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Tutti gli articoli con tag arte in inghilterra

Subodh Gupta e l'arte dell'assemblaggio

pubblicato da Lorenzo Mazza


Qualche tempo fa il Guardian definì Subodh Gupta il Marcel Duchamp del subcontinente indiano. Per la sua prima personale in Inghilterra, che andrà in scena ad ottobre presso due gallerie private (Hauser & Wirth Piccadilly e Old Bond Street), l’artista sta preparando una rielaborazione tridimensionale in bronzo della Mona Lisa baffuta di Duchamp, LHOOQ (1919).

Le sue sculture incorporano oggetti di uso quotidiano assemblati con grande maestria. Oggetti omnipresenti in India e nel mondo, come i barattoli di latta, le pentole, i contenitori per il pranzo al sacco, le biciclette e i secchi per il latte, vengono decontestualizzati e ricombinati. Un esempio? Line of control (Linea di controllo, 2008) riproduce con pentole e padelle un grande fungo atomico scintillante.

A differenza di Duchamp il suo è più che altro un utilizzo del ready-made quale unità compositiva di nuove creazioni scultoree di assemblaggio. Il fascino dell’opera di questo artista nato nel 1964 a Khagaul, Bihar, risiede proprio nella sua capacità di manipolare e conferire nuovo senso ad oggetti appartenenti al design industriale, con un gusto tutto indiano, molto contemporaneo.

Sudobh Gupta
Sudobh GuptaSudobh GuptaSudobh GuptaSudobh Gupta

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Michelle Plays Ping Pong

pubblicato da Lorenzo Mazza



Michelle Plays Ping Pong
è un video del designer e artista Anthony Burrill che racconta le avventure psichedeliche di Daisy Daisy, realizzato in collaborazione con Paul Plowman e Malcolm Goldie.

Anthony Burrill lavora in una vasta gamma di attività, stampa, pubblicità, immagini in movimento, mostre e creazioni di prodotti al servizio di grandi aziende. Nato a Littleborough, nel Lancashire, ora vive e lavora sull’Isola di Oxney, nel Kent. Dopo gli studi di graphic design presso il Politecnico di Leeds ha completato un Master in Graphic Design presso il Royal College of Art, Londra.

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Conor Harrington: street art dall'Irlanda

pubblicato da Lorenzo Mazza


Davvero interessante e sfaccettato il lavoro di Conor Harrington, se pensiamo che ha appena 29 anni. Nato a Cork, in Irlanda, nel 1980, ha studiato pittura alla School Of Art And Design di Limerick e dal 2004 si è stabilito a Londra per lavorare.

La sua produzione ’street’ comprende soprattutto bellissimi disegni a carboncino su carta, che strappa ed attacca per strada a mo’ di manifesti. Poi graffiti spray e pitture murali. È quello che è successo quest’estate ad una vecchia torretta per l’energia elettrica nella campagna intorno a Grottaglie. All’interno del Fame Festival Conor Harrington ha realizzato anche una serie di ceramiche, settore per cui questa parte della provincia di Taranto è rinomata.

Dal mio punto di vista nell’ultima sua produzione lo stile di Conor Harrington ha qualcosa a che fare con il Noveau Realisme ed allo stesso tempo sul versante opposto con un certo figurativismo surrealista. Ne risulta un collage di stili pittorici dove le campiture cromatiche si sovrappongono e si mescolano in un unicuum che non si lascia facilmente decifrare, non si lascia contenere in un unico sguardo. I volti scompaiono, asportati, omessi, liquefatti. Il corpo è come investito dalla materia.

Il pubblico italiano potrà vedere alcuni lavori di Conor Harrington, che a partire dal 17 dicembre a Milano sarà uno dei pochi stranieri a partecipare, nell’ambito di Urban Painting Christmas Show, ad una delle più grandi mostre di street art che siano mai state organizzate nella penisola.

Conor Harrington
Conor HarringtonConor HarringtonConor HarringtonConor HarringtonConor Harrington

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Un altro graffito di Banksy viene imbiancato

pubblicato da Giovanni De Stefano


Una squadra di pulizia anti-graffiti, negli scorsi giorni, ha imbiancato quello che restava di un lavoro di Banksy di due anni fa, che faceva mostra di sé sul muro di una casa di Glastonbury, nel Somerset. La parte del graffito interessata dalla “pulizia” sarebbe solo l’orsetto in basso a sinistra. Il resto, che rappresentava un poliziotto che perquisiva una bambina, era già stato imbiancato 17 mesi fa.

Questo è il secondo caso nel giro di pochi mesi in cui un’opera di Banksy viene rovinata, erroneamente o meno. L’ultima volta si era trattato di una vera e propria operazione politica di un gruppo d’azione, che vedeva in questo street artist una scusa per far alzare i prezzi degli immobili a Bristol, la città natale di Banksy.

Julian Chatt, proprietario del muro in questione, ha dichiarato di essere già in trattative private per vendere l’opera in questione a 5000 sterline, e di aver avvertito il Comune di non imbiancarla. Su Flickr c’è una discussione a riguardo. Dopo il salto, l’originale di Banksy prima del primo intervento che lo danneggiò, e un dettaglio dell’orsacchiotto coperto negli ultimi giorni.

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Gli Hours propongono un contest per vincere un Damien Hirst originale

pubblicato da Giovanni De Stefano


La band inglese dei The Hours deve avere più di un occhio attento al mondo dell’arte contemporanea.

Non erano contenti di aver affidato a Damien Hirst in persona la realizzazione della cover art del loro ultimo album See The Light. Allora, hanno deciso di organizzare un contest insieme al Guardian, grazie al quale sarà possibile aggiudicarsi il lavoro originale di Hirst, che ha un valore superiore ai 150,000 euro. Disponibili anche, come premi secondari, 20 litografie della stessa opera.

Originale anche il sito della band, che permette all’utente di scegliere quale delle varie versioni del quadro usare come sfondo.

Via | The Sun

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