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Tutti gli articoli con tag arte a parigi

Ultime rivelazioni su Picasso

pubblicato da Lorenzo Mazza


I grandi artisti, si sa, continuano a far parlare di loro anche da morti. Così in questi giorni si fa strada in Spagna l’ipotesi che Pablo Picasso, attivista e militante comunista della sinistra anti-franchista, autore del monumento contro la barbarie di Guernica, sia stato in un’occasione tentato dal Generalissimo, per organizzare una retrospettiva dei suoi lavori a Madrid.

Correva l’anno 1956 e molte pressioni da parte del partito ostacolarono il progetto. La notizia ci giunge dallo storico britannico John Richardson che ha appena dato alle stampe il quarto volume della biografia del pittore di Malaga.

Le implicazioni di questa rivelazione vanno oltre l’ambito strettamente politico. Da una parte Picasso sentiva una grande nostalgia per la sua terra e cercava di far passare un’immagine diversa di se stesso, considerato che il regime lo aveva più volte tacciato come traditore. Dall’altra molti amanti della sua arte hanno tirato un respiro di sollievo, pensando che se Pablo avesse ceduto alle lusinghe di Franco, arebbe forse perso parte della sua libertà espressiva.

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Node Fest 2010, intervistando Trauma Studio

pubblicato da penelope.di.pixel

node fest

Vi presento oggi l’intervista che ho realizzato insieme a Trauma Studio, il collettivo artistico promotore del Node Fest: vi ricordate il festival di arti digitali intinerante che ques’anno fa tappa a Parigi, Istambul e Roma?

Eccolo qua, che ci racconta come questa esperienza, completamente autoprodotta, pensa e si muove: un resoconto vivace, un arte che sceglie di confrontarsi con la realtà e il territorio. Che vive e si produce attraverso network di persone (riflettendo sulla necessità di superare la dimensione di cooperazione virtuale) che promuove collaborazioni per creare spazi e opportunità. Un arte fatta da giovani che ci raccontano di conflitti vissuti sulla propria pelle, cercando autonomia e indipendenza di azione ed espressione (artistica, culturale, politica). E sono molto felice di pubblicare questa intervista, ringaziando Trauma Studio per gli spunti che mi hanno offerto.

La prima tappa parigina del festival si è conclusa, ospitata da “La Petite Rockette“: le foto che vedete nella gallery sono una piccola anteprima del materiale che immagino fra poco sarà tutto online. Intanto ne approfitto per ricordarvi le date: 2 e 3 aprile a Istambul; 16 e 17 aprile a Roma. A roma, sicuramente li andrò a trovare: aspettatevi un reportage.

Node Fest 2010, Parigi

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Node Fest 2010: fra Parigi, Istanbul e Roma, festival itinerante di arte elettronica e digitale

pubblicato da penelope.di.pixel

NODE FEST 2009 FORTE PRENESTINO from node fest on Vimeo.

Arriva alla sua terza edizione Node Fest, un festival itinerante dedicato alle arti elettroniche e digitali che per il 2010 si proietta in una dimensione internazionale di ampissimo respiro, attraversando tre caapitali suggestive e molto diverse fra loro: Parigi (20/21 marzo), la “ville lumiére”; Istambul (3/4 aprile), la “porta d’oriente”; Roma (16/17 aprile), la “città eterna”.

Node Fest è il principale prodotto di Trauma Studio, un collettivo e al contempo uno spazio-laboratorio che si rivolge ad artisti, tecnici e curiosi di arte digitale e performativa, produzione audio-video e musicale, nell’intento di incontrarsi, condividere saperi, sviluppare progetti e trovare/inventare gli strumenti necessari per realizzarli, dal punto di vista di chi ha scelto il l’open source, il peer-to-peer e il copy-left come alternativa culturale e politica di fare arte, informazione e cultura dal basso. Non a caso il festival è completamente autoprodotto, mantenendo costi di accesso al pubblico bassissimi (intorno ai 5 euro in totale).

Il programma prevede esposizioni e proiezioni, dj-sets e live-sets, performances e installazioni multimediali, a comporre un’esposizione collettiva fresca e dinamica, come potete vedere nel video-documentario che riassume i principali momenti dell’edizione 2009. A breve un’intervista in cui ci confronteremo con i promotori dell’iniziativa per capire insieme cos’è, come nasce e come si produce un progetto particolare come il Node Fest.

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Munch. 'L'Anti - Urlo' a Parigi

pubblicato da Lorenzo Mazza


Il lato nascosto di Munch, oltre L’Urlo e tutti gli stereotipi connessi alla sua indagine sul dolore umano. Edvard Munch è stato molto di più e una mostra alla Pinacotheque de Paris, dal significativo titolo “The Anti-Scream”, ce lo ricorda. 170 dipinti, litografie e incisioni, per una retrospettiva che percorre l’intero arco della sua parabola artistica: dai primi tentativi nell’adolescenza (1880), fino alla sua morte avvenuta nel 1944. Opere che per la gran parte provengono da collezioni private, molte esposte per la prima volta al pubblico.

Munch non può cominciare e finire con L’Urlo. Ad esempio qualcuno sa che il pittore norvegese effettuò molti esperimenti? Sottoponendo le sue opere all’effetto della pioggia, della neve o dei graffi, cercava nuovi orizzonti entro cui collocare l’opera d’arte. Munch, considerato un pioniere dell’Espressionismo, ha sempre cercato di catturare l’essenza interiore dei suoi soggetti o ritrarre la natura effimera della vita e dell’arte stessa.

Edvard Munch (1863-1944) comincia la sua carriera copiando i paesaggi nello stile dei maestri norvegesi. Nel 1895 nasce Pubertà, una ragazza sul bordo del letto, un quadro che riproporrà tra il 1914 e il 1916, attraverso uno speciale trattamento di bruciatura solare. La sua vicenda biografica è costellata da sciagure, all’età di cinque anni perde la madre all’età di 5 anni, poi, uno ad uno, i suoi due fratelli. Ma la sua pittura, pur attraversta dalla rappresentazione del dolore umano e dell’agngoscia, va oltre. Dipinti come The Sun, Summer Night in Studenterlunden, visitabili fino al 18 luglio a Parigi, ne sono un esempio.

Munch - L’Anti-Urlo
Munch - L'Anti-UrloMunch - L'Anti-UrloMunch - L'Anti-UrloMunch - L'Anti-Urlo

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JR in azione!

pubblicato da Lorenzo Mazza

Ecco il bellissimo video che documenta tutta l’operazione Women are Heroes dell’artista francese JR. 70 immensi ritratti fotografici, dettagli di volti, occhi di donne colti all’interno di teatri di guerra.

Aiutato da un esercito di volontari nella notte, JR ha tappezzato il lungo Senna. L’accuratezza della tecnica di stampa e l’uso della carta giusta, fanno sì che attraverso questa operazione di affichage i poster siano divenuti un tutt’uno con le pareti.

La gente del posto, dapprima stordita, ha cominciato ad apprezzare ed è rimasta addirittura delusa quando i poster hanno cominciato a staccarsi dopo poche settimane. Ma d’altronde quasi tutta l’arte urbana è effimera e, chi proprio non ne ha potutto fare a meno, si è portato un pezzo di poster a casa.

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Art Paris

pubblicato da Lorenzo Mazza


Torna Art Paris, l’evento d’arte di primavera nella capitale francese. Una manifestazione che trae la propria forza dalla rete delle gallerie presenti in città, che svolgono un ruolo attivo sul mercato internazionale dell’arte. L’appuntamento è dal 18 al 23 marzo al Grand Palais nella zona degli Champs-Élysées.

Questa sarà un’edizione speciale, Art Paris + Guest comprende infatti un evento nell’evento. Attraverso la collaborazione con i partner ospiti - gallerie internazionali, fondazioni, collezionisti, progettisti, scrittori, registi, architetti, stilisti, musicisti, grandi nomi del cibo Art Paris cerca una nuova identità. Una piattaforma di trading che riflette la vitalità del mercato d’arte a Parigi e la multiculturalità scena dell’arte francese.

Il Direttore della manifestazione Lorenzo Rudolf ha sostenuto questa formula per favorire una fiera che sia anche crocevia di persine, rivenditori e partner invitati a diventare co-produttori dei singoli progetti artistici.

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Women are Heroes. Il libro di JR

pubblicato da Lorenzo Mazza

Women are Heroes è il libro di JR di 252 pagine a colori che mostra tutte le donne coinvolte nei suoi progetti e racconta le loro testimonianze. Il volume è disponibile in edizione bilingue francese / inglese. Dopo Portrait of a Generation nei sobborghi di Parigi nel 2006, e Face2Face, in Medio Oriente nel 2007, Women are Heroes è la terza parte della Serie dei 28 millimetri, così chiamata per l’obiettivo che JR utilizza per ottenere inquadrature ravvicinate delle modelle di cui fa i ritratti. Women are Heroes è un libro di avventure che ci porta in Africa, Asia e Sud America. JR, giovane artista francese di cui i lettori di Artsblog si dovrebbero ricordare, ci conduce in luoghi di cui si può fantasticare per averli visti in televisione, in occasione di qualche evento drammatico.

Women are Heroes parla di donne che camminano fianco a fianco con la morte e spesso abbracciano la vita, passando dal pianto al riso. Sono donne generose che non hanno nulla, ma sono disposte a condividere, donne che hanno un passato doloroso e vogliono costruire un orizzonte con più luce. Alla ricerca di ciò che è comune nel loro sguardo, ci avviciniamo a ciò che è universale: il fattore umano. Women are Heroes è un omaggio alle donne, la cui dignità viene fuori quando JR attacca le loro fotografie sui muri dei loro villaggi e in tutto il mondo. Le donne esprimono le difficoltà che incontrano in un mondo dominato dagli uomini.

Le donne anziane sono modelli per un giorno,ed i bambini diventano artisti per una settimana. In questa forma d’arte, non vi è nessuna fase che separa l’artista dal pubblico. Come un fiore di campo spuntato tra lastre di cemento, così le opere di JR compaiono nei luoghi più inaspettati. Questo progetto e il libro che ne è derivato ha permesso di condividere questa esperienza e di mantenere la promessa fatta alle donne: portare le loro storie in un viaggio intorno al mondo.

Women are Heroes
Women are HeroesWomen are HeroesWomen are HeroesWomen are Heroes

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Graffiti ombra

pubblicato da Lorenzo Mazza


Ieri girando su internet ho beccato l’immagine di un graffito che avevo visto, me lo ricordo bene, per le strade di Parigi. Si trattava dell’immagine dell’ombra di un lampione disegnata sul manto stradale. Mi ricordo che mi rimase impressa perché di giorno non riuscivo a capire cosa fosse, poi ci passai una sera e l’ombra, ché la luce artificiale non si muove mai, era lì, proprio dentro il suo graffito.

Ieri così sono rimasto davvero sorpreso quando cercando ‘shadow graffiti‘ (graffiti d’ombra) su Flickr ho trovato diversi risultati. Tutti pezzi fatti sull’asfalto, segnalano la presenza di altri oggetti, che a volte ci sono, altre volte erano solo di passaggio.

Il fascino dell’ombra così come quello del graffito sono legati all’effimero e alla caducità. Il tentativo di tenere insieme questi due elementi conduce a volte a risultati inaspettati, che imprimono sul terreno la memoria del passaggio degli oggetti e del susseguirsi del ciclo del giorno e della notte. Un tempo sospeso quello dei graffiti ombra, realizzati proprio a partire da ombre reali, come si trattasse di disegnare con un proiettore luminoso che ingrandisce gli oggetti su una parete.

Graffiti ombra
Graffiti ombraGraffiti ombraGraffiti ombraGraffiti ombra

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È cascato dalle scale - Jean Jullien

pubblicato da Lorenzo Mazza


Jean Jullien è un graphic designer francese che vive a Londra. Recentemente ha tenuto It fell down the stairs (È cascato dalle scale), una personale a La Galerie des Arts Graphiques di Parigi, dove ha presentato le sue illustrazioni. Un linguaggio molto particolare e delicato il suo, che dà vita ai singoli soggetti facendoli uscire dalle cornici.

I suoi ‘omini’, così semplici e così espressivi, si muovono tra una cornice e l’altra quasi per curiosità e per dispetto. Impreziosiscono alcune illustrazioni degli interventi verbali, a volte semplici didascalie, altre volte interventi poetici come la scritta “Go up but don’t grow up!” (Sali ma non crescere!”) che appare sul palloncino d’ un bambino.

Jullien oltre che illustratore è anche fotografo, poster designer, videomaker, costumista e realizza installazioni, libri e vestiti. Parallelamente alla sua prolifica attività professionale e artistica frequenta il Royal College of Art.

It fell down the stairs - Jean Jullien
It fell down the stairs - Jean JullienIt fell down the stairs - Jean JullienIt fell down the stairs - Jean JullienIt fell down the stairs - Jean Jullien

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Les Repas Frugal di Pablo Picasso a Milano

pubblicato da Lorenzo Mazza


Dal 20 novembre la Galleria Bellinzona di Milano (via Volta 10) ospiterà Le Repas frugal, una grafica di Pablo Picasso realizzata nel 1904 a Parigi, momento di passaggio del pittore catalano, tra il periodo blu e il periodo rosa. Le Repas frugal è un foglio inciso con la tecnica dell’acquaforte su zinco, che rappresenta un uomo e una donna seduti a tavola, avvolti in un’atmosfera grigia e irrequieta.

La mensa è povera, l’uomo è sofferente e voltato da una parte abbraccia senza forza la donna che guarda verso di noi misteriosamente, inquietamente tranquilla. L’uomo, che Picasso stesso chiama l’Aveugle (Il cieco), è mangiato dalla fame. Si tratta di un lavoro che riflette molto il periodo di vita che Picasso sta attraversando. Abita in Montmartre fidanzato con Fernande Olivier, senza soldi e senza risorse.

Costretto a uscire poco e addirittura a stare in casa per due mesi di fila perché senza scarpe, vive in un quartiere di poveracci, barboni, mendicanti, prostitute, malviventi e poveri artisti come lui, costretto a riutilizzare lastre già incise da altri pittori. Così è per la lastra di Le Repas frugal, già usata da Juan Gonzales per un suo paesaggio. Proprio questo disegno, inaugura quella che sarà le serie dei saltimbanchi e degli arlecchini di Picasso.

L’esposizione sarà visitabile fino al 15 gennaio 2010 ed è a cura di Carlo Ghielmetti. In mostra la planche originale de Le Repas frugal assieme ad un’estratto del film Le mystère Picasso di Henri-Georges Clouzot.

Picasso - Le Repas frugal
Picasso - Le Repas frugalPicasso - Le Repas frugalPicasso - Le Repas frugal

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