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Tutti gli articoli con tag autoritratto

I'll be your mirror a Milano

pubblicato da Sara R.

I'll be your mirror
Sarò il tuo specchio, ti ritrarrò tra brame e desideri, traccerò la tua immagine, ne lascerò un ricordo indelebile, oppure il riflesso sarà proprio il mio, quei tratti imperfetti che si sono appiccicati alla mia anima dandole quell’aspetto così singolare nel quale però non sempre mi riconosco. E’ questo che si pensa nell’istante nel quale si consegna il proprio corpo e lo spirito che emana, a chi li renderà immagini? Forse sì o forse è solo una delle innumerevoli riflessioni che possono passare per la testa in un’occasione del genere.

Quel che è certo è che gli stili diversi si sovrappongono, i supporti differenti si contaminano nel loro essere accostanti fianco a fianco… e che tutto avviene in “I’ll be your mirror”. Si tratta di una collettiva particolare, tutta dedicata ai ritratti e agli autoritratti e ospitata presso la galleria Glenda Cinquegrana Art Consulting di Milano. E’ un panorama variegato quello che si presenta agli occhi dei visitatori, un orizzonte ampio dai molteplici scorci che passa per il ruvido “diario in pubblico” dell’americana Nan Goldin, le metafore di carta di Gianluigi Colin, le prospettive polaroid di Maurizio Galimberti, le “fragili donzelle rosa” di Federico Lombardo, le foto dall’allure romana dell’iraniano Arash Radpour, e ancora ritratti di Nathalie Rebholz, Persefone Zubcic e Pipilotti Rist.

Via | artribune.com

I’ll be your mirror
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L'autoritratto di Tim Hawkinson

pubblicato da penelope.di.pixel


Tim Hawkinson nasce a San Francisco nel 1960, attualmentevive e lavora a Altadena (California). Pitttore, scultore, ingegnere, ricercatore, artista, l’opera di Hawkinson riesce in modo del tutto particolare a creare legami e relazioni fra il mondo fisico e la dimensione metafisica esplorando il nostro rapporto con la tecnologia.

Il punto di partenza sono spesso organismi meccanici animati. Il mio lavoro preferito è forse “Emoter”, opera del 2002 in cui l’artista si confronta con il tema dell’autoritratto. Una fotografia formato poster della sua faccia si trasforma in una scultura meccanica sorprendente. Le differenti sezioni del viso (bocca, occhi, sopraciglia, naso e così via) sono ritagliate e collegate ad una coplessa apparecchiatura che randomicamente e in modo asincrono le modifica a seconda delle emozioni fondamentali (rabbia, gioia, paura, sorpresa): il risultato è quello che vedete nelle foto, e rasenta a tratti l’horror. In Emoter l’artista delega le sue espressioni facciali a un sistema motorizzato, aprendo un’interessante riflessione.

La produzione di Hawkinson è enorme e soprattuto molto variegata: ha esposto alla Biennale di venezia (1999), al Massachusetts Museum of Contemporary Art, (2000), al Power Plant in Toronto (2000), alla Whitney Biennial (2002), al Whitney Museum e al Los Angeles County Museum of Art (2005), infine al Getty Center in 2007 con la straordinaria installazione Uberorgan (una scultura musicale: per chi è interessato, a questo link un video esplicativo). Non è detto che non ne riparleremo per un approfondimento.

Emoter

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Ci vorranno più di 30 milioni per l'autoritratto di Manet

pubblicato da Lorenzo Mazza


Nella grande asta del 22 giugno 2010 dedicata agli impressionisti e ai maestri dell’arte moderna di Londra, Sotheby’s metterà in venditarà un capolavoro di Edouard Manet: Autoritratto con tavolozza, il cui valore è stimato tra i 25mila e i 35 mila euro.

Si tratta sicuramente dell’autoritratto più grande di Manet, ma anche uno dei più grandi autoritratti molto nella storia dell’arte“, dichiara Charles Moffett di Sotheby’s. Dipinto nel 1878, ben rappresenta lo stile e l’audacia del maestro francese. Di autoritratti ce n’è solo un altro, al Bridgestone Museum of Artdi Tokyo.

Al di là delle prevedibili impennate di prezzo che il quadro farà in asta, questo dipinto, sobrio ed elegante è un invito ad entrare nell’animo dell’artista. Ricco di profusioni e sottili rimandi ai capolavori narcisistici dei maestri che l’hanno preceduto, come Velasquez e Rembrandt.

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Kate Moss: autoritratto di rossetto e sangue

pubblicato da margherita

Who needs blood when you've got lipstick - Kate Moss

Un’altra notizia che lega moda e arte.

Mi era sfuggita infatti quest’asta di Lyon & Turnbull, dove è stata messa in vendita un’opera realizzata da Kate Moss, che da musa ispiratrice si è trasformata in artista.

Si tratta di un autoritratto realizzato dalla modella con un rossetto, dove compaiono macchie e scritte di sangue del suo ex compagno, il cantante Pete Doherty, e un’impronta delle labbra della Moss. Titolo del lavoro “Who needs blood when you’ve got lipstick”, ovvero chi ha bisogno di sangue quando hai un rossetto. Sulla tela compare anche la scritta Look at what they have done to the boy, guarda cosa hanno fatto al ragazzo.

La valutazione d’asta oscillava tra le 30 e le 40 mila sterline, ma sembra che l’offerta fino ad ora realizzata sia di 31 mila euro. A dire il vero il lavoro è stato messo in vendita da un anonimo che l’ha comprato da Doherty, ed è probabile che Kate Moss l’abbia disegnato solo per divertimento, ma qualcuno ha sperato di ricavarci dei soldi come spesso accade con lavori toccati dalle celebrity.

Via | Repubblica e Daily Mail

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Il gatto nelle opere di Balthus

pubblicato da Valentina

Balthus Autoritratto: il Re dei gattiPersonalmente amo i gatti: padroni indiscussi di molti divani, languidi e silenti compagni di vita e attenti osservatori di tutto ciò che li circonda.

Il gatto è stato spesso rappresentato nell’arte: Renoir, Manet, Goya, Mirò, sono solo alcuni degli artisti che, nelle loro opere, hanno rappresentato questo animale. Esso è sempre stato uno dei protagonisti indiscussi anche della produzione artistica di Balthus, noto pittore francese, tutt’ora importante punto di riferimento per gli artisti contemporanei.

Tra le sue opere ce n’è una, in particolare, Autoritratto: il Re dei gatti, in cui la profonda ammirazione per il felino sembra trasformarsi in identificazione. Il gatto finisce per diventare il suo alter-ego e, attraverso l’animale, il pittore riesce ad osservare dall’interno le scene narrate nei suoi dipinti.

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Phil Hansen, l'arte fuori da ogni canone

pubblicato da contemporanea

Ignoravo chi fosse Phil Hansen prima di scoprire quanto fosse noto sul web e accorgermi che anche Artsblog se ne era occupato, seppur di passaggio). Giovane artista americano poco meno che trentenne, il suo nome ha girato il mondo grazie a Youtube e ad Influences, il video che vedete in apertura, in cui utilizza il proprio torso per rappresentare, una sull’altra, 30 persone che in un modo o nell’altro hanno influenzato la sua vita.

Per dipingere il volto del dittatore Nord Coreano Kim Jong II, invece, si è servito di 500 ml del proprio sangue e di una superficie costitituita di 6000 cerotti. Bruce Lee è un esempio di speed painting in cui, utilizzando mani e fronte, Phil Hansen realizza un grande e realistico ritratto murale.

Oltre a tutto ciò, nel suo sito, è possibile osservare una serie di altri lavori realizzati attraverso le tecniche più diverse: forme e silhouette ottenute componendo insieme parole e frasi o la tecnica del puntinismo declinata in una personale versione, in cui i pixel sono costituiti da palline di carta imbevute di colore.

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