
Con la crisi finanziaria che, come un virus, affetta molti settori dell’economia reale, come è messo il mercato dell’arte? I segnali che sono arrivati dalle aste di quest’estate non sono incoraggianti: c’è un crollo nelle vendite. Basti pensare che dal 7 luglio scorso, il titolo Sotheby’s ha perso il 37% del suo valore sulla borsa di New York, passando da 47,8 dollari a meno di 30 dollari.
Alcuni addetti ai lavori però pensano possa ripetersi quel fenomeno di crescita che si verificò dopo la crisi del 2008-09. A tal proposito, sarà interessante vedere come si comporteranno alcuni mercati in espansione, come quello cinese e brasiliano. I segnali, avverte Francesco Outred, responsabile del settore arte contemporanea di Christie’s a Londra, ci sono. Arrivano dalle stime di vendita – in salita, per la prossima edizione di Frieze Art Fair.
Si tratta d’altronde di una crisi che colpisce proprio l’arte contemporanea, le cui sorti sono tradizionalmente più legate ai saliscendi dei mercati azionari. L’arte moderna e soprattutto quella classica reggono infatti meglio, perché sono investimenti più sicuri. Un fenomeno rinforzato anche dall’incertezza globale sugli investimenti, che ha portato molti risparmiatori a tornare ad investire sull’oro. Ecco, proprio come l’oro, l’arte è un bene di lusso, molto raro, e le sue quotazioni potrebbero risalire proprio con l’incedere di un nuovo ‘gold standard‘.

La settimana scorsa a New York, da Christie’s, è andata in scena l’asta dedicata agli artisti sudamericani del dopoguerra. Family Scene (1985) di Botero, che ritrae una famiglia di Matadores, ha realizzato 1,7 milioni dollari, top lot nella vendita. 842.500 dollari è la cifra che è stata pagata per una scultura in bronzo sempre di Botero, dal titolo Seated Woman (2002). Hanno partecipato alla vendita artisti brasiliani, messicani, colombiani, argentini e cileni, come Robert Matta - di cui c’è stata forte domanda.
Ad un’altra asta, martedì scorso da Sotheby’s, Nuestra Senora de Cajica (1972) di Botero, era stato battuto per 872.500 dollari. Nel frattempo in Italia, Botero è da tempo inseguito dalla Guardia di Finanza, che lo accusa di evasione fiscale.
Le indagini risalgono al 2005. Allora l’artista colombiano, con residenza nel Principato di Monaco, viveva in realtà stabilmente in Versilia, a Pietrasanta, dove produce tuttora molte delle sue sculture. Secondo le Fiamme Gialle l’artista avrebbe evaso le tasse per circa 2 milioni di euro. Botero ha così deciso in quesiti giorni di patteggiare, pagherà 840 mila euro divisi in sei comode rate da 140 mila euro, ma deve ancora affrontare il processo.

Forse non tutti sanno che l’attrice americana Demi Moore è anche una collezionista d’arte. Proprio in questi giorni ha annunciato la messa in vendita di un dipinto ad olio di William Bouguereau, pittore realista francese molto apprezzato negli States, dal titolo Frère et Soeur (Fratello e sorella) e di un altro pezzo del pittore belga Alfred Stevens, Mere et Ses Enfants (La Madre e suoi figli).
Entrambi i dipinti dovrebbero fruttargli insieme circa 1,7 milioni di dollari, più di un milione di euro. La Moore li comprò nel 1995, pagando 178mila dollari per il Bouguereau e 200mila per il Stevens. Tra i due è soprattutto il lavoro delle francese ad aver vertiginosamente scalato le classifiche delle quotazioni, da solo dovrebbe fruttare circa 1,5 milioni di dollari all’asta prevista da Sotheby’s a New York il 4 novembre.
Dieci volte di più del prezzo pagato dalla Moore, che però dice di venderlo non per fare una speculazione, ma perché il nuovo assetto degli arredi in casa non lo contempla. Dobbiamo crederle?

Grande successo ierisera da Christie’s Londra per la Post-War and Contemporary Evening Auction, l’asta dedicata all’arte del dopoguerra e contemporanea. 45.640.200 sterline realizzate, pari circa a 55 milioni di euro. Ha dominato la classifica dei prezzi – circa 9 milioni di euro battuti - Silver Liz (nella foto), dipinto di Andy Warhol del 1963, uno degli unici due raffiguranti la celebre attrice e icona di Hollywood, con i suoi leggendari occhi viola.
Poi Loopy, opera del 1999 di Jeff Koons, ha realizzato 4.180.136 euro, record per un dipinto dall’artista e Mappa (1989) di Alighiero Boetti, venduto per € 2.253.064, più del doppio delle stime di prevendita. Un quadro di Pistoletto, la scritta Ti amo in bianco su sfondo rosso, ha realizzato circa 250 mila euro.
Stabiliti record per Jules de Balincourt, Alighiero Boetti, Glenn Brown, i fratelli Chapman, Chris Ofili, per un dipinto di Jeff Koons e per un’opera su carta di Roy Lichtenstein. Gli acquirenti provengono per il 58% dall’ Europa, con il Regno Unito al 30%, 4% dalle Americhe e il 5% dall’Asia.

Oggi parliamo ancora di aste, ma questa volta di un mercato emergente. In India, a Mumbai c’è la casa d’aste Saffronart, la più grande al mondo per le vendite online. Pochi giorni fa anche qui si è registrato un piccolo grande record: The Casuarina Line I di Jehangir Sabavala è stato venduto per 300 mila euro.
Altre vendite significative riguardano S.H. Raza con La Provence Noire (700 mila euro) e Untitled di Subodh Gupta (nella foto), che ha totalizzato 400 mila euro. Risultati di gran lunga superiori alle stime di pre-vendita, raggiunti anche grazie allo sviluppo di alcune applicazioni per supporto mobile, il primo esperimento in questo senso offerto da una grande casa d’aste d’arte a livello mondiale e qualcosa che, per noi italiani, rimane ancora fantascienza.
Infatti sono stati proprio dieci i lotti venduti utilizzando Blackberry e iPhone. 170.000 spesi con un tocco sul touch screen per l’opera Untitled di MFHusain non passano certamente inosservati.
Serata speciale per le vendite all’asta a Londra. Nell’Evening Art Sale di Sotheby’s di ieri sera (134 milioni di euro di incasso complessivo) sono stati realizzati tre nuovi world auction record per Manet, Derain e Bonnard.
Autoritratto con una tavolozza di Edouard Manet ha realizzato £ 22.400.000 (27 milioni di euro). Era stato messo in vendita da uno dei più ricchi magnati del mondo hedge fund, Steve Cohen, che lo aveva acquistato quando aveva iniziato a collezionare arte dieci anni fa. Nel corso degli anni, il dipinto è passato di proprietà fra alcuni dei più noti collezionisti del mondo, a cominciare dall’industriale francese Auguste Pellerin.
Un altro record all’asta è arrivato per André Derain, che con Arbres à Collioure ha totalizzato 16,3 milioni di euro - il doppio del record precedente e soprattutto la cifra più alta mai spesa per un dipinto fauve.
Infine, più di 7 milioni di euro per Pierre Bonnard, Le Petit Déjeuner, Radiateur e notevoli anche i 5,9 milioni di euro per un disegno di Henri Matisse, Etude pour Nu rosa.

La notizia che le case d’asta di tutto il mondo stiano facendo una corte serrata ai compratori russi, non ci giunge certamente nuova. L’aspetto forse più interessante è che stanno nascendo nuovi collezionisti all’interno della classe media, la nuova borghesia in ascesa.
I primi segnali in queso senso riguardano le vendite d’arte russa a Londra nelle scorse settimane, dove si sono dati appuntamento magnati e non solo della Russia e dell’Ucraina. Gli stessi che negli ultimi anni hanno decretato il grande successo dell’arte moderna e contemporanea dell’ex Unione Sovietica, per non parlare degli impressionisti russi.
Così un pezzo come quello che vedete in foto, The Black Gobi di Nicholas Roerich, dipinto tra il 1929 e il1930 (una tempera su tela di dimensione 74.7 x 117 cm), dovrebbe realizzare una cifra che si aggira tra gli 800 mila e il milione di euro.
Come dicevamo poi, per la prima volta, venerdì 11 giugno la casa d’aste MacDougall’s organizzerà una vendita separata di opere su carta provenienti dalla Russia, nel tentativo di arrivare ai clienti meno facoltosi. Naturalmente è possibile partecipare all’asta anche online.
Si prepara ad andare in asta da Christie’s di Londra uno dei più bei ritratti di donna del grande Gustav Klimt. Frauenbildnis (Ritratto di Ria Munk III), realizzato dal pittore austriaco tra il 1917 e il 1918, andrà in vendita nella serata del 23 giugno 2010, dedicata agli impressionisti e all’arte moderna. Si tratta del terzo di tre ritratti commissionati dalla famiglia Munk a Klimt, dopo che nel 1911, lasciata dal fidanzato, Ria si era suicidata sparandosi alla testa.
La direttrice dell’asta Impressionist and Modern Art Evening Sale, Giovanna Bertazzoni, sostiene che un pezzo così di Klimt non lo si vedeva in vendita da più di 20 anni. Le stime di prevendita dicono potrà realizzare tra i 16 e i 22 milioni di euro, con buona pace del portafogli degli eredi Munk.
Il quadro, considerato un non-finito (l’abito e il pavimento sono appena tracciati a carboncino), raccoglie tutto il fascino della tecnica, dell’iconografia e dello stile di Klimt, che era solito improvvisare e lasciarsi trasportare, nella creazione delle sue tele. È una delle sue ultime opere.

Proprio la settimana scorsa vi avevo parlato dei segnali di ripresa che provengono dal mercato dell’arte. Dopo un anno e mezzo di acque stagnanti sembra che le condizioni possano tornare ad essere favorevoli, lo dimostra la buona riuscita delle aste in tutto il mondo.
La notizia è che starebbero per andare in scena alcune Auctions of Rare Art, aste che offrono pezzi unici e piuttosto richiesti. Si parla di maestri dell’arte moderna come Jasper Johns e Mark Rothko, per i quali i collezionisti si daranno battaglia da Sotheby’s e da Christie’s. La prima vendita di un’opera rara riguarda la Bandiera americana di Johns (nella foto), che è entrata nella collezione privata di Steven A. Cohen alla “modica” cifra di 110.000.000 dollari. Alcune copie più piccole, quasi miniature, appartenenti alla collezione dello scrittore Michael Crichton, sono state vendute per più di 10 milioni di dollari.
I collezionisti sono molto attirati anche dal ritorno di celebri opere di autori come Pablo Picasso e Andy Warhol, gli investimenti forse più sicuri.

La collezione Sampson e Horne da sempre esercita un grande fascino sugli appassionati di arte antica ed antiquariato, ma nessuno si sarebbe aspettato che una raccolta, seppur esemplare, di ceramiche e mobili inglesi, potesse arrivare a fruttare una tal fortuna in un’asta pubblica.
Lo scorso mercoledì 28 aprile a Londra da Bonhams, in New Bond Street, la collezione ha realizzato più di un milione di sterline, precisamente £ 1.056.000. L’asta prevedeva 740 lotti in offerta, che hanno eccezionalmente chiamato di persona i più fedeli clienti da tutto il Regno Unito… sapete d’altronde che ultimamente le aste si svolgono soprattutto online?
Foto courtesy // Bonhams