
Se pensate che siano rari incidenti come quello accaduto la settimana scorsa alla signora caduta su un Picasso, be’, a quanto pare vi sbagliate. Capita anche molto di peggio. Un gustosissimo articolo del New York Times di oggi ci racconta come sono andate le cose in un lussuoso appartamento newyorkese. Dove, se non a New York, del resto, poteva accadere qualcosa del genere?
Una ricca e affiatata coppia di Manhattan arriva colma di scatoloni dalla sua dimora agli Hamptons. Gli scatoloni non contengono cianfrusaglie, ma dipinti impressionisti. La riservatezza loro e del loro assicuratore ci impediscono di sapere di quali impressionisti stiamo parlando, ma sicuramente sono Impressionisti, altrimenti non ne parlerebbe il Times (forse, noi provinciali ne parleremmo lo stesso, ma è un’altra storia).
I due disfano quasi tutti i contenitori tranne qualcuno, per cui lasciano disposizioni alla storica cameriera, loro fedele aiuto domestico da più di 10 anni. “Puoi finire tu, con gli scatoloni, Maggie?” - avrà detto la signora, col suo accento East Coast. Maggia ha finito col gettarli tutti e 4 nell’immondizia, gli scatoloni rimasti, ma la famiglia se n’è accorta solo il giorno dopo. Ancora nessuna traccia dei 4 snobissimi dipinti francesi, né notizie ultieriori del destino (probabilmente niente affatto fabouleux) della povera domestica.

Jeff Koons ha deciso di tentare una nuova strada nel mondo dell’arte contemporanea, avendole del resto provate tutte, e sempre con successo: quella di curatore di mostre.
Il suo primo tentativo sarà quello di ridare lustro, con una mostra al New Museum, alla vastissima collezione del magnate greco Dakis Joannou.
Nella collezione del greco a New York più alla moda del momento non mancano: Maurizio Cattelan, Urs Fischer, Robert Gober, Chris Ofili, Charles Ray e Kiki Smith. E, ça va sans dire, diversi Jeff Koons, fra cui anche alcuni molto controversi, come “Michael Jackson and the bubbles” o stravaganti, come “L’asino”.