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Tutti gli articoli con tag arte ad amsterdam

Translucent tape art, le incursioni urbane di Max Zorn

pubblicato da Lorenzo Mazza

E’ già un po’ di tempo che su queste pagine non parliamo di tape art. Una tecnica relativamente nuova, sperimentata da singoli artisti dislocati in varie parti del mondo. Vi ricordate ad esempio dell’australiano Buff Diss o del tedesco El Bocho? L’arte che fa uso del nastro adesivo è molto spesso effimera e trova quindi nelle strade un luogo privilegiato d’espressione. La colla dello scotch è infatti molto sensibile agli agenti atmosferici e ciascun lavoro è destinato a mutare forma e scomparire.

Oggi voglio presentarvi Max Zorn, street artist di Amsterdam che utilizza lo scoth da pacchi per dare vita ai suoi lavori che applica ai lampioni in giro per la capitale olandese. Lui la chiama translucent tape art, lavora con il suo bisturi su più livelli di scotch, disposti l’uno sull’altro perpendicolarmente. Con questa tecnica emergono luci e ombre, lo spessore dei suoi ritratti prende forma. C’è La ragazza con il turbante di Jan Vermeer e un sacco di fotogrammi e citazioni provenienti dal mondo del cinema e dell’arte.

L’idea gli è venuta guardando un amico progettista di automobili, che per i suoi disegni utilizzava lo scotch. Si è così attrezzato con delle lastre di plexiglas e poi ha cominciato a scalare i lampioni. A questo link trovate ua mappa di tutti i suoi interventi.

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Eyewriter - Disegnare con gli occhi

pubblicato da Lorenzo Mazza

The Eyewriter from Evan Roth on Vimeo.

Cos’è un linguaggio di markup? Un linguaggio con cui si possono descrivere dati tramite dei marcatori, una rappresentazione del testo che si vede. Semplificando molto, diremmo che si tratta di qualcosa che sta al posto di qualcos’altro. Un codice che sta dietro, non si vede, ma genera qualcosa di visibile.

Circa un anno fa, nel gennaio 2010, mi trovavo ad Amsterdam e feci visita al Netherlands Media Art Institute. In mostra c’era il video che vedete qui sopra, un progetto ideato da Evan Roth che si chiama Graffiti Analysis. Si tratta di una sorta di tassonomia dei graffiti. L’idea ha portato allo sviluppo di Eyewriter, un software attraverso cui è possibile disegnare con gli occhi, coi movimenti delle iridi.

Uno dei primi a provarlo è stato un writer dell’old school di Los Angeles. Tempt One nel 2003 è stato colpito dalla SLA, una malattia degenerativa a livello muscolare, che in due anni lo ha reso quasi completamente paralizzato… fatta eccezione per gli occhi. Un team internazionale composto dalla Free Art and Technology, openFrameworks e il Graffiti Resarch Lab (Tempt1, Evan Roth, Chris Sugrue, Zach Lieberman, Theo Watson e James Powderly) ha ridato a Tempt1 la possibilità di dipingere sui muri.

Lo fa per strada, videoproiettando sulle mura degli edifici ciò che crea con gli occhi dal suo letto d’ospedale e dice “don’t worry, it’s biodegrable!” (nessun problema, è biodegradabile!). Ma non finisce qui… ultimamente ha partecipato a mostre a Vienna, Tokyo ed anche in Novegia, al Nuart Festival.

Opere di Tempt1
Opere di Tempt1Opere di Tempt1Opere di Tempt1Opere di Tempt1

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Sotheby's ad Amsterdam, la collezione Stuyvesant

pubblicato da Lorenzo Mazza


La storia della casa d’aste Sotheby’s passa sicuramente dalla sede di Amsterdam. Il prossimo 8 marzo si celebra questo sodalizio, A Fifty – Year Adventure in Art, con la messa in vendita della Collezione Peter Stuyvesant (1960 – 2010), 163 opere di proprietà della British American Tobacco dei Paesi Bassi (BAT).

La collezione prese il via nei primi anni ‘50 quando Alexander Orlow, Amministratore Delegato di Turmac tabacco, decise di collocare i dipinti nelle fabbriche, per offrire un diversivo estetico ai lavoratori. Nel 1960 Orlow ha invitato 13 artisti provenienti da vari paesi europei per creare dipinti per le sale sul tema: “joie de vivre”.

La previsione di ricavato dall’intera vendita si aggira intorno ai 4 milioni di euro, che in parte BAT vuole reinvestire in operazioni culturali in Olanda. Opere che fanno il loro ingresso per la prima volta sul mercato, di artisti come come Karel Appel, Arman, Alighiero Boetti, Corneille, Alan Davie, Simon Hantai, Robert S. Matta, Kenneth Noland, Roman Opalka e Niki de Saint Phalle, il cui Tony (nella foto) secondo Sotheby’s dovrebbe realizzare una cifra tra 200.000 e 300.000 euro.

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Amsterdam Paint & Beer Festival

pubblicato da Lorenzo Mazza

Si è concluso lo scorso weekend il Paint & Beer Festival ad Amsterdam, appuntamento olandese dedicato alla street art e, naturalmente, alla birra. C’era anche il “nostro” Orticanoodles.

Il festival si è svolto a Villa Friekens, uno squat nella parte nord della città, occupato nel 2002. Ci vivono circa 25 persone che lo hanno riattato per creare degli spazi di lavoro: un garage, uno studio musicale e un laboratorio artistico. Oggi Villa Friekens è in pericolo perché l’area è stata venduta nel 2006 ad una grande compagnia di costruzioni, la BAM. L’indirizzo del posto, se passate da Amsterdam è: Exit S117 Kadoelen from A10 Amsterdam Noord. Bus 92 from Central Station.

Ecco la lista completa degli artisti che hanno partecipato: SNUB, Phillisss, Defacto, Leeks, Eyesaw, Snikk, T.Wat, Spax, Focus, OrticaNoodles, The Lover, Nol, LukedaDuke, Afresh, Skatin Chinchilla, Mister176, Fake, Let, Grot, Dash3ultra, yatusabes, lostresamigos, Earworm, Roy Schreuder.

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Interviewing the Crisis 2 con Andreas Jacobs - Nictoglobe (Olanda)

pubblicato da penelope.di.pixel


Eccoci giunti al secondo appuntamento di “Interviewing the Crisis 2″ con Andread Jacobs di Nictoglobe. L’intervista di Andreas ha una natura del tutto particolare come potrete leggere voi stessi nel seguito dell’articolo.

Innanzi tutto Andreas non si presenta. Ovvero alla domanda risponde così “Ubi patria, ibi bene”, citazione che, come ho scoperto, riprende dalle “Tusculanae Disputationes - V Libro” di Cicerone. La traduzione è “la patria è ovunque si stia bene”. Nictoglobe nasce nel 1982. Inizialmente viene distribuito sui bus notturni di Amsterdam: è un giornale ciclostilato che si occupa di arte è questa una fase pre-internettiana del progetto, dal gusto squisitamente guttemberghiano. La pubblicazione cartacea viene progressivamente sostituita da edizioni elettroniche, che si seguono gli stadi di evoluzione di quello che oggi conosciamo come World Wide Web: prima la BBC, poi MSXII systems e i moduli TeleText, fino ad approdare definitivamente sul web alla fine degli anni ‘80. Attualmente Nicotoglob è una webzine trimestrale dedicata alle arti (pittura, scrittura, poesia, industria creativa) e all’attivismo, mentre le prime copie stampate sono conservate all’interno del International Institute of Social History di Amsterdam. Ogni numero è una open call for submission su un tema individuato dalla redazione, che seleziona i lavori degli artisti pubblicandoli sul sito e raccogliendoli in un archivio pubblicamente consultabile. Se fate i conti, un lavoro che dura oltre 25 anni e che si è consolidato in un network realmente internazionale e articolato.

E’ in questo senso che interpreto la citazione di Andreas: Nictoglobe è cresciuto e si è sviluppato sul terreno più fertile e più adatto a lui, come farebbe una pianta o un essere umano. E questa patria senza luogo dove si trova il bene è il cyberspazio. Andreas ci parla di questo, della sua esperienza personale di artista e networker, di un’Olanda che non sfugge come il resto degli stati moderni alla sudditanza dal sistema capitalistico: è la gente che finisce col pagare le conseguenze della crisi e di un’economia fittizia e distante dal mondo reale dove aumentano il prezzo delle case, del cibo, dell’energia. Vivendo in quello che lui definisce uno stato di “epilessia culturale”: l’uomo contemporanee che tende verso gli estremi, razionali o emotivi che siano.

Buona lettura.

Prossimo appuntamento con “Interviewing The Crisis 2″ il 14 febbraio con Francesco “Warbear” Macarone Palmieri: con lui, esploreremo una personalità e un mondo che stanno “al bordo”, costantemente in bilico fra morte e rigenerazione nel tessuto interstiziale della metropoli.

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