Tutti gli articoli con tag banksy

Un nuovo poster ufficiale di Banksy distribuito da Don't Panic

pubblicato da Giovanni De Stefano in: Grafica Street Art Artisti


Per festeggiare il lancio del suo film “Exit Through The Gift Shop“, Banksy ha deciso di produrre un nuovo poster “ufficiale” per i tanti fan del suo lavoro che non possono permettersi un’opera frutto diretto della sua mano.

Il titolo del poster è “Forgive Us Our Trespassing” e riprende un graffito di Banksy realizzato presso Salt Lake City, nello Utah.

Il manifesto sarà disponibile gratuitamente presso tutti gli esercizi convenzionati con Don’t Panic, la sigla che certifica i lavori ufficiali del maestro della street art. Gratuitamente, solo in Inghilterra.

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Banksy e Damien Hirst restano invenduti a una piccola asta del Buckinghamshire

pubblicato da Giovanni De Stefano in: Pittura Street Art Pettegolezzi Aste e Mercato Artisti


Bruttissima serata per Banksy e Damien Hirst, a Beaconsfield, nel Buckinghamshire. I due artisti inglesi erano proposti in una discreta quantità di esemplari, presso una piccola asta di provincia, organizzata dalla Austin James Consulting.

E non che i prezzi delle opere fossero spropositati: si arrivava a un massimo di 6.500 sterline di base d’asta. Nessuna delle loro opere è stata venduta. Grande successo, invece, per l’artista del posto, originario proprio di Beconsfield, Robin Eade. Giocando in casa, Eade è riuscito a far vendere ben 8 dei suoi quadri presenti all’evento. Davide contro due Golia dell’arte inglese sembra aver proprio trionfato.

Non è andata altrettanto bene, però, a Isabel Fallow, Lynda Cornwell e Zoe Preston, tutti e tre di Beaconsfield e tutti e tre presenti con delle opere dal costo molto ridotto: 250 sterline l’una.

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Jean-Michael Basquiat: The Radiant Child

pubblicato da nabis in: Video Pittura Street Art Artisti


Nel corso dell’ultimo Sundance Film Festival, oltre all’attesissimo primo film di Banksy che ha occupato la scena, è stato presentato un bel documentario, Jean-Michael Basquiat: The Radiant Child, girato dalla regista americana Tamra Davis, moglie di Mike D dei Beastie Boys.

Il film contiene molto materiale inedito, con interviste a Basquiat ed ai suoi amici. La parte della grafica e della titolazione è stata curata dallo Studio No.1, dove il direttore creativo è nientemeno che Shepard Fairey. Le musiche di “Jean-Michael Basquiat: il bambino raggiante” (brutta questa traduzione letteraria che ho tentato!) sono di Adam Horovitz aka Ad-Rock & Mike Diamond aka Mike D, cioé i 2/3 dei Beastie Boys.

“This is a song for the genius child. Sing it softly, for the song is wild. Sing it softly as ever you can - Lest the song get out of hand. Nobody loves a genius child. Can you love an eagle,Tame or wild? Can you love an eagle, Wild or tame? Can you love a monster Of frightening name? Nobody loves a genius child. Kill him – and let his soul run wild”.

“Questa è una canzone per un bambino geniale. Cantala dolcemente, perché la canzone è selvaggia. Cantala più dolcemente di sempre - Per evitare che la canzone possa sfuggire di mano. Nessuno ama un bambino geniale. Puoi amare un’aquila, addomesticata o selvatica?
Puoi amare un’aquila, selvatica o addomesticata? Puoi amare un mostro di nome spaventoso? Nessuno ama un bambino geniale. Uccidilo - e lascia che la sua anima corra, selvaggia.”

Una poesia di Langston Hughes (tradotta dal sottoscritto), tratta dal clip di apertura di Jean-Michael Basquiat: The Radiant Child, che potete vedere qui.

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Robbo vs. Banksy: è sfida all'ultimo graffito

pubblicato da Giovanni De Stefano in: Street Art Creatività Artisti


25 anni dopo che lo street artist Robbo aveva decorato a modo suo la parete di un canale di Camden, a Londra, ecco che arriva un fuoriclasse, che si fa chiamare Banksy, a mettere in discussione le certezze di Robbo. Come? Collocando giusto sopra il graffito del suo predecessore un altro graffito, e nella fattispecie il graffito di un imbianchino che sta ricoprendo il lavoro del rivale, ormai parzialmente imbiancato.

Geniale? Probabilmente sì. Ma non per Robbo che ha deciso di prendersi una rivincita, sempre sullo stesso terreno di battaglia. Si arma, ormai un po’ invecchiato, di colori e ispirazione e camuffa la parete in modo che sembri che l’imbianchino di Banksy, invece di aver cancellato il suo lavoro, abbia scritto a caratteri cubitali: “King Robbo”.

Vengono in mente le rivalità storiche della storia dell’arte, a sentire parlare di questa storia combattuta a colpi di bomboletta: Picasso contro Matisse; ma anche Bernini contro Borromini. E poco ci manca che non siano usate fuori di metafora, gli spray colorati, come reale oggetto contundente.

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Come Banksy certifica le sue opere di strada

pubblicato da Giovanni De Stefano in: Street Art Artisti

Lo street artist Banksy - celebrato in tutto il mondo e in tutto il web, ormai come un eroe popolare dell’arte, come pochi se ne sono visti nell’ultimo secolo - non ha mai avuto troppo piacere nel vedere “piazzare” sul mercato le sue opere “stradali”, per quanto appartengano ai titolari dei rispettivi palazzi su cui sono state graffite.

Nel corso degli anni, Banksy è arrivato a un certo compromesso fra vanità (quasi necessaria in uno spirito del genere) e marketing. Ha cominciato a fare mostre, a cercare canali di vendita per le sue stampe (con molta beneficenza dietro). Ha anche girato un film, proprio quest’anno.

Ma le vendite dei pezzi che realizza ancora clandestinamente, proprio non gli vanno giù. Così, ha avuto l’idea di creare uno strumento - che ha chiamato Pest Control - atto a certificare l’autenticità delle sue opere e a ditribuirle, sebbene in maniera limitatissima, ai collezionisti. Naturalmente, Pest Control fa molte difficoltà ad autenticare opere di strada, staccate dal loro contesto. E i principi di Banksy sono salvi.

Attualmente, su Pest Control non è disponibile nulla: tutto esaurito.

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Il film di Banksy spopola al Sundance

pubblicato da Giovanni De Stefano in: Varie Video Street Art Maestri Artisti


In Italia non abbiamo ancora potuto vedere “ufficialmente” - se non fosse per lo scarno trailer - il lungometraggio diretto da Banksy e presentato al Sundace Festival, ma perlomeno sappiamo ormai con una discreta certezza che la pellicola in questione rende giustizia al fascino e alla personalità del suo creatore (non come il suo trailer).

Anzi, per certi versi Exit Through the Gift Shop è anche più di quello che ci aspettavamo. Perché non è soltanto la celebrazione poco trionfalistica ma molto concreta, fatta di freddo e tremende puzze di vernici, della vita notturna del guerrigliero della comunicazione che è Banksy, ma anche e soprattutto una critica acre all’establishment artistico, al consumismo che ne deriva, alle infinite deformazioni niente affatto professionali che lo popolano e lo rendono ogni giorno un posto più meritevole di critica.

La sua prima proiezione è stata un successo costellato di stelle del cinema, stipate per accaparrarsi fino all’ultimo posto disponibile. Di Banksy ancora niente, se non una silhouette piuttosto elegante nei primi minuti di film. E, detto fra noi, Banksy fatti cambiare chi ti fa i trailer dei film.

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Banksy lascia il segno a Park City

pubblicato da nabis in: Street Art Artisti


Dove va lascia traccia. Prima dell’arrivo alla premiere di Exit through the gift shop al Sundance Film Festival 2010, Banksy ha lasciato qualche ricordino del suo passaggio. Opere firmate da - o in stile - Banksy sono saltate fuori a Park City, Salt Lake City e altre località dello Utah.

Lucia Bisbee, proprietaria del bar Java coffee Cow sulla Main Street di Park City, lo scorso martedì mattina, alzandosi come tutti i giorni per aprire il locale, si è vista apparire uno stencil di Banksy che raffigura un cameraman intento fotografare una rosa mentre la sradica. Da allora il bar ha aumentato notevolmente il numero dei clienti e molte persone sono arrivate solo per vedere il pezzo.

Ma sono diversi altri gli edifici ‘colpiti’ da Banksy. Il Palazzo Mercantile e la storica Osguthorpe Barn lungo la Highway 224. Anche a Salt Lake City sono apparsi micro-interventi firmati Banksy su alcuni cartelloni pubblicitari tant’è che molti si chiedono se sia tutto opera dell’artista di Bristol o ci sia anche lo zampion di qualche fanatico del plagio.

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Street art a Bruxelles

pubblicato da nabis in: Street Art


Con i suoi negozi e le sue architetture antiche Bruxelles non è certo una città adatta ad ospitare lavori di street art. In una fredda giornata di gennaio mi sono incamminato per le vie del centro storico alla ricerca di graffiti, stencil e piccoli interventi di arte urbana.

Come vedete nella galleria, il “bottino” è magro, ma divertente. C’è chi riproduce lo stile di Banksy e si firma Tanksy, chi, preoccupato dai fiumi di spazzatura e di sporcizia che invadono le strade della capitale belga, ha deciso di inventare un nuovo ‘divieto’.

Ci sono poi alcuni murales legali e come al solito qualcuno che si è azzardato a taggare proprio sopra la facciata di un vecchio caffé liberty.

Street Art Bruxelles
Street Art BruxellesStreet Art BruxellesStreet Art BruxellesStreet Art Bruxelles

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Banksy partecipa al Sundance Festival con dei graffiti e con un film suo

pubblicato da Giovanni De Stefano in: Street Art Eventi Artisti


Davvero un bell’exploit americano per il grande street artist Banksy. Nello Utah, dove si svolge l’attesissimo Sundance Festival, la meta annuale preferita dal pubblico del cinema indie made in USA (e non solo), ha presentato qualcosa di più di alcuni pezzi della sua arte consueta (anche se spesso sorprendente).

Banksy, infatti, è andato al Sundance con una pellicola dal titolo “Exit Through the Gift Shop”. E’ la storia di un commerciante francese appassionatissimo di cinema e di street art, al punto da decidere di fare di tutto per girare un documentario dedicato proprio a Banksy.

Il film è la storia di come il tentativo sia destinato a fallire. Non vediamo l’ora di non vedere Banksy neanche questa volta.

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Un'opera di Banksy inserita fra 100 oggetti che hanno fatto la storia di Bristol

pubblicato da Giovanni De Stefano in: Street Art Maestri Artisti


Non poteva mancare l’arte di Banksy nell’elenco delle cose che hanno scritto la storia della città di Bristol e che l’hanno fatta brillare nel mondo.

Dopo la grande mostra nel museo civico di Bristol e l’inclusione fra gli eroi nazionali del suo paese, Banksy riceve questo nuovo importantissimo riconoscimento, fino a qualche tempo fa impensabile per un artista che, se non per qualche prestigiosa occasione, opera ancora del tutto in clandestinità. Nella lista, che è stata realizzata dalla BBC per una trasmissione radiofonica intitolata “A History of the World in 100 Objects”, Banksy figura attraverso il suo celebre angelo dalla testa coperta da un barattolo di vernice.

Questo street artist di cui si ignora ancora il nome - e probabilmente lo si ignorerà ancora per molto - ha fatto e contnua a fare per l’immagine della sua città quello che neanche generazioni di architetti, costruendo e innalzando interi palazzi, ricostruendo materialmente il tessuto urbano di una città moderna ma ben ancorata alla sue origini e alle sue tradizioni, hanno potuto e potranno mai fare.

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