Dopo un periodo di incertezza e di buio, il mercato dell’arte sembra essere vicino ad una ripresa. Lo dicono le case d’asta ed i collezionisti, che dopo lunghi mesi di stand by, tornano a registrare cifre di vendita da capogiro.
Volete qualche prova? Basta vedere a quanto è stato venduto un quadro di Salvador Dalì, Donna invisibile che dorme, cavallo, leone. Un olio su tela del 1930, venduto per 9,5 milioni dollari lo scorso mese.
Cosa dire poi dell’ Uomo che cammina, io, di Alberto Giacometti che nel febbraio di quest’anno ha raggiunto i 104,3 milioni dollari, il record per una vendita all’asta? Per adesso la ripresa coinvolge soltanto i grandi maestri, i cui solidi risultati rafforzano la fiducia degli investitori e incoraggiano i proprietari di capolavori a rientrare sul mercato. Che dire…sebbene l’arte sia un sentimento nobile e profondo, il suo mercato risponde sempre alle tristi dinamiche della speculazione finanziaria.

Nell’ambito dell’Asia Week di New York, Sotheby’s mette in vendita alcuni capolavori indiani, dell’Himalaya e del Sud-Est asiatico. L’asta parte il 24 marzo 2010 e presenta miniature indiane, dipinti moderni e contemporanei, tra cui spicca Untitled di Manjit Bawa (nella foto), forse l’opera più grande dell’artista del Punjab morto nel 2008, stimata tra i 200 e 300 mila dollari.
Oltre 184 le opere all’asta che dovrebbero fruttare in totale dai 5 ai 7.3 milioni di euro. Ci sarà un altro Untitled, di Akbar Padamsee (stimato $ 80/120.000), un live painting di Jagdish Swaminathan ( $ 100/150, 000), poi lavori di Sayed Haider Raza e un gruppo di 11 opere dalla Collezione Francisco Capelo, viaggiatore e collezionista che dal 1999 cercò di educare il pubblico portoghese costruendo il ‘museo Casa Asia’ a Lisbona.
L’Asia Week 2010 di New York (20-28 marzo) comprende fiere d’arte, aste, mostre speciali, gallerie commerciali e spazi non-profit.

Si preannuncia di certo un’asta molto interessante quella che l’11 maggio, a New York (Christie’s International), cercherà di piazzare quattro dipinti di grandi maestri contemporanei, tutti appartenenti allo scrittore Michael Crichton, scomparso poco più di un anno fa.
Si tratta di un Jasper Johns (una delle sue celeberrime bandiere americane) di un Picasso, di un Robert Rauschenberg e di un Roy Lichtenstein.
Il valore totale dei 4 dipinti è stimato intorno ai 30 milioni di dollari. Il pezzo forte dell’asta, com’è prevedibile, sarà il Picasso. “Femme et Fillettes” è il titolo dell’opera in questione, che non ha ancora mai ricevuto una stima ufficiale.

Da Christie’s ogni giorno che passa sale la fiducia che la crisi stia finendo. Per la prossima settimana è prevista a Londra un’asta che comprende importanti opere di Rembrandt, Raffaello e Il Domenichino. La casa d’aste più importante del mondo punta molto sull’asta dell’8 dicembre dedicata ai ‘vecchi maestri’.
Le stime di prevendita parlano di ricavi che si muoveranno entro un range di 45-63 milioni di sterline (75-105 milioni di euro) e se così sarà si tratterà della più alta cifra di sempre. Il mercato, anche se fermo, ha dimostrato una grande stabilità nel corso dell’ultimo anno e i collezionisti puntano sui ‘vecchi maestri’, cercando di continuare a cogliere le opportunità di acquisire opere che raramente appaiono sul mercato ed hanno tenuto relativamente bene durante la recessione finanziaria.
Il pezzo forte dell’asta sarà di Rembrandt Portrait of a man, half-length, with his arms akimbo (”Ritratto di un uomo, mezza lunghezza, con le braccia conserte”). Il prezzo massimo raggiunto in un’asta per i vecchi maestri è 49,5 milioni di sterline per la Strage degli Innocenti di Rubens raggiunto da Sotheby’s a Londra nel 2002.
L’8 dicembre sarà offerto anche un disegno dal maestro rinascimentale Raffaello utilizzato come studio per una figura in un affresco del Vaticano. Testa di una Musa prevede di raggiungere 12-16 milioni di sterline ($ 20-26 milioni di euro), ben al di sopra del record esistente per un disegno di un vecchio maestro in asta, che ammonta a 8,1 milioni di sterline.

La nostra ricognizione nell’asta autunnale da Sotheby’s continua alla scoperta degli assurdi prezzi a cui verrano battuti questi capolavori. La nostra è semplice curiosità e soprattutto speranza che questi capolavori finiscano nella mani di collezionisti magnanimi e non gelosi, che prestino le opere in occasione delle mostre.
Partiamo dalla collezione impressionista della Famiglia Durand-Ruel. L’art dealer Paul Durand-Ruel rappresentava pittori come Pierre-Auguste Renoir, Camille Pissarro e Alfred Sisley. Ci sono tre lavori di Renoir che saranno offerti all’asta, tra cui Femme au Chapeau Blanc (il ritratto di una giovane donna col suo fine cappello), che fa parte di una serie di olii realizzati intorno agli anni ‘90 dell’Ottocento. Questa tela parte da una base d’asta di $2.5 milioni di dollari per arrivare fino a 3.5 milioni.
Stessa quotazione per un altro capolavoro dell’impressionismo è Clématites di Claude Monet, dipinto-studio sui fiori e il potere della luca realizzato nel giardino di Giverny. Va dai 4 ai 6 milioni Avant la course di Edgar Degas (nella foto), uno dei grandi ritratti del mondo delle corse dei cavalli. L’asta prosegue con due pezzi della produzione di Picasso degli anni ‘40: Tête de femme au chapeau vert (ritratto di Françoise Gilot, amante del pittore) Claude à Deux Ans et Son Cheval de Bois, che raffigura il figlio del maestro spagnolo. Entrambi verranno battuti tra i 4 e i 7 milioni di dollari.

Le opere di Banksy sono sempre una sicurezza per le aste di Sotheby’s. ‘Sale ends today’ olio su tela della collezione Lazarides Limited di Londra, dipinto nel 2006 e dalle dimensioni di 213.4 x 426.7 cm è stato infatti venduto per 230 mila e 500 dollari.
Il quadro raffigura un gruppo di suore colte nel mentre pregano e si disperano di fronte a un cartello che avvisa appunto che ‘I saldi finiscono oggi’. L’opera è stata in mostra nel 2006 a Los Angeles per l’esposizione Barely Legal.
Artprice ha pubblicato un completissimo documento di 37 pagine dedicato ai trend del mercato delle aste d’arte dello scorso anno, scaricabile da qui (in inglese).
Il documento include un’analisi di come il mercato dell’arte, nonostante possa essere facilmente inserito nella nicchia - quasi intatta dalla crisi economica - del lusso, in realtà possa contribuire a delineare un 2008 che parte con un’euforia speculativa, ma chiude con una violenta contrazione.
La classifica dei dieci maggiori artisti per volume di ricavi alle aste è dominata (nell’ordine) da Picasso, Francis Bacon e Andy Warhol, ma quello che ha meravigliato gli analisti è trovare al quarto posto un artista vivente in piena attività, come Damien Hirst, e per giunta distanziato di pochissimo da quel terzo mostro sacro dell’arte contemporanea.
Via | Artprice

Grandi e piccoli investitori tremano in queste ore, dopo il crollo della Lehman Brothers e dinanzi alla crisi finanziaria in corso. Ci si interroga anche sulle ripercussioni che questa potrebbe avere sul mercato dell’arte.
Come scriveva ieri sul Corriere della sera Paolo Manazza, l’effetto più facilmente prevedibile sarà un considerevole incremento dell’offerta di opere, il che potrebbe in qualche modo correggere le storture di un mercato “drogato” come quello internazionale. Un mercato sovraffollato da autori “inventati a tavolino”, produttori di opere dai prezzi esorbitanti, per nulla avvicinabili alle quotazioni di artisti nostrani di grande valore (Manazza confrontava i dieci milioni di sterline dello squalo di Hirst ai circa 200 mila euro stimati per un De Chirico del 1920).
Potrebbero tornare sul mercato molte opere provenienti da collezioni private. L’amministratore delegato della Lehman Brothers, Richard S. Fuld Jr e la moglie Kathy, ad esempio, hanno già reso noto che il prossimo 12 novembre metteranno all’asta da Christie’s sedici opere di artisti come Barnett Newman, Arshille Gorky, Millem De Kooning e Agnes Martin.
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Le sue quotazioni sono in salita. Secondo gli esperti di mercato, le opere del surrealista Sergio Dangelo sono caratterizzate da un’elevatissima liquidità e da una bassa rischiosità. I suoi quadri, infatti, hanno prodotto una redditività molto sopra la media nel corso degli ultimi dieci anni. Ma i prezzi, nelle aste on line, sono ancora avvicinabili, oscillando tra i 2.000 e i 3.000 euro.
Cofondatore, insieme a Enrico Baj, nel 1951, del movimento Pittura nucleare, nel cui Manifesto - in polemica con il convenzionalismo astrattista - si espresse l’urgenza di dare forma ad un linguaggio nuovo, capace di dare voce all’angoscia della società contemporanea, Dangelo è oggi un artista di fama internazionale.
Nella sua raffinata liricità si snoda una ricerca artistica nella quale il surrealismo assorbe e rielabora interessanti suggestioni della cultura orientale. Si ringrazia Artantide.com per la foto.