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Chux Redux - Kate McCarthy a Reggio Emilia

pubblicato da nabis in: Pittura Artisti


Chux Redux è la prima personale in Italia di Kate McCarthy, artista australiana classe 1974. La mostra andrà in scena dal 13 marzo al 22 aprile 2010 a Reggio Emilia, presso lo spazio CSArt. Organizzata in collaborazione con gli australiani di Retrospect Galleries di Byron Bay, l’allestimento è a cura di Chiara Serri.

Chux Redux
propone gli ultimi acrilici della McCarthy, caratterizzati dall’uso di campiture cromatiche piene e inserti di scottex. È il revival della carta da cucina, su cui i bambini amano scarabocchiare. Una pittura infantile solo nelle forme, che si compone di più strati, tela, carta, acrilici.

Sono forme elementari ma seducenti, che scaturiscono dalla libertà espressiva dei bambini e guardando più da vicino si riconoscono un uccellino, un camion, un bruco. Per quest’artista l’impeto creativo risponde ad un’urgenza primaria, fare, creare, dà sollievo, piacere, soddisfazione. Magari ogni dipinto fuoriesce da un ricordo, un’atavica sensazione, e si riduce o si amplia – sinesteticamente, coagulandosi nelle forme di colore di un quadro.

Chux Redux - Kate McCarthy
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Le sculture di Ron Mueck

pubblicato da nabis in: Scultura Artisti


Le sculture di Ron Mueck si concentrano sulla forma umana, ritratta nei momenti più intimi, isolati e vulnerabili. Un approccio iperrealista che non manca di descrivere i sentimenti più reconditi della psiche umana.

Il suo lavoro viene a tratti criticato e a tratti esaltato, sicuramente fa sempre parlare perché non si può restare indifferenti. Un piede gigante o un neonato piangente riprodotto dieci volte la sua grandezza naturale, ci portano di fronte sì sculture, ma anche persone in carne ed ossa e sentimenti veri, seppur raccolti in una smorfia di dolore, di paura.

Nato in Australia, Ron Mueck lavora a Londra. Ha iniziato la sua carriera come modellista e burattinaio per la televisione dei bambini, fino a diventare uno degli artisti più richiesti nel panorama contemporaneo.

Sculture di Ron Mueck
Sculture di Ron MueckSculture di Ron MueckSculture di Ron MueckSculture di Ron MueckSculture di Ron Mueck

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Street art a Melbourne

pubblicato da nabis in: Video Street Art

Qualche giorno fa vi avevo parlato del festival Don’t Ban The Can a Melbourne, città da cui viene anche Buff Diss, tape artist che abbiamo intervistato qualche tempo fa.

Questo video ci mostra una carrellata di scatti realizzati nelle strade della città australiana nel 2007, dall’utente di youtube LilitFilth. La colonna sonora è di TZU.

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Tutti nudi per Spencer Tunick a Sidney

pubblicato da nabis in: Installazioni Performance Corpi Eventi Artisti


Ne abbiamo già parlato diverse volte di Spencer Tunick, fotografo e videomaker americano capace di sorprendere con le sue gigantesche installazioni umane.

Adesso Tunick torna in Australia e fa spogliare la bellezza di duemila persone davanti alla Sidney Opera House. In concomitanza con il carnevale, i primi di marzo, creerà una nuova scultura fatta di corpi nudi. Niente di pornografico ma l’idea, come dice lui: ‘Mi piace lavorare con il corpo umano in un modo che non sia sessuale, e che presupponga uno spazio pubblico. Aiuta a rompere molte barriere nella nostra societa”.

Spencer Tunick
Spencer TunickSpencer TunickSpencer Tunick

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Emma Hack body art

pubblicato da nabis in: Illustrazione Corpi Artisti


Emma Hack è esattamente ciò che s’intende quando di parla di ‘body artist’. Il corpo umano è il suo ‘foglio bianco’. Utilizzando carta da parati disegnata da Florence Broadhurst, la Hack dipinge direttamente sul corpo di modelli facendoli scomparire nel muro. In questo senso il suo lavoro ricorda quelli di Liu Bolin, della cui ‘arte mimetica’ vi avevamo parlato qualche tempo fa.

La Hack si definisce un’illustratrice della pelle, ma è anche una fotografa e una scultrice. Spesso infatti i suoi corpi dipinti vengono fotografati in pose plastiche all’interno di luoghi naturali come i deserti australiani, terra d’origine dell’artista. Qui trovate un vecchio post con alcune sue creazioni.

Emma Hack body art
Emma Hack body artEmma Hack body artEmma Hack body art

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Intervista a Buff Diss, artista del nastro adesivo

pubblicato da nabis in: Street Art Interviste Artisti NEWS


Continua il nostro ciclo autunnale di conversazioni con alcune voci interessanti della scena contemporanea. Come promesso vi presentiamo in esclusiva per l’Italia un’intervista al tape artist Buff Diss, che ha recentemento lavorato a Pisa. L’abbiamo raggiunto a Berlino, dove si trova per lavorare al negozio Klebeland.

Durante la conversazione ho colto l’occasione per farmi raccontare che posto è Melbourne e cosa succede nel campo dell’arte contemporanea. Buff ci parla del ruolo della pigrizia e dell’improvvisazione all’interno dei suoi processi creativi. Purtroppo la chiacchierata si è limitata al suo approccio nei confronti dell’arte. Per motivi di tempo non mi sono avventurato a chiedergli da cosa nasca la sua passione per il nastro adesivo, né tantomeno quale tecnica usi.

1) Quand’è che da bambino hai incontrato per la prima volta l’arte?

Probabilmente quando la mia mamma per distrarmi mi mise davanti una matita e un pezzo di carta, una tattica piuttosto efficace!

2) Chi sono i tuoi eroi?

Credo che il mio eroe, nel vero senso della parola, sia Paul Robeson (cantante, attore ed attivista americano n.d.). Uno degli uomini più impressionanti che il secolo scorso abbia conosciuto, non solo per le sue parole e le sue conquiste, ma anche per il contesto in cui le ha ottenute. Poi i miei genitori, che sono passati attraverso molte difficoltà personali, ma soprattutto per essere stati le grandi persone che sono.

3) Quando hai realizzato il tuo primo artwork? (intendo una cosa che volevi far vedere alla gente come un’opera d’arte) Che cos’era ?

Fammi pensare … opera d’arte… in realtà la prima cosa che ho realizzato è stata una stupida scultura in carta ai tempi della prima elementare. Ricordo che la maestra mi chiedeva se fossi un artista e quando io le risposi sì, lei mi lasciò continuare, mentre tutti dovevano iniziare gli esercizi di matematica. Ora che ci penso, questo episodio dice davvero tutto.

Buff Diss - Tape Arts
Buff Diss - Tape ArtsBuff Diss - Tape ArtsBuff Diss - Tape Arts

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Buff conquista il Cantiere

pubblicato da nabis in: Performance Tecnica Eventi Artisti


Come promesso lo scorso weekend sono andato a Pisa per l’apertura di God has left the building, prima personale europea del tape artist australiano Buff Diss. Intorno alle 22 sono entrato nella Repubblica di San Bernardo. All’ingresso non ho fatto in tempo a dare un’occhiata all’installazione con la proiezione di F for fake di Orson Welles, che subito Buff si è messo all’opera.

Scotch carta alla mano (si vede che aveva finito quello più buono), l’artista del nastro adesivo ha disegnato in meno di mezz’ora la scena di una mano che frusta l’altra. Sospinto dalla musica dei dj di San Bernardo non sbaglia un colpo, si ferma solo per prendere le misure con la mano. Poi mi giro e pian piano mi rendo conto di quello che già c’è nella ex chiesa di San Bernanrdo.

Al centro campeggia una torre, mentre sulle due pareti principali due grandi rielaborazioni di opere di Michelangelo e Caravaggio. Sembra impossibile che anche questi grossi pezzi siano fatti col nastro adesivo. Non ci voglio credere. Mi avvicino e noto che questa volta si tratta di nastro adesivo con fibra, che permette di essere tagliato precisamente a mano.

Buff Diss in Pisa
Buff Diss in PisaBuff Diss in PisaBuff Diss in PisaBuff Diss in Pisa

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Buff Diss, il ragazzo a lavoro

pubblicato da nabis in: Installazioni Street Art Altri Mondi Tecnica Artisti


Ho conosciuto Buff Diss senza sapere chi fosse, quando il 16 giugno mi trovavo a Pisa per la luminara e la festa del patrono di San Ranieri. Svoltando per caso in una delle tante stradine perpendicolari al lungarno mi sono imbattuto in questa strana mano che vedete qui sopra. Dapprima sono rimasto basito, quasi indifferente, pensando ad un gioco di buio e luci che aveva creato un’immagine irreale, quasi un’allucinazione.

Guardando meglio mi sono accorto che si trattava proprio di una mano disegnata con lo scotch ed era strano e imprevedibile il fatto che sembrava esserci sempre stata lì. D’altronde Buff Diss stesso in un’intervista dice “Mi piace la confusione che si crea con i miei pezzi all’interno delle architetture”. Una confusione che rimanda al significato latino di ’sciogliere insieme’. Per Diss ogni singolo spazio va interpretato e un palazzo, una strada, una panchina si trasformano in una tela su cui dipingere col nastro adesivo. Con un approccio integrato all’ambiente e non invasivo per la vista, questo tape artist australiano realizza interventi che, una volta compiuto il loro ciclo vitale, non lasciano segni sulle superfici che l’hanno ospitati.

Tutto questo per ricordarvi che oggi alle 19 inaugura la sua installazione al Cantiere San Bernardo di Pisa. Per invogliarvi a farci un salto (a Pisa tra l’ altro oggi c’è anche ‘N Joy Street) vi proponiamo una piccola galleria di foto e, dopo il salto, un video del ‘ragazzo’ al lavoro.

Buff DissBuff DissBuff DissBuff Diss

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Still Vast Reserves, l'indagine australiana sul corpo a Roma

pubblicato da nabis in: Video Performance Corpi Eventi Artisti Mostre


Il Magazzino d’Arte Moderna di via dei Prefetti 17 a Roma ospita la mostra Still Vast Reserves dal 24 settembre al 24 ottobre 2009. Una grande occasione per conoscere il lavoro di otto artisti australiani che lavorano ponendo un’attenzione particolare sull’uso del corpo. Si parla proprio di un ambito di ricerca chiamato cinetica della compressione, che integra la rappresentazione della scultura al discorso sul corpo e sul sé, ponendola in relazione con l’ambiente e l’architettura.

La mostra è a cura di Emily Cormack, Francesco Stocchi e Alexie Glass-Kantor, direttrice di Gertrude Contemporary Art Spaces (GCAS) a Melbourne. Include lavori diversi, dalla stampa al video all’installazione, con alcuni degli artisti meglio considerati dalla critica in Australia: Christian Capurro, Ben Armstrong, Stuart Ringholt, Tom Nicholson, Lou Hubbard e Laresa Kosloff, Alicia Frankovich e Marco Fusinato. Proprio questi ultimi due proporranno una performance per l‘inaugurazione di giovedì 24 settembre alle 19.00, in collaborazione con i musicisti Cristiano De Fabritis, Luca Tilli e Luca Vinitucci.

Still Vast Reserves è un’indagine sui concetti di rivelazione e chiusura e si situa nel confine tra l’intimo e il pubblico. La tensione che percorre la corporeità nell’ambito domestico, sociale e politico rappresenta un grande momento di ricerca creativa sul corpo umano quale strumento e finalità dell’azione artistica. L’Australia in questo campo sembra abbia molto da farci vedere.

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Tetris invade le strade di Sydney

pubblicato da Sara in: Creatività Gallerie Artisti

Una mostra australiana celebra tetris

Tetris esiste davvero: in Abercrombie Lane a Sydney, Australia, un’installazione-invasione di enormi blocchi luminosi avrà luogo fino al 31 gennaio 2008. Intitolata One More Go One More Go, l’opera fa parte di una più ampia mostra all’aperto organizzata dalla Gaffa Gallery di Sydney, Live Lanes – By George!.

Il team di progetto è composto da Kelly Robson, Ella Barclay, Hugh Rutherford, Adrianne Tasker, Ben Backhouse. Si celebra il videogioco più amato e giocato di tutti i tempi. Ma chi sta giocando a questo Tetris gigante? Cosa sta cercando di fare?

Ironicamente l’opera pone quesiti sull’esistenza e sul tempo che passiamo coinvolti in attività “immersive” come appunto i videogiochi, e più ampiamente spinge a una riflessione sull’interattività e la fruizione degli spazi pubblici.

Per i fortunati che stanno vivendo l’estate australiana una passeggiata è d’obbligo.

Una mostra australiana celebra tetris
Una mostra australiana celebra tetrisUna mostra australiana celebra tetrisUna mostra australiana celebra tetris

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