Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag arte e attivismo

Share Conference Belgrad - L'arte digitale in Serbia

pubblicato da penelope.di.pixel

SHARE Conference - #deaddrops from SHARE Conference on Vimeo.

Si è aperto ieri a Belgrado Share Conference Festival, progetto che per la prima volta ha riunito nella capitale Serba new media artist, attivisti ed esperti di social media, musicisti da tutto il mondo.

Per la tre giorni, gli organizzatori hanno scelto la formula “Share by day” e “Share by night”. Share by day è intesa come una piattaforma di formazione. Divisa in tre aree, Tactical Data, Digital Tribe, Exit Music Conference, vi parteciperanno personalità eterogenee provenienti dal mondo dei Dj, dell’attivismo quanto da aziende ed accademie globalmente rconosciute come Google, Twitter, Harvard, o il MIT. Il proramma prevede workshop sperimetali, lecture, mostre. Share by night è l’anima notturna del festival tutta incentrata su live performance che si susseguiranno nei club di Belgrado: fra le presenze confermate, Carl Craig, Does It Offend You Yeah, Beardyman, Fabio, Jimmy Edgar, Minitel Rose, Rustie & MJ Cole.

Bello vedere questi segnali dalla Serbia, ancora più bello poterci essere dal vivo: spero che una volta o l’altra mi capiti. Frattanto, se guardate il promo ci troverete proprio le pennette USB murate di qualche articolo fa, un’idea realmente virale e contagiosa.

Via | Jasmina Tesanovic

....
condividi 0 Commenti

Fra arte e attivismo, istruzioni per l'uso 1.0 - Personale di Giacomo Verde a Pisa

pubblicato da penelope.di.pixel

giacomo verde, mostra personale, pisa

Dal 15 fennaio al 5 febbraio 2011 si inagura a Pisa la personale di Giacomo Verde. La mostra, a cura di Silvana Vassallo in collaborazione con Francesca Maccarone, sarà ospitata presso la Galleria Studio Gennai (via S. Bernardo 6) e il titolo ci introduce perfettamente al tema: “Fra arte e attivismo, istruzioni per l’uso 1.0″.

Pioniere della videoarte italiana, Giacomo Verde è uno sperimentatore di tecnologie digitali capace di spostarsi da un media all’altro, dalla videoarte, alle tecno-performances, agli spettacoli teatrali, fino alle installazioni e alle opere di arte interattiva e di net art. Lo fa scegliendo tecnologie “low”, cioè tecnologie accessibili e largamente diffuse. Le sue opere coniugano estetica e impegno estico e politico, privileggiano gli aspetti relazionali e la partecipazione del pubblico. Il suo non è un percorso “convenzionale”: più che nelle gallerie e nei musei, lo ritroviamo in mezzo agli attivisti dove può condividere creatività, pratiche e conoscienza. Ma questa mostra ci svela un aspetto poco noto di questo artista, un lato più “espositivo”, come viene correttamente definito nella documentazione, dove scopriamo opere pitttoriche, fotografie e video di creazione. Queste opere, molte delle quali inedite, riflettono sul rapporto fra pittura e video, immaginario collettivo e personale, memoria e amnesia. Il filo conduttore è l’ironia, la capacità di giocare e mettere in discussione le icone del potere (abbiamo conosciuto qualche tempo fa “Berlusconi non esiste“). Vi ritroviamo “Scatti d.istant”i (foto scattate con cellulari), “Stampe di videofondali con oggetto” che evidenziano lo scarto fra realtà e rappresentazione, “Inconsapevoli macchine poetiche” (installazioni interattive che parlano di utopie realizzabili o contengono “Free Cell Video Art” - video girati via cellulare o su computer con bluetooth che ogni visitatore può scaricare, portandosi via un frammento della mostra).

Il programma dell’evento è denso e, nonostante sia una personale, riflette la profonda consuetudine di Verde al lavoro collaborativo coinvolgendo e dando spazio a realtà e artisti differenti. L’inaugurazione, il 15 gennaio, ospiterà una performance di live video painting, dove le immagini del quotidiano verranno rielaborate elettronicamente e trasposte su tela. Ma è solo uno degli eventi spalmati nell’arco dei venti giorni di mostra, fra cui ricordo: “Ahacktitude Blasphemous Art Party” (21 gennaio, ore 20.00), serata che celebra l’assoluzione del gruppo Les Liens Invisibles dalle accuse di diffamazione e dalla richiesta di 300.000 euro di risarcimento, a oltre tre anni dalla censura dell’operazione “Liberté, Egalité, Volonté. The Blasphemous Art Riot” (si veda qui per maggiori informazioni); “Maratona Verde”, progetto realizzato dall’associazione lucchese SPAM e riproposto integralmente nella galleria Gennai; un seminario-laboratorio con i ragazzi del Liceo artistico “F. Russoli” (27 gennaio). Consiglio in ogni caso di consultare la pagina dedicata del sito per una visione dettagliata del programma.

“Fra arte e attivismo, istruzioni per l’uso 1.0″ è la prima personale per Giacomo Verde, artista che seguo e di cui amo il lavoro e l’attitudine (umana, artistica e politica): non posso che augurarmi che Pisa sia di buon auspicio per la sua carriera e spero di poterlo presto intervistare per il blog, anche per conoscere aspetti per me tutto sommato nuovi della sua produzione.

[Nella foto: “Dopo l’omicidio- Genova 2001″ video installazione con stampa su tela + due videoproiezioni]

....
condividi 0 Commenti

The Influencers 2010: intervista/reportage con Luca Lo Coco

pubblicato da penelope.di.pixel

the influencers

Come sapete lo scorso weekend mi trovavo a Berlino per Transmediale 10 e come sapete negli stessi giorni si svolgeva il festival The Influencers: scelte complicate che spesso vengono decise daeel prenotazioni aeree e purtroppo non ho ancora il dono dell’ubiquità.

Saranno questi un sabato e una domenica all’insegna del reportage (a seguire arriveranno i pezzi di Transmediale), del racconto vivo di un evento che rimane forse il documento più prezioso di un lavoro giornalistico. Grazie a Luca Lo Coco, che ha acconsentito a rispondere ad alcune mie domande, ecco dunque un racconto vivido e brillante della tre giorni di Barcellona: lo ringraziamo anche per le gli scatti che ci ha generosamente regalato.

Detto ciò, prima di lasciarvi alle sue parole, mi sento di dover fare una parentesi: conoscevo il lavoro di Luca tramite la piattaforma QuitMag, ma questa intervista mi ha colto un po’ di sorpresa. Vengo infatti a sapere che Luca è coinvolto in una diatriba legale a causa di un suo lavoro, che va avanti dal 2007 e che si concluderà nel 2010, come leggerete nelle presentazioni: cercheremo eventualmente di saperne di più di questa storia.

Intanto buona lettura.

The Influencers 2010 by Luca Lo Coco

Continua a leggere: The Influencers 2010: intervista/reportage con Luca Lo Coco

....
condividi 0 Commenti

Intervista suicida

pubblicato da penelope.di.pixel

les liens invisibles

Ne abbiamo scritto e parlato molto e finalmente ecco l’intervista su Seppukoo.com.

Il progetto ha fatto molto ha suscitato molte reazioni, giungendo anche sulla stampa nazionale, ma per capirne di più ne abbiamo parlato direttamente con gli ideatori, il gruppo Les Liens Invisibles, analizzando insieme a loro diversi aspetti del progetto. Scopriamo così il legame profondo del progetto con Luther Blissett, storico suicida (è stato lui a commettere il seppuku per la prima volta, ispirando il gruppo); le difficoltà incontrate nello sviluppo della piattaforma (”un lavoro più da escapisti che da programmatori“, come ci dicono sorridendo); la scelta della della resurrezione degli utenti (ovvero la reversibilità del suicidio); il legame fra life style e politica.

Parte delle domande hanno inoltre riguardato la vicenda Facebook, nel tentativo di capire quali fossero le controversie legali alla base della richiesta di bloccare l’operazione. L’ultima domanda indaga invece il possesso delle nostre identià digitali chiedendosi se, come nel mondo fisico possiamo, possiamo realmente “cancellarcidalla faccia dei social network“…

Secondo voi è possibile? Buona lettura.

Continua a leggere: Intervista suicida

....
condividi 0 Commenti

Seppukoo.com e i legali di FaceBook - PARTE 2°

pubblicato da penelope.di.pixel

sepukoo e i legali di facebook

Proprio prima delle vacanze di Natale avevamo lasciato in sospeso i destini del Seppukoo e dei suoi suicider, con la richiesta da parte dei legali di Facebook di rimuovere il sito entro il 22 dicembre 2009.

Tramite l’avvocato Maria Teresa Vota, la posizione dei Liens Invisible è abbastanza chiara: il sito resta per adesso dov’è e i dati non verranno rimossi, salvo esplicita richiesta da parte degli utenti volontariemente iscrittisi al servizio.

Intanto riporto sotto uno stralcio della lettera in italiano, che trovate in versione integrale (ma in inglese) a questo link: a breve un’intervista con Les Liens per capirne di più su questa curiosa vicenda.

Continua a leggere: Seppukoo.com e i legali di FaceBook - PARTE 2°

....
condividi 0 Commenti

Squatting Supermarkets. I loghi e i luoghi del consumo: intervista con Salvatore Iaconesi

pubblicato da penelope.di.pixel

Squatting Supermarkets, salvatore iaconesi, to share 2009, market forces

Squatting Supermerkets è un titolo è affascinante, ma il contenuto lo è ancor di più. Per i compulsivi dello shopping e per chi dello shoping non si fida, quest’opera d’arte sfida la percezione ordinaria dell’acquisto proiettandola in una nuova dimensione: sensoriale, etica, estetica. Ma cerchiamo di capire insieme di che si tratta.

Progetto speciale del Piemonte Share Festival 09, Squatting supermarkets è un’installazione interattiva che riproduce un supermercato in Realtà Aumentata. Il cuore tecnologico dell’installazione è un’applicazione iPhone basata sul riconoscimento dei loghi, iSee, che usa l’infrastruttura fisica e informazionale del marketplace (punto vendita+logo) per riprogettare radicalmente atto più estremo, quotidiano e pervasivo del consumismo, lo shopping. A questo punto, la dimensione di squotting evocata nel titolo dovrebbe iniziare a chiarirsi ai lettori.

le potenzialità di un intervento di questo tipo sul tessuto (economico, sociale, antropologico) del consumo. L’arte esce definitivamente dagli schemi mostra/museo/oggetto e si getta con gioia primitiva nel processo, nell’ibridazione con le tecnologie, la comunicazione e la publicità, sbarazzandosi definitivamente di un falso complesso verso mercato: una galleria non confesserà mai di essere un supermercato (d’élite e raffinato, ma sempre un supermercato), mentre chi la frequenta stenta a riconoscersi come un banale consumatore (d’arte ma sempre consumatore). Questa arte non desidera essere esposta, venduta, collezionata: se il supermercato diventa la sua location per eccellenza, l’intervento artistico non non si limita al detournamento della merce, ma è una vera e propria azione di revers engineering delle dinamiche del consumo, costringendo a trasformare in senso ecosistemico il concetto stesso di valore.

Continua a leggere: Squatting Supermarkets. I loghi e i luoghi del consumo: intervista con Salvatore Iaconesi

....
condividi 1 Commenti

Da San Francisco, l'arte del PARK(ing)

pubblicato da penelope.di.pixel

Qualche tempo fa vi avevo parlato della ParkArt, una pratica artistica che trasforma le aree di parcheggio in gallerie temporanee.

Ecco un’iniziativa, sinceramente bellissima, che arriva nasce nell’effervescente clima culturale di San Francisco: il PARK(ing). Il punto di partenza è simile, solo che questa volta il posto macchina, giocando sul doppio senso di “park” sostantivo (area verde, parco) e verbo (parcheggiare), diventa un piccolo prato incastrato in file di macchine. Come? Semplicissimo: un tappeto di erba come quelli usati per i campi da calcio, qualche albero, fiori, una panchina. Naturalmente ogni partecipante è libero di allestire la propria area a piacimento, ma questa è la struttura base di un PARK(ing).

A San Francisco da qualche anno si celebra anche un PARK(ing) Day, in occasione del quale non solo i parcheggi ma anche le strade vengono invasi da incredibili veicoli a quattro ruote che riproducono aree verdi mobili, i PARKcycles, (video in alto), in grado di spostarsi in mezzo al traffico urbano.

Bravissimi, anche per la capacità di veicolare in modo efficace messaggi legati all’ecologia e alla vivibilità degli spazi urbani.

....
condividi 0 Commenti

STREET FOOD ESCORT

pubblicato da penelope.di.pixel

Dopo FOODPAWER, Franca Formenti ci presenta una nuova performance in cui il cibo è nuovamente protagonista: STREET FOOD ESCORT.

Location: il centro storico di Milano, dove una giovane donna distribuisce cibo per strada, invitando i passanti gentilmente a favorirne. “Una sperimentazione per capire come un individuo accetti caramelle da una sconosciuta, interagisca con lei e quanto sia importante la fruizione del cibo ora e perchè, soprattutto in un momento dove la paura e l’ansia regnano indisturbate sulla metropoli milanese“, come si legge nello statement artistico, che propone una riflessione su alcuni aspetti della realtà contemporanea: il cibo “sempre più protagonista della nostra epoca, di nuovi cyborg che affidano alle papille gustative la loro appartenenza a un mondo sempre piu digitale, virtuale, solitario ma ancora legato ad una realtà decadente e sempre più buia.“.

La perfomance ha come sfondo l’ordinanza che nel territorio milanese impedisce la distribuzione pubblica di cibo, provvedimento che (leggittimamente) desta sospetto, rabbia e inquetudine (e non solo a Milano). L’azione artistica non intende entrare nel merito della polemica se l’ordinanza è democratica o no, interrogandosi piuttosto sul significato sociologico di come l’atto di mangiare messo fuori legge si carichi ulteriormente di significato e fascino.

Continua a leggere: STREET FOOD ESCORT

....
condividi 2 Commenti