La quarta edizione di Meteorite in Giardino, la rassegna di eventi organizzati nel cortile della Fondazione Merz di Torino, è iniziata. Il prossimo appuntamento è previsto per martedì 19 luglio 2011, con l’arte calligrafica dell’autrice iraniana Parastou Forouhar. Ad accompagnare l’inaugurazione il violino di Giacomo Agazzini.
Artista di base a Teheran, attivista femminista, Parastou presenta un’opera dal titolo Written room, pensata per lo spazio ipogeo della fondazione e visitabile fino al 2 ottobre. Da principio si nota un rigore formale, una rigorosa tendenza all’ornamento, ma poi tutto si dissolve, perché a fondamento della vita umana non c’è il rigore dell’estremismo religioso, ma la legge dello spirito, che permea ogni tempo ed ogni luogo. In questi lavori di puro lettering, la decorazione tradizionale diventa denuncia di uno stato di cose insostenibile, opprimente e troppo formale.
Photo Credits → Rumenigge via Flickr e Parastou Forouhar
‘Meteorite in Giardino’, l’arte calligrafica di Parastou Forouhar alla Fondazione Merz









Torna in Italia lo sguardo lucido e poetico di Marjane Satrapi, illustratrice e sceneggiatrice iraniana. Con Il velo di Maya o dell’ironia dell’Iran, porta a Palazzo di Primavera di Terni, da sabato 26 febbraio al 27 marzo 2011 una selezione delle tavole originali di Persepolis, graphic novel e film d’animazione (realizzato nel 2007 insieme a Vincent Parronaud) che ripercorre la vicenda biografica dell’artista.
Una condizione davvero lontana dalla nostra percezione, quella delle donne in Iran, seppellita lungo millenni di storia. Ma sotto il velo del silenzio, resta comunque la forza e la dignità, l’integrità, come dice alla fine del clip estratto qui sopra la nonna della protagonista.
Insieme all’allestimento delle tavole, verrà presentato un film documentario sul lavoro della Satrapi, realizzato dai bolognesi di Inguine.net. Tra gli eventi collaterali, Il convegno 12 marzo, L’altra metà delle nuvole. Il fumetto italiano al femminile (12 marzo), nonché, a partire dal primo marzo, la proiezione di Persepolis al Caos - Centro Arti Opificio Siri.

La Libera Facoltà di Design e Arte di Bolzano si apre a un’esposizione di manifesti di tipografia contemporanea iraniana. Persianissimo, curata da Majid Abbasi, presenta in anteprima a livello europeo l’opera di 28 grafici provenienti dall’Iran. In mostra fino al 27 marzo 50 manifesti al piano terra e in parallelo al primo piano un allestimento di fotografie di Jan Kliewer, a cura di Francesco Jodice, che raccontano il viaggio in Iran di questo giovane fotografo tedesco.
La mostra è partita dalla Colorado State University lo scorso anno e nella tappa italiana si è arricchita di altre 22 opere. Nelle intenzioni di Majid Abbasi c’è l’idea di un frame aperto de itinerante, aggiornato regolarmente dall’ingresso di nuovi progettisti e designer.
L’Iran è un paese composto di diversi gruppi etnici, ciascuno dei quali parla la propria lingua, ma tutti si servono dell’alfabeto Farsi. La storia del disegno grafico attraversa gli ultimi sette secoli di cultura del paese, così come l’avvento graphic design è storia degli ultimi 80 anni del paese, e della sempre più crescente importanza dell’immagine tipografica.

L’artista iraniana Shiva Ahmadi è nata nel 1975 a Tehran, ma vive e lavora in America, a Detroit. Il suo è un linguaggio visivo dinamico che reinterpreta l’arte delle miniature persiane, l’arte decorativa islamica.
A livello più profondo i suoi lavori si interrogano sulle questioni sociali e politiche che interessano sia il Medio Oriente che l’Occidente. Lo sviluppo capitalistico dell’Occidente ‘plastificato’ ha fatto la gloria delle elites del petrolio in medio Oriente.
Ecco perché la Ahmadi dipinge direttamente sui barili di petrolio, simboli del caos e dell’instabilità, immagini delicate ispirate alla mitologia persiana che si mescolano con le immagini del conflitto e della violenza globale (pistole, for di proiettile).
Icy e Sot sono due fratelli che vengono da Tabriz, una città nell’Ovest dell’Iran. Nel 2006 hanno cominciato ad interessarsi alla stencil art e in questi ultimi due anni stanno facendosi vedere. Dall’8 al 13 gennaio saranno a Teheran per una personale è prevista la loro presenza in una mostra collettiva alla Crewst Gallery di Los Angeles nei primi mesi del 2010.
Il progetto Kids love peace è uno stencil di 6 livelli (24 X 100 cm X 70 cm ) che racchiude un messaggio semplice e diretto, ma mai scontato.

Mehdi Saeedi è un graphic designer iraniano che ha studiato anche in Inghilterra. Dal 1998 ha aperto il suo studio a Teheran che opera a fianco di alcuni dei più importanti centri culturali iraniani. La sua arte è conosciuta in tutto il mondo e tiene insieme innovazione e tradizione.
La storia del manoscritto iraniano e della calligrafia persiana si fondono nei suoi artwork, che con sottile delicatezza adempiono al fine di promuovere eventi e prodotti. Un interessante esempio di arte applicata, che trova la sua originalità nella nobiltà grafica degli script calligrafici persiani.

1979 - 2009: a trent’anni di distanza la tragica repressione del popolo iraniano si ripete ed è sotto gli occhi di tutto il mondo. Repressione che non si è limitata alla tortura e all’uccisione dei manifestanti (rimane imprecisato il numero dei morti), ma che ha colpito naturalmente gli organi di informazione: molti i blog chiusi, alcuni dagli stessi autori a rischio di essere condannati per reato capitale…
E così, come spesso accade, le immagini di questa repressione abbandonano le prime pagine dei giornali, i tg ne parlano sempre meno e l’attenzione dell’opinione pubblica tende a scemare. Ma non per tutti. Sina e Payman sono due esperti di marketing iraniani che vivono in California e che, in una una intensa settimana di lavoro, hanno dato vita al bellissimo progetto Persepolis 2.0.
Con il consenso Di Marianne Satrapi, autrice dell’omonima novel che ha incantato e commosso milioni di lettori in tutto il mondo (fra cui la sottoscritta) arrivando anche sul grande schermo, la grafica e le immagini del Persepolis originario sono state utilizzate per raccontare trenta anni dopo una storia che si ripete identica…
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