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Tutti gli articoli con tag arte in giappone

'Araki Love and Death', la fotografia contemporanea giapponese

pubblicato da Lorenzo Mazza


Vi avevamo già parlato de L’ineffabile perfezione, la mostra sulla fotografia giapponese dei primordi. Sempre all’interno della rassegna Nippon, Lugano si appresta ad ospitare anche Araki Love and Death dedicata agli aspetti più contemporanei del medium fotografico.

Gli scatti sono quelli di Nobuyoshi Araki, artista apprezzato in tutto il mondo per la capacità di unire cultura giapponese e istanze contemporanei. La retrospettiva nel Canton Ticino, a cura di Fuyumi Namioka, presenterà le serie di fotografie più biografiche (Sentimental Journey e Winter Journey) che parlano del divorzio dell’artista con la moglie,i paesaggi urbani (Cityscapes), cieli, fiori, cibo e nudi femminili, ma anche una serie di scatti inediti, realizzati dal fotografo giapponese negli ultimi mesi.

Molti dei soggetti fotografati da Araki sono all’interno di una relazione culturale con lo spazio e il tempo del Giappone, della cui cangiante identità la sua fotografia tiene traccia.

A Lugano ‘Araki Love and Death’
A Lugano 'Araki Love and Death'A Lugano 'Araki Love and Death'A Lugano 'Araki Love and Death'

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'Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone', a Lugano

pubblicato da Lorenzo Mazza


I primi sviluppi della fotografia in Giappone non hanno molto a che vedere con l’approccio occidentale a questa arte. Potrete rendervene conto attraverso due mostre in programma dal 23 ottobre a Lugano, all’interno della rassegna Nippon, Tra mito e realtà: arte e cultura nel Paese del Sol levante.

Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone. 1860-1910
sarà ospitata a Villa Ciani e Araki Love and Death al Museo d’Arte di Villa Malpensata. Due indagini parallele che partono dalla seconda metà dell’ottocento e tracciano un filo nell’iconografia del Sol Levante fino alla contemporaneità.

Della prima mostra, curata da Francesco Paolo Campione e da Marco Fagioli, vedete nella galleria qui sotto una selezione delle oltre 200 fotografie (stampe all’albumina, acquerellate a mano). Una collezione rara, che traccia anche un’indagine antropologica molto delicata, tra documentazione e messa in posa. A fianco alle foto, circa 50 opere d’arte tra sculture e oggetti, come un’armatura di Samurai del XV secolo e diversi abiti.

‘Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone’, a Lugano
'Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone', a Lugano'Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone', a Lugano'Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone', a Lugano'Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone', a Lugano

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Disegni con il riso in Giappone

pubblicato da Lorenzo Mazza


Da alcuni anni a questa parte, presso le risaie della città di Inakadate (Perfecture aamori), in Giappone, emergono strani disegni. Gli agricoltori-artisti impiantano diverse varietà di riso, che differiscono nel colore del fusto della pianta, arrivando a creare delle immagini artistiche direttamente sul terreno.

L’iniziativa fa parte dell’annuale festa giapponese di riso ed è aperta a candidature di progetti proveninti da tutto il paese. Non vi basterà però saper disegnare o abbinare bene fra loro i colori, qui dovrete conoscere abitudini e tempi di crescita del riso rosso e giallo, le locali varietà a foglia verde e il comportamento delle antiche specie autoctone.

Foto via the awesomer

Disegni con il riso in Giappone
Disegni con il riso in GiapponeDisegni con il riso in GiapponeDisegni con il riso in GiapponeDisegni con il riso in GiapponeDisegni con il riso in Giappone

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La pittura densa e vivace di Naoki Sasayama

pubblicato da margherita

Masochism - 2009 - Naoki Sasayama

Naoki Sasayama, artista giapponese, ha cominciato giovane ad occuparsi del tema della morte nell’arte. Già nel 2005 aveva condotto una ricerca sulla pena di morte in America, realizzando una serie di dipinti tematici sull’ultima cena del condannato di turno.

Nel 2009 ha continuato a sviluppare l’interesse, ambientando questa volta i suoi dipinti sulla scena di diversi incidenti stradali. Qui con un tratto iperrealista senza contorni, con colori netti e una pittura densa, ha ritratto le vittime tra resti di vetture sparse. Un dramma rappresentato dall’assenza di vita dei deceduti ma anche dai corpi sfigurati dei sopravvissuti. La vivacità dei colori è un richiamo alla vita, che si contrappone in modo energico alla morte.

Si è da poco conclusa una sua personale alla Frantic Gallery di Tokyo.

Opere di Naoki Sasayama
Egocentric Story 01 - 2009 - Naoki SasayamaEgocentric Story 02 - 2009 - Naoki SasayamaCity Sightseeing - 2009 - Naoki Sasayama

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L'arte del cibo giapponese

pubblicato da Lorenzo Mazza

Può una cultura esprimere attraverso il proprio cibo, la propria cucina e le proprie ricette, esprimere un intero concetto estetico, articolato nelle sue più microscopiche varianti concettuali? La risposta è sì, soprattutto se pensiamo al Giappone.

Sabato 24 aprile la Triennale di Milano inaugura con la cerimonia dell’apertura della botte di sakè, chiamata Kagamiwari, la mostra L’Estetica del sapore - un’arte giapponese. Fino al 2 maggio, nell’Impluvium sarà possibile vedere da vicino la ricerca e la tensione a livello formale espressa dai giapponesi. Il concetto di bello, buono e profumato, vengono a coincidere o quantomeno si rendono palesi l’uno in funzione dell’altro.

Un completo ribaltamento della prospettiva che riguarda la nostra cultura tra i fornelli. In Giappone il cuoco rispetta fedelmente precise regole, evitando in ogni modo di improvvisare. La creatività è permessa, ma incanalata entro una rigida disciplina. Alla Triennale, esplorando le 12 sezioni della mostra, accompagnate dalle fotografie di Shunji Okura e l’allestimento dei pezzi di design da cucina realizzato da Taro Ashihara, potrete rendervene conto. La mostra è organizzata in collaborazione con ItaliaGiappone.

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Il miglior pubblico di mostre d'arte? I giapponesi

pubblicato da Lorenzo Mazza


Secondo una ricerca pubblicata dal magazine inglese The Art Newspaper sono i giapponesi i più accaniti visitatori di mostre d’arte. Nella speciale classifica di mostre d’arte più importanti del mondo nel 2009, la mostra Ashura, al Museo Nazionale di Tokyo, che presentava una delle più celebri statue buddiste del Paese e altri autentici tesori del tempio Kohfukuji, è risultata la prima della lista.

Una sorprendente media di 15.960 persone al giorno, 946.172 in totale, che situano la mostra al Museo Nazionale di Tokyo davanti a quella al Nara National Museum, la “61a Mostra annuale dei Tesori di Shoso-in”, che ha totalizzato 14.965 presenze giornaliere. Terza e quarta posizione occupata sempre da mostre in Giappone “Tesori delle collezioni imperiali” al Museo Nazionale di Tokyo (9.473 presenze giornaliere) e e “La pittura del 17 ° secolo del Louvre” al Museo Nazionale di Arte Occidentalw (9.267 presenze giornaliere).

In quinta posizione finalmente ci si sposta in Francia dove il Musée Quai Branly con la “2 ° Biennale Photoquai” ha richiamato 7.868 persone al giorno, seguita da quella al Grand Palais “Picasso ei maestri” (7.270) e “Kandinsky” al Centre Pompidou (6.553). Di seguito tiene ancora New York nelle prime quindici posizioni mentre l’Italia è fanalino di coda con Beato Angelico: l’alba del Rinascimento, al 95° posto.

Ma ci sarà da fidarsi di questi dati? Di sicuro fotografano una tendenza: l’incapacità che abbiamo nel Belpaese di diffondere una ‘cultura per l’arte’ e la grande consapevolezza e serietà dei giapponesi nell’apprezzare il loro e l’altrui patrimonio artistico.

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The Russian, Eastern & Oriental Fine Art Fair

pubblicato da Lorenzo Mazza


La Fiera dell’Arte Russa Asiatica e Orientale è il primo grande evento nel suo genere. Si passa dalle icone bizantine alle antiche illustrazioni giapponesi, dai maestri del realismo russo all’arte contemporanea indiana. Un appuntamento giunto alla sua seconda edizione che riunisce a Londra dealer e collezionisti provenienti da tutto il mondo, specializzati nelle produzioni orientali dell’ultimo millennio.

La fiera attira numerosi collezionisti russi, arabi, indiani, cinesi e giapponesi ma segue anche i più recenti trend collezionistici nel Regno Unito: l’entusiasmo per l’arte di ex-Persia, India, Cina, Giappone, Corea e Vietnam ne sono un esempio. Un appuntamento che tiene insieme passato e presente con grande stile, unendo le arti visive all’artigianato artistico.

La Fiera 2010 si terrà nello spettacolare complesso con la sala da ballo in stile Art Deco del Park Lane Hotel, nel cuore della Mayfair di Londra, dal 9 al 12 giugno 2010. Una sezione speciale dell’evento è dedicata agli artisti emergenti mentre si preannuncia interessante il catalogo della Fiera per il suo approccio storiografico sull’arte russa nei confronti del pubblico occidentale.

Fiera dell’Arte Russa Asiatica e Orientale
Fiera dell'Arte Russa Asiatica e OrientaleFiera dell'Arte Russa Asiatica e OrientaleFiera dell'Arte Russa Asiatica e OrientaleFiera dell'Arte Russa Asiatica e Orientale

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Design del codice a barre

pubblicato da Lorenzo Mazza


In passato ci avevano già pensato in molti, ma si trattava perlopiù di casi isolati. Oggi mi sono imbattuto in questa divertente raccolta di barcode creati da designer giapponesi, che hanno applicato il loro gusto eccentrico per l’arte e la decorazione al mondo noioso e piatto dei codici a barre.

Per certi versi questo elemento aveva già trovato una sua collocazione estetica nella cultura visiva underground, del digital vintage, cioé tutte quelle creazioni realizzate con caratteri ascii o comunque con caratteri tipografici in bassa qualità e con gusto retrò.

Adesso i tipi di Tokyo Design Studio trasformano il rettangolo del codice con alcune aggiunte semplici, rivoluzionandone il modello iconico delle informazioni. Dopo lo studio di un’infinità di standard tecnologici di codici a barre, è stato inventato un processo che ha permesso a un elemento di design per essere integrato nel codice a barre. Gli artwork vengono poi venduti ai marchi che li utilizzano per rendere originali e accattivanti i loro prodotti.

Codici a barre
Codici a barreCodici a barreCodici a barre

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Takashi Murakami

pubblicato da Lorenzo Mazza


Un dialogo tutto particolare, divertente e colorato, tra la cultura del pop occidentale e i simboli ancestrali del Giappone. Questo in estrema sintesi il lavoro di Takashi Murakami che ha aperto in questi giorni una personale a La Llotgeta Gallery di Valencia, in Spagna.

Superflat. New Pop Culture è una mostra che raccoglie 21 litografie di varie dimensioni e alcune sculture realizzate da Murakami, considerato uno dei più famosi artisti internazionali contemporanei giapponesi. Superflat è una definizione che riguarda in qualche modo il suo stile, piani di colore piatto e immagini grafiche che richiamano a uno stile fortemente influenzato da anime e manga. Superflat è uno stile artistico che fa il verso alla sottocultura Otaku (おたく/オタク), termine che indica un soggetto ossessivamente interessato a qualcosa, in particolare anime, manga e videogiochi. Un po’ come i nostri ‘nerd’, devoti al consumismo e al feticismo sessuale.

Takashi Murakami seleziona e riassembla pezzetti della cultura di massa, la cultura bassa e li rivende al miglior offerente nel segmento arte dell’arte, del mercato. Quello di Murakami pian piano è divenuto un vero e proprio brand. Dipinti, sculture, video, t-shirt, portachiavi, tappetini per il mouse, bambole di peluche e addirittura una borsa da 5.000 dollari, in edizione limitata per Louis Vuitton.

Takashi Murakami
Takashi MurakamiTakashi MurakamiTakashi MurakamiTakashi Murakami

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La computer grafica di Abe Yoshiyuki

pubblicato da penelope.di.pixel


Come fotografo, sento da molto un senso d’insufficienza. Possiamo soltanto fissare foto-chimicamente oggetti e persone sulle pellicole, oggetti e persone che realmente sono presenti davanti all’obiettivo

Abe Yoshiyuki

Abe Yoshiyuki nasce a Gunma, Giappone, il 21 giugno del 1947. Studia Ingegneria Fotografica alla Chiba University in Giappone, ma i suoi interessi si concentrano sull’algoritmic art, il processo stocastico (casuale), la fotografia e la produzione di film. Ed è proprio da quel senso di insufficienza provato davanti all’obiettivo che nascerà la sperimentazione di Yoshiyuki con il computer, nel tentativo di “produrre fotografie senza la macchina fotografica”. Realizzando da sé le attrezzature hardware e software, i suoi lavori di grafiche sembrano fotografie perfette, anche se i motivi rappresentati non esistono nel mondo reale.

Oltre ad aver partecipato a mostre d’arte e tecnologia internazionali per decenni, Abe Yoshiyuki scrive e si occupa digital art e la tecnologia.

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