L’arte moderna italiana vista attraverso gli occhi dei collezionisti. E’ questa, in estrema sintesi, la visione culturale del Centro Matteucci di Viareggio, che, ad un anno dall’avvio delle attività espositive, torna oggi con una grande mostra. Protagonista, a questo giro, la figura di Mario Borgiotti, livornese d’adozione fiorentina.
Definito non a caso un “marchand – amateur” (si potrebbe tradurre come ‘un mercante autodidatta’, ma forse anche come ‘un mercante appassionato’) Mario Borgiotti fu tra i massimi interpreti nel movimento Macchiaiolo, intessendo rapporti con pittori come Lega, Fattori, Signorini, Abbati, Borrani, Cabianca, D’Ancona.
Mario Borgiotti: occhio conoscitore, anima di collezionista porta a Viareggio fino al 13 novembre circa 60 opere, rappresentative della forza del suo sguardo, che seppe influenzare non poco il gusto dell’epoca e quello a venire. Quadri come La scolarina, Maremma, Episodio della campagna contro il brigantaggio e La libecciata a Castiglioncello di Fattori; L’uscita dalla messa di Puccinelli; Tra i fiori del giardino, Le rose della primavera e L’adolescente di Lega; Il Ponte Vecchio a Firenze, Uliveta a Settignano e Bimbi a Settignano di Signorini e molti altri.
Il Genio dei Macchiaioli. Mario Borgiotti: occhio conoscitore, anima di collezionista



Può una mostra ruotare intorno ad un unico capolavoro? La risposta è sì, se si tratta del Garibaldi a Palermo, un grande olio su tela di Giovanni Fattori del 1860. Sarà visibile dal 22 gennaio al 13 marzo 2011 al Centro Matteucci per l’Arte Moderna di Viareggio.
Il pittore livornese aveva preso parte ad alcune delle battaglie per l’Unità d’Italia e il suo quadro è quasi una celebrazione dal vivo, una documentazione in presa diretta dello sbarco dei mille. Una serie di inquadrature poco retoriche, a cui si rifaranno registi come Blasetti e Visconti, per pellicole come 1860, Senso, Il Gattopardo.
Dunque a Viareggio sarà possibile visitare una mostra che i curatori - Giuliano Matteucci, Francesca Panconi e Roberto Viale, definiscono “un vero e proprio dossier storico-pittorico”. A fianco di altre tele del Fattori, ci saranno dipinti di Borrani, Buonamici e Bechi che raccontano dell’arrivo ddi Napoleone III a Firenze, della cacciata del Granduca Leopoldo, del patriottismo dei macchiaioli e appunto del rapporto tra cinema e pittura.
Garibaldi a Palermo. Una memorabile pagina del Risorgimento nel capolavoro di Fattori


Giorgia Olm è un’artista di base a Pietrasanta, la cui ricerca ha attraversato una pluralità di mezzi espressivi. Attiva sopratutto in Toscana, si è fatta conoscere anche all’estero. Da sabato 18 Settembre a domenica 10 Ottobre 2010 apre i battenti la sua nuova personale presso lo Showroom Martinelli di Viareggio.
In una location che si accinge ad ospitare per la prima volta l’arte contemporanea (Martinelli infatti è un’azienda che dagli anni ‘60 lavora nel settore tessile), l’artista presenterà la sua più recente produzione. Sculture, dipinti ed installazioni, un processo lieve e delicato la conduce a concepire la creatività artistica nella piena libertà espressiva.
Gesso, acrilico, alluminio, la materia prende forma nello spazio senza invaderlo. Ogni elemento trova consistenza in rapporto alla luce. C’è il bianco denso e ovattato del gesso, le cui forme inducono una sensazione di rarefatta serenità. C’è il luccichio dell’alluminio, la cui superficie specchiante attira e inquieta allo stesso tempo. C’è la forza del nero, utilizzato come sfondo e matrice delle tele. Qui emergono forme arcaiche e futuribili, protosimboli di estetiche ‘a venire’. Inaugurano una pittura che più che disegnare storie, compone relazioni, e descrive una bellezza intrinsecamente legata allo spazio, fisico e mentale, che l’accoglie.

Presso il Club Nautico di Viareggio, dal 29 agosto al 12 settembre, un appuntamento di fine estate per gli amanti di materiali alternativi, scultura e arte interattiva.
FREE ART, progetto espositivo a cura diNicola Domenici e Maurizio Marco Tozzi, è un evento dedicato a queste tre tematiche principali. Vi parteciparanno dodici artisti, con sculture e installazioni interattive: Cinzia Rossi Ghiondanele Trengia & Stefano Cortesedomenico Farnocchia, Francesco Cremonini, Giacomo Renato Bisso, Marta Candonci, Murat Onol, Nicola Dominici, Paola Bacci, Sara Atzeni, Vanda Panini.
L’ingresso è gratuito e la mostra è aperta dalle 18 alle 23.

Le tracce del movimento Liberty in Italia, oltre ad essere evidenti su edifici e decorazioni, vanno ricercate anche nell’itinerario di maestri come Ugo Giusti, Alfredo Belluomini e Galileo Chini, a cui la città di Viareggio, sua terra d’azione, dedica una mostra che apre domani venerdì 9 luglio nei locali della Gamc.
Galileo Chini e la Toscana rende omaggio alla figura di un artista che spaziava tra pittura, urbanistica, ceramica, decorazioni, grafiche e scenografie. Riprendendo la tradizione toscana della bottega rinascimentale, Chini fondò nel 1893 La Fabbrica dell’Arte della Ceramica (le cui produzioni arrivarono all’Esposizione Universale di Parigi del 1900), la cui storia ancora prosegue nel lavoro degli eredi della Manifattura Chini, nel Mugello, a Borgo San Lorenzo.
Ma come nasce l’eclettismo alla base dell’opera di Chini? Anzitutto la tradizione artistica toscana, che affonda nel Medioevo e nel Rinascimento, aveva un forte gusto decorativo. Poi il gusto della Viareggio del primonovecento, che unisce l’esotismo dell’aristocrazia (prima lucchese, poi europea) ad un gusto popolare, marinaro, per il particolare decorativo. In Versilia così, i primi edifici protoliberty sono le baracche di legno dei calafati (costruttori di navi), che di anno in anno si rinnovano con le polene e gli oggetti riportati da mille avventure per mare.
La mostra a Viareggio (visitabile fino al 5 dicembre 2010) presenta la parabola pittorica di Chini, dal 1899 fino al 1951. Un uomo che aveva fatto del proprio gusto estetico una ragione di vita e di ricerca, ricerca del rigore per il bello e del piacere per le forme e per l’armonia, da applicare in ambienti pubblici e privati. Il lascito dei Macchiaioli, l’Orientalismo, la Secessione Viennese…queste e altre istanze confluiscono nella pittura di Galielo Chini.
Fresco di pubblicazione, in anteprima per i lettori di Artsblog, il video documentario realizzato da Studio Sumatra che ripercorre l’intervento di pittura murale di Cristian Sonda a Viareggio all’interno della rassegna Slam!, ideata, guarda un po’, dal sottoscritto, Lorenzo Mazza aka nabis, ovvero uno degli autori di Artsblog.
Sonda si è messo alla prova con un muro di dimensioni mastodontiche, quasi 80 metri la larghezza totale del pezzo, realizzato in bianco e nero e scala di grigi in tecnica mista rullo, pennello, spray. Un tempo di realizzazione veramente da record, poco meno di 3 giorni di lavoro, grazie anche alla particolare tecnica di pittura performativa concepita dall’artista, che segue anzitutto gli equilibri tra punti, curve e linee di forza.
Nel video l’artista si racconta e parla delle motivazioni che l’hanno spinto a lanciarsi in questa avventura. Sono stati giorni di intenso scambio con gli abitanti del quartiere, che, nella buona tradizione della toscanità, non risparmiavano battute, consigli, critiche all’artista. Ne è venuto fuori un vero ‘work in progress’, dove i personaggi a fianco degli alberi sono spuntati magicamente dal grigio del cemento. Così, il dibattito che l’artista cerca di stimolare, riguarda la responsabilità individuale nei confronti del patrimonio naturale. Ciascuno dei personaggi di questo bosco immaginario evoca ed alimenta un legame, un sentimento che unisce, volente o nolente, l’essere umano agli alberi.
Per chi desidera vedere da vicino il pezzo, seppur in maniera virtuale, ecco il link di Panoramio, da cui potete vedere e scaricarvi una foto composta di tutta l’opera in altissima definizione e vedere la geolocalizzazione dell’opera.

A quasi tre anni di distanza dall’intervista che Margherita pubblicò sulle pagine di di Artsblog, vi proponiamo oggi due chiacchiere con Cristian Sonda. L’occasione per capire da dove è partito e in che direzione si sta muovendo il suo lavoro. Da venerdì 19 maggio a mercoledì 21 maggio Sonda sarà a Viareggio, per realizzare un grande intervento di arte pubblica su strada.
Nella piazza sul lato nord del Cavalcavia Paolo Barsacchi, sarà possibile seguire tutte le fasi del live-painting. Con ogni probabilità, l’artista dipingerà in scala di grigi, un bosco immaginario, ogni albero protetto da un umano di diversa classe sociale ed età. Durante i lavori, la troupe di Studio Sumatra realizzerà un video che sarà presentato in anteprima domenica 23 maggio negli spazi del Lab 21 di Viareggio, in occasione della mostra Slam! Arte Urbana in laboratorio. Nel frattempo, godetevi l’intervista e la galleria fotografica che presenta vecchi e nuovi lavori di Cristian Sonda.
* Chi è Sonda?
Cristian Sonda è un giovane artista che firma con uno pseudonimo, un po’ nostalgico, un po’ riconoscente del suo passato da artista di strada, che lo vedeva come uno dei maggiori protagonisti del panorama italiano, conosciuto appunto come “sonda”. Lui ha 33 anni, è nato nel cuore di Milano ma vive a Cornaredo, paese molto timido della provincia. Lui non è me, e solo una parte, quella che preferisco.
* Quand’è che ha incontrato per la prima volta l’arte da bambino?
Da bimbo mai, prima dell’arte ha incontrato l’artigianato. Ricordi di colori miscelati a pasta di sale e carta pesta con vinavil. L’arte l’ha incontrata in età piuttosto matura, per poi comprenderne a posteriori il significato di quell’incontro tardivo… per riconoscere l’arte, devi prima comprenderla, per comprederla devi studiarla, infine riuscendo poi a distinguere la vera arte e l’artigianato di ottima fattura.
Continua a leggere: Arte pubblica su strada: Cristian Sonda a Viareggio

Prende il via venerdì 21 maggio 2010 (h 18:30) a Viareggio, negli spazi del Laboratorio 21, Slam! Arte urbana in laboratorio. Una ‘jam session’ di tre giorni, dedicata a pittura, disegno, installazione, video e poesia. Etnik, Massimo Pasca, Skivo, Emanuele Kabu, Oma, Teo Moneyless, Zed1 e Studio Superficie, otto autori tra writing, street art, illustrazione e design. L’ambiente è quello di un laboratorio di scultura e scenografia, che per l’occasione si trasforma in galleria e palcoscenico.
La mostra è una collettiva di artisti selezionati a partire dal loro rapporto con la città. Autori che hanno vissuto sulla propria pelle il quotidiano senso di disorientamento e perdita d’identità che attraversa l’ambiente urbano ed anche da quello hanno tratto ispirazione. La città non è quindi solo un concetto in negativo, in contrapposizione alla natura. Cemento è anche pane e lavoro, è ricerca dell’aria densa, piena di respiri, battiti e informazioni della città.
A volte spostati, spaesati, “streetolati”, ma capaci ancora di affondare le proprie radici sotto il pesante strato dell’asfalto. Gli autori in mostra presentano linguaggi, tecniche e stili in molti casi nati per strada ed adattatisi poi ad innumerevoli occasioni creative. La tecnica del singolo artista si evolve, ma conserva traccia degli spunti iniziali. Il gusto particolare ed esclusivo per la forma, la pura tecnica decorativa si incarnano nei contenuti.
Ne nasce spesso un linguaggio scevro, una narrazione frammentaria e proprio per questo interessante. Bagliori intrisi di lirismo, perché pur sempre la strada è poesia ed ogni lavoro segue il ‘ritmo culturale’ del singolo e ne evidenzia i suoi legami e le sue relazioni con le comunità. L’arte urbana contribuisce a pieno titolo a stimolare la visione contemporanea e con questa mostra la Versilia torna ad essere punto d’incontro e crocevia d’esperienze.
Slam! - Arte urbana in Laboratorio





Continua a leggere: A Viareggio 'Slam! – Arte urbana in laboratorio'

Si avvicina l’estate ed è tempo di nuove uscite per i tipi di Bau. Per chi non lo sapesse Bau è il progetto di contenitore/rivista d’artista che giunge ormai al settimo anno di vita. Il nuovo numero accoglie 65 opere. Si apre come una scatola, si sfoglia come una rivista e poi si comincia a giocare con i singoli oggetti che vi si trovano all’interno, a leggerli, usarli o appenderli. Con tutto il rispetto che meritano le opere d’arte, ci mancherebbe.
Si tratta se vogliamo di un libro d’artisti, forse un kit per allestire una mostra, oppure la base di partenza per un giovane collezionista. Questo è proprio quello che succederà da domenica 9 maggio a giovedì 20 giugno 2010 (h 18 – 20, chiuso lunedì) negli spazi del Mac di Viareggio.
Il filo conduttore del nuovo numero è il tema dell Sorpresa, intesa “non come inflazionato strumento per creare scandalo nei supermercati dell’arte e dell’intrattenimento mediatico, ma come un modo inaspettato di rompere l’isolamento e suggerire un cambiamento nelle relazioni umane”.
La scatola, prodotta in 150 copie, presenta lavori originali, firmati e numerati di 73 autori nazionali e internazionali. Può essere aquistata al costo di 120 euro attraverso il sito dell’Associazione Culturale BAU.
Se ne sono andate ieri mattina dal Gran Teatro all’aperto di Torre del Lago, le due statue di Igor Mitoraj, Icaro e Icaria. Sculture alte tre metri e sessanta, in bronzo, realizzate dall’artista polacco per il Festival dedicato a Puccini, che ogni estate va in scena sulle sponde del Lago di Massaciuccoli, nel comune di Viareggio.
Dietro alla vicenda, una questione politico-economica. Il vecchio presidente del festival, Manrico Nicolai (in quota Pd), si era accordato con Mitoraj, che aveva offerto uno sconto del 70% sull’abituale prezzo da lui praticato. Per 130.000 l’artista aveva dunque venduto le opere alla Fondazione Puccini (una partecipata comunale), ma il vero valore delle due statue sarebbe stato di 500.000 euro.
Ma il cambio di vento nell’amministrazione di Viareggio, ha portato all’elezione del nuovo presidente, Massimiliano Simoni (quota Pdl), che per prima cosa ha spostato i due Icari nella parte posteriore del teatro, in mezzo ai cespugli e poi si è rifiutato di pagare le statue. Certo 130.000 non sono pochi, soprattutto coni tempi che corrono e l’andamento economico degli enti pubblici. Ma se consideriamo che Mitoraj collabora con il Festival Puccini da anni de ha realizzato le scenografie di Manon Lescaut e Tosca, che si sono succedute in 280 allestimenti in tutto il mondo, allora forse potremmo riconsiderare l’intera storia sotto un’altra luce. L’artista è amareggiato, nonostante gli sconti (?) è stato costretto a ritirare i suoi lavori. Ma non lascerà la Versilia, terra che ama e che ha eletto a sua ‘dimora creativa’.