Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag blu

Blu a Valencia

pubblicato da Anna Castiglioni

Blu graffiti

Ecco l’ultimo lavoro dell’artista italiano Blu. Siamo a Valencia e il graffito in questione è decisamente riconoscibile, in pieno stile Blu. Dimensioni enormi, colori accesi, cinismo e sarcasmo. Una realistica visione della società e del momento storico che stiamo vivendo, insomma. Qui appare il volto di un uomo a bocca spalancata, che sembra voler inghiottire case e persone, con gli occhi vitrei e uno smile in procinto di finire tra le sue fauci. La particolarità è che questo smile (o faccina, come preferite) è proprio in sospensione e ruotando mostra le due facce della stessa medaglia: sorridente e triste. L’ennesimo lavoro di street art che fa riflettere e che colpisce per l’impatto visivo. Come sempre, infatti, lo potete trovare sulla facciata di un palazzo in pieno centro.

Via | Curated Mag

Blu - Valencia
Blu - ValenciaBlu - ValenciaBlu - ValenciaBlu - Valencia

....
condividi 0 Commenti

I "best 10" della street art secondo il Guardian /3

pubblicato da Anna Castiglioni

Blu graffiti

Forse solo pochi (fra i non addetti ai lavori) sanno che possiamo vantare uno dei maggiori esponenti mondiali della street art: Blu. Sappiamo solo che è bolognese, ma tanto basta per riempirci d’orgoglio. Anche uno dei suoi lavori è annoverato nella “Best 10″ del Guardian, per l’esattezza il murales che si trova a Lisbona e creato con la collaborazione dei Os Gemeos, gemelli di São Paulo noti per la loro allegorie dipinte. Blu è artista presente sulla scena street dal 1999 e negli ultimi sei anni ha intrapreso una carriera itinerante per il globo, concentrandosi in particolare sul Sud America. Molteplici le sue collaborazioni con artisti emergenti e quotati, lo street artist italiano ama da sempre le contaminazioni e la condivisione. Come vuole la tradizione dell’arte urbana, il fine dell’opera è quello di arrivare al più vasto pubblico possibile, di riempire strade e piazze e di riappropriarsi dei luoghi comuni. E così possiamo trovare lavori di Blu a Milano, Roma, Torino, Modena, Pisa, Firenza e tante altre città; a Londra, Belgrado, Berlino, Madrid, Barcellona, Palestina e mezzo Sud America.

Oltre al disegno ed alla pittura su muro, l’universo tecnico di Blu si completa con un sapiente uso del mezzo digitale. Si è accennato alle sue primitive sperimentazioni di animazione del 2001 e del 2002, il suo sito in questo senso è una vera scoperta: l’artigianalità del disegno si fonde con la pura programmazione informatica. Il video Muto accessibile gratuitamente online ne è un esempio e lascia strabiliati. I temi ricorrenti nell’immaginario di questo artista giocano soprattutto sullo stravolgimento della figurazione umana. L’opera eletta dal Guardian è stata creata il mese successivo al disastro petrolifero Deepwater nel Golfo del Messico e dimostra senza mezze misure come l’arte urbana possa - e debba - affrontare questioni sociali e politiche senza censure. Il messaggio lanciato da questo murales è decisamente forte e chiaro.

Via | Guardian

Blu graffitiBlu graffitiBlu graffitiBlu graffiti

Continua a leggere: I "best 10" della street art secondo il Guardian /3

....
condividi 1 Commenti

Blu a Colonia: la Medusa delle compagnie petrolifere

pubblicato da Saverio Cecca

Blu a Colonia: la Medusa delle compagnie petrolifere
Una testa di Medusa, ma con degli erogatori di benzina al posto dei tradizionali serpenti. Si tratta di uno dei lavori più recenti di Blu, l’artista marchigiano, realizzato per il Cityleaks Urban Art Festival che si terrà a Colonia, in Germania, dal 5 al 25 settembre prossimi. La tematica scelta da Blu è chiaramente contro le compagnie petrolifere.

Una mano bianca tiene una testa una Medusa che agita i suoi capelli formati da tanti erogatori di benzina sui quali si possono riconoscere alcuni marchi noti come quello dell’italiana Eni, della britannica BP, l’olandese Tamoil e dell’americana Esso. Date un’occhiata alla gallery che mostra anche il work in progress del murales.

Via | Graffart

Le foto del work in progress del Murales di Blu

Le foto del work in progress del Murales di BluLe foto del work in progress del Murales di BluLe foto del work in progress del Murales di BluLe foto del work in progress del Murales di Blu

....
condividi 0 Commenti

Blu a Campobasso, il suo 'soldato privato del cervello' ha rischiato la censura

pubblicato da Lorenzo Mazza

Draw the Line Festival - Blu a Campobasso

Draw the Line è il titolo di un festival dedicato al writing e alla street art che prenderà il via a Campobasso dal 5 all’11 settembre ospitando quasi 100 artisti da tutto il mondo. Nel frattempo in giugno sono previsti numerosi workshop formativi ed alcuni interventi speciali. Tra questi non poteva mancare Blu, che non disdegna mai la piccola provincia, anzi. Dopo aver visto che dei suoi pezzi si fanno cartoline turistiche a Berlino ed in altre città del mondo, forse è ancor più interessato ai territori marginali.

Draw the Line è un progetto che cerca di recuperare, almeno a livello estetico, l’area del Bus Terminal di Campobasso. Una struttura costruita negli anni ‘70 e mai terminata, che rappresenta uno scempio paesaggistico nel cuore del capoluogo molisano.

Il pezzo di Blu riprende un meccanismo figurativo giù utilizzato dall’artista marchigiano in passato. La trasformazione, l’evoluzione/involuzione, si realizza su un piano orizzontale. Un ragazzo decide di farsi militare, gli vengono rasati i capelli e rimosso il cervello, prima di applicare il classico elmetto.

Un’opera sicuramente forte, che prosegue nel filone pacifista ed antimilitarista di Blu. Un lavoro contro cui, quasi automaticamente, si sono scagliate alcune voci e subito il pensiero è tornato alla censura di Deitch e del Moca di Los Angeles. Così, nel giro di pochi giorni, si è formato un gruppo su Facebook per fare pressione sul sindaco di Campobasso: “Di Bartolomeo, Blu non si tocca!”. Per il momento l’amministrazione sembra dunque aver ritirato le sue perplessità, ma è bene che l’attenzione rimanga alta.

Draw the Line Festival - Blu a Campobasso
Draw the Line Festival - Blu a CampobassoDraw the Line Festival - Blu a CampobassoDraw the Line Festival - Blu a Campobasso

....
condividi 0 Commenti

Nuovi lavori di Blu e Ericailcane

pubblicato da Lorenzo Mazza


Blu ed Ericailcane ne hanno combinate nuovamente delle belle insieme. A febbraio erano a Bologna all’XM24, l’ex mercato di via Fioravanti 24, che da molti anni è divenuto un attivo centro sociale e culturale. Nel murale si vede un individuo arcimboldesco che fugge insieme ad un coniglio gigante ed alcuni insetti blu (foto in galleria).

Sempre a Bologna, ma pochi giorni fa, è spuntato The Golden Cage: la gabbia d’oro è appunto opera di Blu, il serpente all’interno, di Ericailcane. Notare che il pezzo è stato realizzato senza montare ponteggi, scale o trabattelli, ma solo coi bastoni telescopici.

Nel frattempo ad aprile i due si erano recati a San Vito di Leguzzano, in provincia di Vicenza, per dipingere il muro della palestra comunale. Ne è nato un grande pezzo su due lati dell’edificio, in cui alcuni animali pattinano con autovetture legate ai piedi su una superficie di aeroplani.

Infine in galleria trovate anche il murale che Blu, questa volta da solo, ha realizzato in Polonia, a Cracovia, una settimana fa. Un uomo tiene in mano un altoparlante che è anche una campana. Al di sotto un’umanità confusa, rintronata, incapace.

Nuovi lavori di Blu e Ericailcane
Nuovi lavori di Blu e EricailcaneNuovi lavori di Blu e EricailcaneNuovi lavori di Blu e EricailcaneNuovi lavori di Blu e EricailcaneNuovi lavori di Blu e EricailcaneNuovi lavori di Blu e EricailcaneNuovi lavori di Blu e EricailcaneNuovi lavori di Blu e EricailcaneNuovi lavori di Blu e EricailcaneNuovi lavori di Blu e EricailcaneNuovi lavori di Blu e EricailcaneNuovi lavori di Blu e EricailcaneNuovi lavori di Blu e EricailcaneNuovi lavori di Blu e Ericailcane

....
condividi 0 Commenti

Un nuovo murale di Blu a Jesi

pubblicato da Lorenzo Mazza


Per le festività pasquali Blu è tornato dalle sue parti, nelle Marche e ha dipinto un muro. Il profilo di un uomo rappresentato di ¾ mentre prega, intento a ’succhiare’ uno spaghetto che proviene direttamente dalla sua testa. Una figura oscura, con gli occhi iniettati di bianco, che mangia se stesso. Una visione cruda dell’Italia, intenta appunto a consumarsi dall’interno.

Sempre di pochi giorni fa è una nuova stampa di Blu realizzata da Studio Cromie in edizione limitata (150 copie, dimensioni 70×90 cm). Si tratta di un lavoro davvero interessante in cinque colori che riporta in piccolo un grande murale realizzato l’anno scorso a Rennes, in Francia.

Blu - Murale a Jesi e stampa da Studio Cromie
Blu - Murale a Jesi e stampa da Studio CromieBlu - Murale a Jesi e stampa da Studio CromieBlu - Murale a Jesi e stampa da Studio CromieBlu - Murale a Jesi e stampa da Studio Cromie

....
condividi 0 Commenti

Urban Art Awards - Gli "oscar" della street art per il 2010

pubblicato da Lorenzo Mazza


Se parliamo di street art e arte urbana, uno dei punti di riferimento sul web è il Banksy Forum. Qui si trovano galleristi e collezionisti, artisti ed appassionati, per scambiarsi idee, suggestioni, valutazioni. Per il secondo anno consecutivo, il forum ha chiesto ai suoi utenti di votare per assegnare gli Urban Art Awards. Prima di scoprire insieme chi ha vinto nelle varie sezioni, dobbiamo fare una precisazione a livello terminologico. Quando i tipi del Banksy Forum parlano di urban art, intendono opere, oggetti, prodotti realizzati da street artist e, presumibilmente, vendibili. Su Artsblog invece ci siamo sempre riferiti all’arte urbana come a un grande universo, di cui fanno parte la street art e l’arte pubblica nello spazio metropolitano (scultura, performance, installazioni sonore…).

Partiamo dal Regno Unito. Nella categoria Urban Art Uk (quindi tele, stampe e quant’altro), vince Banksy (159 preferenze), seguito da Eine (96 pref.) ed Eelus (70 pref., uno stencil artist dalle tinte molto fosche e particolari). Stesso discorso per la categoria Street Art Uk, con la differenza che qui la terza posizione è occupata da Sweet Toof (i cui scheletri, sinceramente, non apprezzo molto). Eccoci poi alle gallerie d’oltremanica più apprezzate. Al primo posto Lazarides di Londra (77 pref.), seguita da Pow - Pictures on Walls (75 pref.) e Black Rat Projects (71 pref.).

Arriviamo all’Europa. Nella categoria Urban Art Europe, vince Invader (82 pref.), seguito da Blu (71 pref.) e JR (69 pref.). Podio identico nella categoria Street Art Europe, mentre nelle gallerie c’è qualche sorpresa. Prima è Inoperable di Vienna, che nell’ultimo anno si è prodigata a sviluppare eventi, incontri, esposizioni. Al secondo posto, Studio Cromie! Il progetto di Angelo Milano, parallelo al Fame Festival di Grottaglie, lascia sempre tutti a bocca aperta, per la qualità degli allestimenti e degli artisti. Infine, al terzo posto, la galleria norvegese Hand Made Posters.

Se volete sapere anche i nomi dei vincitori nelle tre categorie in America, vi invito a dare un’occhiata alle immagini in galleria.

Urban Art Awards - Gli oscar della street art per il 2010
banksy, blu, in evidenza, inoperable, studio cromie, urban art awardsbanksy, blu, in evidenza, inoperable, studio cromie, urban art awardsbanksy, blu, in evidenza, inoperable, studio cromie, urban art awardsbanksy, blu, in evidenza, inoperable, studio cromie, urban art awards

....
condividi 2 Commenti

La protesta degli artisti di fronte al Moca

pubblicato da Lorenzo Mazza

Downtown LA BLU MOCA Whitewash Protest // 01.03.2011 from jesse trott on Vimeo.

Un gruppo di street artist e writer, insieme ad alcuni veterani di guerra, si sono riuniti nella notte tra lunedì e martedì, per una protesta contro la censura del murales di Blu. Con un proiettore, da un’auto, e una pistola laser, hanno messo in scena le loro videoproiezioni guerriglia, proprio sulla parete del Moca recentemente dipinta di bianco.

Con una pistola laser venivano creati graffiti di luce con effetto vernice e frasi del tipo: “Scaricate Deitch!”; “We love Blu”; “Ridateci i nostri muri!”; “La guerra è finita?”; “Pace, adesso!“. Tra di loro c’era Todd Moyer, un programmatore che si è occupato del software per la pistola, con cui molti si sono cimentati.

Alternate alle scritte in laser taggin’, le proiezioni del pezzo di Blu ormai perduto. Mai prima d’ora un suo lavoro aveva avuto tanta attenzione mediatica.

....
condividi 1 Commenti

La lettera di Blu ad Henry Chalfant sul caso del murale al Moca

pubblicato da Lorenzo Mazza


Seguiamo con interesse gli ultimi sviluppi della vicenda del murale di Blu censurato a Los Angeles. Dopo la copertura, il direttore del Moca, Jeffrey Deitch, aveva invitato lo street artist italiano a realizzare un altro pezzo, “uno che invitasse le persone ad entrare nel museo”. Blu si è rifiutato, “per ovvie ragioni”, sostenendo che “probabilmente non era l’artista più adatto per questo compito”.

“Posso anche dire che durante la mia breve esperienza su quel pezzo, ho parlato con molte persone, inclusi alcuni veterani di guerra, che hanno capito il murale in modo completamente opposto. Con mia grande sorpresa, hanno gradito il murale, trovandolo veritiero”.

Tornato in Italia, in mezzo alle molte richieste di intervista, Blu ha trovato anche una mail di Deitch che lo invitava a sottoscrivere un comunicato stampa del Moca, con cui si proponeva di gettare acqua sul fuoco delle accuse di censura rivolte contro il museo. Nel frattempo, per le strade di LA è apparso un poster in cui Deitch è rappresentato nei panni di un Ayatollah iraniano, che impugna il “sacro rullo” impregnato di vernice bianca.

A questo punto Blu ha deciso di rendere pubblici tutti i passaggi della vicenda e l’ha fatto scrivendo una lettera (che qui traduciamo e riportiamo per intero dopo il salto su ‘Continua’) ad Henry Chalfant, storico fotografo della street art newyorchese.

Continua a leggere: La lettera di Blu ad Henry Chalfant sul caso del murale al Moca

....
condividi 0 Commenti

Shepard Fairey sulla censura a Blu

pubblicato da Lorenzo Mazza

Torniamo ancora sul caso del murale che il Moca di Los Angeles ha commissionato a Blu, per poi farlo ricoprire in meno di 24 ore. Jeffrey Deitch, direttore del museo californiano, ha una galleria (Deitch Gallery) a New York e nel settembre 2009 aveva chiamato Blu a dipingere nello spazio Deitch Studios a Long Island City (NY). Ne era uscito un pezzo davvero interessante, di cui vi ripropongo qui sopra il video in timelapse.

Per il murale di Los Angeles i due si dovevano incontrare, ma, vuoi per un ritardo dello street artist italiano, vuoi per la concomitanza con Art Basel, che ha portato tutto lo staff del Moca a Miami, l’incontro non c’è stato. Blu così, arrivato ad LA, si è messo a dipingere, come è abituato a fare e nessuno gli ha chiesto di presentare un bozzetto di quello che sarebbe andato a realizzare. A questo punto la domanda sorge spontanea: ma Deitch non poteva delegare una persona fidata, uno dello staff, per supervisionare al lavoro di Blu? Molto probabilmente il direttore ’si è fidato’, salvo poi ricredersi giudicando l’opera “inappropriata e potenzialmente offensiva”.

Oggi il Los Angeles Times e altri giornali americani hanno riportato le dichiarazioni di Shepard Fairey sul caso. Anzitutto bisogna specificare che Mr Deitch è da sempre curatore e gallerista di Obey ed i due devono gran parte delle reciproche fortune al rispettivo lavoro. Ecco cosa dice Fairey:

“Io non sono un fan della censura ed è per questo che io e molti altri artisti abbiamo scelto di impegnarci nella street art, è democratica e non sottosta alle regole della burocrazia. Tuttavia, un museo è un contesto diverso, con altre preoccupazioni. Potrebbe essere pericoloso, per un istituto rispettato come il Moca, che sta preparando una mostra sul mondo della street art e dei graffiti, venire sabotato dalla protesta pubblica, antagonista e insensibile nei confronti dei murales di Blu. Gia i graffiti rappresentano una questione abbastanza controversa di per sé. La situazione è spiacevole, ma capisco la decisione del Moca. A volte penso che sia meglio prendere la strada maestra, anche se poi si perde una battaglia, ma continuare a spingere per vincere la guerra”.

Continua a leggere: Shepard Fairey sulla censura a Blu

....
condividi 0 Commenti