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Tutti gli articoli con tag arte e natura

L'origine delle arti secondo Josè Ortega y Gasset

pubblicato da penelope.di.pixel


“La scienza rompe l’unità della vita in due mondi: natura e spirito. L’arte, cercando la forma della totalità, deve fondere nuovamente questi due aspetti della vita. Non c’è nulla che sia solo materia, la materia stessa è un’idea; non c’è nulla che sia solo spirito, il sentimento più delicato è una vibrazione nervosa.

Per realizzare questa funzione, l’arte deve partire da uno di questi mondi e da esso dirigersi verso l’altro. È questa l’origine delle varie arti. Se procediamo dalla natura verso lo spirito, se partendo da figure spaziali cerchiamo l’emotività, l’arte è arte plastica: pittura. Se dall’emotività, dall’effettività che fluisce nel tempo aspiriamo alla plasticità, alle forme natura, l’arte è spirituale: poesia e musica. Alla fine, l’arte è sia una cosa che l’altra; ma il suo sforzo, la sua organizzazione, sono condizionati dal punto di partenza.”

Josè Ortega y Gasset, Meditazioni del Chisciotte (1914)

[Immagine in alto: Joaquín Sorolla y Bastida - Ritratto José Ortega y Gasset]

Rubrica | Cos’è l’arte

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Le sculture di Mozart Guerra: la natura presa a freccette

pubblicato da Barbara


Mozart Guerra è un artista brasiliano nato a Recife nel 1962, laureato in architettura e affermato come scenografo per teatro e cinema, da anni porta avanti il percorso parallelo della scultura. Di base a Parigi dal 1992, ha partecipato a numerose esposizioni di cui parecchie personali.

Le sculture che vedete in queste immagini sono il suo manifesto d’amore per la natura e gli animali; realizzate prevalentemente con tessuti e soprattutto con cordino di nylon, testimoniano l’innocenza selvaggia del mondo naturale e la violenza a cui l’uomo la sottopone.

Se volete saperne di più, guardate questo piccolo documentario, in cui racconta delle sue prime sculture con le marionette ai lavori attuali, realizzati con il leitmotiv dei cerchi bicolore per rievocare il -crudele- gioco delle freccette che trova il suo centro su teste e corpi dalle fattezze animali e umane.

mozart guerramozart guerramozart guerra

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Enzo fiore. Quando l'arte nasce dalla natura

pubblicato da penelope.di.pixel


Scopro, grazie alla segnalazione di un amico, l’opera di Enzo Fiore che mi colpisce per la sua forza, la pulizia delle forme e l’uso del tutto peculiare dei materiali.

Fiore nasce a Milano nel 1968, frequenta il liceo artistico e si iscrive a Brera. Lavorando inizialmente come restauratore di dipinti antichi e scenografo, sviluppa una sua personalissima tecnica di produzione. Le sue opere, tridimensionali e su tela, nascono infatti dall’assemblaggio di muschio, radici, foglie, resine e cemento, come potete vedere nelle foto. Il risultato è un realismo fiabesco, organico, dove esseri umani e animali si fondono alla terra. In particolare, guardando i suoi ritratti, ho pensato alle tante volte in cui la corteccia e le radici degli alberi mi sembravano rughe scolpite dal tempo, capaci di espressione ed emozioni proprie.

L’artista continua a vivere e a lavorare a Milano. Tracce del suo lavoro presso la Galleria Fabbrica Eos e la Galleria Contini.

Opere di Enzo Fiore

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Interferenze New Arts Festival - Rurality 2.0

pubblicato da penelope.di.pixel

Interferenze New Arts Festival - Rurality 2.0

Dopo qualche anno di stallo, ritorna Interferenze, il bel festival di arte digitale ed elettronica che intreccia nuove tecnologie, radici e culture del territorio.

Location per l’evento, che si svolgerà fra il 22 e il 25 luglio, è il borgo di Bisaccia. Situato nella zona collinare dell’Irpinia orientale, il borgo è ricco di elementi naturalistici, paesaggistici e storico archeologici, che le devastazioni del terremoto ha lasciato miracolosamente intatte. È qui che fra performance audio/video, installazioni, dibattiti, workshop, Interferenze esplora la relazione con la ruralità in modi inaspettati e affascinanti, approdando ad una riflessione sulla riappropriazione dell’identità e della sostenibilità del territorio: “Rurality 2.0″, il territorio rurale come un nuovo medium attraverso cui rileggere gli spazi culturali, estetici e sociali delle aree di confine.

La tre giorni sarà animata da un folto gruppo di artisti provenienti da 12 diversi paesi nel mondo. Fra le installazioni ricordiamo quelle di: Sawako Kato (JPN); Roll Studio (ITA); Bianco/Valente (ITA); Alessandro Capozzo (ITA); Andre Goncalves (POR); Corby & Baily (UK)

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Gli alberi di Lucas Reiner alla Galleria Traghetto

pubblicato da penelope.di.pixel

gli alberi di reiner a roma
Dall’11 marzo al 24 aprile i delicati alberi dipinti da Lucas Reiner arrivano a Roma per una personale dedicata all’artista dalla Galleria Traghetto.

Reiner inizia la sua carriera di “ritrattista” di alberi metropolitani attratto dalla tenacia che questi esseri dimostravano nel sopravvivere alle condizioni di Los Angeles, sua città d’origine. Se parliamo di ritratti e non di paesaggi è per un motivo specifico. L’artista rimuove completamente il contesto e l’ambiente circostante, costringendo il nostro sguardo sulle forme insolite che gli alberi hanno assunto pur di resistere e continuare a vivere. In questo modo, querce e betulle dalle chiome recise e con i rami tagliati vengono assunte a metafora della straordinaria tenacia della natura nella lotta alla sopravvivenza.

E devo ammettere che davanti all’inquinamento, al traffico e ai pesanti interventi edilizi delle città provo il suo stesso stupore e ammirazione nel guardare gli alberi di Roma, sapendo che ci sopravviveranno.

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Intervista a Scenocosme: gli universi interattivi di Grégory Lasserre e Anaïs met den Ancxt

pubblicato da penelope.di.pixel


Come promesso, ecco per voi la bella intervista con Grégory Lasserre e Anaïs met den Ancxt, in arte Scenocosme.

Abbiamo svolto l’intervista in francese, per cui come sempre riporto anche l’originale insieme alla traduzione italiana.

Oltre alla descrizione di come è avvenuto il loro incontro artistico e personale, ho cercato di indagare attraverso le domande gli elementi principali che caratterizzano le loro opere: l’interazione, il sogno, il legame con la natura e la musica, il modo di utilizzare la tecnologia e il concetto di “design dell’invisibile”, filo conduttore di molte delle loro creazioni suggestive e delicate. E adesso immergiamoci insieme a loro nei micro-universi di Scenocosme.

Buona lettura

scenocosme

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Il Parco d’Arte Vivente di Torino. Sesta parte

pubblicato da Alessandro

Si conclude il bel documentario di Andrea Fantino e Dario Magnani. Quest’ultima parte è dedicata, nell’ordine, agli aspetti più tecnici delle costruzioni realizzate nel PAV e alla tipologia delle opere che si intendono commissionare ed ospitare nel parco. Al centro delle riflessioni degli artisti e degli studiosi intervistati soprattutto il rapporto tra tecnica e natura e le potenzialità delle bioarti.

Via | Youtube.com

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Il Parco d’Arte Vivente di Torino. Quinta parte

pubblicato da Alessandro

Continua il bel documentario di Andrea Fantino e Dario Magnani sul progetto culturale alla base del Parco d’Arte Vivente di Torino. Ancora l’antroprocentrismo al centro delle riflessioni degli intervistati. Oggetto di discussione è soprattutto l’idea, foriera dei disastri della modernità (ma anche della post-modernità) secondo cui il mondo è solo un oggetto che l’uomo deve usare per raggiungere il benessere e la felicità.

Come dice Marchesini, è necessario riconoscere la “soggettività” del mondo e rispettare la dignità degli altri.

Via | Youtube.com

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Il Parco d’Arte Vivente di Torino. Quarta parte

pubblicato da Alessandro

Ecco la quarta parte del documentario di Andrea Fantino e Dario Magnani sul progetto culturale che ha ispirato la realizzazione del Parco d’Arte Vivente di Torino. L’esplorazione del parco muove dall’analisi di Trèfle, opera dell’artista francese Dominique Gonzalez-Foerster, che ha dato il via all’intero progetto. Si tratta di un ambiente a forma di quadrifoglio in terra ed erba, intagliato nel suolo e cinto da un muro in pietra ricoperto d’edera.

Via | Youtube.com

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Il Parco d’Arte Vivente di Torino. Terza parte

pubblicato da Alessandro

La terza parte del video-documentario di Andrea Fantino e Dario Magnani sul Parco d’Arte Vivente di Torino è dedicata soprattutto al concetto di antropocentrismo, sull’idea anacronistica, ma ancora molto diffusa (nella cultura e segnatamente nell’arte), secondo cui l’uomo è misura di tutte le cose.

Via | Youtube.com

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