
L’11 marzo, a partire dalle 18.30 a Torino un evento completamente gratuito all’insegna del remix: Freedom to Remix, promosso dai Magazzini Bresso con la direzione artistica del Piemonte Share Festival, si propone indagare temi come le libertà digitali e in particolare il diritto d’autore, così legati all’emergere e al consolidarsi della cultura di rete.
La serata si apre con la proiezione di Rip! A Remix Manifesto di Brett Gaylor. A seguire si avvicendano quattro dei maggiori nomi legati alla scena artistica torinese elettronica: Eniac (Fabio Battistetti) che ha redatto i contenuti extra del dvd Rip!, Pinguino (Alberto Moretti e Stefano Ame) con la loro commistione tra lirismo e elettricità, Fish and Chip 8bit (Gigi de Martino e Alessandro “FIL” Fileccia) con i suoni ridotti all’osso della musica a 8bit, e in chiusura Titta (storico Dj torinese) con i ritmi del clubbing.
Un evento fresco fra arte e pirateria, musica e diritto d’autore, proprio come lo sono gran parte delle opere prodotte dagli artisti digitali contemporanei e proprio come lo siamo noi, semplici utenti, scaricatori file, frequentatori di reti p2p, liberi diffusori e riutilizzatori di contenuti digitali.
Via | ToShare.it

Alzi la mano e lasci un commento chi di voi conosce i Cuochivolanti… Si tratta di uno strampalato gruppo di chef che promette di trasformare la vostra sala da pranzo nel ristorante più esclusivo della città.
Dall’11 al 14 marzo questa allegra banda organizza Play with Food - La scena del cibo, quattro giorni di arte, musica, performance, cibo e spettacoli, al Circolo dei Lettori di Torino. Un piccolo festival ricco di eventi, che si inserisce all’interno del Programma di Torino European Youth Capital 2010.
To play, giocare col cibo (proprio come si impedisce di fare ai bambini) e recitare, mettere in scena il cibo, nei suoi infiniti significati, fisiologici, comunitari, politici. Si passa quindi dai video-banchetti di Stefania Bonatelli, alla performance gastro-fotografica di Ivan Fantini e Valentina Bianchi. Poi la cucina sonora di Enrico Ascoli, i cibi viaggianti di Elena Pugliese e molto altro. Il programma dettagliato lo trovate a questo indirizzo.
Continua a leggere: Play with Food. L'arte del cibo a Torino
Per cominciare devo ammettere di non essere un grande esperto di ‘queer art’. Quello che so è che è sempre stata forte ed importante la presenza di artisti omossessuali, dagli albori dell’arte, fino alla scena internazionale contemporanea (Andy Warhol, Keith Haring, Robert Mapplethorpe, solo per fare qualche nome).
Con queste premesse non potevo mancare di segnalarvi la prossima edizione dell’Internazionale d’arte LGBT, che si svolgerà in parallelo al Torino LGBT Film Festival. Dal 15 aprile al 15 maggio Torino ospiterà i lavori di artisti selezionati attraverso un bando pubblico. “Sono come sono” (questo il claim di quest’anno) chiama a raccolta artisti “che vogliano mettersi in discussione, disfare il concetto di genere”. Il bando, promosso dall’Associazione Koinè in collaborazione con la Fondazione Artèvision ed AV Art Gallerie, è aperto fino al 28 febbraio 2010.
L’aspetto partecipativo del concorso di idee e la mission stessa della mostra - promuovere una coscienza civile e una sensibilità verso le tematiche gay e transgender, fanno dell’Internazionale LGBT un evento da tenere in considerazione, che non mancherà di includere, a fianco di nuove proposte, artisti il cui valore è già riconosciuto. Per il programma e maggiori dettagli, vi rimandiamo alle prossime settimane su queste pagine. Stay tuned!
Continua a leggere: Internazionale d’arte LGBT 2010 a Torino

Abdone Croff fu un mercante di Milano che trattava stoffe e arredi e costruì, tra il 1935 e il 1946, una curiosa collezione di opere d’arte e d’antiquariato, spesso accettate come pagamenti delle proprietransazioni. Senza nessuna conoscenza pregressa Abdone e la moglie Adele Guelpa svilupparono un notevole occhio estetico e si accaparrarono quadri di artisti come Giovanni del Biondo, Neri di Bicci, Bergognone, Annibale Carracci, Giuseppe Palizzi, Filadelfo Simi, Pietro Annigoni, Xavier e Antonio Bueno (nella foto in alto un loro lavoro), Giorgio De Chirico.
La collezione, donata alla città di Ivrea e gestita dalla Fondazione Gulpa, sarà visitabile presso la Fondazione Pietro Accorsi - Museo di Arti Decorative di Torino, fino al 30 maggio. Si tratta di una selezione di una ventina di opere, delle oltre sessanta che troveranno sede definitiva nel Museo Civico P.A. Garda di Ivrea. Molti anche gli eventi collaterali e gli incontri a margine della mostra.
Continua a leggere: Carracci e De Chirico. La collezione Croff a Torino
Torino non si scorda dei giovani. Martedì 2 febbraio, dalle 19 fino alle 21, presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo va in scena Greater Torino. Si tratta di una nuova piattaforma espositiva dedicata alle giovani generazioni di artisti che hanno scelto Torino come luogo di formazione o di lavoro.
Apre la rassegna una doppia personale di Paola Anziché (nella foto un suo lavoro) e Paolo Piscitelli, che presenteranno il loro lavoro con opere edite ed inedite. La mostra, a cura di Irene Calderoni e Maria Teresa Roberto, proseguirà fino al 4 marzo.
A partire dalle 19, Greater Torino è dj set, celebrazione dei 15 anni di attività della Fondazione Sandretto (nuovo logo e nuovo sito web verranno presentati) ed un’esclusiva degustazione di birra per gli Amici della Fondazione su Facebook.

Da dodici anni a questa parte Torino d’inverno s’illumina e si colora con il progetto Luci d’Artista. Ogni anno alcuni artisti vengono invitati a pensare installazioni luminose da collocare nelle vie e nelle piazze della città e le loro opere si affiancano a quelle degli anni scorsi. Un appuntamento importante che rende unico il capoluogo piemontese.
Luci d’Artista 2009 si è appena conclusa e noi vi presentiamo una galleria fotografica delle installazioni. Tra le ‘new entry’ di quest’anno c’è Marco Gastini, che ha installato alla Galleria Subalpina L’energia che unisce si espande nel blu ed Enrica Borghi che ha realizzato Mosaico in via Lagrange.
Le fotografie sono di proprietà del Comune di Torino.

C’è tempo fino al 14 febbraio per visitare “La grande grafica giapponese – Dall’Ukiyo all’illustrazione contemporanea“, all’Accademia Albertina di Torino. La mostra raccoglie 300 opere di grafica giapponese in cui alcuni autori contemporanei si metono a confronto con i classici.
Pezzo forte della mostra sono circa 50 xilografie a colori di Utagawa Kunisada (1786 - 1865), uno dei più famosi maestri dell’Ukiyo-e ( 浮世絵), le “immagini del mondo fluttuante”, forse il più amato in Giappone, ma meno conosciuto in Occidente. Ci saranno poi anche altri autori vissuti nel periodo dell’imperatore Meiji, tcome Ogata Gekko.
Passato e presente si fondono insieme, chiamando gli autori ad esprimersi sulla stessa simbologia e gli stessi temi letterari, con soluzioni che reinvantano il classico. Alcuni degli autori contemporanei in mostra sono d’altronde professionisti nel mondo del manga e degli anime.
Continua a leggere: La grande grafica giapponese – Dall’Ukiyo all’illustrazione contemporanea

Apre giovedì 4 febbraio alle 18.30 una doppia personale al PAV – Parco Arte Vivente di Torino. Protagonisti di Diverse Forme Bellissime saranno gli artisti Piero Gilardi e Francesco Monico. Il titolo fa riferimento ai recenti studi di biologia evolutiva dello sviluppo e la mostra si concentra su alcune nuove tematiche legate agli esseri viventi e alla biodiversità
In questo senso “la biologia riconosce un importante ruolo all’arte” - un motore per la creazione delle biodiversità- secondo Piero Gilardi, artista torinese ideatore del percorso interattivo del PAV . Un mondo altamente fluttuante e ibrido, dove si assottigliano i limiti fra il tecnologico e il biologico.
Gilardi presenta Eppur si muovono: un Ibiscus è posto all’interno di una serra e la sua crescita è ripresa dall’occhio di una telecamera. All’avvicinarsi dello spettatore l’installazione diventa interattiva. Francesco Monico, direttore della Scuola di Media Design & Arti Multimediali di Naba a Milano presenta Tafkav (The Artist Formerly Known As Vanda), un’installazione con gabbie che racchiudono orchidee (Vanda cerulea) e aria, le cui variazioni galvanometriche sono trasmesse a un computer in grado di trasmutarle in sonorità musicali.
Dal 19 gennaio al 28 febbraio 2010, a cura di Francesca Pasini, la Fondazione Merts (Torino)inaugura la mostra Messico Familiare, un progetto delicato che nasce dalla recente esperienza di genitori adottivi di Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini.
La coppia di artisti si interroga così sul concetto di famiglia (la memoria e le origini) ma soprattutto sulla natura della famiglia “mista” che si confronta con contesti sociali sempre più ostili alla diversità. Con le loro parole: “Il modo in cui ci piacerebbe affrontare la mostra è quello di considerarla come una sorta di lettera a nostra figlia, nella quale raccontare un po’ di noi stessi, del nostro passato, della società in cui viviamo, del nostro lavoro di artisti.”
Proprio i più piccoli avranno un ruolo determinante nella mostra. Un gruppo di bambini in età prescolare verrà infatti coinvolto attraverso una serie di laboratori, i “Little boxes”, condotti dagli artisti stessi insieme al Dipartimento Educativo della Fondazione. I bambini saranno condotti a riflettere sull’idea di casa e sul loro rapporto con lo spazio domestico e attraverso questi temi a raccontarne storie. I loro lavori saranno infine inclusi nel volume della mostra che ne documenterà l’esperienza.
Continua a leggere: Messico Famigliare di Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini
cuore.uno.punto.zero@paratissima 2009 from stefano sburlati on Vimeo.
“cuore.uno.punto.zero” è l’ultima opera di Stafano Sburlati. Esposta in occasione di Paratissima, la video installazione reagisce in tempo reale ai battiti cardiaci dell’utente, ed è questa l’occasione per conoscere l’artista e il suo lavoro.
Scopriamo insieme a lui le radici del suo interesse per il digitale, da pc che ha visto in casa sin da bambino, a videogames, riciclaggio di vecchio hardware, fino ad approdare alla telecamera passando dal cinema all’arte digitale. Dell’installazione e dell’esperienza di Paratissima ci offre una descrizione incisiva, fresca e sentita, dove il pubblico entrato improvvisamente e in modo inaspettato in contatto con “l’interiorità biologica” del cuore inizia a giocare, balla, trattiene il fiato, mentre una donna incinta scorge il battito del feto…
Ma come sempre, vi lascio alle parole di Stefano, un artista che segnalo per la prima volta al pubblico ma che vale la pena tenere d’occhio.
Buona lettura.
Continua a leggere: cuore.uno.zero - intervista a Stefano Sburlati