
Non mi capita spesso di parlare di fotografi italiani su Artsblog. Prediligo un utilizzo della fotografia il meno possibile filtrata e mediata, una restituzione estetica del reale senza artifizi.
Per questo vi segnalo Il Mondo Piccolo, la doppia esposizione di Paolo Simonazzi, fotografo reggiano classe 1961, che negli ultimi tre anni si è dedicato ad un’indagine antropologica e documentativa della Bassa padana. Le mostre si svolgeranno a partire dal 2 maggio al Museo Brescello e Guareschi (Brescello – Reggio Emilia, fino al 13 giugno) e al Museo Il Mondo piccolo di Fontanelle (Roccabianca – Parma, fino al 27 giugno).
Oltre cento scatti, che traggono un’ispirazione, una nota di sapore da quel Mondo Piccolo di Giovannino Guareschi, che raccontava le vicende di Peppone e Don Camillo. Fotografie a colori che rendono i volti, gli spazi, la nebbia, gli angoli nascosti del cuore dell’Emilia.
La mostra è realizzata all’interno del programma di Fotografia Europea 2010, curata da Sandro Parmiggiani e Gloria Bianchino.

Palazzo Magnani di Reggio Emilia si prepara ad ospitare un altro grande allestimento dedicato alla fotografia. Dopo nomi del calibro di André Kertész, Eugene Smith, Luigi Ghirri e James Nachtwey, l’8 maggio arriva Michael Kenna con un grande allestimento di oltre 290 opere dal significativo titolo Immagini del settimo giorno.
Nell’ambito della quinta edizione di Fotografia Europea, curata da Sandro Parmiggiani, il maestro inglese che vive in America, ripercorrerà la sua carriera attraverso 200 bianchi e neri disposti in forma antologica. Si comincia coi primi paesaggi urbani e rurali nell’Inghilterra degli anni ‘70/’80, dove il fotografo scopre il fascino che gli spazi aperti esercitano sulla sua visione.
Si passa poi ad alcune sezioni speciali: 35 scatti dedicati al territorio di Reggio Emilia, 35 realizzati a Venezia. Il progetto dell’allestimento è nato infatti nel 2006 e da allora per tre volte Kenna è venuto a Reggio Emilia. Il percorso si conclude infine con 20 foto tratte dai cicli storici di Kenna, sui campi di concentramento nazisti. La mostra sarà visitabile fino al 18 luglio 2010.
Immagini del settimo giorno. Michael Kenna




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Si apre oggi sabato 27 marzo a Carpi in provincia di Modena un appuntamento espositivo in tre sedi che celebra l’arte del Seicento. Sarà possibile incontrare opere di artisti del calibro di Carracci, Guercino, Guido Reni, Caula, Stringa, Palma il Giovane, Mattia Preti.
Rare pitture. Ludovico Carracci, Guercino e l’arte nel Seicento a Carpi si snoda tra Palazzo dei Pio (loggia del Primo Ordine e Sala dei Mori), la Chiesa di S.Ignazio-Museo Diocesano e Palazzo Foresti, location di grande interesse artistico per le collezioni civiche di arte sacra e profana. Circa 40 opere provenienti da importanti collezioni private e pubbliche, come quella del Notre Dame e del Louvre di Parigi.
Molto forte fu il legame tra i fratelli Carracci, Ludovico, Annibale e Agostino e la committenza carpigiana. Gli artisti nel 1582 avevano fondato a Bologna la loro bottega di pittura, quell’Accademia dei Desiderosi che poi divenne l’ Accademia degli Incamminati.
La mostra sarà visitabile fino al 20 giugno.

Ha chiuso i battenti con 190.230 presenze la mostra Da Rembrandt a Gauguin a Picasso. L’incanto della pittura, alla Rocca Malatestiana di Castel Sismondo. Rimini si prepara ad un nuovo appuntamento: Parigi. Gli anni meravigliosi. Impressionismo contro Salon, che apre i battenti dal 23 ottobre al 27 marzo 2011.
L’esperto dei Salon parigini, che da anni conduce una ricerca per rivalutare alcuni artisti e un preciso momento storico, si chiama Marco Goldin. L’allestimento propone circa 70 dipinti da musei e collezioni private, che ci conducono nella Parigi della seconda metà del XIX secolo. Il Salon, dal 1725, era la rassegna annuale delle Accademie di Belle Arti.
Durante l’ottocento la manifestazione assunse grande importanza nel mondo occidentale e divenne luogo d’incontro tra artisti da tutto il mondo. Non solo artisti visivi, ma anche letterati (Baudelaire, Zola, Proust), perché un’apposita sezione del Salon era dedicata ai libri. Parigi, tra Salon e impressionismo, in un accostamento dove convivono Monet, Bazille, Renoir, Cézanne, Monet, Sisley, Pissarro, Renoir, Caillebotte, Guillaumin, Van Gogh, Ingres, Bonnat, Bouguereau, Gerome, Couture, Meissonier, Cabanel, Doré, Fromentin, Henner, Laurens.

Aris, street artist toscano che lavora tra l’Italia e la Germania, presenta Altair: Immagini dal pianeta proibito, una personale presso lo Spazio Avia Pervia di Modena. La mostra, il cui nome trae ispirazione dal cult-movie fantascientico Il Pianeta proibito del 1956, inaugura domani sabato 20 marzo alle 19:00. Altair (α Aquilae) è una stella nana di magnitudine 0,77 che si trova ad una distanza di 17 anni luce. Altair IV è anche il nome completo del Pianeta proibito, che rappresenta lo scenario immaginifico che Aris mette in piedi. Un universo personale, popolato di esseri lievi ed evanescenti, grumi di senso e di vita, da cui spuntano creature fantastiche e stati d’animo che si schiudono.
Un mondo oscuro, silenzioso, evanescente dove non si riconosce perfettamente il confine delle forme. Esseri che nascono da altri esseri, ibridi e mutanti, misteriosi ma al contempo affascinanti. A un certo punto la tranquillità, la consapevolezza dell’imperturbabilità delle sorti dell’universo, hanno la meglio sulla paura. Ogni nuova mostra di Aris è una sorpresa, così come i suoi pezzi che si vedono a giro per le strade di Berlino. Da lontano sembrano macchie di colore, dove spesso è il bianco a fare da padrone. Da vicino emergono dettagli, punti di fuga, diversi livelli di senso.
La sua è una pittura non invasiva, con il pennello fa un uso magistrale del pieno e del vuoto, serve a spargere un velo di magia sopra i suoi personaggi, eterei, sfuggenti e mai presenti. Sono però le stesse figure capaci di dirci qualcosa sui loro sogni, sulle musiche che passano per la loro testa, sui luoghi che hanno visto e le forme di vita che hanno incontrato, rappresentate nella presenza/assenza dei loro occhi. Tutto rimanda a un tempo separato, alla potenza dello spirito vitale primigenio, a ciò che è stato e sarà sempre invisibile e per questo merita la nostra attenzione.
Del resto, come diceva l’antropologo James G. Frazer nel 1890: “…quale sarà il colore della trama di cui i fati stanno ora intrecciandi i fili sul telaio del tempo? Bianca o rossa? Noi l’ignoriamo. Una pallida e vacillante luce illumina le parti già ordite, il resto si nasconde nella nebbia, nell’ombra, nel buio”.

Chux Redux è la prima personale in Italia di Kate McCarthy, artista australiana classe 1974. La mostra andrà in scena dal 13 marzo al 22 aprile 2010 a Reggio Emilia, presso lo spazio CSArt. Organizzata in collaborazione con gli australiani di Retrospect Galleries di Byron Bay, l’allestimento è a cura di Chiara Serri.
Chux Redux propone gli ultimi acrilici della McCarthy, caratterizzati dall’uso di campiture cromatiche piene e inserti di scottex. È il revival della carta da cucina, su cui i bambini amano scarabocchiare. Una pittura infantile solo nelle forme, che si compone di più strati, tela, carta, acrilici.
Sono forme elementari ma seducenti, che scaturiscono dalla libertà espressiva dei bambini e guardando più da vicino si riconoscono un uccellino, un camion, un bruco. Per quest’artista l’impeto creativo risponde ad un’urgenza primaria, fare, creare, dà sollievo, piacere, soddisfazione. Magari ogni dipinto fuoriesce da un ricordo, un’atavica sensazione, e si riduce o si amplia – sinesteticamente, coagulandosi nelle forme di colore di un quadro.

Cosa ci fanno un cuoco e una fotografa insieme? Non certo un libro di ricette, sennò avreste sbagliato posto…. Ivan Fantini e Valentina Bianchi hanno dato vita al progetto Qra per divergere nello sguardo, lo sguardo sul cibo. Ogni giorno lo abbiamo di fronte ma raramente ci lasciamo affascinare dal sostrato di narrazioni che popolano gli alimenti.
Sabato 30 e domenica 31 gennaio a Rimini nello Spazio duoMo (Corso Giovanni XXIII, 8) fotografia, gastronomia e letteratura ‘aumenteranno’ il nostro sguardo sul cibo. “Gli ingredienti ‘buoni, sani e puliti’ provocano piacere e una buona digestione, loro fine ultimo, possono e devono provocare sollecitazioni, indignazione, ripulsa, finalizzati alla costituzione di una memoria. In QRA lo fanno quando narrano di rimando, diventano linguaggio tramite la fotografia. Qra è narrazione del presente per mezzo degli ingredienti filtrati dall’occhio che li osserva rendendoli vivi, in movimento”.

Berro fino alla morte, questo il titolo del progetto di Sauli Sirviö, fotografo finlandese, che inaugura oggi nello spazio Avia Pervia di Modena. I’ll drink till death è un viaggio intimo e personale, un foto-diario che descrive il microuniverso di relazioni e legami dell’artista. Sauli è nato nel 1980 a Turku, dopo una breve esperienza nella street art, si è dedicato alla fotografia, intesa soprattutto come istantanea, passaggio non replicabile, e quindi senza nessun filtro o messa in posa.
Amici, confidenti, una sottocultura colta nella sua triste vitalità popola i suoi scatti, che già a partire dall’uso del colore, sono una dichiarazione di una poetica. Lo scenario della società finlandese parla di una quotidianità ripetitiva, di mesi e mesi di vita in assenza di luce, di uomini senza lavoro e di donne al potere. Proprio qui entra in gioco l”alcool e l’uso/abuso che se ne può fare.
Berro fino alla morte (senza accento sulla o, come lo pronuncia un finladese) apre oggi sabato 14 novembre alle19 con un djset di AlbiBello (Yess!). Sarà visitabile fino all’8 dicembre nelle giornate di mercoledì - sabato - domenica dalle 18 alle 21.

Interessante realtà la Galleria 8,75 Artecontemporanea di Reggio Emilia che sta preparando una nuova esposizione dal titolo Thalassa, con Elisa Corsini, Francesco Martera e Pierluigi Sgarbi. Inaugurazione sabato 24 ottobre e mostra aperta fino al al 12 novembre.
Un omaggio al nostro mare, quel Mediterraneo da cui anche la penisolia italiana emerse milioni d’anni orsono. La ligure Elisa Corsini presenta le sue sculture che uniscono materia. Metallo, onice della Turchia, alabastro e pietre del Monte Altissimo. Francesco Martera è alle prese con una pittura che fa uso di sabbie e colori acrilici, mentre Pierluigi Sgarbi porta avanti la sua ricerca fotografica sul tempo, con esiti che si avvicinano al monocromo.
Tre sguardi diversi a confronto per decifrare l’incommensurabile fierezza del mare e la poesia delle sue profondità. La mostra è a cura di Chiara Serri e sarà visitabile presso la Galleria 8,75 Artecontemporanea di Corso Garibaldi, 4 a Reggio Emilia.

Lux Tenebrarum nello Spazio Avia Pervia di Modena è la prima personale italiana del parigino Honet. Esploratore, avventuriero, writer, Honet è considerato un boundaries surfer, uno che viaggia sul confine. Nel suo lavoro si intersecano varie discipline e ciò che rimane sono installazioni molto particolari.
Arte, disciplina, spiritualità, visitando il suo sito nella sezione Carnet de Voyage si ha la sensazione di un lavoro che più che documentare, restituisce, stati d’animo, paure, emozioni, un lavoro che per certi versi ricorda quello degli artisti camminatori. Possiamo dire che Honet è uno dei pochi writer veramente underground, nel senso che dipinge proprio sottoterra. E gira voce che nei sotterranei di Parigi il fine settimana ci siano delle feste interessanti….
Chi sia veramente Honet potete scoprirlo dando un’occhiata ai suoi spostamenti. Se volete vedere di persona quello che fa (e magari incontrarlo) l’appuntamento è per venerdì 23 ottobre allo Spazio Avia Pervia di via Paolo Ferrari 51/A a Modena. L’allestimento sarà visitabile fino all’11 novembre nei giorni di Mercoledi, Sabato e Domenica dalle 18 alle 21. Nella galleria vi presentiamo aillustrazioni che Honet ha realizzato per alcuni magazines.