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Tutti gli articoli con tag arte cinetica

Il Kinetica Art Museum di Londra

pubblicato da penelope.di.pixel

Kinetica Art Museum

Lanciato a Londra nel 2006, il “Kinetica Art Museum” è un museo abbastanza unico nel suo genere.

Il progetto nasce dall’esperienza accumulata fra il 2003 e il 2004 dalla galleria “The Luminaries” dedicata all’esposizione di opere interattive e cinetiche. L’obiettivo individuato dai fondatori è chiaro e ben definito: creare una piattaforma capace di incoraggiare in modo attivo la convergenza di arte e tecnologia, dando spazio a una nuova generazione di artisti che, lasciati tele e pennelli, imbracciano nuovi strumenti per esplorare l’intersezione fra innovazione, sviluppo tecnologico e condizione umana. Opere che escono dall’arte tradizionale “statica” (come pittura e scultura), per le quali il museo si offre come luogo espositivo, ma anche come luogo della “storicizzazione”. Kinetica lavora infatti alacremente alla creazione di un archivio e di una collezione che intende raccogliere i lavori degli artisti/innovatori più influenti dal 1950 a oggi.

Fra esposizioni, performence, installazioni, il Museo sta pianificando una seconda fase della sua esistenza in cui saranno previste esposizioni in diverse parti del mondo. Intanto nel 2009 ha lanciato “Kinetica Art Fair”, kermesse internazionale tutta dedicata all’arte cinetica, unica anch’essa nel suo genere in UK: l’edizione 2012 avrà luogo a Londra in febbraio.

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A Milano l'Albero di Luce di Antonio Barrese

pubblicato da Lorenzo Mazza


Milanesi stasera tutti con gli occhi all’insù. Non solo per vedere la neve che dovrebbe cadere copiosa. Se passate dalle parti del Castello Sforzesco, a partire dalle 18 in via Luca Beltrami verrà inaugurata la scultura di luce di Antonio Barrese, artista attivo nell’arte cinetica fin dagli anni sessanta con il Gruppo MID. Un grande cono in movimento dove sono stati impiantati la bellezza di 20.000 led, verrà acceso stasera.

Fino al 22 gennaio Barrese rende così omaggio al futurismo, con un’opera collocata nello spazio pubblico, che unisce tecnologia e arte nel nome del dinamismo. L’Albero di luce, questo il nome della scultura, proseguirà il suo cammino in cinque tappe in giro per l’Italia, per tornare a Milano nel 2015, in occasione dell’Expo.

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Alexander Calder: a Roma una grande retrospettiva

pubblicato da Elisa

Alexander Calder al Palazzo delle Esposizioni

Rimarrà aperta fino al prossimo 14 febbraio la mostra “Calder” al Palazzo delle Esposizioni di Roma, un grande tributo ad uno dei maestri dell’arte del XX secolo.

110 opere in mostra, tra cui pezzi celebri come “Gibraltar” (in prestito dal MoMA), “Tightrope” (dalla Fondazione Calder di New York), “Big red” (dal Whitney Museum di New York) e “Le 31 janvier” (dal Centre Pompidou). Oltre i suoi celebri “mobile”, emblema dell’arte cinetica che accompagnarono Calder in tutto il suo percorso artistico, in mostra le sculture degli esordi, dipinti, wire sculptures, gouaches, standing mobiles, lavori in vetro e bronzo. Sette le sezioni, a documentare l’evoluzione di Calder, dal figurativismo all’arte astratta, dall’invenzione allo sviluppo dei “mobile” e degli “stabile” (sculture statiche, così definite da Jean Arp).

Movimento, leggerezza, spazio aperto, grandezza… a volte penso che le sculture di Calder trovino la loro migliore dimensione all’esterno, negli spazi pubblici, per i quali effettivamente l’artista ha realizzato opere splendide in molte città. L’unico esempio italiano è il grande “Teodolapio” che dal 1962 occupa lo spazio antistante la stazione ferroviaria di Spoleto: si tratta del primo “stabile” monumentale di Calder, eretto in occasione del V Festival dei due Mondi.

“Pura ‘joie de vivre’. L’arte di Calder è la sublimazione di un albero nel vento”: Marcel Duchamp descrisse così l’opera di Alexander Calder del 1950. Non credo esista definizione migliore…

Alexander Calder al Palazzo delle Esposizioni
Alexander Calder al Palazzo delle EsposizioniAlexander Calder al Palazzo delle EsposizioniAlexander Calder al Palazzo delle EsposizioniAlexander Calder al Palazzo delle Esposizioni

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Colombo by night, Achille Bonito Oliva a Rivoli

pubblicato da Lorenzo Mazza

Spero che vi siate ricordati della bella retrospettiva su Gianni Colombo, che si è aperta con grande affluenza di pubblico mercoledì scorso al Castello di Rivoli. Se non l’avete fatto non vi preoccupate, la mostra prosegue fino al 10 gennaio 2010. L’occasione è ghiotta per prenotare una visita con un cicerone d’eccezione, nientedimeno che Achille Bonito Oliva.

Il famosissimo artista-critico-curatore vi condurrà all’interno delle sale del castello per Colombo by night il 26 settembre a mezzanotte. Una visita guidata di A.B.O. alla mostra che presenta oltre cento opere di Gianni Colombo e l’esclusiva acquisizione dell’opera cinetica Roto-optic (1964) e dell’ambiente Bariestesia (1974-1975).

Affrettatevi per le prenotazioni al numero di telefono 011.9565211 o direttamente con il servizio online.

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Un museo dedicato a Jean Tinguely

pubblicato da Lorenzo Mazza

Avevamo recentemente parlato di lui in occasione del report dal Giardino dei Tarocchi di Garavicchio. Jean Tinguely, marito di Niki De Saint Phalle ha infatti arricchito questo meraviglioso parco con alcune delle sue meravigliose fontane in movimento.

Esponente dell’avanguardia parigina degli anni ‘50 e ‘60, Tinguely era solito utilizzare materiali di recupero per costruire sculture in movimento, macchinari grotteschi e primitivi, realizzati con una straordinaria tecnica di assemblaggio e destinati ad accrescere il loro fascino con il tempo e la ruggine che li consumano e li colorano. Nato in Svizzera Tinguely è considerato uno dei massimi esponenti dell’arte cinetica. Il video che vi proponiamo è stato girato nel museo a lui dedicato a Bâle.

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L'arte cinetica di Gianni Colombo al Castello di Rivoli

pubblicato da Elisa

Gianni Colombo

Dal 16 settembre una nuova e importante retrospettiva al Castello di Rivoli, dedicata all’opera di Gianni Colombo (1937-1993): cento opere a testimonianza di uno dei protagonisti dell’arte cinetica internazionale.

Avevamo già parlato di Alexander Calder, altro maestro della stessa corrente, che conta tra i suoi esponenti anche Jean Tinguely e Getulio Alviani. L’opera più celebre dell’artista milanese è “Spazio elastico”, un ambiente percettivo con cui Colombo vinse la XXXVI Biennale di Venezia nel 1967. L’arte cinetica è un movimento artistico sviluppatosi soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta il cui fine principale è l’introduzione del movimento nell’opera d’arte, movimento che può essere reale, nel senso di “fisico”, oppure virtuale.

Colombo opera principalmente nel virtuale, nella percezione spaziale degli ambienti di cui modifica la prospettiva: ad esempio giochi di luce, strutture in plexiglass, flash e proiezioni rendono lo spazio vivo e lo spettatore partecipe in prima persona col suo corpo e i suoi sensi. Affascinanti e curiosi i titoli delle sue opere: Superfici in variazione, Bariestesie, After Structures, Strutturazione Pulsante, Strutturazione Fluida, Spazio Elastico, Cromostruttura…

L’artista realizza anche strutture elettromeccaniche, pitture e ceramiche, tutte in mostra a Rivoli fino al 10 gennaio 2010. Una curiosità: Gianni Colombo è fratello di Joe, uno dei maestri indiscussi del design italiano. Che coppia!

Gianni Colombo
Gianni ColomboGianni ColomboGianni Colombo

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I gioielli di Alexander Calder in mostra a Dublino.

pubblicato da Elisa

I gioielli di Alexander Calder

E’ sempre interessante visitare mostre che presentano il côté meno conosciuto della produzione di un artista: fino al 21 giugno l’Irish Museum of Modern Art ospita una mostra dedicata alle preziose creazioni di Alexander Calder (1898-1976), celebre per i suoi mobiles, massima espressione dell’arte cinetica semplice.

Oltre a mobiles e sculture, Calder durante la sua vita ha progettato e realizzato oltre 1500 gioielli a partire dal 1920, quando adornò la bambola di sua sorella con del cavo di rame raccolto per strada. Calder spesso regalava le sue creazioni a familiari e amiche, come Peggy Guggenheim, o a mogli di amici come Mirò, Chagall, Buñuel e Duchamp. Peggy Guggenheim, meravigliosa, diceva “Metto un orecchino di Calder e uno di Tanguy per dimostrare la mia imparzialità tra l’astratto e il surrealismo”.

I gioielli di Calder sono realizzati a mano in ottone, argento, oro, e sono spesso decorati con materiali di recupero com pezzi di ceramica, legno, ciottoli o legno. Da questi meravigliosi pezzi emerge la stessa semplicità lineare e tridimensionale dei suoi mobiles, oggetti d’arte senza tempo, attuali e stravaganti, sicuramente poetici.

Nessuno dei pezzi è entrato nella produzione di serie, non ci sono multipli. Collane, bracciali, anelli, orecchini, che hanno sicuramente una relazione con i mobiles e le sculture di Calder: curvilinei, biomorfi, leggeri, si muovono e si animano una volta indossati. Un filo li lega e li genera, proprio come gli immortali mobiles.

I gioielli di Alexander Calder
I gioielli di Alexander CalderI gioielli di Alexander CalderI gioielli di Alexander CalderI gioielli di Alexander Calder

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Il mito della velocità in mostra a Roma

pubblicato da contemporanea

Il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospita, fino al 18 maggio, la mostra “Il mito della velocità. Arte, motori e società nell’Italia del ‘900″, dedicata al tema della velocità nella sua triplice natura di luce, materia e informazione.

La mostra è suddivisa in sei sezioni che descrivono l’evolversi del mito della velocità a partire dagli inizi del secolo scorso, in un percorso che abbraccia l’arte, il design, il cinema, la moda, la tecnologia.

I simboli della modernità come l’automobile, il treno, le stazioni, le autostrade, i telefoni, le radio vengono seguiti attraverso le epoche. E ancora, moto, aerei, fotografie e video, pezzi storici e prototipi, accanto alle opere dei maestri del futurismo e degli esponenti dell’arte cinetica e agli abiti.

Un evento da non perdere per gli appassionati dei motori, interessante ma non esaltante per tutti gli altri.

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