
Si chiude il 23 luglio a Contiglione (Rieti) il secondo workshop internazionale dedicato all’arte, alla cultura e alle nuove tecnologie realizzato dal centro sperimentale MEDIARS.
Un passo indietro per capire qualcosa di più sul centro, un’organizzazione non profit nata nel 2006 come spin off della Regione Lazio, le cui attività si sviluppano fra Castello idi Contiglione in Rieti e Los Angeles. Il centro affianca la ricerca sull’arte e la cultura dei nuovi media a programmi di mobilità e residenze: il principale prodotto è la conferenza annuale nella quale si alternano installazioni, workshop, forum e progetti sul territorio. Fra i progetti, ad esempio, “Il Castello sensibile” realizzato nel 2007, in cui la facciata del Castello cambia di colore e intensità al passaggio del pubblico; “I Quartieri della Memoria” e “La Voce dei Luoghi“.
Del programma 2010, per chi fosse in zona, segnalo la giornata del 21 luglio in cui sarà possibile visitare fra le altre l’installazione cuore.uno.zero di Stefano Sburlati che abbiamo intervistato qualche tempo fa su questo blog.
L’attore italiano Raoul Bova ha da un po’ di tempo a questa parte creato una Graffiti Art School con l’intento di promuovere un dialogo sulla diffusione dell’arte e della legalità. Un laboratorio di paesaggio urbano, una scuola di graffiti che nasce con l’intento di attivare occasioni di espressione della creatività di strada.
Alla conferenza stampa di presentazione del progetto a Rieti erano presenti diversi “graffitari”, che hanno dipinto insieme un camion della nettezza urbana dell’Asm Rieti. Tra questi c’erano due writer-poliziotti e un writer-avvocato. I due poliziotti sono Andrea haero Fabellini (poliziotto alla Frontiera del Monte Bianco, writer, viaggiatore, fotografo) e Angelo 142 (Angelo Langè, poliziotto della Sezione Criminalità Diffusa della Squadra mobile di Milano). In un servizio del TG2, uno dei due ha realizzato una firma spiegando che la tag si appone solo alla fine del pezzo ed auspicando uno ’stop tagging’, cioé la fine dell’imbrattamento selvaggio delle mura cittadine con semplici tag. A dir la verità molto spesso questa pratica più che di arte sa di ‘possesso’.
Dell’avocato penalista invece sappiamo che si chiama Frode e questo è il suo sito. Il progetto della Graffiti Art School è promosso dalla Fondazione Capitano Ultimo, nata dal capitano della squadra speciale antimafia dei carabinieri, volta a promuovere la cultura della legalità e della solidarietà. Per saperne di più sui retroscena dell’intero progetto, guardatevi questo servizio.