare dei contenitori itineranti, archivi di lavori che possono essere consultati e acquistati dal pubblico che si recherà a vederli. Un’idea nata con l’obiettivo di produrre e far conoscere artisti italiani e internazionali.
Per partecipare alla selezione sono previste due fasi per ogni anno. Sul sito c’è il calendario con le scadenze e i dettagli. Non ci sono limiti di tecnica o supporto purchè non vengano superati i limiti di spazio previsti per il proprio cassetto (larghezza 125 x profondità 90 x altezza 4 cm). Ogni artista selezionato sarà invitato a stipare ed aggiornare costantemente disegni, sottili sculture, fotografie, collage, video, audio e quaderni. I lavori realizzati potranno essere consultati o comprati sia in sede che online. Un’idea molto carina per creare delle mini collezioni accessibili.
Una parte dell’archivio, denominato Travelling, sarà anche mobile e potrà viaggiare in altre gallerie o spazi per esposizioni correlate.