
Altamente consigliato per gli amanti dell’iconografia messicana, Pale Horse Design è un collettivo di designers con base a St. Petersburg in Florida, che realizza immagini e decorazioni per skateboard, cuscini, magliette… Ispirazione elettiva, le immagini della tradizione religiosa (Christos e Calaveras, ovvero il culto dei morti) ma anche i classici della vita spericolata stile ranchero/western mixati con i dettami della tattoo-art. In un tripudio di teschi e di fiori.
Nel blog si trovano i vari aggiornamenti sulle opere, ma anche belle descrizioni fotografiche delle visite alle mostre e alle gallerie. Su Vimeo invece trovate l’eloquente presentazione dell’ultima mostra presso la loro galleria, intitolata Saints & Sinners, in cui vengono espeoste 12 tavole da skate con raffigurazioni dell’Ultima Cena (il titolo dell’immagine qui sopra è The Last Fiesta) in cui gli apostoli indossano le maschere della lotta libera messicana.
Dal 16 marzo al 15 aprile la galleria Magazzino d’Arte Moderna (Roma) inaugura “Il Sogno e la Promessa”, prima personale italiana di Aleksandra Mir.
A cura di Valentina Bruschi, la mostra è una selezione di circa 20 opere a tecnica mista su carta incorniciate con la foglia d’oro, che l’artista ha realizzato durante gli ultimi cinque anni vissuti a Palermo. Il tema, sviluppato in modo quasi ossessivo dalla Mir, è la conquista dello spazio. A quanto pare, piccolissima, le immagini del primo sbarco sulla luna si sono depositate indelebilmente nella mente dell’artista, che fra le sue prime performance diventa una “First woman on the Moon” (1999) per il trentennale dell’Apollo 11, mettendo in scena un primo atterraggio “femminile” su una spiaggia olandese, modificata per sembrare la superficie lunare e ripresa dai telegiornali locali. Altre opere simili vengono in seguito riprodotte nel 2004 (Garden of Rockets - Florida), nel 2006 (Gravity: un missile gigante creato con detriti industriali) e nel 2008 (Plane Landing: installazione gonfiabile che replica un aereo di linea lungo 20 metri, ancorato a terra ed in perenne fase di atterraggio).
È questa concatenazione di azioni e immagini che conduce la Mir alla serie Il Sogno e la Promessa in cui, utilizzando la tecnica del collage, due immaginari fortissimi collassano, sovrapponendosi: le raffigurazioni sacre e quelle dei viaggi nello spazio. Recuperate da mercatini dell’usato e negozi di articoli religiosi, le effigi sacre della cultura popolare diventano dei “ready-made” riprogettati a mano. Stampe antiche, ricordi della prima comunione, santini e madonne accostati a ritagli di immagini della NASA, di missili Shuttle e cosmonauti creano assonanze particolari (di forma e contenuto). Come le aureole dei santi così simili ai caschi degli astronauti, o il fumo dei razzi in partenza sosvrapposto alle nuvole celesti. O ancora la raggiera di luce che corona la testa di Gesù bambino identica al contorno dell’oblò di una navicella spaziale…
Gli allunaggi di Aleksandra Mir





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Si svolgerà a Torino dal 22 settembre al 4 ottobre la sedicesima edizione del festival internazionale “Il Sacro attraverso l’Ordinario“. Attraverso spettacoli, concerti, laboratori e testimonianze attive, il festival vuole esplorare la dimensione spirituale dell’essere: il significato del sacro a partire dall’esperienza quotidiana, ciò “che di sacro alimenta, non visto, l’ordinario“.
Diverse le innovazioni nel programma che quest’anno è diviso in tre sezioni: “Ospitalità Internazionale” che continua la tradizionale attenzione del festival alle presenze dall’estero (fra i protagonisti delle scorse edizioni Jean-Claude Carrière, Alejandro Jodorowsky, Barba e l’Odin Teatret); “Storie di Altri Mondi” sezione dedicata all’intercultura, al dialogo e alla conoscenza di culture e tradizioni differenti; “Teatro del Tempo Presente” una sezione rivolta ai giovani artisti e alle loro creazioni, che quest’anno come si evince dal titolo è interamente dedicata al teatro, prevedendo attività collaterali quali rassegne cinematografiche, attività pedagogiche e formative, a tavole rotonde o a convegni, a mostre e installazioni.
Il Festival è ideato dall’Associazione di Cultura Globale Il Mutamento ZC.

Se il “For God Sake!” di PixxelPoint che abbiamo appena sviscerato tende ad esplorare i confini di una spiritualità contemporanea reinterpretata attraverso le tecnologie digitali, di taglio più sociologico-politico è l’impostazione scelta da Boris Groys e Peter Weibel, curatori di “Medium Religion“. La mostra, inaugurata il 22 novembre scorso, rimarrà attiva fino a 4 marzo 2009 presso lo ZKM - Center for Art and Media di Karlsruhe, storicamente una vera e propria istituzione nella ricerca pionieristica della new media art, che negli anni è riuscito a creare una vasto e qualificato network intorno al Centro.
L’analisi di Medium Religion prende le mosse da alcuni dati concreti: la propaganda religiosa utilizza in modo esponenziale video e televisione; il ritorno religioso di cui si sente spesso parlare non significa necessariamente che le persone sono diventate “più” religiose; il credo religioso tende a spostarsi dalla sfera personale a quella pubblica della comunicazione visuale, imperniata sulla ripetizione macchinica di immagini. Ma la riproducibilità è fattore costitutivo di ogni religione. Il culto si basa sulla possibilità di ripetere all’infinito i suoi rituali e sull’”embodiement” (incorporazione) del suo messaggio, prima di tutto attraverso i testi sacri. In questo senso la religione “è” essa stessa un media ed è questo il fulcro concettuale dell’intera esposizione. Medium Religion ha l’obiettivo di dimostrare questo aspetto “mediale” comune a tutte le religioni. Come: utilizzando esempi di video propaganda religiosa e opere di artisti contemporanei ispirati a confessioni suicide di terroristi, documentari su nuove sette, scontri di comunità, serie TV di propaganda. Il rapporto della maggior parte di questi artisti con i loro rituali religiosi, immagini, testi non è affermativo né critico, piuttosto blasfemo: le iconografie sacre riescono in questo modo ad interagire in forma dialetica -un crossovre - con la modernità culturale.
Un ultimo aspetto da sottolineare: la particolare attenzione alle manifestazioni dei culti religiosi sui “punti caldi” della mappa geopolitica, quali Medio Oriente, Asia, Russia, U.S.A. Sud America. Sul sito è reperibile un’ottima documentazione delle opere esposte, compresi video e testi teorici scaricabili
Ecco un’altra performance di sand art (la qualità del video purtroppo non è eccezionale). L’autore è il messicano Joe Castillo, artista incline ai temi mistici e religiosi.
Questo è il suo sito personale.