Dal 18 aprile al 13 giugno, la XIV edizione della Biennale Donna presenta a Ferrara la mostra “Memorie velate. Arte contemporanea dall’Iran“. Una mostra collettiva, che a palazzo Massari vedrà esposti al pubblico i lavori di sei artiste iraniane di fama internazionale.
Shirin Fakhim, Ghazel, Firouzeh Khosrovani, Shadi Ghadirian, Mandana Moghaddam e Parastou Forouhar, questi sono i nomi di artiste che hanno fatto della storia del loro paese di origine uno spunto di riflessione per il loro modo di concepire il proprio lavoro: la donna, in particolare, diventa il soggetto principale di un’indagine sulla condizione sociale del sesso femminile in quello che un tempo era l’antico regno persiano.
E sono tutti sguardi molto “occidentali”, che hanno in comune una spersonificazione del soggetto femminile, che diventa velo, bambola, essere digitale (come potete vedere nella gallery), perdendo così sia le caratteristiche legate al sesso del soggetto, sia quelle individuali, relative al particolare individuo rappresentato.
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La XIII edizione della Biennale Donna di Ferrara, in corso fino al 1°giugno presso il PAC, è rappresentata dall’artista libanese, ma palestinese di origine, Mona Hatoum, la cui carriera abbraccia gli ultimi 25 anni con riconoscimenti in tutto il mondo.
Costretta all’esilio quando nel suo paese, nel 1975, scoppia la guerra, Mona Hatoum intraprende una riflessione sul corpo in situazioni di conflitto, divenendo famosa negli anni ‘80 per video e performance (in seguito anche installazioni e sculture) incentrate su questo argomento, oltre che sul quello dell’identità e del nomadismo.
Alla Biennale Donna, Mona Hatoum presenta “Undercurrents”, in cui oggetti quotidiani e familiari come sedie, letti, culle e utensili da cucina sembrano percorsi da una vena di estraneità e ostilità che ne sovverte la natura.
Mona Hatoum alla XIII Biennale Donna



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