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Tutti gli articoli con tag arte in cina

Poster Exhibition

pubblicato da penelope.di.pixel

Poster Exhibition

Poster Exhibition è la terza sessione di una serie di eventi organizzati presso il TOP Contemporary Art Center di Shanghai.

Inaugurata il 6 settembre scorso, la mostra raccoglie più 100 lavori realizzati da quindici artisti cinesi e internazionali che utilizzeranno come strumento espressivo il poster, ovvero il classico manifesto pubblicitario. Strumento di propaganda ideologica per eccellenza forse un po’ nostalgico ma ancora attuale, il poster è qui inteso come la possibilità di tornare a una memoria utopica, per essere ripensato in un contesto contemporaneo. Pensateci solo un attimo, e subito vi apparirà chiaro con quanta forza le immagini immortalate nei poster - spesso veicolo di posizioni e standard simbolici - siano state capaci di sedimentarsi nelle memorie collettive e nelle esperienze individuali dei singoli. I lavori presentati cercano di percorrere la via opposta, diventando il luogo per rappresentare messaggi che escono fuori dagli standard, posizioni personali e voci multiple. Un tentativo di invertire la logica della propaganta usando uno dei suoi strumenti classici. Il Centro, grazie all’esibizione, darà inoltre vita ad una libreria che raccoglierà simboli eterogenei, immagini e linguaggi dell’utopia contemporanea. Poster Exhibition si chiuderà il 6 ottobre prossimo.

Artisti in mostra: Sven Augustijnen, Rossella Biscotti, Alexander Brandt, Stefan Brüggemann, Tania Bruguera, Pavel Büchler, Chen Xiaoyun, Chen Wenbo, Colin Chinnery, Dong Wensheng, Dora García, Gu Lei, He An, He Chi, Hu Jieming, Huang Kui, Jiang Zhi, Jin Feng, Kan Xuan, Saša Karalic, Li Pinghu, Li Xiaofei, Liang Wei, Liu Jianhua, Liu Tian, Liu Wei, Mao Dou, MadeIn Company, Olivier Mosset, Ni Jun, Qiu Anxiong, Shao Yi, Shi Qing, Shi Yong, Société Réaliste, Su Wenxiang, Inga Svala Thorsdottir, Tang Maohong, TOF, Top Floor Circus, Wang Jianwei, Wang Jiahao, Wang Wei, Wang Yan, Wu Shanzhuan, Xiang Liqing, Yang Fudong, Yang Zhenzhong, Yu Ji, Zhang Ding, Zhang Hui, Zhang Qing, Zheng Guogu, Zhou Ming, Zhou Xiaohu, Zhou Zixi, Zhu Yu, Zhuang Hui & Dan’Er.

Poster Exhibition
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L'Asia Pacific Breweries Foundation Signature Art Prize 2011- II Edizione

pubblicato da penelope.di.pixel

Istituito nel 2008, L’Asia Pacific Breweries Foundation Signature Art Prize è un premio a cadenza triennale promosso dall’omonima Fondazione in collabrazione con il Singapore Art Museum, con l’obiettivo di diventare una piattaforma di arte contemporanea per i talenti emergenti e affermati di tutta l’area dell’Asia e del Pacifico. Dal Giappone all’Indonesia, dall’India alla Papua New Guinea, per non parlare della sterminata Cina, del Taiwan o della Corea.

Quest’anno una giuria di esperti e curatori indipendenti ha selezionato 130 opere da 24 paesi differenti, realizzati fra il 2008 e il 2010. I lavori coprono una vasta gamma di tecniche, dalla pittura, alle istallazioni, alla fotografia, alla scultura, alla performance, con un focus sulla video arte, l’immagine in movimento e le installazioni monumentali. Fra gli artisti nominati, che riceveranno premi e award per un totale di 85.000 SDG (pari a circa 48.000 euro), ricordiamo: Daniel Crooks (Australia), Vandy Rattana (Cambodia), Qiu Anxiong (China), Eko Nugroho (Indonesia), Makoto Aida (Japan), Fauzan bin Omar (Malaysia), Htein Lin (Myanmar), Stéphanie Wamytan (New Caledonia), Imran Qureshi (Pakistan), Louie Cordero (Philippines), Jane Lee (Singapore), Sook-Jin Jo (South Korea) and Chen Chieh-jen (Taiwan).

I numeri del Prize ci parlano di una forte crescita del settore del’arte, un po’ come è in crescita tutta l’area: i doppio dei paesi rispetto alla prima edizione e altrettanto si dica per l’investimento economico. Come sempre, occhio all’oriente con la Cina in testa, per captare le nuove tendenze.

[Video in alto: Innovation In Art Series.Video, An Art, A History 1965 - 2010. Selezione a cura del Centro Pompidou e della Singapore Art Museum Collections]

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Ai Weiwei scarcerato e condannato a pagare più di 1 milione di euro di multa

pubblicato da Lorenzo Mazza

Come forse avrete saputo, lo scorso 22 giugno Ai Weiwei è stato liberato dalle autorità cinesi. Era stato incarcerato il 3 aprile 2011 perché la sua società, la Beijing Fake Cultural Development Ltd aveva eluso alcune imposte e distrutto alcuni libri contabili. La società fa in realtà capo a sua moglie, Lu Qing, che gestisce gli aspetti commerciali della carriera artistica di Ai.

La storia di Ai Weiwei è dunque la stessa di molti avvocati, attivisti, artisti e intellettuali cinesi, fatti sparire per futili motivi, ma in realtà presi di mira in quanto scomodi, critici del regime e promotori di cambiamento a livello sociale.

Per essere scarcerato Ai Weiwei è stato dunque ‘costretto’ a confessare. Adesso dovrà pagare circa 1 milione e 300mila euro per tasse arretrate e multe. Certamente per lui non sarà un problema, viste le quotazioni che hanno i suoi lavori. Resta il fatto che questa scarcerazione, che pure Angela Merkel ha salutato con felicità, non cambia di una virgola la politica repressiva del regime cinese.

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Finalmente riunito un dipinto di Huang Gongwang diviso fra Cina e Taiwan

pubblicato da Lorenzo Mazza


Noi italiani, di opere d’arte frammentate e divise in giro per il mondo, ne sappiamo qualcosa. Ma questa volta il protagonista è un dipinto cinese realizzato tra il 1347 e il 1350 (660 anni fa) da Huang Gongwang. Si tratta di un paesaggio intitolato “Abitare sui monti Fuchun” che accidentalmente venne diviso circa 300 anni fa.

Agli inizi di maggio un pezzo del dipinto è partito da est, dalla provincia di Zhejiang, diretto a Pechino per la prima tappa del suo viaggio. Arrivato in questi giorni al Taipei Museum, incontrerà la sua “dolce metà” e saranno esposti dal 1 giugno 2011. Si tratta di un vero capolavoro nella tradizione pittorica cinese, una delle poche opere superstito do Huang. Basti pensare che è il solo frammento proveniente da Zhejiang stato assicurato per 130 milioni di euro.

La riunificazione tra i due pezzi è anche un grande passo in avanti a livello comunicativo e culturale, per la riunificazione tra Taiwan e Cina.

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Dopo l'arresto di Ai Weiwei, quale ruolo per l'arte contemporanea in Cina?

pubblicato da Lorenzo Mazza


Dal suo arresto si susseguono ogni giorno le iniziative di protesta e sensibilizazione, on- e offline. Per molti versi la Cina non ha tratto molti benefici dall’arresto (17 giorni fa) dell’artista-attivista: ne ha sì impedito la mobilità, ma è tornata sotto il fuoco incrociato dei media e dell’opinione pubblica internazionale. Ai Weiwei non è uno qualunque e la comunità internazionale sa bene che il suo è un arresto squisitamente politico, anche se il governo di Pechino continua a sostenere di averlo punito per crimini economici.

Ma d’altronde c’è sempre stata molta censura nella Repubblica Popolare Cinese: basti pensare ad Ai Qing, il padre di Ai Weiwei, poeta di matrice patriottica e nazionalista apprezzato negli anni ‘30 e ‘40 del secolo scorso, ma perseguitato come attivista di destra negli anni ‘50 e costretto ai lavori forzati in una fattoria per vent’anni. Oggi per molti versi gli artisti hanno molta più libertà creativa di allora, purché non sfiorino minimamente questioni legate alla politica. Esclusa la sfera politica (e quindi anche una bella fetta di quella ’sociale’), viene da pensare quale raggio d’azione rimanga all’arte contemporanea in Cina, se non quello di “appartarsi” nei territori della contemplazione, in un atteggiamento “sornione”. Ecco perché l’arte contemporanea cinese va forte sul mercato, perché gli artisti sono dei manager, non certo degli attivisti.

Il caso di Ai Weiwei è però quello di una scheggia impazzita: lui fa muovere centinaia di collezionisti dalla Cina a Londra che pagano milioni di euro alle aste di Sotheby’s e al contempo critica apertamente alcune scelte politiche del governo cinese (locale o nazionale che sia). Non stiamo parlando di ideologia, ma di vere e proprie denunce: come l’appoggio di Weiwei ad un’inchiesta sulla mala-edilizia, per la morte di cinquemila bambini a scuola per il terremoto del 2008 in Sichuan.

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KEA. Arte giovane a Taipei

pubblicato da penelope.di.pixel


KEA è un giovane artista cinese (classe 1980) che vive e lavora a Taipei.

Diplomato alla School of Plastic Arts presso la National University of the Arts (Taipei), la sua arte ci mostra i tratti di una Cina giovane e nuova capace di rielaborarsi in chiave contemporanea. La produzione di KEA spazia dalla stencil graffiti art, alla scultura, a interventi di arte pubblica fino al fashion visual.

Il filo conduttore di queste opere è un umorismo tagliente, nero che entra nelle contraddizioni di una società in crisi: un busto del Che con la faccia di una scimmia, lo scheletro di un dinosauro le cui fauci sono un paio di scarpe della NIKE, una maschera anti-gas attaccata ad un aspirapolvere. È bello e interessante osservare le espressioni culturali e artistiche di un paese come la Cina, con il mio solito invito a guardarci intorno e a comprendere codici e segnali che arrivano da lontano.

Per chi volesse saperne di più su KEA, a questo link il suo sito.

KEA

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Il mercato dell'arte cinese è in continua crescita

pubblicato da Lorenzo Mazza


Il mercato dell’arte si sta sempre più spostando verso l’Estremo Oriente, non è una novità. Laddove l’economia cresce, aumenta proporzionalmente il numero di persone interessate ai beni di lusso. Ma in che direzione si muove il gusto dei compratori cinesi? Picasso e i grandi nomi dell’arte occidentale dell ‘800-’900 hanno ormai raggiunto quotazioni stellari. Questi artisti fanno un mercato a parte, i cui prezzi non sono nemmeno paragonabili a quelli di altri autori sulla scena internazionale.

Da Christie’s a Hong Kong l’interesse per la pittura asiatica, e in particolare cinese, è in continua crescita. Il sito The Art Market Monitor, già nel 2009, riportava una crescita dei prezzi delle opere di artisti cinesi: il 350% in più pezzi rispetto agli autori giapponesi o coreani. Negli ultimi mesi poi, i prezzi pagati per dipinti e porcellane cinesi, sono continuamente andati sopra le stime di prevendita.

Prendiamo ad esempio Qi Baishi (1863-1957). A metà dicembre una sua opera dal titolo Morning Glories and Gourds era stato stimato potesse realizzare tra i 30.000 e i 50.000 dollari da Bonhams e Butterfield. Ne ha realizzati dieci volte tanto, 458.000 dollari per l’esattezza. Per i collezionisti cinesi, l’arte cinese è un investimento sicuro, e molti autori sono destinati a crescere vertiginosamente nelle quotazioni.

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JR - Le rughe della città di Shangai

pubblicato da Lorenzo Mazza


The wrinkles of the city - Shanghai 2010
Caricato da JR.

Mercoledì 12 gennaio 2011 è la data ufficiale del lancio del film Women are heroes del fotografo e street artist francese JR. Il film, una serie di ritratti di anonime eroine del 21° secolo, verrà presentato alla Settimana Internazionale della Critica di Cannes.

Là dove guerre, fame, violenze e diritti negati annientano la forza dell’individuo, la consapevolezza della propria identità passa anche attraverso nuovi meccanismi di (auto)rappresentazione. C’è la forza visiva di un’operazione temporanea e partecipata, che cambia i connotati di uno slum, di una favela. C’è il riscatto di chi si pensava quasi non avesse un volto e invece può darci un milione di consigli con l’energia di uno sguardo.

L’estratto che vedete qui sopra proviene dall’ultima sessione, quella cinese, a Shangai. The Wrinkles of the City (Le rughe della città) ci fa vedere JR al lavoro e il modo in cui coinvolge tutti, dai soggetti ritratti agli uomini del partito addetti alla supervisione.

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'Big Draft'. La collezione di Uli Sigg a Berna

pubblicato da Lorenzo Mazza

C’è ancora un mese esatto per visitare Big Draft, la mostra al Kunstmuseum di Berna che presenta opere provenienti dalla collezione di Uli Sigg, il più grande collezionista di opere d’arte contemporanea provenienti dalla Cina. Ex ambasciatore svizzero a Pechino, curatore del Padiglione Svizzero alla Biennale di Shangai, insieme alla moglie Rita ha raccolto più di duemila opere d’arte cinesi.

Nel servizio di Euronews che trovate qui sopra, potete farvi un’idea del gusto di Sigg e del suo interesse verso quelle pulsioni dell’arte contemporanea più vicine alla società ed ai problemi reali della gente. L’arte Contemporanea racconta diversi volti di Shanghai (che in cinese significa la “città sul mare”) attraverso tredici artisti che qui vivono e lavorano. Si chiamano Chen Yuyu, Chi Peng, Ji Wenyu & Zhu Weibing, Jin Feng, Jin Jiangbo, Liu Jianhua, Lu Chunsheng, Ni Youyu, Pan Xiaorong, Shi Guorui e Shi.

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A Singapore nel nuovo museo si celebra il matrimonio tra arte e scienza

pubblicato da Lorenzo Mazza

A Singapore nel nuovo museo  si celebra il matrimonio tra arte e scienza

Dopo tre anni di lavori è in corso di ultimazione a Singapore l’ArtScience Museum. L’architetto che lo ha disegnato è Moshe Safdie, che si è ispirato a un fiore di loto o, se vogliamo, a un palmo di mano aperto. Per lui, “il design dell’edificio rappresenta il lungimirante spirito di Singapore”.

La struttura “ospita” dieci dita, ancorate ad una base circolare nel mezzo. Ogni dito è stato progettato per contenere spazi diversi e per fornire una luce particolare e fortemente evocativa. In tutto ci sono 21 spazi espositivi diversi, per un totale di 6.000 metri quadrati da dedicare a mostre che si occupano delle connessioni tra arte e scienza, media e la tecnologia, design e architettura.

L’esposizione permanente metterà in risalto oggetti fortemente simbolici nella storia umana, dalla macchina per volare di Leonardo da Vinci ad un recentissimo pesce di alta tecnologia robotica.

La data ufficiale dell’apertura del nuovo museo è 17 febbraio 2011 all’ 01:18 in punto, secondo quanto consigliato dal maestro di feng shui, che fa consulenza alla ditta costruttrice, la Marina Bay Sands.

A Singapore nel nuovo museo si celebra il matrimonio tra arte e scienza
A Singapore nel nuovo museo  si celebra il matrimonio tra arte e scienzaA Singapore nel nuovo museo  si celebra il matrimonio tra arte e scienzaA Singapore nel nuovo museo  si celebra il matrimonio tra arte e scienzaA Singapore nel nuovo museo  si celebra il matrimonio tra arte e scienza

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