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Tutti gli articoli con tag biennale venezia

Nuove foto dalla Biennale di Venezia

pubblicato da Lorenzo Mazza

Biennale2009

Come promesso, iniziamo la settimana con una nuova galleria di immagini dalla 53a Biennale di Venezia. Come per la volta precedente, saremo guidati nella nostra visita virtuale da una fotoreporter d’eccezione, Shunzan.

Partiamo subito con Bertozzi&Casoni, Nicola Bolla, due degli artisti invitati da Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice per il nuovo Padiglione Italia, sito alle Tese delle Vergini dell’Arsenale. Questa sezione, di cui avevamo già parlato qualche mese fa, parte da un chiaro omaggio a Marinetti nel centenario della nascita del futurismo. Si tratta di qualcosa di inconsueto per la Biennale, oltre alla selezione anche una proposta di adesione a un tema specifico. Collaudi è il titolo della mostra che raccoglie un buon numero di artisti italiani nati intorno agli anni ‘60 e che sta facendo molto discutere, tra polemiche e fervidi entusiasmi.

Per quanto riguarda le altre sezioni, sono rimasto molto colpito dalle installazioni eteree di Tomas Saraceno, fatte con corde elastiche. L’artista argentino classe ‘73 si era già fatto conoscere in Italia con un bel lavoro a Palazzo Ducale di Genova nel 2007. Pistoletto ci propone un altro tassello del suo lavoro di ricerca con le superfici specchianti, costruendo un ambiente di riflessi. Decisamente curioso l’ambiente realizzato da Cildo Meireles, artista brasiliano che lavora sulle connessioni tra colori e spazi a livello immersivo. Sul versante dell’arte ‘politica’ e partecipativa l’operazione dell’artista norvegese di origine zambiana Haloba Anawana, The Greater Advertising Market – Theme: Emancipation of the World Trade 2009.

Biennale di Venezia 2009 (II)
Aleksandra MirBertozzi & CasoniBertozzi & CasoniCildo Meireles

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Jan Fabre, da Bregenz all'Arsenale

pubblicato da Elisa

Jan Fabre alla Biennale di Venezia

Viene presentata in occasione della Biennale il prossimo venerdì e arriva direttamente dalla splendida Kunsthaus di Bregenz l’ultima serie di opere di Jan Fabre “From the Cellar to the Attic - From the Feet to the Brain”.

Nel 2008 l’artista artista belga (anche coreografo, regista teatrale e scenografo) ha realizzato presso il gioiello architettonico di Peter Zumthor cinque “tableaux sculturali”, ognuno allestito in una stanza dedicata: adesso I piedi, Il sesso, La pancia, Il cuore e Il cervello arrivano all’Arsenale. Si tratta di cinque installazioni in cui il corpo è l’elemento principale della composizione, come potete vedere dalle immagini della gallery, realizzate a Bregenz.

Contrariamente alla messa in scena austriaca, a Venezia i tableaux saranno disposti orizzontalmente: body art e performance, per un vero e proprio viaggio emozionale e fisico nel corpo umano. Non convenzionale, spiazzante, da scoprire in prima persona. E in silenzio.

Jan Fabre alla Biennale di Venezia
Jan Fabre alla Biennale di VeneziaJan Fabre alla Biennale di VeneziaJan Fabre alla Biennale di VeneziaJan Fabre alla Biennale di Venezia

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Atelier aperti: le residenze d'artista della Fondazione Bevilacqua La Masa

pubblicato da Elisa

Fondazione Bevilacqua La Masa, Atelier Aperti

In Italia ci sono (anche) alcune eccellenze che da sempre si impegnano nella diffusione e nello sviluppo dell’arte contemporanea, tra le quali la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.
Dal 1908 la Fondazione contribuisce attivamente alla crescita e alla promozione dei giovani artisti: tra le sue varie attività, ogni anno la Fondazione veneziana assegna, tramite un bando di concorso, dodici studi d’artista, cinque nella sede sull’Isola della Giudecca e sette nella sede di Palazzo Carminati.

Lo studio viene conferito a giovani talenti come atelier personale, in cui potersi dedicare alla propria produzione. Anche quest’anno i 12 artisti selezionati apriranno i loro atelier al pubblico per qualche giorno, in occasione della 53. Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. I fortunati sono Agne Raceviciute, Blauer Hasa, Valeria Cozzarini, Estevan Bruno, Giulio Frigo, Elisa Strinna, Alberto Scodro, Lea Jazbec, Andrea Kvas, Automatic Books, Laure Keyrouz e Ayano Yamamoto.

Dal 4 al 10 giugno l’evento Open Studios/Atelier Aperti rappresenta un’occasione per visitare gli spazi, di cui potete vedere un’anteprima nella gallery. Negli stessi giorni, aperti anche gli atelier di Art Enclosures, un programma di residenze per artisti internazionali nato nel 2008 per offrire un’occasione di formazione ai giovani artisti emergenti provenienti da Africa, Caraibi e Isole del Pacifico. Visitabili dunque le foresterie di Palazzo Carminati, dove “risiedono” i due artisti africani Samuel K. Githui e Viktor Mutelekesha.

Atelier Fondazione Bevilacqua La Masa
Complesso dei SS. Cosma e Damiano, interno 49, Giudecca
Palazzo Carminati, Santa Croce 1882/a, Venezia
Ogni giorno dalle ore 10.30 alle ore 20.00

Fondazione Bevilacqua La Masa, Atelier Aperti
Fondazione Bevilacqua La Masa, Atelier ApertiFondazione Bevilacqua La Masa, Atelier ApertiFondazione Bevilacqua La Masa, Atelier ApertiFondazione Bevilacqua La Masa, Atelier Aperti

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Alla Biennale di Venezia, un omaggio a Marinetti

pubblicato da michele

Luca Pignatelli, Italia-72815, 2009, colori acrilici, polvere di piombo, ferro, tela, cm 300x400

I curatori della mostra “Collaudi. Omaggio a F.T. Marinetti”, allestita a Venezia in occasione della Biennale d’arte, hanno invitato alcuni artisti italiani e internazionali a reinventare il linguaggio futurista, proprio ispirandosi al loro fondatore. Ne è uscito un vero e proprio mosaico di tendenze e stili: il primitivismo fotografico di Matteo Basilé, i colori accesi di Sandro Chia, le sculture in legno di Aaron Demetz o le composizioni di Luca Pignatelli, create con colori acrilici, ferro, polvere di piombo e tela.

Sono tutti artisti dalla grande personalità (un esempio per tutti, Aaron Demetz). Ebbene, ci pare interessante che questi artisti abbiano dato il proprio contributo (di soggetto e stile) alla celebrazione di Marinetti, perché attraverso le proprie opere insegnano a vedere il futurismo da una prospettiva differente. E non è poco, vista la recente (pur piacevolissima) indigestione di futuristi “doc”.
La domanda da porsi, a questo punto, è: cosa penserebbe di queste opere il “furioso” Marinetti?

Collaudi. Omaggio a F.T. Marinetti.
Dal 7 giugno al 22 novembre
Esposizione internazionale d’arte di Venezia,
Nuovo Padiglione Italia alle Tese delle Vergini dell’Arsenale.

Collaudi. Omaggio a Marinetti

Luca Pignatelli, Italia-72815, 2009, colori acrilici, polvere di piombo, ferro, tela, cm 300x400 Aron Demetz, Senza Titolo, legno di cedro e resina di pino, h 200 cm x ø 50 Gian Marco Montesano, Piacevole paura dell’assalto, 2004, olio su tela, (hxb) cm 150x200

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La Biennale di Daniel Birnbaum, a Faenza.

pubblicato da Elisa

La Biennale di Daniel Birnbaum

Venerdì scorso Daniel Birnbaum ha inaugurato la seconda edizione del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza, intitolata “On Biennials/ Tutto sulle biennali”. Durante un’intervista condotta da Angela Vettese, uno dei direttori scientifici della manifestazione, Birnbaum ha raccontato la “sua” Biennale veneziana, alla cui apertura manca (finalmente!) ormai soltanto un mese e mezzo.

“Fare Mondi/Making Worlds/Bantin Duniyan/制造世界/Weltenmachen/Construire des mondes/ Fazer Mundos …” è il titolo della prossima Biennale, un titolo dalle sfumature di significato diverse in ogni lingua, volutamente ambiguo nel sottolineare l’importanza del processo creativo. Dice Birnbaum, “fare un mondo” non significa necessariamente fare qualcosa di nuovo, è spesso anche un rifare, un re-making, una rielaborazione di ciò che già esiste e che diventa nuovo inizio. Cita Marcel Duchamp, che “rimontava” il passato in senso innovativo nella generazione del suoi ready-made. “Non devo inventare nuovi modi espositivi perché sono già li per essere usati. Bisogna dare il giusto spazio al giusto artista…Non ho creato niente di nuovo, la location è stata decisiva. Funziona da sola come luogo giusto per l’artista giusto”, ha concluso Birnbaum.

Oltre al tema della Biennale, si è discusso anche in merito alla figura del curatore, alle sue responsabilità e al suo ruolo. Alla domanda “In che misura un curatore si sente anche autore?”, Birnbaum ha risposto sottolineando l’importanza della trasparenza della figura curatoriale, che deve diventare invisibile una volta scelti e resi visibili al meglio le opere e gli autori.
Daniel Birnbaum, svedese classe 1963, è il più giovane direttore di sempre della Biennale veneziana. Ci ricorda che con l’arte si fanno mondi, non (solo) oggetti e merci. E si possono fare anche nuovi, possibili inizi.

La Biennale di Daniel Birnbaum
La Biennale di Daniel BirnbaumLa Biennale di Daniel BirnbaumLa Biennale di Daniel BirnbaumLa Biennale di Daniel Birnbaum

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Mark Lewis: anticipando Venezia. A Nuoro.

pubblicato da Elisa

Mark Lewis al MAN

Il museo MAN di Nuoro ospiterà dal 15 maggio la prima antologica di Mark Lewis, fotografo e filmmaker di origine canadese che rappresenterà il suo Paese alla 53^ Biennale di Venezia (7 giugno - 22 novembre).

Nell’ampia personale si potranno vedere le opere d’esordio degli anni Ottanta, quando, utilizzando il solo mezzo fotografico, Lewis ha cercato di fissare in modo del tutto originale immagini dell’ambiente naturale e di vita quotidiana, e i lavori successivi, dedicati alla ricerca nel mondo dell’immagine in movimento. Sia che utilizzi l’immagine fissa, sia che si dedichi all’immagine in movimento, Lewis è interessato a “ciò che resta dietro di noi allorché il mondo si sposta, o sembra spostarsi, in un’altra direzione”, un “dopo” che gli consente la più ampia libertà di indagine, senza costrizione di tempo.

Da questa ricerca, che è anche ricerca tecnica, emergono immagini che si muovono in una dimensione temporale e spaziale, svelando i meccanismi cinematografici.
L’intero MAN diventerà il palcoscenico della ricerca dell’artista, con le grandi e intense immagini di paesaggi del natio Canada e di altri luoghi (o non luoghi) del Pianeta, con il realismo della vita quotidiana, interpretato con la fotocamera e con gli altri media con cui l’artista si misura in una indagine fatta di cruda, realistica poesia.

Nuoro, Museo MAN
Dal 15 maggio al 28 giugno 2009

Mark Lewis al MAN
Mark Lewis al MANMark Lewis al MANMark Lewis al MAN

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Vademecum del visitatore di mostre d'arte: saper scegliere

pubblicato da Andrea

mus animatus

L’arte vi spaventa perché non la capite. Musei e Gallerie sono a voi sconosciute. Vorreste approfondire le vostre conoscenze in materia artistica, ma non sapete da dove cominciare. Nessun problema, ci sono qui io, il vostro cicerone dell’andar per mostre.

Non sono un critico o uno studioso d’arte, sono uno che si è trovato a doversene occupare. E la cosa non mi è affatto dispiaciuta.
Confesso che è stata dura. Molto. Avessi avuto un manuale o una guida, tutto sarebbe stato più semplice. Da qui, l’idea: creare un vademecum che non insegni l’arte, ma che spieghi invece come gustarsela al meglio.

Tutti noi abbiamo visitato una mostra di opere classiche almeno una volta nella vita. Una gita scolastica a Firenze, Milano o Roma, per ammirare le meraviglie racchiuse nei loro innumerevoli musei e gallerie, è un classico. Ma con l’arte moderna e contemporanea, non è la stessa cosa. L’approccio deve essere più graduale. Ci vuole una buona dose di apertura mentale. Il mio primo contatto personale con l’arte contemporanea, è avvenuta alla Biennale di Venezia di qualche edizione passata. Grosso errore per un dilettante.

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