
Si apre una settimana interessante e un periodo pieno di attività per la città di Londra. E’ imminente l’apertura dell’installazione di Ai Weiwei alla Tate Modern (e ci chiediamo tutti, che cosa avrà mai ideato? Ho pronta la macchina fotografica…). Sono prossime le inaugurazioni di mostre importanti con artisti come Walid Raad, Marina Abramovic, Yayoi Kusama, Louise Bourgeois. E sta per arrivare Frieze Art Fair.
In attesa, una piccola recensione sulla mostra Rachel Whiteread Drawings, ovvero i disegni dell’artista esposti alla Tate Britain. Dico piccola, perché non mi soffermerò molto sull’esposizione che non ho trovato particolarmente entusiasmante. E’ una mostra curata bene che raccoglie molti lavori della Whiteread, ma non trovo ragione di dedicare tanto spazio ai suoi disegni.
Lo stile dell’artista è sempre a metà tra opera artistica e progetto architettonico, anche quando si tratta di installazioni. Ma mentre in questo secondo caso, mi piacciono ideazione, progetto e sviluppo, nel caso dei disegni mi sembrano lavori piatti.
Sono passati alcuni anni da quando ha vinto il Turner Prize, premio che l’ha sicuramente aiutata. Chissà se, come altri artisti del YBA, rimarrà nella storia. La Tate Britain, con questa mostra, che chiude il 16 gennaio 2011, dimostra di coccolare i suoi artisti.
A giorni, il 25 settembre, si apre alla Royal Academy of Arts di Londra, una mostra che raccoglie dei veri e propri tesori d’arte, che provengono dal museo di Belle Arti e da quello Nazionale di Budapest.
In Treasures from Budapest: European Masterpieces from Leonardo to Schiele, sono incluse circa 200 opere tra disegni, sculture e dipinti, che vanno dal periodo rinascimentale ai capolavori del Novecento, che appartenevano alla collezione privata della famiglia Esterházy, poi acquistata nel 1871 dallo stato.
Le opere, disposte secondo ordine cronologico ma con sezioni tematiche, includono lavori di Leonardo, Raffaello, El Greco, Rubens, Goya, Manet, Monet, Schiele, Gauguin e Picasso. Il quadro più atteso è la Madonna Esterházy, dipinto da Raffaello nel 1508 (rubato nel 1983, e ritrovato insieme ad altri capolavori più tardi in Grecia, in un convento abbandonato).
La mostra chiude il 12 dicembre.
Treasures from Budapest: European Masterpieces from Leonardo to Schiele - Royal Academy of Arts





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In occasione della visita del Papa Benedetto XVI in Gran Bretagna, da domani apre al V&A Museum di Londra la mostra Cartoons and Tapestries for the Sistine Chapel .
Si tratta di un’occasione unica, perché per la prima volta sono riuniti i 7 disegni di Raffaello e 4 dei 10 arazzi, da cui sono stati tratti, per la cappella Sistina. Si tratta degli unici esempi di arazzi sopravvissuti fino ad oggi, disegnati dal maestro, opere il cui valore è paragonabile agli affreschi di Michelangelo nella Cappella Sistina. Il tema sottolinea l’importanza della chiesa romana e l’autorità del papa.
Vista la fragilità dei lavori (realizzati in Belgio nel 1519, tessuti in lana, seta e metallo), quello del Vaticano è un prestito eccezionale. Gli arazzi saranno allestiti a fianco dei disegni originali, proprietà della Corona e che il museo ha in concessione dal 1865, perché troppo delicati per essere spostati.
La mostra, che si chiude il 17 ottobre, include anche i disegni preparatori, prestati a loro volta dal Louvre.
Nap Time - Painting In Berlin from karl addison on Vimeo.
Il video che vedete qui sopra è un timelapse di quello che forse è il primo murale di Karl Addison, un disegnatore alquanto prolifico che utilizza le sue creazioni attraverso molteplici vettori espressivi. Sono pannelli di cartone sagomati, che appende per le strade, in alto sui pali. Poster e installazioni di street art removibili e quindi meno ‘dannose’ e punibili dal punto di vista dei regolamenti comunali.
Nato nel 1982 a Denver, vive tra l’Arizona e Washington. Il suo stile è semplice, una piccola scelta di punte per i suoi pennarelli ed uno studio accurato sui soggetti che va a preparare. Le linee principali sono organizzate con largo anticipo, mentre i dettagli più piccoli vengono ultimati ’sul posto’, così da assecondare la visione a seconda dei punti di luce.
Di se stesso e dei suoi disegni Karl dice: “Qui c’è tutta la mia vita … Mi piace disegnare molto. Io disegno tutto a mano con inchiostro, penne e carta a prova di sangue. I miei concetti provengono da tutto, amici, pensieri, convinzioni, idee, visioni, luoghi e naturalmente dalla mia immaginazione. Stampo una buona quantità di questi disegni sulla mia linea d’abbigliamento eco-compatibile e biologica e stampe pure in Giclée”.

Dopo il grande successo della mostra su Chagall, dal 9 ottobre 2010 al 23 gennaio 2011, Palazzo Blu di Pisa si appresta a ospitare Joan Mirò. I miti del Mediterraneo. La mostra, a cura di Claudia Beltramo Ceppi, Teresa Montaner - conservatrice alla Fundació Miró di Barcellona - e Michel Draguet - direttore generale dei Musées Royaux des Beaux Arts, raccoglie 110 opere, tra dipinti, sculture, litografie, disegni e illustrazioni.
Poesia, mito, bellezza dell’indefinibile immaginario estetico dell’artista catalano, intimamente legato alla luce, ai colori e all’identità del suo paesaggio. Un Mirò che, come un poeta, attraversa la realtà e la racconta nei termini del mito. Lumache, serpenti, insetti e uccelli, figure femminili… l’allestimento parte dalla storia di Dafne e Cloe e arriva a quella del Minotauro, per concludersi con il mito di Madre Natura.
Oltre gli esiti prettamente figurativi, lo studio sulla gestualità della pennellata e la vivacità del colore, conducono poi Mirò a imponenti costruzioni simboliche, magari astratte, ma fortemente significative. Emerge l’interiorità dell’artista, anche nel concepire l’esperienza della realtà e trova una sua dinamica compositiva nelle illustrazioni dei libri di poesia, come in Costellations di André Breton.

Forse Christie’s potrebbe aver fatto una cattiva valutazione e aver scambiato un disegno di Leonardo da Vinci per un dipinto tedesco del XIX secolo. Questo quanto sostiene l’ex possessore dell’opera in questione, Jeanne Marchig, che ha fatto causa alla casa d’asta, sostenendo che il disegno era La bella addormentata di Leonardo il cui valore potrebbe aggirarsi intorno ai 100 milioni di sterline. Invece è stato venduto per poco più di 11 mila sterline, vista la mancata attribuzione.
Il disegno, il profilo di una ragazza, che dovrebbe essere Bianca Sforza figlia del duca di Milano, è ora esposto in una mostra in Svezia e attribuito a Leonardo da Vinci.
La cosa si presenta però complessa. Christie’s sostiene quanto valutato ed in questo è supportata da altri esperti che ritengono che la mano non sia quella di Leonardo. L’accusa dice invece che ci sono prove evidenti del contrario e che la casa d’aste è stata negligente e non ha condotto ricerche scientifiche.
E’ probabile che la questione richiederà molto tempo, certo se si dimostrasse essere un vero disegno di Leonardo, pessima analisi di Christie’s.
Via | Guardian.uk

Il British Museum ha raccolto una serie considerevole di disegni rinascimentali appartenenti ai più grandi artisti italiani dell’epoca, per una mostra che a Londra sta entusiasmando più di un critico. Fra Angelico to Leonardo: Italian Renaissance Drawings, iniziata da pochi giorni e in programma fino al 25 luglio, offre l’opportunità di scoprire l’evoluzione che il disegno ha avuto nel XV secolo, tanto da rappresentare una tappa fondamentale nella preparazione dello stile di maestri come Michelangelo e Raffaello.
Quello che era iniziato come un mezzo per conservare idee, divenne un modo ideale per perfezionare la prospettiva e una forma stilistica più naturale.
Studi recenti in campo conservativo, dimostrano inoltre come il disegno abbia permesso ai pittori, di sperimentare con una libertà non sempre permessa nei lavori finali.
100 i disegni esposti che portano il nome di Leonardo da Vinci, Fra Angelico, Jacopo e Gentile Bellini, Botticelli, Carpaccio, Filippo Lippi, Mantegna, Michelangelo, Verrocchio e Tiziano.
Sono diversi gli artisti indiani che si stanno affermando sulla scena internazionale. Accanto ai nomi più noti, emergono quelli di altri autori, che stanno imponendo una nuova visione artistica. E tra questi nomi compaiono anche quelli di alcune donne.
Chitra Ganesh, di origine indiana ma cresciuta negli Usa, prende ispirazione da diverse fonti per realizzare le sue opere. Che siano su carta, tela o su pellicola, all’artista piace trattare temi marginali, generalmente tenuti nascosti o poco considerati, che unisce a immagini iconografiche classiche o nuove come i poster di Bollywood, i fumetti giapponesi, i personaggi della mitologia greca. I lavori che realizza sono come dei fumetti con accenni di elementi macabri, che seguono una trama visionaria e colorata. L’impressione che ne traggo, al di là degli elementi inquietanti, è l’immagine di una donna forte (anche se aggressiva), lontana dagli stereotipi di sottomissione o ammiccamento.
Ci sono dei temi ricorrenti, come lo smembramento, l’atto carnivoro, primitivo e in alcuni casi carnale, come a far emergere lati nascosti della cultura e della personalità.
Continua a leggere: Come un fumetto, lo stile grafico e visionario di Chitra Ganesh

Da venerdì 23 a domenica 25 aprile a Firenze va in scena Gavinana Reloaded, una performance di live painting di Dem e Luca Barcellona al Centro per l’arte contemporanea EX3 (Viale Giannotti 81-85). Il progetto è supportatato d Gold, progetto nato nel capoluogo toscano nel 2003 dedicato alla street culture e Swith Creative.
L’esperimento di piittura muraria sarà accompagnato da una performance di danza contemporanea di Margherita Landi e da un’installazione ausiliare di Arty Jane.
Dem si muove nei territori dell’illustrazione fantastica, creando creature polimorfe trasferite fuori dal tempo, su di una dimensione dove i tradizionali valori di bene e male non attecchiscono. Luca Barcellona aka Bean One si muove invece nei territori esclusivi della manualità, facendo ricerca nel tratto e nel gesto calligrafico e nelle sue infinite applicazioni.
Weimar è una città della Turingia gemellata con Siena. Il capoluogo toscano festeggia i 90 anni di vita del movimento Bauhaus e i 150 dell’Università di Weimar con una grande mostra ad ingresso gratuito nei Magazzini del Sale di Palazzo Pubblico che andrà in scena dal 20 marzo al 17 aprile 2010.
Un movimento, il Bauhaus, capace di fare tesoro delle sperimentazioni delle avanguardie del primonovecento, ma anche di rompere drasticamente col passato. Una vera e propria rivoluzione culturale, il cui portato ancora oggi non è arrivato ad esaurirsi. Prima di tutto c’è un pensiero forte alla base della creatività, che coniuga estetica e funzionalità in una sintesi senza compromessi.
Opera congiunta tra tecnologia e cultura, il Bauhaus esordisce in mostra con le intuizioni di Walter Gropius nel 1923, le stesse riproposte nell’allestimento a Siena. Dimostrando grande interesse per l’arte delle arti, l’architettura, la ricerca del movimento si espande ben presto a Parigi con Le Corbusier. Arte e tecnica sono le chiavi della sperimentazione del Bauhaus, che raggiungerà esiti ancor oggi insuperati negli ambiti del design, della grafica e delle arti visive.