Domenica 16 ottobre si apre in Canton Ticino il ciclo espositivo Un Capolavoro per Lugano, che, fino all’8 gennaio 2012, porterà l’Angelo Incarnato al piano terra del Museo Cantonale. Venuta alla luce nel 1991 in Germania, l’opera aveva suscitato voci divergenti, dai più puritani ritenuta scabrosa e imbarazzante. Proprio per questa ragione il disegno, da diversi secoli negli archivi dei Windsor, molti anni addietro aveva rischiato di sparire per volontà della regina Vittoria.
Ralizzato nei primi anni del 1500 su foglio blu a carboncino o pastello composto di materie organiche, l’Angelo Incarnato ebbe come modello l’allievo Gian Giacomo Cappotti detto Salai (1480-1523), allievo e con molta probabilità amante di Leonardo. Propria per la connotazione del personaggio, rappresenta dunque la figura dell’androgino, un archetipo tanto caro ai pensatori del neoplatonismo, sintesi perfetta di pulsioni maschili e caratteri femminili.
In contemporanea alla mostra dell’Angelo di Leonardo (a cui seguirà l’esposizione di un altro capolavoro per Lugano), si terrà la mostra Tesori a Lugano, con opere provenienti dalle raccolte civiche e cantonali.
L’Angelo Incarnato, un disegbo di Leonardo in mostra a Lugano



Paragonata alla Biennale di Venezia, nota al secolo come i “Gioghi Olimpici dell’arte mondiale”, Art Basel è la kermesse tutta svizzera di arte contemporanea che completa un giugno denso di appuntamenti internazionali.
L’evento, arrivato alla sua quarantaduesima edizione (il primo Art Basel è stato inaugurato nel 1970), sarà aperto al pubblico dal 14 al 19 giugno prossimo, in attesa della manifestazione gemella che dal 2002 si svolge a Miami Beach (Florida) in dicembre. Eccovi intanto qualche numero della manifestazione: 300 galleriae da 5 continenti (Nord America, America Latina, Europa, Asia, Africa); 2,500 artisti rappresentativi dell’arte moderna e contemporanea, fino agli emergenti; 62,500 è infine l’ottimo risultato di affluenza raggiunto da Art 41 Basel (edizione dell’anno scorso).
Rimanendo in tema di analogie e differenze con la Biennale, la prima cosa che salta agli occhi è la strutura che supera l’idea della rappresentazione “per nazioni”, tipica del modello Esposizione Universale. Più che le nazioni, i protagnisti dell’esposizione sono le gallerie. Il programma comprende una serie di filoni tematici, come Art Feauture (presentazioni e mostre monografiche u tei specifici); Art Statement (stand dedicati a un singolo artista emergente i una galleria); Art Unilimited (piattaforma sperimentale lanciata nel 2000 per dare spazio a grandi installazioni, video proiezioni, performance, insomma tutto quello che non è strettamente un quadro o una scultura); Art Parcour (10 location delo storico quartiere St. Alban di Basel trasformate da performance e installazioni site specific); Art Editions; Art Film, Book, Magazine (selezioe di film, libri e riviste); Art Recrds (sezione speciale inaugurata nl 2007 all’interno di Art Unlimited dedicata al vinile com mezzo di espressione artistica, producendo edizioni speciali e limitate per l’evento); e gli Art Basel Special Exhibition + Talks. Infine gli sponsor, dove campeggia fra tutti il colosso bancario UBS (ricordo che ad esempio il Padiglione Italia è gestito dal Mibac).
Art basel, dunque, un evento-fiera post-nazionale sostenuto e gestito con finanziamento prealentemente privato. Per farsi un’idea del programma, ache qui sterminato, è possibile conultare il catalogo online a questo link. È inoltre disponibile l’applicazione smarphone (da iPhone a Blackbarry) con mappa interattiva 3D, a quello che si legge sul sito.

Ecco una notizia a cui, in principio, si fatica a credere. Dopo Bob Dylan, Franco Battiato, Giorgio Faletti, Dario Ballantini (e sicuramente molti altri che al momento mi dimentico), Sylvester Stallone si dà alla pittura… e non sembra neanche un’infatuazione momentanea.
Il protagonista di Rambo e Rocky Balboa, che molti pensavano fosse buono soltanto a tenere in mano coltelli e mitragliatrici, sembra che si stia prodigando con i pennelli già da molto tempo, addirittura da trentacinque anni. Figlio di un barbiere di origini pugliesi e di una ballerina, trapezista e astrologa di origini ucraine, in Stallone la passione per la pittura scorre in parallelo alla carriera di attore.
Adesso la sua retrospettiva in Svizzera, a St.Moritz alla Galerie Gmurzynska , è già sold-out. In mostra trenta opere di matrice astratta, da cui emergono volti e figure umane, in stile espressionista. I lavori di Sylvester Gardenzio, sono venduti a cifre che si aggirano tra i 50.000 e i 150.000 dollari. Le tele sono molto cariche di pittura e di colore… sicuramente niente di nuovo…ma da un personaggio del suo calibro, sinceramente, mi sarei aspettato di peggio.
Trasferta svizzera per Giovanni Segantini (1858-1899), i cui dipinti sono in mostra alla Fondazione Beyeler di Basilea fino al 25 aprile 2011. Il pittore trentino è da sempre molto apprezzato all’estero e questa mostra lo consacra come un grande innovatore nella pittura di paesaggio di fine ottocento, pioniere del gusto modernista. In mostra a Basilea ci sono 70 pezzi, tra oli e disegni, rappresentativi di tutte le fasi della carriera dell’artista. Dal Tirolo alla Brianza, poi sulle montagne svizzere, a Savognin e nell’Engadina.
La luminosità unica dei suoi dipinti deriva dalle sue alpi, dall’ambiente unico delle Dolomiti trentine e, come gli impressionisti, dipingeva spesso all’aperto, paesaggi e scorci di vita rurale. Proprio infatti grazie agli studi che portò avanti sul Divisionismo, arrivò a trovare una forma di espressione visiva per rendere l’unicità di questi ambienti naturali.
Nacque povero e condusse insieme alla sua famiglia un’esistenza apolide, ma, prima di morire le sue ultime parole furono “Voglio vedere le mie montagne”.
C’è ancora un mese esatto per visitare Big Draft, la mostra al Kunstmuseum di Berna che presenta opere provenienti dalla collezione di Uli Sigg, il più grande collezionista di opere d’arte contemporanea provenienti dalla Cina. Ex ambasciatore svizzero a Pechino, curatore del Padiglione Svizzero alla Biennale di Shangai, insieme alla moglie Rita ha raccolto più di duemila opere d’arte cinesi.
Nel servizio di Euronews che trovate qui sopra, potete farvi un’idea del gusto di Sigg e del suo interesse verso quelle pulsioni dell’arte contemporanea più vicine alla società ed ai problemi reali della gente. L’arte Contemporanea racconta diversi volti di Shanghai (che in cinese significa la “città sul mare”) attraverso tredici artisti che qui vivono e lavorano. Si chiamano Chen Yuyu, Chi Peng, Ji Wenyu & Zhu Weibing, Jin Feng, Jin Jiangbo, Liu Jianhua, Lu Chunsheng, Ni Youyu, Pan Xiaorong, Shi Guorui e Shi.

Vi avevamo già parlato de L’ineffabile perfezione, la mostra sulla fotografia giapponese dei primordi. Sempre all’interno della rassegna Nippon, Lugano si appresta ad ospitare anche Araki Love and Death dedicata agli aspetti più contemporanei del medium fotografico.
Gli scatti sono quelli di Nobuyoshi Araki, artista apprezzato in tutto il mondo per la capacità di unire cultura giapponese e istanze contemporanei. La retrospettiva nel Canton Ticino, a cura di Fuyumi Namioka, presenterà le serie di fotografie più biografiche (Sentimental Journey e Winter Journey) che parlano del divorzio dell’artista con la moglie,i paesaggi urbani (Cityscapes), cieli, fiori, cibo e nudi femminili, ma anche una serie di scatti inediti, realizzati dal fotografo giapponese negli ultimi mesi.
Molti dei soggetti fotografati da Araki sono all’interno di una relazione culturale con lo spazio e il tempo del Giappone, della cui cangiante identità la sua fotografia tiene traccia.

I primi sviluppi della fotografia in Giappone non hanno molto a che vedere con l’approccio occidentale a questa arte. Potrete rendervene conto attraverso due mostre in programma dal 23 ottobre a Lugano, all’interno della rassegna Nippon, Tra mito e realtà: arte e cultura nel Paese del Sol levante.
Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone. 1860-1910 sarà ospitata a Villa Ciani e Araki Love and Death al Museo d’Arte di Villa Malpensata. Due indagini parallele che partono dalla seconda metà dell’ottocento e tracciano un filo nell’iconografia del Sol Levante fino alla contemporaneità.
Della prima mostra, curata da Francesco Paolo Campione e da Marco Fagioli, vedete nella galleria qui sotto una selezione delle oltre 200 fotografie (stampe all’albumina, acquerellate a mano). Una collezione rara, che traccia anche un’indagine antropologica molto delicata, tra documentazione e messa in posa. A fianco alle foto, circa 50 opere d’arte tra sculture e oggetti, come un’armatura di Samurai del XV secolo e diversi abiti.
‘Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone’, a Lugano





Unframed, senza cornice, è il nuovo progetto di JR, fotografo e street artist francese. Per la prima volta JR lavora con immagini di altri fotografi, qualcuno famoso, altri sconosciuti. Il progetto prende il via da Vevey, cittadina nella parte settentrionale del Lago di Ginevra ed è co-prodotto dal Musée de l’Elysée e dal Festival Images.
JR è partito proprio dalla collezione di fotografie del del Museo del Elysée, trattando allo stesso modo immagini di autori famosi e non. In men che non si dica le foto di Robert Capa, Gilles Caron, Helen Levitt, Mario Giacomelli, Lucia Moholy, John Phillips e Sebastiao Salgado sono apparsi sulle facciate di molti edifici, trasformando la città in un gigantesco museo all’aria aperta. Le immagini, riferimenti forti, ma la loro distrazione, intraprendere un nuovo significato.
Così, nel visitatore appassionato di fotografia, girando per Vevey si compiono degli strani deja-vu. In tutto sono 14 affissioni di grande formato, tra cui spiccano I preti giovani di Mario Giacomelli, ‘appiccicati’ su una chiesa, Donna con i capelli lunghi di Man Ray, sulla Saint Jean Tower, una foto di Robert Capa in cui vediamo cecchini tedeschi durante l’assedio di Lipsia invece è su un edificio in via di ristrutturazione.
Un grande processo di straniamento e ricontestualizzazione, a cui sono chiamati a partecipare tutti gli abitanti. La seconda tappa del progetto Unframed è in corso di svolgimento a Grottaglie, per il FameFestival. Ma avremo modo di riparlarvene presto.
Alla Pinacoteca Cantonale Giovanni Züst di Rancate (Mendrisio), Canton Ticino, in Svizzera, dal 10 ottobre 2010 al 9 gennaio 2011 va in scena Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini. Un allestimento a cura di Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa e Marco Tanzi, che indaga un aspetto poco conosciuto e originale della storia dell’arte elvetica, che si inserisce naturalmente nella più ampia cornice lombarda ed europea.
Si parte col grande affresco di Bernardino Luini in Santa Maria degli Angeli a Lugano e si continua con la Fuga in Egitto di Bramantino nel santuario della Madonna del Sasso all’Orselina sopra Locarno. Ancora Bernardino Luini, con lo splendido polittico di San Sisinio a Mendrisio e il tramezzo di Santa Maria degli Angeli a Lugano. Un secolo davvero florido, quello che va dalla seconda metà del quattrocento alla seconda metà del cinquecento, in cui emergono anche il Giampietrino ed alcuni artisti locali molto validi, come Bartolomeo da Ponte Tresa, Giovanni Antonio da Montonate, Domenico Pezzi della Valsolda e Giovanni Antonio de Lagaia.
La mostra diviene dunque un punto di artenza per visitare il territorio. Alla Pinacoteca Züst troverete pale d’altare, ori e ricami, sculture in legno e in pietra e vetrate che vi inviteranno alla visita degli affreschi conservati nei luoghi originali.

C’è tempo fino al 5 settembre 2010 per recarsi alla Fondation Beyeler di Basel, in Svizzera, dove è allestita una grande retrospettiva sul lavoro di Jean-Michel Basquiat (1960-1988). Partito negli anni ‘70 coi primi graffiti a New York, che per lui erano essenzialmente strumento di comunicazione sociale e rivendicazione politica, Samo divenne poi musicista e attore, cominciando a maneggiare i pennelli a diciannove anni.
Con l’aiuto di Andy Warhol, divenne ben presto una star di fama internazionale, il più giovane partecipante a Documenta di Kassel. Figlio di immigrati dai Caraibi arrivò ad Art Basel, alla Biennale di Venezia e nelle più prestigiose gallerie di tutto il mondo. In otto anni produsse circa 1000 dipinti e 2000 disegni, prima di morire di overdose d’eroina.
A Basel potrete vedere più di 100 dipinti, opere su carta e oggetti provenienti da rinomati musei e collezioni private di tutto il mondo. Nei suoi quadri vivono figure comiche e orrorifiche, sagome neo-espressioniste e slogan poetici, tutto passato attraverso la potenza del colore.
La mostra, nata in collaborazione con il Musée d’Art Moderne di Parigi, sarà proprio lì in mostra dal 15 Ottobre 2010 al 30 Gennaio 2011.
Basquiat - Basel



