
E’ morto a Barcellona il pittore catalano Antoni Tàpies, uno dei protagonisti assoluti dell’arte contemporanea d’avanguardia e uno dei più grandi artisti spagnoli del XX secolo. Aveva ottantotto anni. Artista autodidatta, Tapies è stato tra i principali animatori dell’arte astratta e in particolare della corrente spagnola detta Informale internazionale. È stato tra i fondatori della rivista e del gruppo “Dau al Set” (La settima faccia del dado), di ispirazione neo-dadaista. La sua ricerca, che aveva come riferimento principale la lezione di Mirò e Picasso, lo portò ad emanciparsi dai suoi maestri e a conseguire uno stile unico e personale. Ma anche a farsi pioniere nella sua disciplina, anticipando ad esempio gli sviluppi dell’Arte povera.
Tra le sue opere più importanti ricordiamo: Gran pintura gris (1955), Ovalo blanco (1957), Puerta gris (1958), Cuadros grises sobre marrón (1959), Forma triangular sobre gris (1961), Gran equis (1962), Relieve ocre y rosa (1965), Incrustación y cifras (1974), Huella de silla (1980), Díptico de campaña (1991), Inspiración (1991), las xilografías Nocturno y Gesto (1995), Rinzen (1998).
Scoperto pochi giorni fa in Spagna un bel disegno inedito di Pablo Picasso, conservato negli archivi della Fundació Palau i Fabre di Caldes d’Estrac, vicino Barcellona. Il disegno era stato considerato un falso fino ad oggi, ma la figlia del pittore catalano, Maya Picasso, lo ha validato come originale.
Si tratta di un ‘dibujo‘ a matita colorata su carta raffigurante una donna con cappello, ritratta di profilo. Con tutta probabilità è un lavoro della fase giovanile dell’artista, che venne esposto alla Galeries Dalmau nel 1912 e cche probabilmente ha fatto parte della collezione Junyer.
Il disegno era stato ritenuto un falso perché Picasso aveva apposto una ‘X’ e la parola ‘faux‘ (falso), che però recenti studi dicono essere stata eseguita da uno dei successivi proprietari. Il pezzo farà parte della nuova esposizione permanente della Fondazione e verrà presentato al pubblico il 24 ottobre 2010.

L’altr’anno era stata la volta di Niki de Saint-Phalle, protagonista di una mostra a più tappe in terra di Grosseto, quest’anno è la volta di Joan Mirò. Universi magici. Racconti fantastici di un esploratore di sogni a cura di Maurizio Vanni.
Quattro location ospiteranno un corpus consistente (189 opere) dell’artista di Barcellona, all’interno di un allestimento che si concentra prevalentemente sulla grafica e l’illustrazione. La Pinacoteca Civica a Follonica (inaug. 16 luglio h 21:30), il Museo di Arte e Storia della Maremma a Grosseto (inaug. 16 luglio h 18:30), la Fortezza Orsini a Sorano (inaug. 17 luglio h 18:00) e la Raccolta d’Arte di Palazzo Nerucci a Castel del Piano (inaug. 17 luglio h 21:30).
Una mostra evento che sarà anche l’occasione per visitare alcuni dei lughi più belli della Maremma toscana ed approfondire, grazie alle conferenze, ai dibattiti ed ai talk-show, la figura di Mirò ed il suo approccio alla creatività.
Un video in bassa qualità e piuttosto sconosciuto ci mostra Keith Haring nel mentre dipinge un muro a Barcellona. Il posto è Plaça Salvador Seguí, nel Barrio del Raval. L’audio è pessimo e dell’intervista all’artista newyorchese si capisce appena qualche frammento.
Era il 27 febbraio 1989 ed Haring dipingeva con pennello e tinta rossa, con un tratto spesso e deciso un murale che purtroppo oggi è andato perduto. Da notare la sua felpa bianca con cappuccio che riproduce un dipinto di Piet Mondrian e la scritta ‘Look’.
Questo estratto presente su YouTube è parte di un video più lungo girato ormai 21 anni fa da Dj Chito de Melero.

La Fondazione Joan Miró di Barcelona ospita fino al 6 giugno Murales, un’esposizione curata da Martina Milla. La mostra offre una panoramica della rinascita della pittura murale al giorno d’oggi, dando spazio a varie correnti ed urgenze espressive.
La mostra sarà il punto di incontro per artisti murali in tutto il mondo - dall’Africa occidentale all’Europa, passando attraverso il Messico e gli Stati Uniti. I muralisti sono stati invitati a lavorare sulle mura di undici spazi espositivi temporanei.
Si parte con le protagoniste meno conosciute dell’arte murale - le donne della Coopérative de Djajibiné Gandega “Djida” in Mauritania. Si passa al murale edera di Jerónimo Hagerman, per arrivare alla street art di UTR Crew dalla Bosnia-Erzegovina e di Scope One da Singapore. La mostra si conclude con un pezzo interattivo da Jacob Dahlgren, artista svedese, che coinvolge il pubblico nel processo creativo. Lanciando freccette contro un muro coperto di dartboards, i visitatori fanno sì che il murale cambi il suo aspetto ogni giorno.
Arriva sabato 27 febbraio alla residenza municipale di Ferrara The realism of Gaudi and the hope of Europe - Il realismo di Gaudì e la speranza dell’Europa. Una mostra itinerante partita da Bruxelles, che ripercorre l’opera di costruzione della Sagrada Familia di Gaudì a Barcellona (per chi non lo sapesse i lavori sono ancora in corso).
A fianco di questa indagine l’allestimento si interroga sul senso del processo di costruzione dell’Europa unita, quel sogno che fecero alcuni amici di Gaudì - Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Robert Schuman fra tutti. The realism of Gaudi and the hope of Europe è quindi la storia di due sogni e del loro metodo di costruzione e propone le testimonianze dei protagonisti di queste due immense ed incredibili opere.
Durante il periodo della mostra, dalle 18 alle 21 sulla facciata della Cattedrale di Ferrara, verranno proiettate scene de Le sette porte, film - in costruzione naturalmente - di Don Massimo Manservigi sulla vicenda biografica di Gaudì e sull’innalzamento della Sagrada Familia.

Una donna spagnola di 52 anni, di nome Pilar A., otto mesi fa ha compiuto un test sul proprio Dna, con la speranza di dimostrare di essere la figlia del famoso pittore spagnolo Salvador Dalì. Ad avvallare l’ipotesi la testimonianza di Robert Descharnes, figlio di un amico e biografo di Salvador Dali.
La madre della donna aveva lavorato come cameriera nella casa di una famiglia di Barcellona che soggiornava in vacanza a Cadaques, una coincidenza non da poco, aggiunta alla notevole somiglianza tra Pilar A. e Dalì.

Comincia oggi a Barcellona in Spagna di Drap Art 09, il festival dedicato al riciclaggio artistico. Dal 17 Dicembre a 10 2010 Gennaio va in scena la sesta edizione del Festival Internacional de Reciclatge Artístic, per dirla in catalano. La manifestazione si terrà presso il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona (CCCB), in piazza Joan Corominas, Pati de les Dones e Plaza dels Angels.
Drap-Art’09 si sviluppa su vari formati che rendono testimonianza della complessa dimensione del riciclaggio creativo: mostre collettive di opere d’arte e oggetti di design realizzati con materiali riciclabili, interventi nello spazio pubblico, spazi di riflessione e dibattito, un tradizionale mercato dell’arte e del design, workshop partecipativi, installazioni e video film.
Drap-Art’09 presenta artisti spagnoli e internazionali, musicisti, macchinisti, designer, docenti, registi. Anche quest’anno ci sarà il Premio Residu’Art, assegnato dal Gruppo Hera nelle categorie artista emergente ed artista affermato.
Questo video (realizzato da Zigazaga e prodotto da Bani) documenta un intervento di Blu a Barcellona nello scorso febbraio. Il muro è stato dipinto nella zona del Barrio del Carmel in occasione del Festival Influencers (Visionarios de la infoesfera / interferencias en la cultura / entretenimiento radical) a Barcelona. Si tratta di un appuntamento dedicato a progetti indipendenti legati alla guerrilla e alla comunicazione radicale, alle tattiche di resistenza e controinformazione, al plagiarismo, al sampling e alle creazioni artistiche che riprendono in considerazione le storie e i miti.
Un laboratorio di idee a cielo aperto che dà spazio a tutto ciò che è non convenzionale e difficilmente classificabile e come la cultura sfugge a facili ed approssimate descrizioni. Proprio in questo territorio risiede la bellezza di questo video. Unisce alle immagini di Blu che prepara il suo enorme animale il sottofondo audio dei passanti, che si fermano un attimo a commentare il lavoro, a rilasciare una dichiarazione. Ognuno, si sa, nasce imparato e qualcuno dice che è una balena, una grande bocca, altri dicono che se non sarà colorato non sarà bello. Qualcuno pensa si tratti di una trovata pubblicitaria, un signore pensa che ci sia un collegamento tra il dipinto di Blu e la trasmissione televisiva Chi vuol esser milionario? e addirittura un vecchietto dice che lo squalo è un avvertimento contro tutti i comunisti rintanati nel quartiere del Carmel!
Ognuno si sente quasi in dovere di esprimere un giudizio e magari di rendere pubblica la propria particolare visione dell’arte. Ma d’altronde è il loro muro, la loro rampa di discesa, chissà se saranno contenti gli abitanti di Barcellona di trovarsi davanti ogni giorno questo enorme squalo composto da banconote da 100 dollari…davanti a lui, in attesa di essere mangiato, un barbone trascina un carrello pieno zeppo delle rovine della nostra società. Sicuramente da questo lavoro i catalani sono stati spinti verso una riflessione e poi, visto che sono dei buongustai, hanno anche apprezzato. Potete vederlo in questo servizio televisivo realizzato da La Vanguardia.
El Tiburón di Blu a Barcellona



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Un interessantissimo documentario riflette sull’identità e il valore della street art. Arte o vandalismo? Chi dipinge perché c’ha “la fotta” (la passione) e chi perché cerca un palcoscenico dove i propri lavori siano più in vista. Blek le Rat (all’anagrafe Xavier Prou), pioniere della stencil art, parte proprio dall’origine della questione…
Parigi, Barcellona, Londra, decine di street artist si confessano di fronte alle telecamere. Chi lo fa a volto scoperto e chi dietro una maschera, per non farsi scoprire. Una pratica artistica al di fuori della legalità è divenuta rampa di lancio per artisti che muovono il mercato.
Purtroppo il video è disponibile per adesso soltanto nella versione originale inglese. Vi consiglio comunque di darci un’occhiata perché si vedono all’opera personaggi piuttosto interessanti.