
Dal 12 al 31 Marzo la galleria Hybrida Contemporanea di Roma presenta Uemon Ikeda – Giasone e la bella Medea, a cura di Emanuela De Notariis. Nato in Giappone, Ikeda vive in Italia dagli anni ’70 e conduce la sua personale ricerca tra segno e parola.
Giasone e la bella Medea propone una serie di acquarelli in cui si distinguono forme di corpi e architetture, che poi quasi si perdono nella ricchezza del colore. Non c’è un racconto ma piuttosto il potere evocativo del ricordo. La memoria personale dell’artista che si concetizza e si espande, arrivando magari ad affiorare nelle teste dei presenti, del pubblico.
Poi un’installazione, in cui una pelliccia si staglia nello spazio fisico e concettuale della galleria e un filo rosso ne rappresenta la cornice organica, lo spazio delle relazioni. La stupenda, tragica, avventura di Giasone e Medea, prende forma attraverso rimandi e citazioni, nella promiscuità del presente.
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Dall’11 marzo al 24 aprile i delicati alberi dipinti da Lucas Reiner arrivano a Roma per una personale dedicata all’artista dalla Galleria Traghetto.
Reiner inizia la sua carriera di “ritrattista” di alberi metropolitani attratto dalla tenacia che questi esseri dimostravano nel sopravvivere alle condizioni di Los Angeles, sua città d’origine. Se parliamo di ritratti e non di paesaggi è per un motivo specifico. L’artista rimuove completamente il contesto e l’ambiente circostante, costringendo il nostro sguardo sulle forme insolite che gli alberi hanno assunto pur di resistere e continuare a vivere. In questo modo, querce e betulle dalle chiome recise e con i rami tagliati vengono assunte a metafora della straordinaria tenacia della natura nella lotta alla sopravvivenza.
E devo ammettere che davanti all’inquinamento, al traffico e ai pesanti interventi edilizi delle città provo il suo stesso stupore e ammirazione nel guardare gli alberi di Roma, sapendo che ci sopravviveranno.
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Inaugura venerdì 12 marzo alla CO2 Gallery in via Borgo Vittorio 12/b a Roma Sten & Lex solo show. Per la seconda volta il direttore Giorgio Galotti ha deciso di puntare sulla street art, presentando una personale che esplora la rivoluzione del lavoro collaborativo di due artisti, la loro decisione di creare un’unica entità artistica.
A vedere dalle preview presenti sul loro Flickr, c’è da giurare che i due presenteranno diverse nuove produzioni, per quello che può essere considerato il loro debutto ufficiale in galleria. Un display predisposto per riportare l’equilibrio presente tra il linguaggio poetico e quello narrativo nelle loro opere.
Dopo un periodo di ricerca storica negli archivi fotografici dell’Italia degli anni ‘60 e ‘70, nuove possibilità stilistiche si sono affacciate nelle mente di Sten&Lex. Vecchie tecniche fotografiche ri-attualizzate alla luce dello stencil e il poster, strumenti principe dell’espressività combinata dei due. Ogni progetto è il tentativo di un nuovo processo di simbiosi, poco sintetica e molto irriducibile a due singolarità. Ne esce fuori un lavoro da ‘designer urbani’, che, prima di produrre i loro primi prototipi, inventano, sperimentano, ricercano. C’è traccia dell’intero processo di creazione in ogni opera ed ogni prototipo è diverso. Qui non si fa propaganda ma invenzione.

Parte domani 9 marzo la collettiva Art@network a cura di Serena Pisano. La mostra, realizzata presso il MLAC (Museo Laboratorio di Arte Contemporanea) dell’Università di Roma La Sapienza, ospita numerose opere di net.art visitabili online, alcune istallazioni riprodotte in locale e una serie di video ricostruendo attraverso gli autori le principali fasi della net.art e del media hacktivism dagli anni ‘90 ad oggi.
La selezione degli artisti è significativa: Roy Ascott, Maurizio Bolognini, Chaos Computer Club, Vuk Cosic, GMM, Jaromil, Jodi, Olia Lialina, Mark Napier, Claudia Quintieri, Alexei Shulgin, Strano Network, Tommaso Tozzi, Ubermorgen.
Art@network sarà aperta al pubblico fino al 26 marzo 2010.
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Tra i grandi compositori di musica per cinema, lui è forse il più grande. La musica di Ennio Morricone sarà la colonna sonora della mostra che inaugura oggi sabato 7 marzo all’Auditrium di Roma, dove Sandy Aime, giovane pittrice trentenne, presenterà i suoi più recenti lavori.
I colori delle emozioni, 10 opere nate dalla fascinazione dell’arista per le canzoni di Morricone. Un incontro che riasale al 2004, quando il maestro la chiamò ad esporre alcune opere durante un suo concerto all’Arena Verona.
La Aime si è diplomata allo IED di Milano, dove vive e lavora. I suoi quadri sono come dei piccoli dispositivi che cotengono ni nuce la musica del maestro. Attraverso le sue note e la presenza vivificante del pubblico, prendono vita e forma.
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C’è tempo fino al 2 aprile a Roma alla Dorothy Circus Gallery per visitare What a WonderFood World. La mostra presenta il lavoro di due giovani -ma molto apprezzate - artiste, l’iraniana Nouar e l’illustratrice spagnola Laura Watcher.
Nouar si è diplomata all’Art Center College of Design di Pasadena, in California. Il suo lavoro attinge dalla cultura visiva americana della metà del secolo scorso, in particolare dall’illustrazione pubblicitaria, rivisitata in chiave noir. Laura Watcher, da Malaga, propone il suo sguardo pungente e critico, confrontandosi con una serie di dipinti dalle grandi dimensioni.
Per Ludwig Feuerbach, l’uomo è ciò che mangia. In questa mostra il cibo è da vedere, da sentire e da ‘incorporare’. Pesante ed essenziale e leggero, spirituale. Cibo “de panza”o cibo dell’anima, cibo che parla, cibo che continuamente racconta la sua storia. Basta essere disposti ad accoglierla.
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Con l’arrivo della primavera si intensifica l’attività espositiva della Galleria Mondo Bizzarro di Roma, da sempre attenta a proporre autori interessanti nell’ambito dell’arte underground. Per sabato 6 marzo è prevista una doppia inaugurazione. Nella Main Gallery Niba presenta ‘The Beauty and the Beast‘ e nella Project Room Cristina Fabris propone ‘The passion of Sins‘.
Niba è una scultrice italiana, la cui opera è stata spesso accostata a quella di Allen Jones, artista pop-fetish inglese. Niba crea carillon e sculture di terracotta ricoperte di lattice. Un’arte brutale, che rimanda a “una corporeità che esiste solo attraverso la sua superficie e grazie alla pura forma estetizzante dell’abbigliamento”. Poi la serie degli iperrealistici gatti sfinge, nudi e umanizzati , addirittura tatuati, simbolo di eccesso e follia.
Nell’altro allestimento, Cristina Fabris, disegnatrice e illustratrice a china, presenta la sua ultima produzione che “galleggia” tra sacro e profano. Il passato della Fabris è intriso nel fumetto erotico italiano, Crepax, Manara, Barbieri e Cavedon fra tutti. L’erotismo è un universo magico e fantastico, che consente all’artista di condurre un personale percorso liberatorio, popolato da “pin up audaci e ammiccanti, consapevoli protagoniste delle più straordinarie perversioni e feticismi”.
Niba e Cristina Salis @ Mondo Bizzarro Gallery



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Dal 16 marzo al 18 maggio la Galleria Doozo espone i lavori di Richard Kern. Dopo il successo genovese della mostra fotografica “New Shots”, gli scatti di Kern arrivano così a Roma.
Considerato fra gli esponenti più rappresentativi dalla cultura undergroud, l’artista statunitense indaga principalmente l’universo femminile, i suoi misteri e le sue debolezze, ricavandone veri e propri ritratti. Ragazze normali, non professioniste, divengono icone inconsapevoli di una sessualità implicita, giocosa e
ingenua, o portata all’estremo: immagini quasi rubate al privato, ma con la complicita fra chi osserva e chi si fa osservare. Una poetica che nel suo complesso tende a liberare il porno dal senso di colpa tipico della società cristiano-borghese, capaci per questo di polarizzare l’opinione pubblica e la critica.
Richard Kern è nato nel 1954 a Roanoke Rapids in North Carolina: vive e lavora a New York City. Negli anni ‘80 ha diretto alcune pellicole underground, ma a partire dagli anni ‘90 si è dedicato alla fotografia, dirigendo solo occasionalmente alcuni video musicali per gruppi come Marilyn Manson ed i Sonic Youth.
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Apre ufficialmente oggi a Roma, negli spazi della Redazione di Fefè_Biblioteca Ied l’allestimento dedicato all’artista israeliano Hanoch Piven. Nato nel 1963 in Uruguay e residente a Barcellona, Piven si è fatto conoscere come illustratore e caricaturista per riviste americane ed europee come Newsweek, Rolling Stone, The Times, Der Spiegel.
Si tratta di grande retrospettiva che raccoglie il meglio della produzione di questo artista mixed-media. Dai libri per bambini ai famosi ritratti di personaggi famosi (come Woody Allen, Ronaldinho, Obama e Homer Simpson), realizzati con ironia, pieni di colore e di sollecitazioni per lo sguardo. La mostra, visitabile fino al 2 aprile, è l’occasione per presentare il nuovo spazio di Fefè Project, la piattaforma creativa che edita l’omonima rivista, giunta al numero 11.
Un’attività intensa la sua, in giro per il mondo a realizzare workshop e laboratori creativi con i bambini. Tra alcuni mesi per la prima volta la sua produzione entrerà in un museo americano, a Los Angeles, con la mostra Making Faces.

La pittura brucia con il fuoco, stilla come gocce di sangue, penetra nella terra, è tenera e crudele allo stesso tempo. Michael Hussar la popola di essere fantastici, demoni, creature che emergono dall’ombra, dalle tenebre. C’è la paura, l’angoscia, la rabbia, ma sempre l’ironia, sottile, velata.
I suoi dipinti ad olio ed una serie di litografie ad edizione limitata saranno in mostra da sabato 27 febbraio (inaugurazione h 18:00) alla Galleria Mondo Bizzarro di Roma. Hussar, nato in California nel 1964, parla del suo lavoro come di “uno scatto voyeuristico all’umanità percepita, un mondo meraviglioso gotico illuminato dall’area grigia tra la verità e la menzogna”.
La mostra prosegue fino al 4 marzo 2010, alla Mondo Bizzarro Gallery, dove fino al 4 marzo è ancora visitabile la collettiva UltraErotica, che comprende, tra gli altri, opere dello stesso Hussar. Come diceva Baudelaire: “In art only the bizarre is beautiful“.