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Tutti gli articoli con tag arte a venezia

Shanghai a Venezia con il progetto SHAVE

pubblicato da penelope.di.pixel

Si inaugura sabato 3 dicembre presso ‘l”A+A. Centro Espositivo Sloveno” di Venezia la mostra “SHAVE – Visions of Shanghai”.

La mostra, che rimarrà aperta al pubblico dal 3 al 5 dicembre a ingresso libero, riflette sui temi dell’identità, interrogandosi sul concetto di “cinesità” e “internazionalità”. La metropoli di Shanghai ne diventa il laboratorio, o meglio il punto di partenza per stimolare un dibattito oggi di particolare interesse (pensate solo al ruolo politico ed economico che la Cina contemporanea ha assunto, a livello globale ma anche per il nostro paese). Nei mesi scorsi un bando internazionale rivolto a giovani artisti ha chiesto loro esprimere una visione sulla metropoli cinese. Il risultato della selezione è un variegato panorama che ci mostra Shanghai da diversi punti di vista (quello dello straniero, del visitatore outsider, dell’abitante e così via). Gli artisti selezionati e presentati alla A+A sono: Nicola Baruzzi, Abby Fitzgibbon & Golriz Alsgari, Terence Lloren, Girolamo Marri e Yi Shen, con la partecipazione starordinaria del poeta Yang Lian.

SHAVE fa parte di un progetto più ampio, che ha già visto l’allestimento dell’esposizione “Eyjafjallajökull - From Venice to Shanghai and back” presso glispazi espositivi dell’East China Normal University di Shanghai a settembre 2010. La mostra, a cura di Calma Zen (Letizia Calori, Violette Maillard e Giulia Zennaro), nasce con il supporto di numerose istituzioni fra cui l’Istituto Confucio, l’Università Ca’ Fo-scari, lo IUAV, Lab-Yit.

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Pillole dalla Biennale di Venezia: 'Chance' di Christian Boltanski al Padiglione francese

pubblicato da Lorenzo Mazza

Christian Boltanski è una figura che qui su Artsblog abbiamo sempre apprezzato. Per il Padiglione francese della Biennale 2011 ha presentato Chance. Sulla linea di confine tra destino, caso e ineluttabilità, il maestro francese ha costruito un’intricata installazione: un’impalacatura, una struttura ferma che è perennemente tenuta in movimento, instabile, dal lavoro di un nastro trasportatore che trasporta fotografie di neonati.

Soprannominata grossolanamente ‘la ruota della fortuna’, l’installazione si completa con due stanze laterali, dove due contatori riportano il progresso a livello numerico della popolazione mondiale. Da una parte le morti, in rosso, dall’altra le nascite, in verde. Attraverso un software, i numeri sono processati ogni sera a mezzanotte: ogni giorno ci sono il numero delle nascite è circa 200.000 volte superiore al numero delle morti.

Di lato, uno schermo proietta una serie di frammenti di volti di anziani e bambini, al pubblico la possibilità di ricomporli. Per chi non capita a Venezia, c’è anche un’installazione web: chi riesce a ricomporre un volto cliccando casualmente nel minuto che l’artista ha concesso ad ognuno ogni giorno riceve un premio dallo stesso Boltanski.

Insomma, un grande gioco che prende in considerazione le possibilità casuali e caotiche dell’esistenza e dell’esperienza. Una serie di frammenti che compongono un unico indefinibile: il viaggio etimologico nei significati translinguistici della parola chance.

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Pillole dalla Biennale di Venezia 2011: il Padiglione americano di Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla

pubblicato da Lorenzo Mazza

Andando oltre le polemiche che hanno accompagnato l’apertura della Biennale di Venezia lo scorso mese, da oggi vi proponiamo alcune brevi ‘pillole’ sulle singole opere dai vari padiglioni. Se lo ritenete opportuno, fateci sapere nei commenti cosa ne pensate delle scelte curatoriali e delle opere degli artisti.

Partiamo dal Padiglione americano, dove ci accoglie un vero carrarmato inglese rovesciato, dove è stato posizionato un tapis roulant. A intervalli regolari, atleti (tra di loro Dan O’Brien e Chellsie Memmel, rispettivamente oro e argento olimpici) salgono sul cingolato passando per il serbatoio, e cominciano a mettere in funzione il meccanismo rumoroso progettato da Jennifer Allora Guillermo Calzadilla. Completano il display indoor, una replica della statua della libertà adagiata su un lettino solare (di quelli che si usano per abbronzarsi l’inverno) e un bancomat che emette suoni ad ogni prelievo tramite un organoo a sei canne.

Lei americana di Philadelfia, lui cubano de L’Avana, i due sono una coppia sul lavoro e nella vita. Lavorano a Puerto Rico, non negli States. La scelta di portarli a Venezia, due nomi non troppo altisonanti, poco più che trentenni, è stata presa da Lisa Freiman, curatrice 43enne.

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Biennale di Venezia: tutti i padiglioni su iPhone e iPad

pubblicato da Lorenzo Mazza

89 paesi partecipano alle olimpiadi dell’arte sulla Laguna. In mezzo ad un mare di arte, artisti e installazioni, è bello perdersi ma è anche facile perdere di vista quello per cui magari si era venuti.
Si scarica gratis dall’Apple Store, iBiennale, la versione digitale mobile della 54a Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia. Più che una visita virtuale alla Biennale, questo software offre una guida ragionata a quello che molti giornalisti, al di là dei giudizi, hanno definito una “mostra tentacolare”, una grande piovra o forse un Leviatano. Un grande catalogo delle opere realizzato dagli stessi organizzatori, con testi, foto, critiche e recensioni, oltre che informazioni georeferenziate.

Poi c’è Christie’s Biennale, anch’essa gratuita ma più ‘leggera’ e integrata con Google. Qui ci sono tutte le informazioni sugli 89 padiglioni, sui 39 eventi ufficiali collaterali alla rassegna e anche qualche dritta sui migliori ristoranti. Naturalmente in questo caso sono gli specialisti di Christie’s a guidarvi nella visita. Anche se dal fuori la Biennale può sembrare un evento libero dai vincoli del mercato, in realtà, come sempre, “illumina” tendenze, personaggi, gallerie, “nazioni” intere, con gli inviti, i premi e le scelte curatoriali.

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'Sogno compassionevole', Jean Fabre rilegge la Pietà di Michelangelo

pubblicato da Lorenzo Mazza


Si rinsalda il legame tra Jean Fabre e la città di Venezia. Dopo i laboratori tenuti lo scorso marzo, da mercoledì 1 giugno 2011, in concomitanza con la Biennale, l’artista fiammingo presenterà cinque nuove sculture di grandi dimensioni presso la Nuova Scuola Grande di Santa Maria della Misericordia.

Tra le opere, sta facendo parlare molto di sé una personale rilettura della Pietà di Michelangelo, che Fabre ha intitolato Sogno compassionevole (Pietà V). Cristo è raffigurato con il volto dell’artista e la Madonna ha quello di un teschio. Si tratta, per lo scultore, di un’opera performativa, in cui sulla scena sono rappresentate le sensazioni di una madre che vuole sostituirsi al figlio morto.

La fruizione delle sculture avverrà attraverso un rituale particolare. Gli spettatori si dovranno togliere le scarpe e, muniti di un paio di pantofole fornite dall’artista, potranno salire sulla pedana-palcoscenico ed immergersi nella visione.

Aspettando dunque che qualcuno di noi o di voi ci vada… che ne pensate?

Jean Fabre Venezia
Jean Fabre Venezia

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COSTRUZIONE.00. A Venezia un nuovo ciclo di progetti per reinventare la domenica nelle città d'arte

pubblicato da penelope.di.pixel

Nasce da questo spunto il progetto “COSTRUZIONE.00“: dare nuova linfa e vitalità alle domeniche delle città d’arte.

Siamo a Venezia: l’idea nasce da A+A Centro Pubblico per l’Arte Contemporanea, con la curatela di Federica Sosta. Non so se condividete questo parere, ma detta dei promotori nelle città d’arte la domenica si respira un’aria diversa: la gente, lontana dall’abbandonarsi a un placido riposo, si riversa in strada in cerca di attività da condividere.

COSTRUZIONE.00 vuole cogliere questo slancio spontaneo: un ciclo di appuntamenti domenicali dedicati all’arte e agli artisti contemporanei, da vivere in modo partecipato. Il primo incontro avverrà proprio questa domenica 27 marzo coinvolgendo gli artisti Boite, Fabio Uda, Goga & Bronson, Manuela Luise, Mattia del Moro, Motel Lucie, Nicole Moserle, Videodreams. Un sito è già attivo e punta a diventare una piattaforma di scambio e pubblicazione: gli artisti interessati possono infatti scrivere per proporre il loro progetto o pubblicare i propri contenuti attraverso un blog aperto.

Fresca la grafica del sito, forse non usabilissimo, che su uno sfondo giallo ci presenta una macchina da scrivere da cui i contenuti emergono come scritti su un foglio di carta.

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'Gli occhi di Caravaggio'. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi

pubblicato da Lorenzo Mazza

Presentando per l’ennesima volta nel giro di pochi mesi una mostra che prende spunto dalla vicenda artistica del Caravaggio, c’è una premessa che mi sento di poter fare. È vero, noi italiani ci dimentichiamo facilmente dei nostri “tesori”, degli uomini che hanno fatto grande il nostro paese. Ma è altrettanto vero che, quando li riscopriamo, un po’ per una competizione tutta interna allo Stivale (dicesi campanilismo), un po’ per spirito di emulazione e di marketing, un po’ perché siamo il paese della creatività, riusciamo a colmare in poco tempo profonde lacune.

Dal 2008 ad oggi, grazie ad un ritorno allo studio e alla ricerca, a cui è seguito uno sforzo espositivo ingente e diffuso, siamo stati in grado di produrre nuova critica e nuova consapevolezza nel pubblico internazionale nei confronti del Caravaggio. Ecco perché non risulta ridondante, ma anzi completa un percorso di avvicinamento al pittore lombardo, la mostra Gli occhi di Caravaggio. Gli anni della formazione tra Venezia e Milano, al Museo Diocesano di Milano dall’11 marzo al 3 luglio 2011.

L’allestimento, curato da Vittorio Sgarbi, ripercorre le influenze sulla formazione artistica del Merisi, da Simone Peterzano ai maestri veneti e lombardi, ricostruendo il clima artistico tra Venezia e Milano negli ultimi due decenni del 1500. In mostra sessanta opere di Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Lorenzo Lotto, Jacopo da Bassano, Moretto da Brescia, Giovan Battista Moroni, Gerolamo Savoldo, Vincenzo e Antonio Campi, Giovanni Ambrogio Figino, insieme alla Murtola (la prima versione della Medusa conservata agli Uffizi) e la Flagellazione di Cristo del Caravaggio (dal Museo di Capodimonte di Napoli).

‘Gli occhi di Caravaggio’. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi
'Gli occhi di Caravaggio'. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi'Gli occhi di Caravaggio'. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi'Gli occhi di Caravaggio'. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi'Gli occhi di Caravaggio'. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi'Gli occhi di Caravaggio'. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi'Gli occhi di Caravaggio'. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi'Gli occhi di Caravaggio'. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi'Gli occhi di Caravaggio'. A Milano una mostra ripercorre il clima artistico che visse il Merisi

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All'asta da Sotheby's una veduta di Venezia di Francesco Guardi

pubblicato da Lorenzo Mazza

All'asta da Sotheby's una veduta di Venezia di Francesco Guardi

Forse esagerando o forse no, questa di Francesco Guardi viene presentata come una delle più belle vedute di Venezia. Passerà sotto il martello a Londra il 6 luglio 2011 da Sotheby’s e le stime di prevendita parlano di una cifra compresa tra i 20 e i 25 milioni di euro.

Si tratta di una delle quattro tele di grandi dimensioni dipinte dal Guardi nel 1760. Una andò distrutta in un incendio alla metà del secolo secolo, un’altra è stato venduta da Sotheby’s nel 1989 per quasi 15 milioni di euro, un record per l’artista.

A “sponsorizzare” il quadro ci pensa Charles Beddington, che ha portato in America, a Washington Venezia: Canaletto e i suoi rivali, una mostra alla National Gallery of Art e cheha dato il via a un nuovo momento di gloria per i paesaggisti veneti all’estero.

All’asta da Sotheby’s una veduta di Venezia di Francesco Guardi
All'asta da Sotheby's una veduta di Venezia di Francesco Guardi

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A Venezia, la spirale creativa dei Vorticisti

pubblicato da Lorenzo Mazza


In corso fino al 15 maggio 2011 alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia I Vorticisti: artisti ribelli a Londra e New York, 1914 – 1918. Avanguardia non troppo conosciuta attiva nel primonovecento (nacque nel 1913 dalle idee di Percy Wyndham Lewis e Ezra Pound), il vorticismo derivò parte della spinta poetica dal futurismo e dal cubismo, ma contribuì in maniera originale e autonoma agli sviluppi del più vasto movimento modernista.

L’allestimento itinerante curato da Mark Antliff e Vivien Greene, si concentra su cinque anni (1913-1918) e tre mostre. Uno sforzo espositivo notevole, rimettere insieme i lavori presentati alla Doré Gallery (Londra, 1915), al Penguin Club (New York, 1917), e al Camera Club (Londra, 1917). Cento opere tra dipinti, sculture, disegni, fotografie e stampe, che ci portano dentro al Vortex che Pound, teorico del gruppo, presentò al publico americano.

La cifra biografica dei vorticisti è quella dell’internazionalità, della ricchezza delle esperienze dei singoli artisti. Jacob Epstein, David Bomberg, Henri Gaudier‐Brzeska, Edward Wadsworth e il già citato Percy Wyndham Lewis, che si incoronò leader del movimento e attraverso la sua rivista, Blast, battezzò lo stile del gruppo.

Accompagna la mostra un catalogo edito da Tate Publishing in italiano e inglese, ricco di saggi di approfondimento.

I Vorticisti: artisti ribelli a Londra e New York, 1914 – 1918 (Peggy Guggenheim - Venezia)
I Vorticisti: artisti ribelli a Londra e New York, 1914 – 1918I Vorticisti: artisti ribelli a Londra e New York, 1914 – 1918I Vorticisti: artisti ribelli a Londra e New York, 1914 – 1918I Vorticisti: artisti ribelli a Londra e New York, 1914 – 1918I Vorticisti: artisti ribelli a Londra e New York, 1914 – 1918

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'Swimming Cities of Serenissima'. Lo sbarco della street art di Swoon alla Biennale di venezia

pubblicato da Lorenzo Mazza

Swimming Cities of Serenissima. Lo sbarco della street art di Swoon alla Biennale di venezia

Come saprete esistono molti eventi collaterali alle varie Biennali di Venezia. Tutti gli artisti “sbavano” per poter anche solo vedere il proprio nome associato ad uno dei più importanti palcoscenici internazionali per l’arte contemporanea. Non è però il caso di Swoon, donna e street artist di base a New York. Nel 2009, senza nemmeno aver cercato di essere inserita nel palinsesto ufficiale degli eventi collaterali, è sbarcata all’Arsenale con un manipolo di giocolieri, musicisti, e anarchici artisti di strada, su di una flotta composta da tre zattere fatte di rifiuti provenienti dalla Grande Mela.

A differenza di Coniglio Viola, la cui operazione è stata ampliamente annunciata e coperta dai media nazionali, del progetto di Swoon, Swimming Cities of Serenisima, non si è parlato in Italia. Swoon è un artista di 32 anni, che di nome fa Caledonia “Callie” Dance Curry. Ha costruito la sua zattera e ci ha fatto montare una trentina di artisti, emissari della cultura underground. Maestri nell’assemblaggio e nella guida di biciclette, dumpster-divers in cerca di piccoli tesori sommersi tra i rifiuti. Sono pezzi del movimento anarchico che ha prosperato a New York in zone come Bushwick, Greenpoint, lungo il Canale Gowanus, negli ultimi dieci anni.

Ci sono viaggiatori, artisti, ladruncoli e homeless, che si sono dati appuntamento a 100 km dalle coste di Venezia, in Slovenia, per raccogliere e assemblare i contaneir pieni di spazzatura provenienti da New York. Fogli di compensato, ritagli di legno di olivo, pezzi di arenaria, metalli, cemento e scarti di ogni tipo. Le zattere sono diventate delle Zone Temporanamente Autonome che si muovevano in maniera caotica e disordinata (a causa soprattutto del maltempo) per le calli e i canali veneziani.

Il progetto Swimming Cities era nato nel 2006 in America, prima la discesa del fiume Mississipi, poi l’Hudson, ed infine il Canal Grande. L’invasione ‘a colpi di rifiuti’ è interessante perché viene proprio dagli States, la terra che riesce a vendere per buono ogni suo prodotto (o scarto?) culturale o artefatto tecnologico.

Image courtesy Swimmingcities on Flickr

Swimming Cities of Serenissima. Lo sbarco della street art di Swoon alla Biennale di venezia
Swimming Cities of Serenissima. Lo sbarco della street art di Swoon alla Biennale di veneziaSwimming Cities of Serenissima. Lo sbarco della street art di Swoon alla Biennale di veneziaSwimming Cities of Serenissima. Lo sbarco della street art di Swoon alla Biennale di veneziaSwimming Cities of Serenissima. Lo sbarco della street art di Swoon alla Biennale di venezia

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