
Qualche tempo fa avevo segnalato il rilancio di Wound Media, magazine che si presenta oggi al pubblico con un interessante intreccio di piattaforme multimediali ad affiancare la tradizionale versione cartacea. Ed eccoci qua a riparlarne con un intervista a Scott Lambert, direttore marketing della rivista, che ha gentilmente risposto alle mie domande e curiosità.
Scopriamo così insieme la tipologia di utenti e il pubblico a cui si riferisce Wound; chi sono i maggiori utilizzatori della versione per iPhone; qual’è il valore aggiunto specifico delle diverse piattaforme e come si è lavorato per realizzarle in parallelo fra team editoriale e sviluppatori; la stretta relazione fra il segmento marketing e la produzione di contenuti che comunicano e collaborano costantemente tanto da non risultare separati; la forte attenzione dedicata ai social network glogali che diventano uno strumento fondamentale di lavoro sia per creare relazioni stabili con gli utenti, sia per innescare meccanismi di collaborazione e scoperta con gli autori/artisti.
Infine una piccola anticipazione sul prossimo numero del trimestrale che uscirà a brevissimo (settembre): il tema scelto è “The Big Game” e per interpretarlo a quanto pare è stata scelta una firma di rilievo internazionale (di cui però non ci svelano il nome).
Buona lettura
[Nell’articolo, la versione originale inglese e la traduzione in italiano]
Avevo già parlato, tempo fa, del fenomeno dei gruppi di artisti su Facebook. Torno sull’argomento per segnalare la recente nascita e la notevole, quanto rapida crescita di un nuovo gruppo, fondato da Gabriella Siciliano, dal nome sbarazzino “Arte per passione”.
Il gruppo, nelle intenzioni della sua fondatrice, “si rivolge a chi ha una passione totale per l’arte”. A “chi si esprime attraverso l’arte perchè così sta bene con se stesso”. Uno stato d’animo che - si auspica - l’artista possa condividere con gli altri, con i fruitori della sua produzione. Oltre ad essere molto numeroso, il gruppo è anche parecchio attivo. Le discussioni sono diverse, su argomenti anche molto interessanti. Ne segnalo una che si sta sviluppando proprio in questi giorni, sulla bacheca del gruppo, relativamente al ruolo di gallerie e galleristi nel mercato dell’arte.
Riporto, inoltre, le foto di alcune recenti opere di Gabriella Siciliano.
Le opere di Elisa Camboni sembrano sviluppare, in tante suggestive varianti, un unico paradosso, indagando e illustrando quell’area di confine che separa (e, nel contempo, unisce) la percezione sensibile e la rappresentazione oggettiva del mondo, una zona in cui non è agevole distinguere le geometrie astratte dalle forme imperfette del reale.
Gli accostamenti cromatici paiono obbedire alle regole grammaticali dell’esperienza empirica. Gli ambienti sono ritratti in modo realistico, ma non sempre risultano immediatamente riconoscibili. Tranne che in alcuni casi (come, ad esempio, nei quadri che rappresentano fondali marini), solo il titolo rivela del tutto il soggetto dell’opera. E qui appunto sta il paradosso: il titolo, contributo esclusivo dell’Autrice, dà completezza alla realizzazione artistica, conferendole un’oggettività quasi iperrealista. L’opera riesce ad essere identificata come una riproduzione fedele di un determinato contesto naturale in una sorta di processo maieutico, grazie al suggerimento della sua creatrice.
Gli scenari della Camboni vivono di un’inquietudine post-moderna, scaturendo da un’interessante ricerca sul rapporto tra soggetto e oggetto nel processo di percezione e di riproduzione artistica. Sono in qualche modo opere decostruttiviste, ma nel contempo rivelano una salda fiducia nel colore quale dato strutturante la realtà.
Continua a leggere: L'astrattismo paradossale di Elisa Camboni
Gabriella Siciliano vive e lavora a Gallarate, in provincia di Varese. L’ho conosciuta all’interno del gruppo di Facebook “Arte astratta contemporanea e informale”, fondato e amministrato da Tiziana Russo.
La Siciliano dipinge soprattutto in acrilico e predilige le tecniche miste. I soggetti floreali delle sue opere rivelano un insistente interesse per il rapporto tra colore, luce e movimento. Ad una prima osservazione appaiono come suggestive esplosioni cromatiche, indotte da moti istintivi e immediati - com’è, del resto, tipico dell’arte informale -, ma ad un’analisi più attenta rivelano gli indizi di un interessante percorso creativo.
La sorgente di luce, quasi sempre esterna alla rappresentazione, è centrale e sembra costituire il polo attrattivo, il punto di convergenza del movimento stesso dei fiori. Tutte le sue opere sembrano così le varianti di un’unica formula matematica, espressiva del segreto ultimo della vita e della creazione, formula il cui perfezionamento pare essere la meta della ricerca dell’Artista. Gabriella Siciliano ha già partecipato a diverse collettive e presto esporrà in una mostra personale.
Continua a leggere: I colori in movimento di Gabriella Siciliano
Simone Capriotti è un giovane artista romano che ho conosciuto “frequentando” il gruppo “Arte astratta contemporanea e informale” di Facebook. Ha molteplici interessi: dalle illustrazioni artistiche all’informatica, dalla scultura alla fotografia. Realizza prodotti tipografici per importanti aziende e quest’anno è anche presente alla Mostra illustratori della Fiera internazionale del libro di Bologna.
E’ ideatore, insieme ad Alessandro Rizzo, della rivista artistica culturale sperimentale (Lab)irinti. Un progetto nato per “aggregare arte e artisti di ogni tipo ed espressione, per coagulare uno spirito creativo collettivo. Dare spazio ad idee e sperimentazioni, cultura, laboratori creativi, eventi”.
Riporto una galleria di opere tratte dal suo sito personale. Si tratta di dipinti molto suggestivi, che rappresentano per lo più maschere e visi grotteschi, anche solo accennati. Opere nelle quali Capriotti concilia efficacemente riferimenti classici e contemporanei. Tra neoespressionismo onirico e surrealismo.
Continua a leggere: Le maschere grottesche di Simone Capriotti, tra sogno e realtà
Proseguo nella mia conoscenza dei componenti del gruppo “Arte astratta contemporanea e informale” di Facebook e mi imbatto nelle interessanti opere di Franco Ariaudo.
Nato a Cuneo, Ariaudo vive e lavora a Torino, è tra i fondatori del gruppo di ricerca “Collettivo Ubique” e ha già all’attivo diverse mostre personali e collettive. Le sue produzioni artistiche più recenti, delle quali riporto alcune foto tratte dal suo sito, sono realizzazioni in mixed media, prevalentemente incentrate sul tema del rapporto tra l’uomo e l’ambiente. Si tratta di opere di non agevole fruibilità, ma in grado di colpire in modo efficace l’immaginazione dell’osservatore.
Come mi ha spiegato l’Autore, l’intento non è quello di promuovere una campagna di denuncia politica, ma di sollecitare, attraverso la rappresentazione artistica di dati fattuali, la sensibilità delle persone. Emblematica è l’installazione intitolata Pulse: un rudimentale light box che proietta un’immagine della Terra, stampata su carta da lucido, retroilluminata da un potente flash di colore blu a lenta intermittenza. La realizzazione simula il battito cardiaco del Pianeta, gravemente malato, e lascia impressa negli occhi degli osservatori una realtà con la quale tutti abbiamo il dovere morale di fare i conti.
Continua a leggere: Il simbolismo ecologista di Franco Ariaudo
E’ il social network del momento. Ed è molto difficile riuscire a starne fuori. Se non siete ancora iscritti, prima o poi qualcuno (il partner, un parente, un amico) vi convincerà ad entrare. E da allora l’aggiornamento della vostra pagina e la visita alle pagine dei vostri amici diventeranno abitudini (o piccole ossessioni) quotidiane.
C’è già chi studia scientificamente il fenomeno e chi avanza preoccupanti ipotesi complottistiche sui presunti intenti occulti degli amministratori del network. Con tutte le possibili riserve, Facebook offre però anche interessanti opportunità, occasioni d’incontro utili sul piano professionale e può rivelarsi una risorsa per pittori, fotografi e appassionati d’arte.
Ho provato a cercare con il motore di ricerca interno al sito le parole “arte contemporanea”: è uscita una lista di gruppi di amici che si scambiano notizie e pareri sulle rispettive produzioni. Il gruppo più popolato si chiama “Arte astratta contemporanea e informale”. Ecco la descrizione: “Questo gruppo è dedicato alla pittura del XX secolo, ai seguaci dell’espressionismo astratto e ai molti artisti che sviluppano un percorso creativo dove il colore viene liberamente portato sulla tela con gesto spontaneo”. La fondatrice e amministratrice è Tiziana Russo.