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Tutti gli articoli con tag biennale di venezia

La bambina che voleva essere un'artista!

pubblicato da Sara R.

Microcollection la storia di Elisa
Esiste una storia che spieghi come si diventa artisti? O come nascono le gallerie, oppure quali sono le origini dei grandi progetti artistici? Potrebbe sembrare una banalità, ma quanto c’è di affascinante in quelle tante singole vicende che raccontano poco a poco, l’itinerario quasi magico di coloro che ci si sono ritrovati davvero nel mondo dell’arte. “Fautori di sogni”, costruttori di immagini destinate ad imprimersi in molte menti e a scaldare altrettante speranze, collezionisti di vite e di misteri.

La maggior parte del tempo quelle stesse memorie che, restituite dal vivo sentire di chi le ha vissute in prima persona, ci avrebbero fatto tremare i polsi, si riducono a sterili insiemi di stereotipi e pregiudizi, impedendoci di scorgere, se non da lontano e sotto uno spesso alone di nebbia, le vera personalità dei protagonisti.

E’ proprio per questo che ci devono essere cari i racconti diretti, tanto più cari quanto più si avvicinano a ritratti fedeli, come questa favola contemporanea che ci narra della nascita del Museo Microcollection, partito dall’idea letteralmente balenata nella mente della sua Direttrice Elisa Bollazzi, durante una visita al Padiglione Inglese della Biennale di Venezia del 1990 e del quale abbiamo già avuto occasione di parlare in occasione delle “semine d’arte”. Uno spaccato-audio restituitoci dalla voce suadente di Monica Andaloro (con l’editing di Fabio Montagnoli).

[…] Il tempo scorreva veloce ed Elisa si ritrovò a maneggiare pennelli e colori, ad impastare farina ed argilla, a sfornare torte e sculture. In un lampo, prima di rendersene conto, era diventata un’artista e viaggiava, allegra e spensierata, da una galleria all’altra…finché, una calda giornata di primavera, il 24 maggio del 1990, si ritrovò con Michele, suo compagno d’avventura, su un lungo treno diretto alla Biennale di Venezia, la mostra più bella del mondo. L’aspettava un entusiasmante viaggio nel cuore dell’arte. Dove i pensieri, l’anima e i sogni degli artisti sono vestiti a festa per un pubblico curioso.[…]

Via | microcollection.it

Microcollection la storia di Elisa
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Pillole dalla Biennale di Venezia 2011: il Padiglione americano di Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla

pubblicato da Lorenzo Mazza

Andando oltre le polemiche che hanno accompagnato l’apertura della Biennale di Venezia lo scorso mese, da oggi vi proponiamo alcune brevi ‘pillole’ sulle singole opere dai vari padiglioni. Se lo ritenete opportuno, fateci sapere nei commenti cosa ne pensate delle scelte curatoriali e delle opere degli artisti.

Partiamo dal Padiglione americano, dove ci accoglie un vero carrarmato inglese rovesciato, dove è stato posizionato un tapis roulant. A intervalli regolari, atleti (tra di loro Dan O’Brien e Chellsie Memmel, rispettivamente oro e argento olimpici) salgono sul cingolato passando per il serbatoio, e cominciano a mettere in funzione il meccanismo rumoroso progettato da Jennifer Allora Guillermo Calzadilla. Completano il display indoor, una replica della statua della libertà adagiata su un lettino solare (di quelli che si usano per abbronzarsi l’inverno) e un bancomat che emette suoni ad ogni prelievo tramite un organoo a sei canne.

Lei americana di Philadelfia, lui cubano de L’Avana, i due sono una coppia sul lavoro e nella vita. Lavorano a Puerto Rico, non negli States. La scelta di portarli a Venezia, due nomi non troppo altisonanti, poco più che trentenni, è stata presa da Lisa Freiman, curatrice 43enne.

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Art Basel. Dal 15 al 19 giugno, l'arte contemporanea mondiale si ritrova in Svizzera

pubblicato da penelope.di.pixel

art basel

Paragonata alla Biennale di Venezia, nota al secolo come i “Gioghi Olimpici dell’arte mondiale”, Art Basel è la kermesse tutta svizzera di arte contemporanea che completa un giugno denso di appuntamenti internazionali.

L’evento, arrivato alla sua quarantaduesima edizione (il primo Art Basel è stato inaugurato nel 1970), sarà aperto al pubblico dal 14 al 19 giugno prossimo, in attesa della manifestazione gemella che dal 2002 si svolge a Miami Beach (Florida) in dicembre. Eccovi intanto qualche numero della manifestazione: 300 galleriae da 5 continenti (Nord America, America Latina, Europa, Asia, Africa); 2,500 artisti rappresentativi dell’arte moderna e contemporanea, fino agli emergenti; 62,500 è infine l’ottimo risultato di affluenza raggiunto da Art 41 Basel (edizione dell’anno scorso).

Rimanendo in tema di analogie e differenze con la Biennale, la prima cosa che salta agli occhi è la strutura che supera l’idea della rappresentazione “per nazioni”, tipica del modello Esposizione Universale. Più che le nazioni, i protagnisti dell’esposizione sono le gallerie. Il programma comprende una serie di filoni tematici, come Art Feauture (presentazioni e mostre monografiche u tei specifici); Art Statement (stand dedicati a un singolo artista emergente i una galleria); Art Unilimited (piattaforma sperimentale lanciata nel 2000 per dare spazio a grandi installazioni, video proiezioni, performance, insomma tutto quello che non è strettamente un quadro o una scultura); Art Parcour (10 location delo storico quartiere St. Alban di Basel trasformate da performance e installazioni site specific); Art Editions; Art Film, Book, Magazine (selezioe di film, libri e riviste); Art Recrds (sezione speciale inaugurata nl 2007 all’interno di Art Unlimited dedicata al vinile com mezzo di espressione artistica, producendo edizioni speciali e limitate per l’evento); e gli Art Basel Special Exhibition + Talks. Infine gli sponsor, dove campeggia fra tutti il colosso bancario UBS (ricordo che ad esempio il Padiglione Italia è gestito dal Mibac).

Art basel, dunque, un evento-fiera post-nazionale sostenuto e gestito con finanziamento prealentemente privato. Per farsi un’idea del programma, ache qui sterminato, è possibile conultare il catalogo online a questo link. È inoltre disponibile l’applicazione smarphone (da iPhone a Blackbarry) con mappa interattiva 3D, a quello che si legge sul sito.

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Biennale di Venezia: tutti i padiglioni su iPhone e iPad

pubblicato da Lorenzo Mazza

89 paesi partecipano alle olimpiadi dell’arte sulla Laguna. In mezzo ad un mare di arte, artisti e installazioni, è bello perdersi ma è anche facile perdere di vista quello per cui magari si era venuti.
Si scarica gratis dall’Apple Store, iBiennale, la versione digitale mobile della 54a Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia. Più che una visita virtuale alla Biennale, questo software offre una guida ragionata a quello che molti giornalisti, al di là dei giudizi, hanno definito una “mostra tentacolare”, una grande piovra o forse un Leviatano. Un grande catalogo delle opere realizzato dagli stessi organizzatori, con testi, foto, critiche e recensioni, oltre che informazioni georeferenziate.

Poi c’è Christie’s Biennale, anch’essa gratuita ma più ‘leggera’ e integrata con Google. Qui ci sono tutte le informazioni sugli 89 padiglioni, sui 39 eventi ufficiali collaterali alla rassegna e anche qualche dritta sui migliori ristoranti. Naturalmente in questo caso sono gli specialisti di Christie’s a guidarvi nella visita. Anche se dal fuori la Biennale può sembrare un evento libero dai vincoli del mercato, in realtà, come sempre, “illumina” tendenze, personaggi, gallerie, “nazioni” intere, con gli inviti, i premi e le scelte curatoriali.

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Vanessa Beecroft: nuova performance alla galleria Lia Rumma di Milano

pubblicato da Barbara


Ritorna Vanessa Beecroft. Già presente alla Biennale di Venezia, nel Padiglione Italia alle Tese dei Soppalchi con alcune sculture del progetto VB Marmi, giunge tra pochi giorni alla galleria Lia Rumma nelle sedi di Milano (7 giugno 2011) e Napoli (9 giugno 2011).

Nella sede milanese dei via Stilicone saranno presenti i progetti VB70 (performance/scultura di dieci modelle su blocchi di marmo e statue di corpi femminili di età e pesi differenti, rivelati, scoperti, giudicanti?) e VB MARMI (installazione di marmi colorati: Sodalite blu, Macaubas azzurro, Lapislazzuli blu, Rosa Portogallo, Nero del Belgio, Statuario bianco, Onice verde e Rosso Francia - già i nomi sono un programma). Un percorso, quello del marmo, del gesso e della scultura, iniziato a Palermo con la performance VB62.

Prosegue così la ricerca dell’artista milanese -di casa a Los Angeles- riguardo all’identità femminile; in un’intervista al Corriere della Sera, Vanessa parla del suo amore per il disegno -la forma di espressione più intima e più indicativa dei turbamenti dell’animo- e di come l’abbia cambiata la maternità. Detto questo, resta l’impatto emotivo forte e spiazzante della performance, che rimane forse il veicolo principe per colpire l’immaginario del pubblico.

Immagine | LiaRumma.it

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A/R Biennial: a Venezia arrivano i padiglioni aumentati in squat

pubblicato da penelope.di.pixel


Al campeggio ci ha pensato Coniglio Viola, ma le azioni di festoso squat in questa Biennale si fanno anche in Realtà Aumentata

Sono due infatti le iniziative di cui vi parlo oggi, entrambe incentrate su questa pratica che, grazie alla disponibilità di piattaforme e alla sempre maggiore diffusione di smarphone nelle nostre tasche, sta diventando prassi del quotidiano. Ma concentriamoci sui due progetti che debuttano in questi giorni: sono il Padiglione Invisibile, ideato dal duo artistico immaginario “Les Liens Invisibles” e curato da Simona Lodi, e l’intervento dei cyberartist di Manifest.AR che vi ho presentato qualche tempo fa. Entrambe le iniziative si svolgono dentro i Giardini della Biennale. Entrambe utilizzano l’infrastruttura di Layar - applicazione che consente di posizionare geograficamente oggetti bidimensionali, tridimensionali, link e brevi testi, di pubblicarli e successivamente di visualizzarli sul paesaggio inquadrandolo con il proprio smarphone - per creare una vera e propria mostra non ufficiale, non prevista e non invitata dai curatori, che si sovrascrive al mondo fisico e alla sua codifica ufficiale (in sintesi, andando nei Giardini della Biennale, se avete uno smarphone ese avete scricato l’applicazione, inquadrandone determinati punti vedrete comparire degli oggetti e dei contenuti multimediali inseriti dagli artisti invitati, a creare un’allestimento). Queste sono le analogie strutturali. Sfumeture diverse e sottili si ritrovano invece nella comunicazione e nel senso dato all’azione. Gli Invisibili prediliggono il senso di una realtà allucinatoria, di uno stream continuo di segni e simboli sotto lo slgan “The art, my friend, is flowing in the wind”: come sempre, il duo non rinuncia a una pennella di fake, riprendendo i colori e il logo della Biennale. Manifest.AR ammicca invece all’establishment con un comunicato volutamente formale e una riflessione sul contesto curatoriale ufficiale: il loro padiglione non riconosce confini nazionali, fisici nè convenzionali strutture del mondo dell’arte. In questo senso la Augmented Reality Art di Manifest.AR intende mettere in questione gerarchie e convenzioni date in modo trasversale.

Un fatto bello è accaduto: le due “realtà aumentate”, invece di competere, si sono incontrate e convivono. Questa è una chiave di lettura interessante che ci dà da riflettere: se il digitale è il regno della moltiplicazione, la coesistenza di più realtà, interpretazioni, mondi compresenti ne è la conseguenza naturale. Sarebbe bello (necessario per molti versi) incorporare ad un livello profondo delle nostre pratiche e della nostra coscienza questa attitudine.

A/R Biennial

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Pirate Camp in Venice: Coniglio Viola e il primo campeggio non autorizzato alla Biennale

pubblicato da penelope.di.pixel

pirate camp, conisglio violaDopo il “Pirate Attack to Venice Biennale”, Coniglio Viola torna alla ribalta con una nuova invasione in Laguna.

Questa volta si tratta di un campeggio, ovviamnte non autorizzato (ricordiamo che nessun campeggio è autorizzato nella preziosissima e costosissima e ambitissima terra veneziana). Il campeggio, che si svolgerà fra il 31 maggio e il 6 giugno prossimi, è proposto dal gruppo come un vero e proprio programma di residenza artistica pensato da artisti per artisti. Ma è un’opera d’arte in sè, rivendicando non solo uno spazio pubblico, ma anche il legame intrinseco fra la figura del pirata/artista e l’accampamento: prendendo le loro parole un “essere fra la terra e il mare” che a me piace vedere come un territorio in continua ridefinzione da parte di ha scelto il linguaggio come la più radicale delle armi.

Detto questo, Coniglio Viola ha indetto un vero e proprio bando di partecpazione che trovate a questo link: le iscrizioni sono aperte fino al 10 maggio per artisti fra i 25 e i 35 anni di età e di tutte le nazionalità. Il progetto è supportato dall’associazione culturale kaninchenhaus con il patrocinio della Città di Torino e del GAI - Giovani Artisti Italiani, la collaborazione dell’Assessorato alle Politiche Giovanili della Città di Venezia e di “Art Enclosures”. Bravi Coniglio Viola, sia per l’idea (bella e utile), sia per aver saputo sedurre le istituzioni: anche questo per me fa parte della performance.

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Muore Sigmar Polke, maestro della pop art europea

pubblicato da cesare


Lutto nel mondo dell’arte. A 69 anni si è spento giovedì notte il pittore tedesco Sigmar Polke, da tempo malato di cancro. Considerato uno degli artisti di maggior rilievo della scena pop-art europea, Polke iniziò a far parlare di sé tramite il sodalizio con l’artista Gerhard Richter con il quale diede avvio al movimento del realismo capitalista nel 1963.

Considerato oggi, uno dei precursori della pop-art europea, o quanto meno uno dei fenomeni artistici europei che più si avvicinava al linguaggio pop praticato oltreoceano quella del realismo capitalista resta l’esperienza più significativa dei primi anni di attività di Polke che poi tornerà a fare parlare di sé quando negli anni 80 creò le sue prime opere “usurabili”.

Tramite l’utilizzo di lacche e vernici particolari Polke riusciva a creare delle opere che risentivano del passare del tempo e delle condizioni atmosferiche in cui si trovavano; un’operazione che oltre a valergli un grande ritorno di notorietà gli fece aggiudicare importanti premi oltre all’accesso ad alcuni dei contesti più prestigiosi del mondo dell’arte: tra cui il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 1986.

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'Schegge d'incanto' - Masbedo a Villa Giulia

pubblicato da Lorenzo Mazza


Il Craa – Centro Ricerca Arte Attuale Villa Giulia a Verbania ospita fino al 23 maggio Schegge d’incanto, la mostra di Masbedo a cura di Andrea Busto e Adelina von Fürstenberg. Sulle sponde del Lago Maggiore, Villa Giulia venne innnalzata nel 1847 da Bernardino Branca, quello del Fernet, e decorata in seguito in stile liberty.

I Masbedo sono Nicolò Massazza e Jacopo Bedogni, che nell’occasione ripropongono l’installazione ideata per la Biennale di Venezia 2009. Collaborano al progetto scrittori come Michel Houllebecq e Aldo Nove, interpreti come Juliette Binoche e musicisti come Eugenio Finardi o i Marlene Kuntz. I loro progetti riguardano la messa in scena di sentimenti ed emozioni tipicamente umane.

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Tomas Saraceno alla Fondazione Remotti

pubblicato da Lorenzo Mazza


Tomas Saraceno, dopo l’ultima installazione ‘a tela di ragno’ alla Biennale di Venezia nel 2009 (Galaxies Forming along Filaments, like Droplets along the strands of a Spider’s Web) torna ad esplorare la ’strategia del ragno’. Lo farà dal 13 marzo al 13 giugno 2010 Alla Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti con From Camogli to San Felipe, spiders weaving stars…

Il progetto è a cura di Francesca Pasini e fa parte di Space Elevator, operazione iniziata da Saraceno nella scorsa primavera in Argentina. Si collega al lavoro degli scienziati inglesi del Rothamsted Research Institute che hanno messo a punto un modello matematico per descrivere il fenomeno del volo degli aracnidi, chiamato ballooning.

Secondo questo modello è la turbolenza dell’aria che fa muovere i ragni in autunno e in primavera. I filamenti sospesi nella brezza cono ad utilizzare la propria forza aerodinamica permettendo ai ragni di ricoprire notevoli distanze. Prendendo spunto dai ragni, Saraceno ha ricreato il suo ballooning, facendo volare alcuni oggetti ricoperti di pellicola acrilica con l’elio. Adesso le bolle sono all’interno della Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti insieme al video Space Elevator II (2009) e alcune foto del progetto in Argentina.

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