All'Arengario di Monza è in corso 'Prima che il gallo canti', un percorso espositivo che indaga le tematiche legate al rapporto uomo-ambiente e che si protrarrà fino al 29 maggio. Attraverso le opere di Marino Marini, Arturo Martini, Christo & Jeanne-Claude, Richard Long, Dennis Oppenheim, Vincenzo Agnetti, Joseph Beuys e molti altri, la mostra fa da apripista a Green Street, un festival di quattro giorni (26 - 29 maggio 2011) in cui si incontreranno arte, cibo e poesia per rendere più tangibile l’idea di città ecologica.
Attraverso gli spunti curatoriali di Daniele Astrologo Abadal, Raffaele Bedarida e Ruggero Montrasio si rilegge il lavoro di alcuni maestri dell’arte moderna e contemporanea. Si parte dai materiali naturali utilizzati dagli autori e dalla sperimentazione tra umano e naturale, ambiente e paesaggio.
Green Street è un happening fatto di workshop, incontri e talk con architetti, artisti, filosofi e designer, per far entrare il pubblico nel vivo dei progetti, offrire spunti di riflessione e condividere modalità operative. A fianco delle idee dei creativi ci saranno le aziende e gli operatori che lavorano sul verde: vivaisti, agricoltori e protagonisti del settore agro-alimentare, che entreranno in città attivando una relazione dialogica col mondo dell’arte, offrendo e ricevendo idee.
‘Prima che il gallo canti’, a Monza una mostra anticipa il festival Green Street


Nel marzo di quest’anno a Palazzo Reale di Milano si era celebrato il suo mecenatismo, mettendo in mostra una sterminata collezione di libri d’artista. Di lì a due mesi, Paolo Consolandi, collezionista capace di leggere le tendenze in corso nel mondo dell’arte contemporanea nazionale ed internazionale, ci avrebbe lasciato.
Da domenica 14 novembre il nuovo Maga di Gallarate apre i battenti a Cosa fa la mia anima mentre sto lavorando? Opere d’arte contemporanea dalla collezione Consolandi. Una mostra visitabile fino al 5 febbraio 2011, a cura di Francesca Pasini ed Angela Vettese.
La ifra collezionistica di Cnsolandi passa per la scoperta di molti giovani promesse. Troviamo così, suddivise in sette sezioni, la foto della prima performance della Beecroft, una mano trafitta dalla matita, opera di un Cattelan poco più che studente. Poi gli esordi di Boeti, Garutti, Vezzoli, Gabriel Orozco, Luca Vitone a cui si affiancone opere di grandi nomi come Kounellis, Warhol, Abramovich e molti altri.
Una vita sempre in viaggio alla scoperta di ciò che si muove nel mondo dell’arte contemporanea, che ha fatto di Consolandi una voce lungimirante e fuori dagli schemi.
Cosa fa la mia anima mentre sto lavorando?’ La Collezione Consolandi al Maga




Dal 20 novembre 2010 l’arte di Auguste Rodin arriva a Legnano per la più grande retrospettiva mai realizzata sull’artista francese. Centoventi opere - 65 sculture, 26 disegni e 19 dipinti inediti – saranno protagoniste di Rodin. Le origini del genio (1864-1884).
Si tratta di un percorso che parte dagli albori della produzione di Rodin e, passando per il Giovanni Battista, il Pensatore, il Bacio, le Grandi Ombre, arriva fino al progetto della Porta dell’Inferno del 1884.
Grazie ad un periodo di tre anni di stretta collaborazione con il Musée Rodin di Parigi, che ha portato alla preziosa curatela di Aline Magnien insieme a Flavio Arensi, sarà possibile ammirare a Palazzo Leone da Perego (via Gilardelli, 10) anche opere fino ad oggi mai uscite da Parigi, come i 24 gessi preparatori per le fusioni delle sculture dell’artista, 19 dipinti, e la Jardinière, un vaso decorativo recentemente ritrovato e ricostruito.
C’è tempo fino al 24 settembre 2010 per visitare la nuova personale di Lucamaleonte alla Traffic Gallery di Bergamo. Handcut (tagliato a mano), raccoglie gli ultimi lavori di questo stencil artist romano. La sua ricerca parte da una visione fotografica del paesaggio urbano, che viene restituito su tela grazie alla tecnica della composizione pittorica multilivello a stencil.
La vista di una chiesa a Londra, la cupola della cattedrale di Valencia, porte e scorci di Roma e Venezia e perfino un vecchio contatore. Frammenti di uno sguardo che può penetrare nel profondo, nel minimo dettaglio, oppure lasciarsi anche solo impressionare dalla superficie, come accade in Venezia, stencil monolayer in cui, ad emergere, sono linee storte, particolari altrimenti poco visibili, segni del tempo in cui l’occhio normalmente non cade.
Insieme alle tele, in mostra a Bergamo ci sono anche le mascherine originali da cui sono tratti gli stencil. Dentro all’allestimento prende così vita quasi una meta-esposizione, rappresentata dalla serie Handcut. A partire dalle tavole di Nicolas Henri Jacob per un manuale illustrato di chirurgia del ‘700, Lucamaleonte realizza tre mani sottili ed eleganti, che tengono tra le dita lo strumento principe del suo lavoro, il taglierino.

Torna anche quest’anno, dal 6 giugno al 25 luglio, il Co.co.co. - Como Contemporary Contest, la manifestazione dedicata ai giovani talenti sulla scena dell’arte contemporanea. Cambia la location, sarà infatti lo Spazio Natta (via Natta 18), nel cuore del centro storico di Como, ad ospitare la collettiva dei finalisti deli questa seconda edizione.
Insieme al Csav – Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Antonio Ratti, quest’iniziativa porta nella città lombarda una ventata di freschezza e di giovani promesse. I 18 artisti selezionati tra le oltre 600 candidature pervenute, sono: Chiara Albertoni, Marta Colombi, Paolo Bandinu, Claudio Beorchia, Andrea Cerruto, Blerdi Fatusha, Chen Gong, Asako Hishiki, Andrea La Rocca, Gabriele Pace, Matteo Pagani, Michela Pedron, Nazzarena Poli Maramotti, Quarantadue Lemeh, Emilio Rizzo, Leander Schwazer, Guido Taroni, Mattia Vernocchi.
Il vernissage è previsto per sabato 5 giugno e nell’occasione a Como è stata lanciata la Giornata del Contemporaneo, cche prevede inaugurazioni ed eventi nei maggiori spazi cittadini. In autunno, le vincitrici del primo premio ex-aequo, Chiara Albertoni e Marta Colombi, saranno inoltre protagoniste di una doppia personale che concluderà questa edizione di Co.co.co.

Il 5 maggio 1910 nasceva in Italia l’Associazione degli Imprenditori, Confindustria. La Triennale di Milano celebra questa ricorrenza con una mostra che apre ufficialmente domani giovedì 6 maggio. Cento anni di imprese per l’Italia presenta immagini fotografiche che ripercorrono un secolo di vita e sviluppo industriale nel panorama italiano.
La storia, la tradizione, le eccellenze, il genio e il prodotto italiano, raccontati attraverso gli scatti dei grandi fotografi italiani. Oltre trecento immagini divise in 23 sezioni tematiche. Persone, luoghi, prodotti, simboli, documentati anche da un cospicuo patrimonio audiovisivo.
Poi, a cura di Giovanni Calvenzi e Ludovico Pratesi, gli scatti inediti di 12 fotografi. Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Luca Campigotto, Lorenzo Castore, Giorgia Fiorio, Gianni Berengo Gardin, Simona Ghizzoni, Mario Guerra, Mimmo Jodice, Davide Monteleone, Ferdinando Scianna, Massimo Vitali.
La mostra sarà visitabile alla Triennale di Milano fino al 6 giugno per poi spostarsi a Roma all’Ara Pacis dal 30 settembre.

Questo giovedì 6 maggio (h 17:30) è in programma un grande evento presso Lodi Bipielle Arte. Prove d’autore è la personale di Franco Battiato alle prese con la pittura. Passione piuttosto recente, nell’immensa attività artistica del musicista siciliano, la pittura si affaccia a partire dai primi anni ‘90. Ad oggi sono circa ottanta i dipinti realizzati dal Maestro, perlopiù olii (o pigmenti colorati) su tela o su tavola dorata, che si sono fatti vedere in giro per il mondo (Roma, Catania, Stoccolma, Miami, Firenze, Goteborg…) in occasioni speciali.
L’attività del Battiato artista visivo è poi ben documentata anche dalla illustrazioni per le copertine e il libretto di Fleurs, Ferro Battuto e Gilgamesh. Quella di Lodi si preannuncia quindi come una rara occasione per vedere la pittura intima e lirica, intrisa di passione e spiritualità, abitata da uomini di fede che sorreggono cieli immensi, guardiani dello splendore del creato. Una tecnica pittorica che nei segni, nelle linee, è non-eccezionale, umana, raggiungibile (infatti “Franco Battiato, non è un pittore. È un uomo che dipinge. Questo ribalta la prospettiva e annienta ogni tentativo di schematizzazione”). La sagacia del Maestro viene fuori nell’uso poetico del colore, per il quale ogni quadro è un innamoramento.
Per farvi capire meglio ciò di cui sto parlando vi rimando alla galleria fotografica sul sito ufficiale di Franco Battiato. Il mio consiglio, se vi trovate in Lombardia o potete farci un salto, è di recarvi da Bipielle Lodi Arte a partire dalle ore 21, quando, nell’ambito della rassegna Comportamenti Umani, Beppe Severgnini tesserà le fila di un dialogo con Franco Battiato. La mostra, curata da Elisa Gradi con catalogo Skira, presenta 25 tele e sarà visitabile fino all’11 luglio 2010.
Quando la politica incontra l’arte, molto spesso sono danni. Accade a Trezzo sull’Adda che Gioxe e Anna, figli di Ada e Mario De Micheli, scrittore, critico e storico dell’arte scomparso nel 2004, vogliano donare la sua collezione di opere al Comune, che la respinge. La raccolta contiene 800 opere tra dipinti, sculture e disegni di artisti come Guttuso, Morlotti, Sassu, Treccani, Trubiani e Dova e il suo valore è incodizionatamente riconosciuto.
La scusa ufficiale presentata dal sindaco Danilo Villa, eletto in quota Lega Nord, risiede nella mancanza di spazio, “non c’è posto”. Siamo alle comiche. Ma potrebbe esserci dell’altro dietro, visto che il buon Mario De Micheli è stato un partigiano, ha lavorato per l’Unità, ha tradotto Majakovskij. Insomma un uomo di sinistra, il cui valore intellettuale è riconosciuto a livello bipartisan. De Micheli infatti ha insegnato per lunghi anni al Politecnico di Milano ed ha scritto libri di storia dell’arte del Novecento che molti di noi hanno letto.
La vicenda va avanti ed i figli di De Micheli sono intenzionati a onorare la memoria del padre, sepolto a Trezzo e già donatore di molti volumi alla Biblioteca Comunale. Se l’Amministrazione continuerà a rifiutarsi, i figli di De Micheli potrebbero regalare la collezione ai trezzesi, che non si lasceranno sfuggire l’opportunità (anche a livello di turismo culturale) di collocare un patrimonio così prezioso nel cuore della loro città.
Dai primi di dicembre la Fondazione Silvio Zanella gestisce il nuovo museo di arte contemporanea e moderna di Gallarate, che aprirà i battenti nel marzo 2010. L’esposizione inaugurale, prevista per il 19 marzo, presenterà le opere della collezione permanente della Gam e una retrospettiva su Modigliani che dà il via a una serie sui grandi del ‘900.
La Gam è il compimento del sogno di Silvio Zanella, padre di Emma, attuale direttrice, assieme al presidente della Fondazione, Angelo Crespi e il Consigliere delegato dal Ministero, Alain Elkann. La mostra sul genio di Modigliani ricostruisce la sua attività tra Italia e Francia.

La galleria Zero.Otto Arte contemporanea dal 12 dicembre al 24 gennaio dedica una personale al fotografo Pepi Merisio. I volti, gli ambienti, le luci di un mondo antico: quello dei cantori della tradizione, intesa come cultura tramandata nel tempo, e del paesaggio italiano.
La mostra è composta da oltre venticinque fotografie in stampa vintage dalla fine degli anni ‘50 agli anni ‘80: il mondo contadino bergamasco sulla soglia della scomparsa, il duro lavoro che segna mani e volti, l’infanzia, le nebbie della Bassa, la fede e il rito. C’è qualcosa che mi ricorda in questo nord profondo il sud altrettanto profondo, povero e per me mitologico dei personaggi di Verga: qui potete scorrere le evocative immagini di Merisio.
Come questa donna con bambino così prossima a una madonna, eppure realissima.