
“Seductive Subversion: Women Pop Artists 1958 - 1968,” è la prima mostra di pop-art al femminile. La rivoluzione seduttiva delle donne è in scena fino al 15 marzo alla University of the Arts di Philadelphia.
La mostra riflette approfonditamente sul contributo delle donne al movimento Pop Art degli anni ‘50 e ‘60. Se di Warhol, Lichtenstein, Rauschenberg e Johns si sa praticamente tutto, delle loro colleghe di sesso femminile non si sa quasi nulla.
Il curatore Sid Sachs, è da cinque anni che lavora sulla mostra, per presentare opere in gran parte mai esposte al pubblico. Dipinti e sculture di Evelyne Axell, Boty Pauline, Vija Celmins, Chryssa, Niki de Saint Phalle, Rosalyn Drexler, Grebenak Dorothy, Kay Kurt, Yayoi Kusama, Lee Lozano, Marisol, Mara McAfee, Östlihn Barbro, Faith Ringgold , Martha Rosler, Marjorie Strider, Alina Szapocznikow, Idelle Weber, Joyce Wieland e May Wilson.
Al festival Re-Animation (Caszuidas - Moving images in public space) che si svolge oggi ad Amsterdam l’artista americano Pippo Lionni sta presentando ‘Perpetuation‘, un lavoro che trae spunto da immagini che ci sono molto familiari all’interno del panorama dell’arredo urbano.
Piccoli pittogrammi prendono vita e si animano, simboli stradali, gli ‘omini’ delle latrine, diventano protagonisti di piccole storie animate che raccontano senza utilizzare parole o suoni. Mi è sembrato interessante questo video perché ben rappresenta ‘la spirale della violenza’, un movimento ciclico, ripetitivo, stupido, di chi non fa altro che imitare.

Pat Steir è un’ artista americana classe 1940 nata a Newark nel New Jersey. Si tratta di una delle figure più importanti dell’arte americana che discende direttamente dalle conquiste degli anni 1970, ma la sua ricerca è poco conosciuta in Italia.
Oggi una mostra curata da Jan Howard e Susan Harris, intitolata “Pat Steir: Drawing Out of Line” presenta quaranta anni di attività, una sorta di esplorazione del vocabolario del suo disegno. L’esposizione andrà in scena dal 19 febbraio al 3 luglio al Museum of Art RISD – Rhode Island School of Design.
Amica di Sol LeWitt, Lawrence Weine e di molti artisti concettuali, il suo lavoro ad un primo sguardo può essere accostato a quello di Jackson Pollock per l’utilizzo di una tecnica compositiva a gocce e schizzi. Una visione più approfondita ci porta poi a considerare che il lavoro della Steir non ha molto a che vedere con l’Action painting, ma scopre nella gestualità una tensione lirica e ne realizza le forme.

Kelsey Brookes è nato nel 1978. Il suo percorso educativo l’ha condotto verso la carriera dello scienziato e per molti anni ha svolto attività in laboratorio, di monitoraggio virus per il governo degli Stati Uniti. Un bel giorno decide di mollare tutto e adesso vive e lavora in California, a San Diego come pittore.
Il suo universo visivo trae ispirazione dalla spiritualità buddista e hindu, così come dagli animali esotici, dalla sessualità e dallo stile delle vecchie e rustiche trapunte americane. Figure immobili, ghiacciate con intensità primordiale, divinità animalesche che si dissolvono nella frammentazione del quadro.
Del suo lavoro si è parlato in numerose pubblicazioni di arte, cultura pop e design, come GQ e Modern Painters per citarne alcune la cui reazione è stata affascinata ma stordita e confusa.

E’ difficile commentare il nulla se non si è filosofi o politici, quindi non ci proviamo neppure. Tuttavia è cosa rara sentire un numero di commenti così unanimemente negativi come invece è accaduto in occasione dell’inaugurazione di Design Miami, la più importante tra le manifestazioni satellite di Art Basel, mai come quest’anno iper pubblicizzata e sbandierata dalla sua musa Ambra Medda.
Poche gallerie, molte cose già viste allestimento mediocre così come gli spazi. Anche il festeggiato, il “designer of the year” Maarten Baas si presenta in veste dimessa e con pezzi conosciuti. Molta mondanità di contorno e l’immmancabile Naomi, ma contenuti veramente modestissimi. Del tutto improponibile un qualunque confronto col salone del mobile, con cui non c’è neppure gara.
Non molto meglio le cose al MOCA, che inaugurava con “the Reach Realism” , una mostra non certo indimenticabile. Bella come sempre, invece, l’opening da Perrotin, intelligente, colto, simpatico e con una galleria stupenda sia architettonicamente che per i pezzi esposti; il fatto poi di fare una festa open e non con lo snervante sistema degli inviti, delle carte, dei Vip, gli vale un bonus.

Interessanti questi mosaici che David Lee Csicsko ha realizzato alla fermata di una CTA Station molto frequentata a Chicago. Csicsko è un artista di Chicago che ha vinto la gara per rendere più bella una stazione dei treni in zona Belmont. I suoi mosaici si sono ispirati alla grande diversità presente in quest’area. Ogni mosaico ha preso quindi spunto da soggetti esistenti, modificati, resi più pieni e colorati, a dare nuova luce all’ambiente.
Prima di essere realizzati i bozzetti dei mosaici sono stati discussi assieme agli abitanti del quartiere che si sono dimostrati davvero coinvolti. Una stazione dei treni è un luogo di passaggio è Csicsko ha pensato ad un intervento non invasivo, che si calasse abbastanza delicatamente nell’ambiente. Il suo è uno stile molto pop, minimale nelle linee ma ricco nei particolari e nelle decorazioni.
Csicsko non è certo uno street artist. È un illustratore e un designer, artista famoso per aver realizzato alcune belle vetrate nelle chiese di Chicago. Il suo è un occhio che penetra nella profondità per scoprire l’interno dei soggetti. Questo lavoro si colloca all’interno di un più ampio progetto che sta portando diversi artisti ad intervenire alle stazioni della CTA a Chicago.

Sessualità, genetica, biotecnologia, wetware e corpi modificati. Sono questi i principali temi che attraversano l’edizione 2009 di Arse Elektronika, che quest’anno si svolgerà a San Francisco (USA) dal 1 al 4 ottobre.
Focalizzato sul rapporto fra sesso e tecnologia, Arse Elektronika esiste dal 2007. L’evento consiste in una conferenza annuale attorno a un tema lanciato attraverso una call internazionale: sono accettati paper e performance che , valutati e selezionati dal team, partecipano infine alla manifestazione.
Ancora non sono noti sul sito i nomi degli speaker e i lavori selezionati, ma sarà interessante capire quali suggestioni arrivano da un tema così profondamente vincolato alla realtà contemporanea come le possibili risposte della nostra specie alle pressioni che arrivano, ad esempio, dalle biotecnologie e dalla manipolazione genetica.
Replicanti, umanoidi, cyborg: sono così lontani da noi?