
Sarà un evento senza eguali, quello che andrà in scena alla 999CONTEMPORARY di Roma dal 28 gennaio al 23 febbraio. L’imperdibile mostra vedrà tra gli spazi della galleria romana artisti del calibro di Banksy, Shepard Fairey, Space Invader, Ben Eine, JR, Slinkachu, Mr Brainwash, per la prima volta riuniti in una collettiva in Italia. Mostri sacri italiani e internazionali della street art, insomma. L’esposizione comprende serigrafie, digigrafie, poster e fotografie; l’ingresso è gratuito ma ad accesso limitato, visti i ridottissimi spazi del 999CONTEMPORARY. Per chi non riuscisse a partecipare all’evento, sappia che è in programma “Vandalism Vol. 2″, con data da definirsi, nei medesimi spazi. Che nascono dal recente “Occupy Wall Street“, un movimento nato dalla strada, come la street art del resto. Ecco l’originale presentazione del progetto che si legge sul sito:
“Occupy, si. Occupare processo e sostanza. Per non confonderli di nuovo perché una volta confusi questi due momenti, acquista validità una nuova logica: quanto maggiore è l’applicazione, tanto migliori sono i risultati; in altre parole, l’escalation porta al successo. In questo modo si induce l’artista a confondere facilità di parola e capacità di dire qualcosa di nuovo. In questo progetto dimostreremo che l’istituzionalizzazione dei valori conduce inevitabilmente all’inquinamento fisico, alla polarizzazione sociale e all’impotenza psicologica: tre dimensioni di un processo di degradazione globale e di aggiornata miseria. Lo dimostreremo cercando nuova ricchezza da portare in galleria.”
Nasce a Roma, nel vitali strade del quartiere Pigneto, un nuovo festival tutto dedicato all’incontro fra la musica elettroacustica “colta” e la vastissima scena della musica elettronica.
Il festival si chiama “RE-volt” e si terrà sabato 19 novembre e domenica 20 toccando tre loction capitoline: Fanfulla 101, Arci Dal Verme, Sister Ray. Con il coordinamento artistico di Tiziana Lo Conte, Simone Pappalardo, Gianni Trovalusci, questa giovanissima esperienza è riuscita a mettere insieme soggetti e spazi diversi, formali e non formali, istituzionali e non: dal CEMAT, alle Scuole di Musica Elettronica dei Conservatori “Santa Cecilia” a luoghi che nascono da autogestioni cittadine come il Fanfulla 101.
Tutto questo di per sè è una ricchezza cui si unisce un programma sostanzioso e un’impostazione teorica che apprezzo. L’intento è infatti quello di mettere in evidenza i punti di contatto fra la sperimentazione elettroacustica di provenienza “colta” e la musica elettronica. La base è comune: impiegare l’elettronica nella composizione musicale. Ma fino ad un certo punto dell’evoluzione tecnologica l’alto costo degli impianti ha fatto sì che solo una ristretta èlite di artisti potesse appropriersene. Ne sono esempi gli Studi di Fonologia della Radio di Colonia o della Rai di Milano che hanno consentito a compositori come Karlheinz Stockhausen, Luciano Berio e Luigi Nono di muovere i loro primi passi elettronici. Il drastico abbasamento delle soglie di accesso a queste tecnologie ha visto il proliferare di sperimentatori in ogni dove, trasportando l’elettronica dagli studi alla strada, proprio grazie all’avvento digitale.
RE-volt, come ci illustra bene la locandina, intende mettere in comunicazione questi due mondi per cfreare contaminazioni, un po’ come hanno fatto i suoi promotori facendo incontrare anime e mondi così diversi. Maggiori informazioni sul programma a questo link.
Apre oggi a Roma al Chiostro del Bramante la grande esposizione dal titolo ‘Gli Orientalisti. Incanti e scoperte nella pittura dell’Ottocento italiano’. Esposte circa ottanta opere, provenienti dai maggiori musei, degli artisti italiani che nel XIX secolo raccontarono tra sfarzo e colore le meraviglie d’Oriente, da Francesco Hayez a Ippolito Caffi, da Alberto Pasini a Roberto Guastalla a Domenico Morelli. La mostra racconta l’Oriente con la sua cultura misteriosa ed ammaliante, che iniziò ad essere conosciuta in Italia dopo la spedizione di Napoleone in Egitto. Grazie al libero mercato dell’epoca e ai conseguenti racconti di commercianti ed esploratori, si aprì la porta ad una delle culture che ancora a oggi risulta essere tra le più distanti dal mondo occidentale, ma allo stesso tempo tra le più affascinanti.
L’artista che senza dubbio può considerarsi il pioniere di questo filone pittorico fu il veneziano Francesco Hayez. Pensate che senza mai muoversi dall’Italia riuscì a farsi influenzare dal fascino orientale e a rappresentare l’esotismo di quei luoghi in modo assolutamente verosimile. La mostra è curata da Emanuela Angiuli e Anna Villari ed è visitabile fino al 22 gennaio 2012.

Oggi si celebrano i 50 anni di Colazione da Tiffany, il film tratto dall’omonimo romanzo di Truman Capote, che ha per protagonista una giovanissima Audrey Hepburn. O meglio, si celebra il film che l’ha resa famosa in tutto il mondo, insieme a Vacanze Romane, come icona di stile ed eleganza. Capita quindi che a Roma venga allestita una mostra proprio in suo onore, che ripercorrerà, in particolare, i suoi 30 anni vissuti nella capitale. Andrà in scena all’Ara Pacis dal 25 ottobre al 25 dicembre e Luca Dotti, unico figlio dell’attrice nonché curatore della mostra insieme Guido Tarlonia e Ludovica Damiani, racconta l’essenza dell’esposizione:
“Il titolo è ‘Audrey a Roma’ E’ un omaggio alla capitale, che mia madre ha amato tanto. Ma il suo sottotitolo, ‘Esterno - Giorno’, è emblematico e vuole sottintendere proprio un aspetto vero della personalità mia madre, che non è quello in cui il pubblico la identifica, ovvero il personaggio sofisticato del film che l’ha resa un’icona di stile, in abito da sera nero, il bocchino, le perle e lo chignon. La vera Audrey è un’altra e io la voglio mostrare al pubblico, con le foto scattate all’improvviso a Roma, dietro ai back stage. Sono ottomila scatti. Inoltre, saranno esposti gli abiti che mia madre amava indossare fuori scena, i cappotti, i tailleur, otto capsule con tre quattro mise ciascuna. Dimentichiamo la Holly di Colazione da Tiffany, un personaggio che l’aveva divertita e che interpretò con gioia. Abbiamo voluto puntare sulla Audrey intima, famigliare. Tanto che sarà proiettato anche un film che raccoglie tutti i superotto dove si vedono le immagini del matrimonio di mia madre con papà. - ha spigeato - La mia nascita, i compleanni. Mia madre è stata una donna reale che nessuno conosce e io voglio svelare.”
Gli incassi dell’esposizione saranno devoluti all’Unicef, come la serata a conclusione della mostra, a Natale, organizzata con Desirè Colapietro, ambasciatrice Unicef e fondatrice del gruppo “Amici di Audrey”. Conclude Luca Dotti:
“Una serata di charity che io spero venga ospitata a Cinecittà e che vorrei diventasse per Roma un appuntamento fisso e prezioso come quello che avviene ogni 25 dicembre a New York. In questa occasione, presenteremo anche un libro edito da Eletta Mondadori i cui incassi andranno all’Unicef”
Via | Ansa

“16 personaggi in cerca d’attore”, oltre ad avere un titolo che trovo geniale (forse per il richiamo a Pirandello), è una mostra fotografica molto originale, la cui genesi è altrettanto interessante. Sarà ospitata fino al 30 settembre dalla Galleria 291 est di Roma (Viale dello scalo San Lorenzo 45) e l’autore è il fotografo Matteo Mignani, che la racconta così:
“Avevo poco spazio, un metro scarso di muro bianco, poco tempo e decine di facce bellissime da fermare e inquadrare in cinque secondi. C’era sempre confusione, fretta e una folla di fotografi. Le condizioni ideali per distruggere ogni posa. Mi attira molto il concetto della fototessera. È un oggetto meta-fotografico, è lo scatto base, il livello zero della fotografia. Sapere che tutti ne abbiamo una in tasca è un pensiero che mi rassicura e mi incuriosisce. Per un curioso gioco tra essere e apparire”
Il contesto di confusione di cui parla Mignani è la penultima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, durante la quale ha ritratto i protagonisti della mostra. In esposizione 16 volti di attori e attrici, registi e vip immortalati tra realtà e finzione, verità e improvvisazione. Tra le celebrities che hanno “sfilato” davanti all’obiettivo del fotografo ci sono: Sofia Coppola e Paul Giamatti, Cristiana Capotondi e Alba Rohrwacher, Silvio Orlando e Giuseppe Battiston, Francesca Inaudi e Dante Ferretti.

E’ morto ieri a a Roma, all’età di 83 anni, Cy Twombly. Il pittore aveva combattuto contro il cancro per anni. Attivo da più di sessant’anni sulla scena internazionale dell’arte, Twombly era stato amico di Robert Rauschenberg, con cui aveva diviso lo studio per alcuni anni, Robert Motherwell, Jasper Johns e molti altri.
Nonostante il suo fervente lavoro, la sua grande pittura al confine tra astratto e figurativo, piena di emozione e poesia, aveva faticato ad entrare nelle grazie del pubblico e della critica americana. Come lui stesso aveva rivelato, traeva ispirazione dalla musica di John Cage.
Poi, nel 1994, una mostra al MoMA di New York aveva consacrato il suo genio anche nella sua patria. Poi negli ultimi anni era stato protagonista di una retrospettiva alla Tate di Londra (2008), che si era spostata anche al Guggenheim di Bilbao e alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma (2009).
Nato a Lexington, in Virginia, nel 1928, aveva eletto la capitale italiana come sua casa, sposandosi con Tatia Franchetti, sorella del collezionista Giorgio Franchetti, con la quale ha avuto un figlio.
Bernini, Caravaggio, Canaletto, insieme a molti autori italiani e stranieri sono i protagonisti dell’allestimento inaugurale della Galleria Nazionale d’Arte Antica a Roma. Con il restauro del secondo piano di Palazzo Barberini, il museo che raccoglie i capolavori della pittura italiana è finalmente completato. In mostra 500 opere, metà delle quali mai viste dal pubblico, dislocate fra 34 sale.
Un percorso espositivo che parte dal 1100 e finisce nel 1700. Il Narciso e Giuditta e Oloferne di Caravaggio, l’Adorazione dei Pastori e il Battesimo di Cristo di El Griego, la Fornarina di Raffaello, Venere e Adone di Tiziano e decine di altri capolavori di maestri come il Bronzino, Giovanni Baglione, Guido Reni.
A fianco dell’allestimento principale, nato dalla congiunzione tra collezioni private e statali, che sviluppa anche una vocazione didattica, nei prossimi mesi si aspetta l’inaugurazione di un’area dedicata a mostre temporanee, che dovrebbe aprire con una mostra sul Guercino, in memoria del collezionista Denis Mahon.
Bernini, Caravaggio, Canaletto protagonisti alla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma






Nel padiglione 9B del MACRO ADD Festival è in pieno fermento: cavi, tavole, martelli, tubi delle più svariate dimensioni e lunghezze, teli neri per oscurare l’ambiente, proiettori, chiodi, chilometri di nastro bi-adesivo. Tante persone dello staff che si affacendano ci al telefono - chi intorno alle installazioni, chi per risolvere le mille emergenze dell’ultima ora che non mancano mai - artisti sudati al lavoro sulle loro opere, il service con le sue meravigliose casse nere di metallo.
Ebbene li ho immortalati. Eccovi dunque un po’ di foto che cristallizzano il momento più bello di ogni evento: il makingof. Anche se mi rendo conto delle difficoltà ce ciò pone, non posso fare a meno di dire che sarebbe bellissimo aprire al pubblico questa esperienza come parte integrante dell’evento artistico.
Intanto, godetevi le foto.
Torna a Roma per la sua seconda edizione ADD - Festival di Arti Digitali Duemilaundici: 4 giorni fra performance, installazioni, presentazioni, videoarte nella splendida location del MACRO Testaccio.
Splendida è un aggettivo che mi permetto io: l’eredità storica di questo luogo (un ex-mattatoio ristrutturato con un restauro conservativo: il che significa che ganci, vasche, catenacci sono rimasti intatti e ben visibili) può risultare per molti problematica o troppo connotata, allestirci dentro non è una passeggiata, ma il fascino e la potenza evocativa sono altissimi, in particolare quella dei vasti e spaziosi padiglioni. E ADD Festival avrà a disposizione un’intero padiglione: un grosso corridoio centrale, colonne di ferro quasi a delimitare naturali celle espositive, due ampi soppalchi. Le performance e le installazioni saranno distribuite su tutta la superficie del padiglione, includendo un insieme eterogeneo di opere che vanno dal mapping all’arte interattiva.
Insieme alla mostra, una competizione di videoarte con la premiazione finale dell’opera vincitrice, e una densa proposta formativa concentrata fra sabato 25 e domenica 26 in cui si avvicenderanno docenti universitari, critici, ricerctori per offrire momenti di dilogo e approfondimento teorico con il pubblico.
Manifestazione a ingresso gratuito.
Corpo Celeste (il alto ne potete vedere il trailer) è il primo lungometraggio firmato dalla giovane regista Alice Rohrwacher. Il film, prodotto da La Tempesta Film e dall’Istituto Luce, è stato girato a Reggio Calabria e ci parla dell’incontro di Marta, ragazzina di 13 anni appena trasferitasi dalla Svizzera nel profondo sud, con la comunità e le istituzioni religiose locali.
Come primo esperimento, certamente un soggetto difficile e carico di implicazioni. Il film - unico italiano per la sezione - è stato selezionato nel cartellone della “Quinzaine des Realisateurs” del festival di Cannes e il primo giugno arriva alla Galleria Mondo Bizzarro sotto forma di una mostra fotografica. Ancora più interessante perchè “Corpo Celeste. Behind the scenes” ci racconta tutto quello che il cinema nasconde. Con gli scatti di Simona Pampallona, giovane fotografa già vincitrice del premio “Foianofotografia 2010”, i riflettori arrivano sul backstage del film. Simona, attenta e appasionata di reportage sociale, ci fa inoltre scoprire la città di Reggio Calabria, facendone emergere luci, ombre e contraddizioni.
Fre le foto in mostra ritroviamo anche quelle vincitrici del premio “Luca Pron”, a loro volta in esposizione fino al 30 Maggio 2011 presso Museo del Cinema di Torino. “Corpo Celeste. Behind the scenes” sarà visitabile a Roma fino al 15 giugno.
[Le foto della gallery sono state gentilmente offerte da Simona Pampallone, che ringrazio per il blog]