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Tutti gli articoli con tag arte urbana

Guildor e l'arte di scrivere sull'acqua

pubblicato da Anna Castiglioni

guildor

Si possono trovare un po’ ovunque, sparse per l’Europa, le opere d’arte di Guildor. È una forma d’arte urbana quasi sussurrata, quella che ci regala l’artista italiano. Sono frasi scritte sull’acqua, in inglese o italiano, messaggi che reclamano un loro spazio senza tuttavia urlare. Parole bianche che galleggiano su fiumi, fontane, corsi d’acqua. Guildor ha per ora lasciato la strada per abbracciare il progetto “Write on the water” e dedicarsi all’arte dello scrivere sull’acqua. Nella gallery vedrete alcune sue opere fotografate da Thomas Pagani e il video dei suoi ultimi lavori sui canali di Amsterdam, in occasione del festival Amsterdam Street Art festival girato dal parmigiano Andrea Bertolotti e Bruno Pitzalis. Una nota di Guildor in merito alla sua arte:


“Scrivere sull’acqua vuol dire appuntarsi un pensiero. Significa tenere ben saldo qualcosa che per noi è importante mentre impariamo a far scorrere tutto il resto”

Guildor
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'Last ride', la crash art di MrDheo che fa riflettere

pubblicato da Lorenzo Mazza

MrDheo - “Last Ride” 2011 from mr2011 on Vimeo.

In uno dei primi articoli che pubblicai su Artsblog, ormai tre anni orsono, campeggiava l’immagine di un furgoncino dato alle fiamme che era stato riportato in vita con gli stencil di Orticanoodles. Dipingere sulle macchine non è un’idea nuova e da sempre chi lavora con l’arte urbana e i graffiti si è cimentato con questa pratica (basti ricordare, per esempio, la Buick Special di Keith Haring in mostra al Moma di Los Angeles).

Oggi mi piace però l’idea dei tipi di Urbanartcore che, pubblicando ‘Last Ride’, il video di MrDheo, hanno parlato di crash art. L’artista portoghese classe 1985 si è infatti recato proprio da uno sfattino, ha scelto tre macchine destinate ad essere distrutte e vi ha realizzato sopra il suo pezzo.

L’aspetto interessante del video che vedete qui sopra è quello legato alla ricostruzione (via fiction) di un incidente automobilistico. Nel mentre MrDheo è intento a dipingere nel labirinto dello sfasciacarrozze, le immagini di due ragazze coinvolte in un sinistro dentro ad una macchina ci spingono a riflettere su “l’ultimo viaggio”.

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'Crimes of Minds', le immagini del festival di street art che ha invaso il centro di Brest

pubblicato da Lorenzo Mazza


Si chiama Crimes of Minds ed è nato da un’idea della street artist francese Liliwenn (che ha recentemente partecipato a ‘Urban Queens‘ a Milano) a Brest è di casa, insieme all’associazione Sugar Rush. Nella line-up compaiono vecchi volti e nuovi nomi. Da Mental Vaporz (FR), Best Ever (UK), C215 (FR), Guy Denning (UK), Indigo (CA), David Walker (UK), Jef Aérosol (FR), Morten Andersen (DK), Wen2 (FR), Ben Slow (UK),  Antoine Twan Stevens (FR), Finbarr DAC (UK), Sly2 (FR) e, dall’Italia, Alice Pasquini.

Poster, stampe, stencil, adesivi, fotografie, installazioni, dopo Crimes of Minds il centro di Brest non è più lo stesso. Il festival infatti ha lottato per trovare spazi proprio nel cuore cittadino, per non sottrarsi ad un confronto con gli abitanti. Rifacendosi così all’insegnamento di Dennis Oppenheim, secondo cui l’arte deve rompere i confini dell’esistente, mostrando di non essere solo produzione di oggetti da collocare in spazi chiusi. 

Il festival ha coinvolto anche musicisti, fotografi e videomaker, questi ultimi alle prese con un documentario tradizionale che presenterà una serie di contenuti in maniera orizzontale attraverso una piattaforma crossmediale. Nel 2012 è prevista la pubblicazione del libro con la mappa dettagliata degli interventi ed una mostra di lavori in studio degli artisti partecipanti.

Per adesso godetevi la galleria di immagini, nei prossimi giorni voglio parlarvi meglio dell’enorme lavoro a patchwork realizzato da Da Mental Vaporz.

Photo credits Romany WG, My Te, Mathieu Le Gall, Ti Adam per Crimes of Minds.

Photo credits Awoull, Mathieu Le Gall, Ti Adam
Photo credits Awoull, Mathieu Le Gall, Ti AdamPhoto credits Awoull, Mathieu Le Gall, Ti AdamPhoto credits Awoull, Mathieu Le Gall, Ti AdamPhoto credits Awoull, Mathieu Le Gall, Ti AdamPhoto credits Awoull, Mathieu Le Gall, Ti AdamPhoto credits Awoull, Mathieu Le Gall, Ti AdamPhoto credits Awoull, Mathieu Le Gall, Ti AdamPhoto credits Awoull, Mathieu Le Gall, Ti AdamPhoto credits Awoull, Mathieu Le Gall, Ti Adam

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Da Bonhams torna in scena l'arte urbana

pubblicato da Lorenzo Mazza

Banksy - Detonator Monkey

Torna in scena l’arte urbana da Bonhams. Domani, mercoledì 21 settembre a Londra saranno battuti all’asta 48 lotti di artisti del calibro di Banksy, Shepard Fairey, Swoon, Ben e Blek Le Rat.

A rappresentare Banksy ci saranno pezzi storici come Detonator Monkey, valutato circa 90mila sterline, la Baloon Girl (30mila sterline) e Precision Bombing (15-25 mila). Si spende meno qualcosa meno per alcuni originali di Shepard Fairey, come Chinese Soldier (25-30 mila) o Duality of Humanity (15-20 mila).

Tra le novità c’è un artista inglese, Joe Rush, che nelle sue piccole sculture utilizza scarti industriali e materiali di recupero. In vendita Boxer n. 3 e Blue Boy, stimate intorno alle 3.000 sterline.

Da Bonhams torna in scena l’arte urbana
Banksy - Detonator MonkeyBanksy - Precision BombingDa Bonhams torna in scena l'arte urbanaDa Bonhams tornAShepard Fairey - Duality of Humanity 2a in scena l'arte urbanaJoe Rush - Boxer no 3Joe Rush - Blue BoyNick Walker - VandalismDa Bonhams AShepard Fairey - Chinese Soldierin scena l'arte urbana

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Do you feel a sense of community where you live?

pubblicato da Lorenzo Mazza


Do you feel a sense of community where you live? Percepisci una sensazione di comunità nel luogo in cui vivi? É la domanda che si pone Tim Devin nella sua ‘street survey‘, un’indagine condotta con gli strumenti dell’arte pubblica partecipativa.

Un’indagine collocata all’altezza dell’asfalto, che utilizza mappe, statistiche, poesie ed anche, come vedete qui sopra, semplici domande, a cui si può rispondere sì, prelevando un talloncino di carta. E il semplice gesto di non staccare il tagliandino, cosa rappresenta? Un’indifferenza verso questo tipo di domanda, una disattenzione verso un semplice foglio di carta attaccato a un palo o forse un semplice no?

Di Tim Devin, artista di Somerville – Massachussets, avremo modo di riparlarvi presto. I suoi progetti, tanto semplici quanto intriganti, hanno molto da suggerirci rispetto alle modalità di essere cittadini e alle possibilità individuali di contribuire alla rappresentazione e alla costruzione della città.

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L'installazione di Banksy per 'Art in the Streets' al MOCA

pubblicato da Lorenzo Mazza

Banksy al MOCA - Foto di 'Arrested Motion'

Come vi avevamo promesso, andiamo a vedere un po’ più da vicino le opere degli artisti in mostra ad Art in the Streets a Los Angeles. Cominciamo da Banksy che, dopo la personale a Bristol di due anni fa, gode di un ottima reputazione anche per le sue installazioni indoor.

Banksy utilizza il suo registro stilistico, al solito è diretto, non si dilunga in giri di parole. Chi lo segue e capita alla Geffen Contemporary (sede della mostra) a Little Tokyo non può fare a meno di notare come questa sia una grande sintesi del suo lavoro. Un’opera davvero ‘mixed media’, che riprende molti dei topoi figurativi dell’universo banksyano. L’artista si rivela per quello che è, un culture jammer, un manipolatore di codici, un semiologo di strada.

L’installazione di Banksy ha un’area appositamente dedicata. Da lontano si scorgono subito due elementi: lo spazio di una chiesa, dove un bambino in ginocchio prega di fronte ad una vetrata cosparsa di tag e una macchina per la stesura dell’asfalto che sembra appena aver schiacciato qualcosa. Avvicinandosi, c’è spazio per la poesia di un tronco d’albero immerso in un bidone arrugginito, sui cui rami una ‘famiglia di cctv’ (telecamere di sorveglianza) ha fatto il nido intrecciando fra loro piccoli cavi elettrici.

Alle pareti, cartelli recuperati dalla strada e modificati, oggetti, tele. Da una parte si snodano le varie figure e le varie ‘narrazioni’ che Banksy ha proposto negli anni, tra antimilitarismo, attivismo politico, sociale e, soprattutto, artistico. Il meccanismo delle opere dello street artist di Bristol non si risolve solo nella satira o nella trovata tecnica… c’è sempre uno ’scarto creativo’ che il fruitore è chiamato a compiere, diventando esso stesso soggetto artistico e portatore di valori culturali con cui l’opera interagisce.

Photos by Taiyo Watanabe and Arrested Motion.

Banksy al MOCA - Foto di ‘Arrested Motion’
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A New York i Black Eyed Peas aprono l'Urban Art Academy

pubblicato da Lorenzo Mazza


Vengono da Los Angeles i Black Eyed Peas, ma hanno appena aperto la loro Urban Art Academy a Soho, New York. Uno spazio dedicato ai giovani artisti, che fornirà ‘tools and knowledge‘, gli strumenti tecnologici e l’esperienza di professionisti in ogni settore.

Una bella iniziativa, realizzata dalla loro Peapod Foundation, insieme alla casa di produzione software Adobe e l’Urban Arts Foundation, l’associazione per lo sviluppo e la difesa dell’arte urbana.

Si tratta di una school of art un po’ diversa dal solito, non alternativa alle normali accademie. I corsi, gli incontri, gli workshop e gli atelier si animeranno soprattutto nei weekend e nel periodo estivo. Il loft accoglierà anche gli artisti che vogliono realizzare progetti ed hanno bisogno di aiuto. Si comincia quest’estate: l’Urban Art Academy ospiterà 150 artisti delle scuole superiori d’arte, per farli prendere dimestichezza con la tecnologia e cominciare a realizzare film, fotografie, musica e coreografie di danza.

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'Masat', a Madrid l'arte invade gli spazi dei manifesti pubblicitari

pubblicato da Lorenzo Mazza


Masat (Madrid Street Takeover Advertising) è un interessante progetto di arte pubblica che utilizza gli spazi dedicati alla cartellonista pubblicitaria. In corrispondenza di 53 fermate di autobus e tram nella capitale spagnola, a fine marzo sono stati installati 106 poster elaborati da altrettanti artisti, sociologhi, insegnanti, avvocati e galleristi. Non si tratta di fotografie o elaborazioni grafiche, ma di “semplici” testi, nero su bianco.

L’operazione, dichiaratamente di disobbedienza civile e non autorizzata, ha preso di mira le pensiline gestite dalla società di affissioni Cemusa. Ne è nato un dialogo pubblico importante e uno sguardo collettivo alle reali possibilità comunicative nello spazio pubblico.

Tra gli artisti che hanno partecipato c’è il torinese BR1 (che avevamo conosciuto per i suoi poster), lo stencil artist americano Logan Hicks, il pop-artist americano Ron English, Remed, Swoon e molti altri. I testi affissi non sono stati firmati (a volte una scritta anonima ha più forza, perché chiunque se ne può “impadronire”), ma potete vedere la lista completa dei lavori e dei rispettivi autori a questo link.

‘Masat’ - Foto di Gustavo Sanabria
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SPAM. Invasioni urbane temporanee a Firenze e dintorni

pubblicato da penelope.di.pixel


SPAM nasce per contrastare il potere massiccio della comunicazione mediatica di disinformazione“. Si presenta così un gruppo che recentemente è apparso fra Firenze e Siena con una serie di invasioni urbane: in tutto 8 le azioni, che sul sito vengono riportate come “Attack”.

In realtà questi “attacchi” son del tutto rispettosi dell’ambiente urbano: Spam agisce utilizzando principalmente fogli di cartoncino incollati sui muri, totalmente rimovibili con intervento urmano diretto o riassobiti dallo stesso ecositema città che li ospita nel tempo. Questa modalità di azione, il non lasciare traccia, è parte cotitutiva della filosofia del progetto.

In particolare della serie mi piacciono “Attack n 5 - Lo studio nuoce gravemente al regime” (200 fogli in bianco e nero inseriti nei volumi delle Biblioteca delle Oblate e della Biblioteca Umanistica a Firenze) e “Attack n 8″, realizzato a Colle Val d’Elsa, nei pressi di Siena, per la riflessione su come possa cambiare la recezione di un intervento di street art in un piccolo centro urbano. Cito a tal proposito un frammento dal loro testo:

“[…] qui la gente non è indifferente o abituata a tali “performance”. Ogni piccolo cambiamento è percepito dalle persone del posto come una nuova intrusione, che viola il loro ambiente privato. Qui i muri sulle strade non sono di anonimi uffici o negozi, come nelle grandi città, sono di persone comuni. Sono della signora anziana che abita qui da decenni, sono della coppietta che si è appena presa un appartamento in questo paesino. Sono dunque custoditi gelosamente e con molta cura. […]

Il resto guardatelo sul sito.

SPAM

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Il cursore urbano

pubblicato da penelope.di.pixel


Il Cursore Urbano (Urban Cursor) è un intervento di arte pubblica realizzato da Sebastian Campion, meglio noto al secolo come Guerrilla Inovation.

L’opera consiste in un cursore da computer tridimensionale di grandi dimensioni, che sbuca dallo schermo per posizionarsi direttamente sul mondo fisico in piazze e strade trasformandosi in un’installazione urbana mobile. Dentro l’oggetto si cela un GPS che consente di tracciare i movimenti del cursore su una mappa virtuale. L’idea è semplice e bellissima: lo spazio virtuale di internet e quello urbano si incontrano per stimolare forme ibride di socializzazione e reinventare i confini e l’uso degli spazi pubblici. La gente è infatti invitata ad interagire con il cursore giocandoci, spostandolo in punti diversi della città e stimolando a loro volta negli altri nuove interazioni. In questo modo si ottiene una mappa che dalla strada ritorna alla dimensione dei pixel.

Urban cursor è stato realizzato per la prima volta in Ctalogna (Spagna) presso il Festival Ingràvid (23-27 settembre 2009). Francamente, voto altissimo per questa opera che apre a narrative e interazioni insaspettate la città.

Urban Cursor

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