Eugenio Merino prende in prestito dalla cronaca e dai cartoni i personaggi che utilizza per le sue sculture pop tragicomiche in silicone, interpretandoli in maniera grottesca. Che sia Homer o Bush o il pacifico Dalai Lama non cambia, il risultato è una presa in giro della triste realtà, del mondo della pubblicità e della cultura delle celebrità.
La galleria ADN di Barcellona propone in “Global Warming”, dal 18 settembre al 1 novembre, le sue pop sculture.
Via | rebel:art
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Dal 22 al 24 ottobre, Barcellona ospita il primo festival mondiale di architettura, il “World Architecture Festival“.
Unico nel suo genere, il WAF assegnera’ il premio “World Building of the Year 2008″ agli edifici piu’ belli e interessanti completati tra il primo gennaio 2007 e il 20 giugno 2008, divisi in 17 categorie, selezionati da un giuria presieduta da Norman Foster. Le richieste di partecipazione sono state oltre 722, provenienti da 63 paesi.
Molte le attivita’ offerte al pubblico in questi tre giorni, che comprendono seminari di settore, visione dei progetti partecipanti e presentazione dal vivo di quelli selezionati, tour guidati, un concorso di progettazione per studenti aperto solo a 6 tra le scuole di architettura piu’ prestigiose al mondo, e naturalmente la premiazione che decretera’ gli edifici vincitori, programmata per l’ultimo giorno.
Immagini via | Repubblica
World Architecture Festival - Barcellona



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Sono passati 125 anni da quando Antoni Gaudì iniziò a Barcellona la costruzione della sua Sagrada Familia, forse l’opera architettonica più famosa al mondo, nonostante sia completa solo per il 55%. Ora, però, pare sia abusiva.
A recriminare la mancanza di autorizzazioni e concessioni urbanistiche è stato il municipio di Barcellona, coinvolto in una vertenza con il Patronato della Sagrada Familia per la realizzazione di un tunnel della linea ferroviaria ad alta velocità previsto nei pressi della basilica.
Il maestoso progetto di Gaudì non correrebbe comunque rischi, come assicura il presidente del Patronato, Joan Rigol, poichè, come riporta il Corriere della sera, ai tempi dell’architetto catalano,
la competenza amministrativa spettava a Sant Martì de Provençals, all’epoca ancora non unita a Barcellona: i lavori dunque iniziarono in perfetta legalità e, non avendo gli uffici della capitale catalana obiettato nulla finora, un secolo di silenzio-assenso può essere considerato più che sufficiente dai costruttori.
via | ArteEgo

La giuria del Mies van der Rohe 2007, il premio di architettura dell’unione europea, dopo aver visitato le sette opere finaliste, ha scelto il MUSAC, Museo d’Arte Contemporanea di Castilla y León, progettato dai giovani (48 e 49 anni) spagnoli Luis Mansilla e Emilio Tuñon.
L’edificio, che si articola su di un unico piano, più che un museo, è un centro d’arte contemporanea la cui caratteristica principale è la flessibilità funzionale degli spazi. E’ una trama di rombi le cui aggregazioni formano spazi espositivi ora all’aperto, ora al chiuso. L’interno viene scandito da una sequenza ordinatrice di oltre cinquecento travi prefabbricate in cemento armato, interrotta in certe occasioni, da ampi lucernari. Le concavità esterne, rivestite come sono di coloratissimi pannelli di vetro, sembrano attirare il pubblico ad una partecipazione attiva.
Tra i finalisti sconfitti, figurano grandi nomi dell’architettura europea “da bene”: Hadid, Chipperfield, Mateus, Unstudio.
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