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Tutti gli articoli con tag arte di strada

Poesia, pittura e arti di strada. In Egitto la protesta è creativa

pubblicato da Lorenzo Mazza


Già a partire dalle rivolte studentesche del maggio parigino (1968 - “L’immaginazione al potere”), i graffiti e l’arte spontanea di strada avevano accompagnato e dato voce ai manifestanti. Dopo il 2001, con la nascita dei movimenti “altermondialisti” (Seattle, Genova, Firenze, Roma… fino alla May Day Parade di Milano) la protesta si è fatta sempre più creativa, includendo operazioni di guerrilla art e performance urbane.

Questa premessa era doverosa, perché credo che in qualche modo la libertà d’opinione e d’espressione si misurino anche dalle possibilità attraverso cui le persone possono manifestare il proprio pensiero. La protesta creativa quindi è un grande approdo, perché implica che le forme della rivolta sociale, dell’attivismo politico e dell’attivismo artistico, si sono mescolate e si possono ricombinare.

Ecco perché sono contento nel vedere che anche in Egitto, dopo le dimissioni di Mubarak di venerdì sera, i manifestanti hanno cominciato a portare per strada poster e cartelli che ripensano, creativamente, trenta anni di potere oligarchico. Caduta la pressione della censura, adesso la rivoluzione passa per le rose che le ragazze portano ai soldati, la satira, gli slogan, le scritte colorate, i concerti, le pitture e il teatro di strada. L’arte è da sempre uno strumento fantastico, capace di lasciar esprimere, a chi la pratica, la rabbia e la frustrazione per ciò che ha passato, e le aspirazioni per un futuro migliore.

Photo Credits Emilio Morenatti, Associated Press.

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ParkArt a Milano

pubblicato da penelope.di.pixel

Vi ricordate della ParkArt?

Eccoli di nuovo in azione a Milano il 5 dicembre: il video è appena comparso online e forse qualcuno di voi li avrà visti trasformare i parcheggi in gioiose expo’ temporanee.

Il gruppo ParkArt è aperto a collaborazioni, dunqiue se qualcuno di voi singolarmente o in gruppo fosse interessato proporre un’azione nella sua città, basta scrivere una mail contattandoli dal sito.

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Parigi, Fondation Cartier - Born in the streets

pubblicato da Magno

Son passato alla Fondazione Cartier, che fino al 29 novembre espone Nati nella strada con molti nomi che hanno segnato la storia di questa arte chiamata a torto Graffiti e ormai anche Street Art (si chiama invece Aerosol Art o semplicemente, nella migliore delle ipotesi Wild Style). Qui sopra una panoramica della sala principale, purtroppo riprese e foto vietate (qui uno slideshow su Flickr).

Sala sotterranea con un grande wildstyle nascosto di Phase II, un grande Seen con il suo classico Hands of Doom, e un piccolo Part (ho avuto l’enorme piacere di acquistare il suo volumetto monografico edito dal sempre prolifico Akim di On the Run) - oltre ai maestri, il sottosuolo ospita belle teche di materiale originale e un apparato di video e show multimediali interessante. Esposte lì, e viste con un pò di commozione, anche diverse tele del compianto A-One.

Piccolo caffè all’aperto con l’opera che segue e che lascio a voi riconoscere. Barry Twist McGee in fase throw-up con un gigantesco Amaze in argento che domina l’entrata. Delta da Amsterdam in fase difficile da interpretare: completamente punk, ha distrutto una parte della superficie, limitandosi ad uno sketch scheletrico che purtroppo lascia un pò a desiderare, troppo violento e poco giocoso ed elaborato, almeno per un appassionato come me (viziato dalla sua grande produzione dei primi anni ‘90).

Con queste due impressioni disordinate, vi lascio alla recensione più normale de La Stampa, tutto sommato una bella esposizione: non capita tutti i giorni di vedere almeno quattro generazioni di writer tutte in un colpo solo, accompagnate da tanto video per chi ha bisogno di ricostruire la storia e le sensazioni dell’epoca dei pionieri, dal 72 al 78.

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