
In dicembre Blu è stato in Sudamerica e ha relizzato nuovi impressionanti lavori. Nel suo sito ci racconta che è arrivato in Argentina via mare e deve aver provato alcune delle sensazioni che provavano i moltissimi immigrati italiani giunti qui ad inizio secolo.
Affascinato dai colori del quartiere povero di La Boca, a Buenos Aires, ha realizzato diversi dipinti per una nuova animazione. A veder dalle foto questo lavoro in preparazione raffigura un uomo collassato, con una città che come una pianta infestante, gli cresce sul viso. Il pezzo poi si evolve econ l’ingresso di un mostro…ma per adesso non sappiamo cosa sia effettivamente rimasto sui muri della capitale argentina e dovremo aspettare ancora un po’ prima che sia pronto il nuovo video di questa wall painting animation.

The influencers - Arte, comunicazione guerriglia, Radical Entertainment è un progetto di Bani Brusadin, Eva e Franco Mattes (aka 0100101110101101.org), che va in scena dal 4 al 6 febbraio a Barcellona. Presentazioni, proiezioni, workshop ed azioni con la partecipazione di alcune delle voci più interessanti nell’utilizzo dei tactical media e della guerrilla art.
The Yes Men, ZEVS, James Acord, Donkijote, Black Label Bike Club, Joan Leandre (Retroyou) e Critical Art Ensemble saranno protagonisti di una tre giorni di riflessione che affronta il potenziale di comunicazione non convenzionale nella società contemporanea. Zone di confine, esperimenti di ibridazione fra culture, dove collassa il sistema l’utente tattico si inventa nuove vie d’uscita.
Il festival The Influencers va in scena dal 2004 e raccoglie burloni, celebrità, media artist, giochi per computer, gruppi di ciclisti pazzi (nella galleria) e molto altro. Che si tratti di opere d’arte o di progetti di vita a lungo termine, queste pratiche sono alimentate da un gusto visionario per la bizzarria e da un forte desiderio di cambiamento sociale.
Nella foto più sopra un lavoro di Blu, il cui lavoro è stato ampiamente approfondito e celebrato nelle passate edizioni del festival.
Questo video (realizzato da Zigazaga e prodotto da Bani) documenta un intervento di Blu a Barcellona nello scorso febbraio. Il muro è stato dipinto nella zona del Barrio del Carmel in occasione del Festival Influencers (Visionarios de la infoesfera / interferencias en la cultura / entretenimiento radical) a Barcelona. Si tratta di un appuntamento dedicato a progetti indipendenti legati alla guerrilla e alla comunicazione radicale, alle tattiche di resistenza e controinformazione, al plagiarismo, al sampling e alle creazioni artistiche che riprendono in considerazione le storie e i miti.
Un laboratorio di idee a cielo aperto che dà spazio a tutto ciò che è non convenzionale e difficilmente classificabile e come la cultura sfugge a facili ed approssimate descrizioni. Proprio in questo territorio risiede la bellezza di questo video. Unisce alle immagini di Blu che prepara il suo enorme animale il sottofondo audio dei passanti, che si fermano un attimo a commentare il lavoro, a rilasciare una dichiarazione. Ognuno, si sa, nasce imparato e qualcuno dice che è una balena, una grande bocca, altri dicono che se non sarà colorato non sarà bello. Qualcuno pensa si tratti di una trovata pubblicitaria, un signore pensa che ci sia un collegamento tra il dipinto di Blu e la trasmissione televisiva Chi vuol esser milionario? e addirittura un vecchietto dice che lo squalo è un avvertimento contro tutti i comunisti rintanati nel quartiere del Carmel!
Ognuno si sente quasi in dovere di esprimere un giudizio e magari di rendere pubblica la propria particolare visione dell’arte. Ma d’altronde è il loro muro, la loro rampa di discesa, chissà se saranno contenti gli abitanti di Barcellona di trovarsi davanti ogni giorno questo enorme squalo composto da banconote da 100 dollari…davanti a lui, in attesa di essere mangiato, un barbone trascina un carrello pieno zeppo delle rovine della nostra società. Sicuramente da questo lavoro i catalani sono stati spinti verso una riflessione e poi, visto che sono dei buongustai, hanno anche apprezzato. Potete vederlo in questo servizio televisivo realizzato da La Vanguardia.
El Tiburón di Blu a Barcellona



Continua a leggere: Blu a Barcellona e gli sguardi della gente
Qualche anno fa quando la fama di Blu era circoscritta all’area bolognese, comprai un bel volume di illustrazioni realizzato a quattro mani da Blu ed Ericailcane. Quel libricino non ce l’ho più, l’ho fatto a pezzi e ho appeso le singole pagine alle pareti del mio studio. Mi ricorda i bei tempi in cui a Bologna ci si svegliava e si trovavano nuovi lavori di Blu in giro. Era il suo personale modo di raccontare, di essere presente nella quotidianeità.
Il video che vedete qui sopra mostra uno sketchbook realizzato da Blu nel 2006. Quando i tipi del Wooster Collective arrivarono in Italia per le Olimpiadi Invernali di Torino si fermarono a Milano e pubblicarono online un annuncio per trovarsi in Piazza Duomo con un po’ di artisti italiani. In mezzo a 25 persone, da Bologna era arrivato proprio Blu, che li omaggio di uno dei suoi sketchbook appena terminati. A quanto pare ne realizzava uno a settimana.
Ecco quindi la genesi dei disegni che vedete in questo video. Sono bozze, idee, appunti realizzati su un supporto intimo e personale come un’agenda, un bloc-notes.

Ormai la tecnologia ci permette di scendere nelle strade delle città del mondo stando remotamente seduti sulla sedia della propria scrivania. È il caso di Google Street View, il tool di geolocalizzazione fotografica di google nato circa un anno fa. Strumento utilisssimo per alcuni, strumento invasivo e pericoloso per altri.
Grazie a Street View possiamo vedere un bel pezzo di Blu a Praga. Si tratta di una struttura cromosomica elicoidale tridimensionale, con carrarmati, congolati e trattori. La discreta qualità degli scatti fotografici permette di avvicinarsi con lo zoom e di spostarsi lateralmente lungo l’edificio che ospita il lavoro.Sempre attraverso Street View sono poi disponibili le foto dell’area scattate dagli utenti, per avere ulteriori prospettive.
Un altro bel lavoro di Blu visibile tramite questa tecnologia è quello realizzato al Cox 18 in via Conchetta, sui Navigli, a Milano, di cui vi avevamo parlato qui. Grazie all’integrazione con Google Maps avrete quindi l’indirizzo esatto per vedere i lavori di persona, qualora andaste a Praga o Milano.
Megunica, ovvero Messico – Guatemala – Nicaragua – Costarica - Argentina, il Sudamerica di Blu, artista che ad ogni nuovo lavoro mi lascia sempre a bocca aperta. Megunica è un documentario di Lorenzo Fonda del 2008 e verrà proiettato in occasione della rassegna Lo Schermo dell’Arte a Firenze il prossimo lunedì 23 novembre.
Megunica racconta del viaggio di Blu con alcuni amici, Silvia Siberini (Sibe), Ivan Merlo e il regista Lorenzo Fonda attraverso cinque paesi dell’America Latina. Ogni tappa un nuovo progetto creativo, blu al lavoro, le sue animazioni e il suo rapporto di scambio con i luoghi che lungo il cammino lo ospitano. Sul sito del documentario trovate tutte le foto dei pezzi di Blu, ma già nel trailer qua sopra se ne vedon delle belle.
Se siete a Firenze sul finire di novembre, vi consiglio vivamente di farci un salto. Il 23 novembre, giorno d’inaugurazione della rassegna curata da Silvia Lucchesi partirà con la presenza di Alfredo Jaar in sala ed il suo Le Ceneri di Pasolini alle 21. Alle 22 in prima assoluta italiana A conversation with Basquiat di Tamra Davis. Alle 22:30 in collaborazione con EX3 Centro per l’arte contemporanea Megunica di Lorenzo Fonda, che durerà circa un’ora.
Continua a leggere: Megunica, il viaggio di Blu e quattro amici in Sudamerica

Comincia da oggi su Artsblog un nuovo ciclo di interviste che ci porterà a conoscere da vicino alcune delle voci più interessanti della scena contemporanea. Artisti, direttori, critici per una ricognizione che parte dal basso, alla ricerca di quella ‘genuinità del sentimento artistico’ che troppo spesso sembra perduta.
Al di là dei recinti di un mercato sempre più fervente nel depositare strati e strati di pecunia sopra tele, statue, video, romanzi d’avventura e occupazioni spettacolaristiche del mediascape nazionale - tutti oggetti protagonisti di un’arte sempre più lasciva ed autoreferenziale, esistono nuovi dispositivi economici, altri mezzi ed obiettivi perseguibili, nuove modalità relazionali per operatori e cittadini dell’arte.
Il nostro percorso comincia da Fupete, un pittore che seguiamo da tempo per l’originalità della prospettiva e dello stile. E d’altronde con le premesse di cui sopra non potevamo che iniziare con il fascino e la disponibilità di un artista che dichiara: “Quando faccio, voce del verbo fare, arte, rendo fede ad un accordo tacito di svelare segreti e raccontare sogni al prossimo. È un accordo tacito che ho fatto con l’universo quando ho accettato il dono dell’arte”.
Non contento dell’incredibile lavoro realizzato con David Ellis a Grottaglie, Blu è volato negli Stati Uniti per un nuovo colpo da maestro. Un immenso muro a Long Island City nello stato di New York porta adesso il suo inconfondibile marchio.
La murata è stato commissionata a Blu dai simpatici (lo dico vedendo il loro sito) tipi di Deitch Studios, che tempo fa ne avevano fatto dipingere uno a Os Gemeos.
Il video, realizzato da ‘Charles le Brigand’ ci mostra Blu di spalle che lavora con rullo e pennelli. Chi l’ha intravisto magari sette, otto anni fa a Bologna, potrà riconoscerlo.
Non ci sono parole per descrivere cosa hanno fatto al Fame di Grottaglie Blu e David Ellis. Un lavoro prodotto da Studio Cromie, che riprende un discorso che Blu aveva iniziato con Muto.
Qui però si va oltre e il playground diventa una grande masseria nella campagna pugliese. La pittura si fa e si disfa continuamente, come a voler raccontare qualcosa che è in atto, più che restare. Le porte, le finestre, le arcate dell’edificio diventano elementi malleabili, mobili, che contribuiscono a rendere questo video un’opera d’arte unica che sta già entrando nella storia.
Continua a leggere: COMBO, un'animazione di Blu e David Ellis
Dopo le foto Blu ha recentemente pubblicato anche il video del suo lavoro al Fame di Grottaglie di quest’estate. Inutile dire che come sempre si resta a bocca aperta a vedere Nicola al lavoro. Così scopriamo che ci sono voluti due giorni interi per relizzare un pezzo davvero grande, senza un minimo d’esitazione, come se tutto fosse sempre stato lì, impresso sulle pareti e nella sua testa.