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Tutti gli articoli con tag barbara kruger

Jeff Koons, Kiki Smith e altri artisti per la T-shirt di Gap

pubblicato da margherita

Gap Artist Edition T-shirts

Giovedì 13 maggio Gap lancia una serie limitata di T-shirt disegnate da alcuni degli artisti contemporanei più noti a livello internazionale.

I 13 artisti chiamati sono Jeff Koons, Barbara Kruger, Chuck Close, Rirkrit Tiravanija, Kenny Scharf, Kiki Smith, Ashley Bickerton, Marilyn Minter, Cai Guo-Qiang, Glenn Ligon, Hanna Liden, Kerry James Marshall, Sarah Sze,

“Gap Artist Edition T-Shirts”, continua il trend di contaminzione tra arte e moda, a quanto pare fortunata, con cui Gap spera di rialzare le proprie quotazioni. Le t-shirt saranno disponibili in versione femminile e maschile per la cifra di 28 e 32 dollari (18 e 20 euro circa) nei vari punti vendita e online. Il progetto è stato realizzato con la collaborazione del Whitney Museum of American Art e l’organizzazione non-profit Art Production Fund.

Liberi nella scelta, alcuni artisti hanno proposto su cotone lavori già realizzati, altri opere inedite. Le supermodelle di questa edizione speciale sono Stephanie Seymour e Shalom Harlow.

Via | Catwalk Queen

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Stefan Brüggemann, parole che diventano opere d'arte

pubblicato da contemporanea


Stefan Brüggemann è nato in Messico e tuttora si divide tra Mexico city e Londra. La sua ricerca si inserisce all’interno di un movimento che coinvolge un folto gruppo di giovani artisti messicani, impegnati in un approccio irriverente e sovversivo nei confronti dell’arte.

Il lavoro di Brüggemann si connette alla produzione di altri artisti concettuali, come Jenny Holzer e Barbara Kruger, che dalla metà del secolo scorso hanno fatto della parola la loro arma, sfruttandone la natura di mezzo di comunicazione semplice e forte nello stesso tempo.

Alcuni esempi dell’opera di Stefan Bruggemann

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Barbara Kruger, la sottile sovversione del luogo comune

pubblicato da contemporanea

Approfitto dell’assenza di post su questa artista per dedicargliene uno. Barbara Kruger è autrice di immagini che più o meno a tutti sarà capitato di vedere e che di certo non lasciano indifferenti. Artista concettuale americana, è stata compagna di studi di Diane Arbus e ha lavorato negli anni ‘70 per l’editore Condé Nast e per diverse testate come art director e graphic designer, un’esperienza che ha influenzato i successivi sviluppi della sua attività artistica.

Fin dagli esordi, Barbara Kruger colloca i suoi lavori (fotografie in bianco e nero, spesso raccolte sui giornali, raffiguranti il più delle volte donne, cui giustappone slogan, testi bianchi su fondo rosso, scritti sempre con lo stesso carattere) negli spazi cittadini destinati ai manifesti pubblicitari, sovvertendo il senso del loro linguaggio e creando così uno stile forte, inconfondibile e d’impatto e, soprattutto, permettendo all’arte di uscire fuori dai luoghi istituzionali del museo e della galleria per generare un corto circuito con il quotidiano.

Il risultato scuote l’osservatore, minandone le certezze e scardinando i luoghi comuni della società, perchè i messaggi lanciati dalla Kruger (frasi personali o tratte dal linguaggio corrente) sono critiche potenti degli stereotipi legati alla donna, al consumo di massa o al vivere sociale, ma offerte in una maniera che disattende le aspettative di colui che guarda e che da un manifesto pubblicitario pensa di essere gratificato e rassicurato.

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