Molto spesso i progetti di arte pubblica si compongono di piccoli interventi quasi invisibili. È il caso di My street has no trees (La mia strada non ha alberi), un progetto di guerrilla gardening in corso in Canada, a Toronto. Piccoli vasi con piante e fiori, ricavati da bottiglie di plastica, vengono piazzati ai bordi delle strade, negli elementi dell’arredo pubblico dei marciapiedi.
Nato da un’idea di Hayley Imerman e Angel Chen, il progetto è proseguito su base partecipativa, convincendo persone di tutte le età a portare un po’ di verde nelle zone prive di vegetazione naturale. Nel medio perido l’obbiettivo del progetto è quello di incoraggiare le persone a ripensare criticamente le possibilità di trasformazione dei nostri ambienti quotidiani.
Una volta installate, le piante hanno bisogno di cure e soprattutto di acqua. Un cartellino con tutte le specifiche invita gli abitanti ad aiutarle nel loro ciclo vitale.
‘My street has no trees’, a Toronto le strade diventano verdi









Il dipinto che vedete qui sopra si chiama Man on verandah, ed è stato dipinto nel 1953 da Alex Colville, artista canadese nato nel 1920 a Toronto e famoso in tutto il mondo. Il quadro è stato venduto per 1.287.000 dollari, stabilendo un nuovo record per un’opera di un artista vivente canadese.
Ma non è stata l’unica sorpresa per la casa d’aste Heffel Fine Art. C’era anche un quadro astratto di Jean-Paul Riopelle, venduto per 1.1 milioni, un olio su tela di Lawren Harris, Lake Superior, che ha realizzato 497.250 dollari e First Nations, un dipinto di Emily Carr che ricorda lo stile dei fauves venduto per 585.000 dollari.

Sensibilizzare le persone nei confronti dell’educazione civica attraverso dei graffiti? In Canada è stato realizzato un esperimento di street painting, una bambina che gioca ritratta sull’asfalto, un’illusione ottica che obbliga i conducenti a rallentare.
Il progetto è stato voluto da Preventable.ca, in collaborazione con l’agenzia pubblicitaria Wasserman e Partners, che ha realizzato il pezzo (in realtà un adesivo) nella parte occidentale di Vancouver, British Columbia. L’immagine è stata matematicamente distorta, in modo da apparire come un bambino solo alla distanza di alcuni metri.
L’adesivo può rimanere sulla strada per 3-6 mesi prima di usurarsi… e chissà che l’idea non venga copiata subito da qualcuno, visto che ha ottenuto il risultato voluto: gli automobilisti rallentano. A questo link il video del progetto.

A Montreal in Canada da tempo si stanno sperimentando modalità per ‘incanalare’ il talento dei writer. La città di Montreal ha cominciato a stanziare fondi abbastanza consistenti per promuovere la street art all’interno della legalità.
David Proulx, 28 anni, ex-studente d’arte “scapestrato” è stato uno dei primi beneficiari di questo programma, che concede agli artisti e alle loro associazioni 30.000 dollari, circa 25.000 euro. Non saranno quelli che gli permetteranno di cambiare vita, ma sicuramente sono di più dei miseri 1.000 euro promessi agli street artist dalla Moratti a Milano.
Proulx è anche il fondatore di Graff-X, associazione per lo sviluppo della cultura di strada. Coi fondi ricevuti dal comune realizzerà anche attività didattiche e formative, sensibilizzando i giovani ad un uso rispettoso dello spazio pubblico.
Questa la pagina isituzionale del Comune di Montreal riguardo al progetto, con le foto dei lavori realizzati fino ad oggi.

La National Gallery del Canada ha appena acquisito uno dei grandi capolavori di Claude Monet. Si tratta di ‘Rock Needle Seen through the Porte d’Aval, Étretat”, un olio su tela del 1886, arrivato a Ottawa grazie alla generosità del filantropo Marjorie Bronfman.
Si tratta di una veduta sulla costa delle Normandia, dai tratti di luce e colore molto innovativi per il tempo. Prima di Monet grandi artisti come Delacroix, Corot e Courbet, avevano immortalato il paesaggio selvaggio di Étretat.
In questo caso Monet aveva adottato un punto di vista estremamente audace, accessibile solo con la bassa marea. Dopo questa esperienza Monet tornò più volte in Normandia e sperimentò l’uso del colore mescolato con le rocce calcaree ricche di gesso. L’importanza dei paesaggi marini nella sua produzione si nota nella sua auto-identificazione di artista marino.

Negli ultimi giorni il centro di Toronto (Canada) è andato riempiendosi progressivamente di una serie di episodi di street art dotati di un insolito “senso civico”.
Si tratta di semplici stencil colorati che contengono delle parole: onomatopee che segnalano un pericolo, perché compaiono sempre in presenza o in prossimità di una buca nell’asfalto, un’irregolarità nelle piste ciclabili: “OUCH!” “THUNK!” “OOF!” “YIPE!”.
Le scritte sono state “rivendicate” da un collettivo di artisti che si chiama, manco a dirlo, Urban Repair Squad.

L’artista canadese Luanne Martineau si è fatta conoscere per aver creato un’interessante tecnica di assemblaggio di sculture in feltro e lana. Esseri umanoidi, con tratti animali e vegetali presenti insieme, producono nell’osservatore un’esperienza che oscilla tra il fascino e la repulsione.
A livello tecnico si combinano le esperienze dell’artigianato e le eredità dell’arte degli anni 1960, che ripensa i materiali. Così a livello estetico la Martineau rende labili i confini tra lo stile e l’ideologia, tra la presupposta ‘altezza’ dell’arte contemporanea e la bassezza del corpo.
Ci sono riferimenti all’Espressionismo Astratto, al Postminimalismo, al femminismo e alla cultura popolare e fattori estetici, sociali e psicologici vengono trattati con un leggero tocco umoristico.