
La città di Düsseldorf all’interno della Quadriennale 2010 si appresta a celebrare la complessa vicenda artistica di Joseph Beuys con dieci installazioni e opere scultoree di grandi dimensioni. Joseph Beuys. Processi paralleli è cominciata ieri e sarà visitabile fino al 16 settembre 2011 presso il Nordrhein Kunstsammlung-Westfalen am Grabbeplatz a Düsseldorf.
Ci saranno Zeige deine Wunde (Mostra la tua ferita - 1974/75), The pack (Il pacchetto - 1969) e Fond IV/4 (1970/71). Visibile in Europa per la prima volta è l’installazione Stripes from the house of the shaman 1964-72 (Striscie dalla casa dello sciamano, 1964-1972), realizzata nel 1980.
La pratica della scultura sociale, che unisce pensiero ed azione alla ricerca di nuove prospettive creative. L’allargamento del concetto di opera d’arte e la nozione ‘espansa’ di artista, potenzialmente ogni essere umano. I processi paralleli attraverso cui l’allestimento procede riguardano teoria ed azione, pittura e scultura, soggetto ed oggetto.
Una mostra distribuita su 3000 m² di superficie espositiva, che riporta alla luce un artista la cui influenza sull’arte contemporanea è in continua crescita.
Nell’anniversario della scomparsa di Joseph Buys vi proponiamo questo breve estratto da State of the Art, una serie di documentari sugli artisti visivi girata negli anni ‘80 per Channel 4 in Inghilterra.
Dopo il salto invece trovate un altro interessantissimo video (peraltro poco conosciuto) dal titolo ‘Jospeh Beuys – Posters # ‘, realizzato da Pixel Multimedia Communication con il materiale della Collezione Archivio Bonotto, una delle maggiori collezioni al mondo di arte Fluxus, Poesia Concreta, Visiva e Sonora. Il video ci mostra i manifesti e gli announcement di Joseph Beuys dal 1964 al 1981.
I soggetti di Peter Angermann sono tutti tratti dal paesaggio intorno alla sua abitazione in un paesino incastonato tra le montagne in Baviera. Allievo di Joseph Beuys, si distacca dagli intellettualismi e ricerca un messaggio sociale volto a promuovere un’idea di vita ecologica e naturale. Nuvole rosa, papaveri, laghetti incantati e rassicuranti campanili dal tetto a cipolla stanno lì a suggerire l’amore per il semplice nel quotidiano.
Fondatore del gruppo Normal nel 1979 con gli artisti Milan Kunk e Jan Knap, Angermann adotta sin dal principio uno stile leggero, con raffigurazioni al limite del naif. Un ponte immaginario tra il mondo delle fiabe e il fumetto, che si contrappone ai colori decisi e ai concetti elitari che in quello stesso periodo rappresentano la cifra stilistica della Transavanguardia in Italia e dei Nuovi Selvaggi in Germania.
Fino al 10 maggio, una personale per ammirare dal vivo la sua tecnica così attenta allo studio di luce e colore. Una piacevole occasione per addentrarsi nel caratteristico cortile in cui si trova la galleria Cà di Frà, tra ringhiere vecchia Milano e intrecci di rose gialle appena sbocciate.