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Tutti gli articoli con tag bologna

Arte e cibo all'ex Osteria della Chiesa

pubblicato da Daniele


Si chiama Il Posto, ma non ha nulla di ordinario. Anzi. Si trova a Bologna, nell’ex Osteria della Chiesa ed è un locale multiforme: ristorante, ma anche luogo di incontri, concerti, presentazioni, mostre. Tutte le creazioni culinarie prodotte dall’estro dello chef Gennaro Di Pace, si riflettono nello spirito originale e aperto alle contaminazioni che anima l’intero locale. Due le iniziative future che uniranno il mondo della cucina a quello dell’arte secondo percorsi imprevedibili e stimolanti, per la mente e per il palato. Una è la mostra organizzata dalle ragazze di Zizì, collettivo di illustratrici che seguiamo sempre con piacere, dal titolo Erbario Anomalo e che sarà inaugurata il 15 gennaio: “Polverosa è la salvia, allegra la cannella, poliglotta la vaniglia. La magia delle erbe è qui protagonista: steli, scorze, foglie, fiori e frutti si mettono in mostra. Gli aromi sono il punto di partenza e punto di arrivo dell’intervento che Zizì ha pensato per gli spazi del Posto: un’istallazione che racconta di giardini lontani e campagne nostrane, suggerendo anomale interpretazioni di piante aromatiche che siamo soliti adoperare”.

L’altro evento è Pop Food, una “cena ad arte” in compagnia del professor Fabrizio Lollini, previsto il 19 gennaio. Terzo di una serie di appuntamenti con le serate speciali dedicate all’arte e alla cucina. Un viaggio nell’arte americana del secondo dopoguerra, attraverso le immagini più famose della Pop Art in compagnia del prof. Lollini e dello chef Gennaro Di Pace, che per l’occasione si mette in gioco rivisitando creativamente (ma genuinamente) cibi popular e veri e propri junk food, dalla celeberrima Campbell Soup all’hamburger con patatine. “Dalle immagini seriali di Warhol - si legge sul blog - alle sculture ‘alimentari’ di Oldenburg, dalle icone fumettistiche di Lichtestein alle opere di Thiebaud, un percorso inedito per dimostrare come il cibo, ritratto dagli artisti contemporanei può diventare una delle chiavi interpretative dell’essenza stessa della pittura e delle arti visive in generale, tra geometria e luce”. Se capitate a Bologna, non perdete questo inusuale e stimolante salto nell’immaginario che lega arte e cucina.

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I colori del buio. I Caravaggeschi a Roma

pubblicato da Lorenzo Mazza

Dopo la presentazione ufficiale di ieri al Viminale, apre oggi venerdì 16 aprile la mostra I colori del buio. I Caravaggeschi nel patrimonio del Fondo Edifici di Culto. In mostra fino al 18 luglio trentanove tele di grande valore artistico, provenienti dal Fec - Fondo edifici di culto, una piattaforma che unisce oltre settecento edifici sacri che conservano grandi tesori artistici.

Sull’onda del grande interesse suscitato dalle recenti mostre romane su Caravaggio e sulla scia dell’allestimento fiorentino Caravaggio e i Caravaggeschi, Palazzo Ruspoli, sede della Fondazione Memmo di Roma (Via del Corso, 418), ospita una piccola ma intensa mappatura dei seguaci del Merisi. Roma, Napoli, Ancona, Bologna, Cosenza, Latina, Lucca, Pesaro Urbino, Rieti, Siena, Siracusa, queste le città in cui i caravaggeschi operavano.

Ha preceduto l’apertura della mostra l’interessante scoperta di alcune pergamene, che collegano le tele ai loro committenti. Durante la mostra sarà invece possibile vedere da vicino il restauro in corso di un’opera.

I colori del buio. I Caravaggeschi a Roma
I colori del buio. I Caravaggeschi a RomaI colori del buio. I Caravaggeschi a RomaI colori del buio. I Caravaggeschi a RomaI colori del buio. I Caravaggeschi a RomaI colori del buio. I Caravaggeschi a Roma

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Rare pitture. Ludovico Carracci, Guercino e l’arte nel Seicento a Carpi

pubblicato da Lorenzo Mazza

Si apre oggi sabato 27 marzo a Carpi in provincia di Modena un appuntamento espositivo in tre sedi che celebra l’arte del Seicento. Sarà possibile incontrare opere di artisti del calibro di Carracci, Guercino, Guido Reni, Caula, Stringa, Palma il Giovane, Mattia Preti.

Rare pitture. Ludovico Carracci, Guercino e l’arte nel Seicento a Carpi si snoda tra Palazzo dei Pio (loggia del Primo Ordine e Sala dei Mori), la Chiesa di S.Ignazio-Museo Diocesano e Palazzo Foresti, location di grande interesse artistico per le collezioni civiche di arte sacra e profana. Circa 40 opere provenienti da importanti collezioni private e pubbliche, come quella del Notre Dame e del Louvre di Parigi.

Molto forte fu il legame tra i fratelli Carracci, Ludovico, Annibale e Agostino e la committenza carpigiana. Gli artisti nel 1582 avevano fondato a Bologna la loro bottega di pittura, quell’Accademia dei Desiderosi che poi divenne l’ Accademia degli Incamminati.

La mostra
sarà visitabile fino al 20 giugno.

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Antroposfera, a Bologna arte e scienza si incontrano

pubblicato da Lorenzo Mazza


Capita spesso di trovare bravi artisti che dipingono strani esseri, creature mutanti e sintetiche, frutto di strane e particolari ibridazioni della loro immaginazione. Ma cosa succede quando sono gli scienziati a dare il là alla mente dei creativi? Una mostra che apre oggi, giovedì 11 marzo alla Fondazione Marino Golinelli di Bologna, mette a fianco scienziati e artisti per decifrare, argomentare, creare, a partire dall’osservazione della vita animale. Un modello matematico a cui rifarsi o magari un meccanismo che l’artista reinterpreta ed utilizza. È Antroposfera, curata da Cristiana Perrella, che racconta, tra le altre cose, dello studio dei voli degli storni sopra Roma e del loro influenzare i nuovi gusti nella moda (Flocking, di Armin Linke).

La rassegna si inserisce nella quinta edizione de La Scienza in piazza e porterà a Bologna, nelle magnifiche sale di Palazzo Re Enzo, opere di artisti contemporanei ispiratisi alla ricerca degli scienziati. Ogni lavoro presenta un exhibit esplicativo interattivo, in linea con una mostra sperimentale, fatta di incontri, laboratori e conferenze. Poi ci sono gli astucci in larva di tricottero di Hubert Duprat, Biosphere 06 di Tomas Saraceno, l’Happy Fish di Nicola Toffolini.

Dalla sede di Palazzo Re Enzo si sposterà il 22 marzo 2010 per giungere alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, dove proseguirà fino al 9 maggio, arricchendosi di opere provenienti dal Gabinetto dei Disegni e delle Stampe: incisioni con animali fantastici realizzate tra il 1400 e il 1700, tra cui spiccano alcune preziose tavole di Albrecht Dürer.

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Fellini - Dall'Italia alla luna a Bologna

pubblicato da Lorenzo Mazza


Bologna si appresta a celebrare alla sua maniera la vita e l’opera di Federico Fellini. Il regista, che ha ricevuto in vita 4 Premi Oscar, sarà protagonista di Fellini. Dall’Italia alla luna, un progetto espositivo che vede la collaborazione del Mambo e della Cineteca di Bologna. Arte e cinema per ripercorrere quarant’anni di attività del regista romagnolo a 50 anni dall’uscita di uno dei suoi capolavori, La Dolce Vita. Una narrazione che si discosta però dal mero dato cronologico, per spingersi a indagare la complessa dimensione psicologica del regista. Un immaginario fervido, una confusione regolamentata e tutto il mondo dei dietro le quinte, il carattere eccezionale del maestro.

La mostra al Mambo, a cura di Sam Stourdzé, apre il 24 marzo con due ospiti eccezionali: Emir Kusturica, che, se ben ricordo, anni fa teneva lezioni sul cinema discutendo Roma di Fellini e Sergio Zavoli, amico fraterno del regista. Sempre mercoledì 24 alle 22 al cinema Arlecchino verrà proiettato Amarcord, introdotto per l’appunto da Kusturica.

L’allestimento, partito da Parigi con il nome di Fellini, la grande Parade, arriva a Bologna e si arricchisce di due sezioni del tutto nuove: La magia del fuori sinc, a cura di Tatti Sanguineti e Roberto Chiesi, che ripercorre il profondo rapporto tra Fellini e la voce, e la collezione dei ‘cinemini‘, manifesti originali, provenienti dalla preziosa collezione della Cineteca di Bologna. Fellini. Dall’Italia alla luna prosegue fino al 25 luglio con proiezioni al cinema Lumiere e in Piazza Maggiore e diversi incontri, tra cui quello con Sergio Rubini, previsto per il 27 marzo.

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MiArt - Art Now!

pubblicato da Lorenzo Mazza


Torna, da venerdì 26 a lunedì 29 marzo nei padiglioni 3 e 4 di Fieramilanocity, MiArt 2010, l’appuntamento milanese nel mercato dell’arte contemporanea. Donatella Volontè (sezione Moderno) e Giacinto Di Pietrantonio (sezione Contemporaneo) sono ancor una volta i curatori, mentre Giorgio Verzotti si occuperà dell’edizione del catalogo, qualcosa di più di una semplice guida alla fiera, con una sezione storica dedicata alle gallerie e spunti critici.

Un viaggio che comincia nei primi anni ‘70, nelle gallerie di Milano, Roma, Torino e Bologna, un periodo denso di fermenti a livello culturale, in cui le gallerie non erano solo il luogo della compravendita, ma anche dei laboratori di sperimentazione. “Siamo convinti, e lo siamo per esperienza, che una galleria d’arte […] è anche un luogo di elaborazione culturale, e magari di creazione di strategie a sostegno di progetti culturali. Vogliamo dimostrarlo rileggendo la storia delle principali galleria italiane (e qualcuna straniera), e ci proviamo proprio sul catalogo di una fiera d’arte“. (Giorgio Verzotti)

La fiera, come potete vedere nell’anteprima delle immagini in galleria, dedica ampio spazio alla fotografia e alla creazione contemporanea ‘mixed media’, dove si intrecciano elaborazione digitale ed installazione (nella foto sopra, Igor Mitoraj - Sonno tatuato sdraiato - Galleria Contini).

MiArt 2010
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Illustre Scultura Polimaterica al Link

pubblicato da Lorenzo Mazza


Il Link, lo spazio bolognese che tanto ha infiammato la vita culturale del capoluogo emiliano a partire dalla fine degli anni ‘90, chiuse i battenti della storica nel 2005 per trasferirsi in una zona più decentrata (via Fantoni, 21 – Bologna). In questo spazio naquero progetti davvero interessanti, come il Festival Netmage e il collettivo Xing.

Sabato 30 gennaio 2010 alle ore 21.30 in occasione di Arte Fiera Off Link Associated inaugura la programmazione 2010 con Illustre Scultura Polimaterica, un lavoro di Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese e Cesare Pietroiusti (progetto Lu Cafausu), a cura di Rita Correddu e Alice Militello.

Si tratta di un’unica grande scultura composta da scarti di produzione raccolti presso gli studi di 30 artisti in giro per l’Italia, in un tour di 1500 km. “Lu Cafausu è territorio d’accumulazione di senso, di svolgimento di senso. Di mancanza di senso. È quello che siamo e non siamo simultaneamente, (scandalosamente) senza scandalo. È ciò che stiamo diventando e quello che siamo non stati. Al centro esatto di un lungo corridoio d’insalienze e fallimenti (una volta erano cipressi), passaggio per il limbo. È il nulla, segno oscuro, campo della disfatta.È un presagio inaccessibile, luogo alieno.
È il varco per l’ade
”.

Continua a leggere: Illustre Scultura Polimaterica al Link

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George Rouault a Bologna

pubblicato da Lorenzo Mazza


Inaugura sabato 23 gennaio alla Fondazione Cardinale Giacomo Lercaro di Bologna George Rouault - La notte della Redenzione. Opere grafiche e disegni di quello che fu un grande amico di Henri Matisse, Albert Marquet, Henri Manguin e Charles Camoin, amicizie che lo avvicinarono ai fauves.

Il linguaggio di Rouault è comunque quello di un grande maestro dell’espressionismo europeo il suo studio sarà affrontato con un’ampia selezione di opere di grafica, più di cento, che fanno riferimento ai cicli pittorici, dal Miserere alle due serie di Cirque, da Réincarnations du Père Ubu a Les Fleurs du mal, fino a Passion. Un viaggio alla scoperta delle fede e della spiritualità cristiana primigenia, la cui dottrina scaturisce direttamente dagli insegnamenti della vita di chi a ha sofferto.

Insieme alle grafiche alcuni disegni, matrici di rame, lettere e alcune rare prove d’artista, come quella della grande crocifissione a colori. Un percorso che ripercorre il cammino di fede del pittore, dolore, sofferenza, passione, mistero, quiete e pace interiore.

La mostra a cura di Andrea Dall’Asta S.I., Elena Pontiggia, Michele Tavola sarà allestita fino al 27 giugno 2010.

George Rouault - Opere pittoriche
George Rouault - Opere pittoricheGeorge Rouault - Opere pittoricheGeorge Rouault - Opere pittoriche

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Same Moment al Raum di Bologna

pubblicato da Lorenzo Mazza

Se amate la ricerca nell’ambito del live media, dell’interazione tra musica e arti visive, dovreste conoscere il Raum. Il Raum è in via Cà Selvatica a Bologna, un luogo magico che è la casa base del collettivo Xing, i tipi che organizzano da quasi un decennio ormai il Festival Netmage.

Domani sera mercoledi 16 dicembre dalle ore 20 alle 23 nell’ambito di Redirect va in scena Same Moment, performance, eventi e oracoli sullo spettatore. Un grande evento che contiene in flusso gli interventi di Antonio Rinaldi (The real light is the real light), Codice Ivan [Bubblebash___Visitors (Space)], la coppia Nadaproduction dall’Austria (performance WE), Davide Tidoni (installazione video e un live sound environment Ultras Sound [01]); Fagarazzi & Zuffellato (Lezione di Moshpit) e Fabio Acca feat. Wen Ting Yang [performance /installazione Oracolo (Intervallo)].

Same Moment propone un cambiamento a 180° di prospetiva. Ruotare lo sguardo dalle parti dello spettatore, per vedere cosa accade a chi riceve il flusso. La ricerca si dirige verso ‘Lo spettatore emancipato’ che “non è più spettatore, ma partecipante attivo di una performance collettiva. L’epoca dei grandi artisti della scena e dei maestri è finita. Gli artisti non c’entrano più nulla. Sono stati definitivamente travolti dalla forza dello spettatore” (Romeo Castellucci).

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Scoperto il tesoro di Calisto Tanzi

pubblicato da Lorenzo Mazza


Scoperto il caveau di Calisto Tanzi dalla Guardia di Finanza di Bologna. Un tesoro contenente opere d’arte per un valore di 100 milioni di euro. Nella sua personale collezione, con tutte le probabilità costruita con i proventi dei suoi movimenti finanziari illeciti, sono stati trovati quadri di Cézanne, Monet, Van Gogh e un famoso autoritratto di Antonio Ligabue.

Proprio la scorsa settimana un servizio di Milena Gabbanelli di Report aveva denunciato la scomparsa del tesoro di opere d’arte dell’ex patron della Parmalat all’indomani del crack del 2003. Ma Tanzi ne aveva negato l’esistenza. Gli uomini delle Fiamme Gialle sono arrivati giusto in tempo, molti dei dipinti erano già sul mercato e un Monet era già stato promesso a un magnate russo per 10 milioni di euro.

Il patrimonio artistico di Tanzi è composto da 19 tra dipinti e disegni: il ritratto di ballerina di Degas, gli alberi ad olio di Manet, la scogliera di Pourville di Monet, una natura morta di Gauguin e una di Van Gogh, un tronco d’albero di Van Gogh, una natura morta di Picasso ed un ritratto di signora di De Nittis, poi ancora Cézanne, Pizarro, Severini, Grosz, Bergerie e Modigliani.

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