
Ben Eine chi?
Il nome non è familiare come quello di Banksy e altri artisti urbani più famosi, ma potrebbe diventare presto molto noto.
Il primo ministro britannico David Cameron ha infatti regalato un suo lavoro al presidente degli Stati Uniti Barack Obama (in occasione della sua prima visita a Washington). Non so se verrà appeso alle pareti della Casa Bianca, ma è comunque un salto di notorietà per un artista conosciuto soprattutto nella zona londinese di Shoreditch, per le sue lettere giganti in colori squillanti (e anche per le serrande di negozio).
Tra l’altro sembra che sia stata la moglie di Cameron a suggerire il nome dell’artista.
Continua a leggere: Ben Eine: dall'arte in strada alla parete della Casa Bianca
Abbiamo seguito su questo blog l’evoluzione del nuovo progetto artistico di Franca Formenti, FOOD POWER, che nell’ultima versione a febbraio la ha vista protagonista della performance “I’m Hungry / Hai Fame” nel centro storico di Milano: eccone il video con la regia e il montaggio di Orsola Sinisi.
Una performance diretta, emotiva, di impatto in cui i ruoli sociali si ribaltano: un gruppo di immigrati e senza fissa dimora, coloro che siamo abituati a vedere con le mani tese nell’atto di chiedere sigarette, caffè, spiccioli per un panino, muniti di grembiule FOOD POWER offrono cibo ai passanti.
Osservatene le facce, la sorpresa, lo spiazzamento: bellissimo il dialogo fra due anziane signore che si fanno riprendere mentre discutono di pensioni minime e complesse coabitazioni familiari…
Qualche mese fa vi avevo segnalato la Park Art: vi ricordate di loro? L’iniziativa consiste sostanzialmente nell’occupare dei parcheggi (pagandone il relativo pedagio per il tempo previsto dall’azione), realizzando così delle mostre temporanee.
Ho intervistato per voi Mattia Paco Rizzi, l’ideatore del progetto. Scopriamo che I Park Art si ispira alla sua tesi di laurea, nell’idea di creare “spazio urbano a servizio dell’ uomo e non delle automobili“, dando a chiunque la possibilità di esprimere le propria creatività: un “messaggio di rivendicazione del ruolo principale degli artisti rispetto al mondo dell’ arte”. Ci soffermiamo sull’aspetto controverso delle legalità/illegalità dell’azione, elemento essenziale per il progetto, e sulle reazioni dei cittadini: a quanto pare finora non ci sono state reazioni violente, come immaginavo io pensando agli esasperanti tempi d’attesa di Roma dove il parcheggio è un bene scarso quanto preziosissimo… Parliamo infine degli aspetti organizzativi e delle “edizioni” di I Park Art più riuscite.
Intanto I Park Art a maggio sarà a Torino: se siete interessati non esitate a contattare il gruppo sul loro sito. L’iniziativa è gratuita e aperta a tutti.
Continua a leggere: I Park Art - Intervista con Mattia Paco Rizzi

ParkArt, ovvero: trasformare un parcheggio in uno spazio espositivi temporaneo. Come si fa?
Molto semplice: 1. individuare la zona di sosta (evitando possibilemnte parcheggi riservati a disabili, carico/scarico, abonati); 2. pagare il/i posti macchina per il lasso di tempo desiderato, facendo attenzione a non invadere gli spazi adiacenti e trovando un modo per rendere visibile l’avvenuto poagamento (consigliato l’uso di Teleparc se possibile e il coinvolgimento di passanti per prolungare l’”affitto” della zona); 3. installare l’esposizione; 4. documentare l’evento; 5 ripulire la zona al termine dell’esposizione; 6. condividere il materiale sul sito di riferimento del progetto.
ParkArt ha già realizzato tre azioni, una a Città del Messico (foto in alto), una a Genova e una a Imperia e nella prima metà di dicembre promette di spostarsi a Milano in pieno centro storico, con l’obiettivo di occupare un’intera area di parcheggio. Il progetto è aperto: per partecipare è possibile contattare direttamente gli organizzatori all’indirizzo di posta elettronica che trovate sul sito dell’iniziativa.