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Tutti gli articoli con tag arte in usa

Eccezionale scoperta, il 'Salvator Mundi' è un dipinto di Leonardo da Vinci

pubblicato da Lorenzo Mazza

Un quadro originariamente venduto per 60 euro nel 1958 all’asta, potrebbe in realtà essere un’opera di Leonardo Da Vinci e valere circa 150 milioni di euro (un vero record di vendita). Si tratta del Salvator Mundi (o Salvatore del mondo che dir si voglia), un olio su tavola di legno (dimensioni 66×47 cm), che ritrae Cristo con la mano destra che benedice e la sinistra che sorregge un globo.

Da principio il quadro era stato attribuito ad un allievo di Da Vinci, Antonio Boltraffio, ma, ad una più attenta analisi, è emersa l’ipotesi che l’abbia dipinto lo stesso maestro. Secondo alcune ricerche, potrebbe trattarsi di un dipinto scomparso, che era stato di proprietà dei re Carlo I e Carlo II d’Inghilterra. Ne sono convinti Martin Kemp, professore emerito di Storia dell’Arte all’Università di Oxford e un pool diesperti americani ed italiani. Molte infatti sono le caratteristiche in comune con un altro quadro del maestro toscano, il San Giovanni Battista del Louvre di Parigi. Ma anche il restauro, che ha rimosso strati di vernice scoloriti e ritocchi posticci applicati durante tentativi di restauro precedenti, avrebbe rivelato la mano di Leonardo.

Oggi l’opera fa parte di una collezione privata americana e sarà presentata pubblicamente per la prima volta alla National Gallery di Londra prima di Natale.

Il Salvator Mundi prima e dopo il restauro
Il Salvator Mundi prima e dopo il restauro

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I fantastici luoghi di carta di Jen Stark

pubblicato da Lorenzo Mazza


Sculture di carta? Sono i lavori di una ragazza di Miami, Jen Stark. Libri che si aprono sull’infinito, coloratissime spirali e vortici che riproducono pattern mutuati dallo studio dei processi biologici. La carta, che si integra con altri materiali, è il suo mezzo di espressione.

Molti hanno paragonato i risultati dela Stark all’arte mandalica, psichedelica e ipnotica, coi suoi caledoscopi. Che siano installazioni tridimensionali, disegni o video animazioni, l’aspetto interessante è l’intenzione di rendere partecipe lo spettatore all’interno dell’opera. Un’illusione ottica, un cambio di prospettiva… c’è l’invito a compiere un movimento immaginario, fisico o mentale, all’interno delle sue creazioni.

Jen Stark per adesso ha esposto i suoi lavori in Florida e negli States, chissà quando la vedremo in Europa. Nel frattempo trovate alcuni suoi video qui.

I fantastici luoghi di carta di Jen Stark
I fantastici luoghi di carta di Jen StarkI fantastici luoghi di carta di Jen StarkI fantastici luoghi di carta di Jen StarkI fantastici luoghi di carta di Jen Stark

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Tracy Lee Stum - 3D street painting

pubblicato da Lorenzo Mazza

Ecco come passano i giorni della fine dell’anno a Worcester, in Massachussets, con l’evento Come Play With Us, che comprende musica, concerti, giochi, uno Street Painting Festival (madonnari di nuova generazione per intenderci) e moltissime performance.

Protagonista delle pitture su strada, la californiana Tracy Lee Stum, maestra nell’arte del 3D street painting con i gessetti colorati. Nel video potete vedere i suoi lavori e la sua intervista. Per la Stum dipingere per terra significa attirare lo spettatore verso una voragine, coinvolgerlo con il mistero delle architetture e dei contenuti, portarlo in un’altra realtà.

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Anche due casette delle lettere si amano, con la street art!

pubblicato da Lorenzo Mazza

Oggi passiamo “dalle stelle alle stalle”, ma l’argomento è sempre quello, la street art. Dal toro di Wall Street ricoperto da Olek, una sottile operazione di street art che va a lavorare sopra una scultura collocata in uno spazio pubblico, cambiandone i connotati, ad un intervento molto più semplice e anonimo.

Due cassette delle lettere, collocate nella sottile striscia verde tra la strada e il marciapiedi, si sono innamorate. Come? È bastato un pennello intinto nella vernice bianca. Con poche linee le mail boxes hanno assunto un’espressione “amorosa”. La femmina dichiarando “I love you” e il maschietto rispondendo “I love you too”.

Oltre il degrado, oltre i linguaggi e i codici dei graffiti e del writing, a volte chiusi ed autoreferenziali, poche linee per trasformare un angolo del paesaggio urbano, renderlo più vivo e meno anonimo.

Via Denver Westword

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Steven Spielberg e George Lucas prestano i loro quadri di Norman Rockwell per una mostra

pubblicato da Lorenzo Mazza


Molti di voi forse avranno familiarità con le sue immagini senza sapere veramente di chi si tratta. Stiamo parlando di Norman Rockwell, pittore e illustratore che con il suo tratto morbido e delicato ha raccontato la società americana degli anni ‘40 e ‘50.

Tra i suoi collezionisti oggi troviamo niente meno che Steven Spielberg e George Lucas, che proprio in questi giorni si sono decisi a prestare alcune delle loro opere per la mostra Telling Stories: Norman Rockwell dalle collezioni di George Lucas e Steven Spielberg, in corso presso lo Smithsonian American Art Museum di Washington fino al 2 gennaio.

Rockwell (1894-1978), la cui ricerca integrava finemente fotografia e disegno, riusciva a racchiudere un’intera storia in un unico fotogramma. Si fece conoscere appena diciottenne, quando divenne direttore artistico della rivista dei Boy Scouts, Boy’s Life. Di lì a disegnare la prima copertina per il Saturday Evening Post, il più famoso magazine dell’epoca, il passo fu breve.

Poi arrivarono illustrazioni per libri d’arte e soprattutto una serie di pubblicità che avrebbero creato un vero e proprio gusto classico per l’advertising, influenzando le scelte e i consumi dell’uomo medio americano.

Norman Rockwell
Norman RockwellNorman RockwellNorman RockwellNorman Rockwell

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I collezionisti americani diventano materia di studio

pubblicato da Lorenzo Mazza

Il collezionismo in America sta cambiando. Grazie proprio alla disponibilità dei collectors, si riescono a vedere autentici capolavori in molte mostre realizzate in spazi pubblici. Ma c’è di più, la cultura, lo stile, il gusto dei collezionisti riescono a plasmare l’opinione pubblica.

Alla fine dell’800 molti industriali sentono il bisogno di innalzare il loro livello culturale e cominciano a importare una grande quantità di patrimonio dell’Europa. Col passare del tempo l’eredità artistica dei collezionisti americani ottiene una seria attenzione nei circoli accademici. Oggi gli studiosi sono incuriositi dal contesto socio-economico da cui provengono i collezionisti.

Henry Clay Frick
(nella foto), J. Pierpont Morgan, Louisine e Henry O. Havemeyer a New York; J. Paul Getty, Norton Simon, Arabella e Henry E. Huntington a Los Angeles, Andrew W. Mellon a Washington, DC; Claribel e Etta Cone di Baltimore, sono solo alcuni dei grandi nomi che entreranno sempre di più nei libri di storia dell’arte…e in Italia?

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Un altro pezzo di Banksy asportato a Detroit

pubblicato da Lorenzo Mazza


Per la seconda volta in un mese, un murales di Banksy nella zona di Plant Packard a Detroit è stato asportato. Questa volta però a rimuoverlo non sono stati ladri, ma agenti che lavorano per il proprietario dell’edificio.

Si tratta di uno stencil di 180 cm che raffigura un canarino giallo in gabbia. Al suo posto il team che ha effettuato la rimozione ha lasciato un messaggio criptico in lettere rosse: “The canary has flown its coup“, ‘Il canarino è volato via dalla sua gabbia’.

Il giorno successivo Pete Adamo, 57enne immobiliarista, ha detto di aver fatto spostare il murale. la sua intenzione è quella di donare l’opera a una galleria o ad un museo e per ricevere almeno una deduzione fiscale. Tuttavia, l’autenticazione e la valutazione della street art è un vero vespaio e il valore dell’opera poco chiaro.

Tanto più che ultimamente Banksy ha istituito un sistema ufficiale di certificazione delle sue opere, che costa diverse centinaia di sterline. Proprio per prevenire che i suoi pezzi in strada vengano asportati brutalmente e con finalità meramente speculative, come era successo in Jamaica.

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Fluxhibition #4: la quarta mostra del FluxMuseum

pubblicato da penelope.di.pixel

FluxMuseum è un museo fondato da Cecil Touchon nel 2006 con l’intenzione di documentare gli artisti del XXI secolo che hanno operato (e operano) nella corrente fluxus. Il museo ha sede in Texas e ogni anno realizza un progetto espositivo-performativo internazionale ispirato ad un tema, a cui è possibile partecipare rispondendo ad una call aperta e sottoponendo i propri lavori.

Quest’anno il tema scelto è il Fluxus Amusements: essenzialmente “fun and games”. Opere d’arte incentrate su giochi originali al limite della follia, performance, trucchi magici, puzzles, comprendenti scatole e istruzioni per l’uso. La regola è riuscire a divertire se stessi e gli altri con trategie inedite e diversioni dall’ordinario… Parte delle opere entreranno a far parte della collezione del museo. La mostra partirà il 1 aprile, sempre in Texas.

Per farvi un’idea delle precedenti edizioni date un occhio a questo link: l’ultimo tema era “Thinking inside the box”, tutto dedicato alle scatole.

Fluxmuseum

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L'arte perduta di Inglorious Basterds

pubblicato da Lorenzo Mazza


Oggi sconfiniamo nel cinema per parlare di un’iniziativa coollegata all’ultimo capolavoro di Quentin Tarantino. Inglourious Basterds - The Lost Art of the Film ha raccolto un selezionato gruppo di artisti (David Choe, Sam Flores, Estevan Oriol, Grotesk, Jeremy Fish, Patrick Martinez, Alex Pardee, Dora Drimalas, Munk One, N8 Van Dyke, Rene Alamanza, Morning Breath e Skinner Davis), invitando ciascuno a creare un proprio poster che offrisse uno spunto personale, una propria visione sul film candidato al prossimo Premio Oscar.

Le stampe (giclée prints) sono state prodotte in sei copie, autografate dagli artisti e dallo stesso Tarantino. Verranno vendute in un’asta pubblica a favore del lavoro della Croce Rossa Internazionale ad Haiti, giovedì 18 febbraio nel pomeriggio alla Upper Playground Art Gallery in Downtown Los Angeles. Il formato è quello classico dei ‘cinemini’, i poster pubblicitari per i film.

The Lost Art of Inglorious Basterds
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Nate Williams e Alexander Blu

pubblicato da Lorenzo Mazza


Nate Williams è un artista e illustratore, fondatore delle community illustrationmundo.com e letterplayground.com. Artista, designer, sviluppatore, con il nome di Alexander Blu, è conosciuto per le sue irriverenti ‘uscite’ nel settore pubblicitario.

I suoi lavori sono molto simpatici e colorati e si rivolgono indifferenziatamente ad un pubblico di bambini e di adulti. Anche nei lavori che gli sono commissionati, Williams riesce a mantenere un discreto margine di autonomia creativa, lasciando che siano i suoi personaggi, le sue atmosfere a parlare e farsi portavoce, in una maniera del tutto particolare, dei messaggi, siano essi di promozione sociale o di mera incitazione al consumo.

Nate Williams - Alexander Blu
Nate Williams - Alexander BluNate Williams - Alexander BluNate Williams - Alexander BluNate Williams - Alexander Blu

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