Inaugura giovedì 10 dicembre alle 18 allo lo Shenker Culture Club di Bologna ubicato in Via Indipendenza 67/2, Futursiro - Cromatismi musicali. Un percorso espositivo originale e unico, alla scoperta di Umberto Spironello in arte Siro, pittore e musicista.
Umberto Spironello naque a La Spezia nel 1909 e quest’anno si festeggia il centenario della sua nascita e del movimento Futurista, al quale aderì appena maggiorenne, firmando numerose operazioin di arte applicata quali manifesti e cartellonistica pubblicitaria.
L’evento allo Shenker sarà dunque l’occasione per riscoprire una figura davvero simenticata all’interno del parnorama del futurismo italiano. Si tratterà di una doppia celebrazione, perché sarà ricordata anche Ada Finelli, cantante lirica e moglie di Siro. Attraverso un concerto dedicatole, in cui si esibirà il tenore Renato Bartolini e il pianista Dragan Babic.
La mostra sarà liberamente visitabile fino al 26 febbraio 2010.

Cimatics è una piattaforma di ricerca che nasce a Bruxelles a sostegno dell’arte performativa audiovisiva. Un festival unico in Belgio, che negli anni si è costruito una solida reputazione internazionale, come il nostrano e qualitativamente eccellente Netmage Festival in scena a gennaio a Bologna.
Le attività del festival comprendono il sostegno alla produzione di creazioni audiovisive originali (come Ryoichi Kurokawa, Boris e Brecht Debackere, Arne Deforce, Yutaka Oya e Cucina Visual), tour management per gli artisti, organizzazione di manifestazioni audiovisive (concerti, spettacoli) e workshop.
Concerti, incontri, performance, atelier aperti, Cimatics 7 si stende in tutta la città di Bruxelles per 10 giorni e 10 notti, dal 20 al 29 novembre 2009. Un enorme un nodo aperto, in cui underground e pop si fondono in un unicomash-up culturale.
Il festival è un esperimento in corso alivello di format. Quello che inizialmente era un raduno di vjing e subito dopo un momento per vivere l’arte audiovisiva è ormai diventato un momento di ricerca incentrato sulle ‘creatività avanzate‘.Cimatics è all’interno di ICAS / ECAS, la rete internazionale di festival urbani contemporanei come Mutek (Montréal), Mutek Messico, Club Transmediale (Berlino), Todays Art (L’Aia) o FutureEverything (Manchester).
Qui trovate il programma completo della rassegna e i link ad alcune preview degli artisti presenti.

Questa sera, dalle 18 alle 22, presso il centro artistico Zia Zona Interazione Artistica di Bologna si terrà una mostra fotografica assieme ad una Live Portraits’ Session.
La scelta dello strumento con cui esprimersi implica una declinazione di linguaggio e un’auto-definizione di sé; un potenziamento delle proprie capacità e allo stesso tempo una serie di limitazioni e costrizioni.
Da questo presupposto nasce l’idea di Laura Arlotti di immortalare i soggetti fotografati con l’oggetto che essi hanno individuato come fondamentale espressione di loro stessi: uno solo, fra tanti, in grado di rappresentarli.
Così anche coloro che presenzieranno all’evento potranno portare con se’ il proprio strumento fondamentale, quello di cui non potrebbero mai fare a meno, il solo tra i tanti possibili, e potranno lasciarsi fotografare…
Zia Zona Interazione Artistica
Piazza della Mercanzia 2 Bologna
Non contento dell’incredibile lavoro realizzato con David Ellis a Grottaglie, Blu è volato negli Stati Uniti per un nuovo colpo da maestro. Un immenso muro a Long Island City nello stato di New York porta adesso il suo inconfondibile marchio.
La murata è stato commissionata a Blu dai simpatici (lo dico vedendo il loro sito) tipi di Deitch Studios, che tempo fa ne avevano fatto dipingere uno a Os Gemeos.
Il video, realizzato da ‘Charles le Brigand’ ci mostra Blu di spalle che lavora con rullo e pennelli. Chi l’ha intravisto magari sette, otto anni fa a Bologna, potrà riconoscerlo.
Come avranno notato i lettori più attenti la penisola di questi tempi pullula di interventi di arte urbana, mirati a riqualificare aree cittadine marginali o degradate o a fornire visibilità e colore a piccoli centri periferici. Non potevamo quindi non parlarvi anche della XXII Biennale del muro dipinto che nasce addirittura nel 1960 a Dozza Imolese.
Questo borgo medievale posto sui colli tra Bologna e Imola è inserito nella lista del Touring dei Borghi più belli d’Italia ed è da tempo conosciuto a livello nazionale proprio per la sua Biennale del Muro Dipinto che ha visto la partecipazione di artisti quali Matta, Saetti, Sassu, Licata, Purificato, Brindisi, Sughi, Schweizer, Zancanaro, Frasnedi, Gagliardi, Mascellani e Zigaina.
La videointervista che trovate qui sopra è stata realizzata dai tipi di Dammiiltiro, che ringraziamo sentitamente. Potete ascoltare la voce di Fabiola Naldi, storica, critica d’arte ed esperta di street art che collabora col Mambo di Bologna. Come curatrice di questa edizione della Biennale del Muro Dipinto ha invitato Cuoghi Corsello, Luigi Presicce, Marcello Jori, Rusty, Simone Tosca. La manifestazione si è svolta dal 16 al 20 settembre e si è conclusa con una giornata di studi dal titolo “Do the right wall/Fai il muro giusto“.

Qualche tempo fa vi avevamo parlato del volume edito da Fausto Lupetti Editore, oggi vi presentiamo la quarta edizione di Videoart Yearbook, la rassegna annuale della videoarte italiana. Il periodo è quello compreso fra il 9 e l’11 luglio, la sede è il Chiostro di Santa Cristina a Bologna. Avviato nel 2006 dal Dipartimento delle Arti Visive dell’Università di Bologna, il progetto si propone di costituire una mappatura della ricerca nella videoarte in Italia. Uno sguardo che parte dal mondo accademico per dare risalto all’evoluzione delle tecniche di rielaborazione dell’immagine digitale in movimento.
Con la collaborazione di Unibo Cultura, ArtVerona, Istituto Italiano di Cultura di Toronto, Videoart Yearbook 2009 propone artisti affermati e giovani scoperte provenienti dalle accademie di belle arti. Ad arricchire questa edizione un omaggio a William Kentridge, artista sudafricano, capace di proporre videoinstallazioni e videoperformance delicate e sensuali. Un lavoro in bilico tra artigianato, disegno e e poesia, che verrà presentato giovedì 9 alle ore 18 -giorno d’inaugurazione della rassegna - e venerdì 10 alle ore 16. Le proiezioni riguarderanno la serie Soho Eckstein, il ciclo Zeno, il famoso video Tide Table, e le otto video-performances della serie I am not me, the horse is not mine, che hanno riscosso successo alla Biennale di Sidney del 2008.
Le proiezioni degli artisti selezionati per Videoart Yearbook 2009 cominceranno giovedì 9 alle ore 22 nel maxischermo all’aperto del Chiostro di Santa Cristina a Bologna. Evento finale della rassegna sabato 11 luglio, ore 22 – con la proiezione di una selezione delle opere video meglio rappresentative delle tre precedenti edizioni. Che altro dire…l’ingresso è gratuito, per maggiori info sul programma visitate il sito.
In un periodo in cui i musei italiani vivono un momento di concitazione e diversi cambi di cariche, il curatore del Mambo di Bologna - appena nominato direttore della Galleria Civica di Trento - propone una personale dell’artista americana Trisha Donnelly, incentrata proprio sul tema dell’identità del museo contemporaneo.
Una mostra completamente site-specific dove installazioni, video, fotografie e molto altro mireranno a stimolare lo spirito critico dello spettatore nei confronti dello spazio espositivo. Protagonista nel progetto studiato per il museo bolognese è la comunicazione relativa all’evento espositivo, che oggi riveste un ruolo strategico fondamentale nelle politiche artistiche.
Una delle ultime mostre di Viliani al Mambo che sicuramente ne sentirà la mancanza, da visitare entro il 13 aprile in via Don Minzoni 4.

In contemporanea con Arte Fiera – Art First, Bologna presenta un’importante mostra dedicata a un maestro dell’arte italiana, Giorgio Morandi. Si tratta della stessa esposizione recentemente conclusa al Metropolitan Museum di New York, particolarmente esaustiva per qualità e completezza nell’indagine del percorso dell’artista bolognese.
La mostra ospiterà un centinaio di opere che documentano la produzione morandiana dagli esordi fino ai rapporti con le avanguardie e gli ultimi straordinari risultati di dissolvenza. Fine ultimo di Morandi è sempre stato “esprimere ciò che è nella natura, cioè nel mondo visibile” sempre in modo raffinato e cerebrale.
La mostra rimarrà aperta fino al 13 aprile nella sede del Mambo di via don Minzoni 14. Il costo del biglietto è di 6 euro, che saranno certamente ben spesi trattandosi di una delle mostre chiave del 2009.
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Oggi curiosando in rete ho scoperto che il Futurismo non è nato il 20 febbraio 1909 a Parigi con la pubblicazione su Le Figaro del Manifesto, ma quindici giorni prima, a Bologna. L’atto di fondazione del movimento futurista è la pubblicazione del Manifesto sul quotidiano bolognese la Gazzetta dell’Emilia il 5 febbraio 1909.
A partire da questa rivelazione la curatrice Beatrice Buscaroli ha creato una mostra incentrata sulle relazioni tra il Futurismo e Bologna. Marinetti usava chiamare questa città la più “passatista d’Italia”, ma era ben conscio che potesse in qualche modo essere adatta ad accogliere e dar spazio alla sua voce.
Ma veniamo alla mostra. Nella prima parte ci aspetta un viaggio nel retroterra culturale della Bologna di inizio secolo. Una seconda sezione poi ripercorre -tra eventi, riviste e mostre- le tappe più significative della presenza dei futuristi in città. Qui facciamo la conoscenza di personaggi geniali come Tato. Questo geniale artista inscenò il suo finto funerale e venne perciò arrestato, progettò una casa d’arte futurista ed organizzò mostre viaggianti all’interno dei vagoni di un treno. Arriviamo infine all’ultima sezione, quella più propriamente espositiva, dove si trovano le opere vere e proprie dei futuristi bolognesi.
Ho abitato per diversi anni a Bologna, ma sinceramente non ero entrato in contatto con la sua anima futurista. Alla mostra credo che ci farò volentieri un salto. Si terrà a Casa Saraceni dal 5 febbraio al 20 aprile 2009 .
E’ stato il cantante Lucio Dalla a volere questa mostra, omaggio all’amico fotografo Luigi Ghirri, testimone visivo di tanti suoi viaggi e concerti nel biennio 1986/1988.
“Ghirri di musica” è un racconto per immagini del lavoro di questo artista-fotografo scomparso ormai da diversi anni che oltre alla fotografia aveva la passione per la musica. Oltre a Dalla, Ghirri aveva incontrato un altro suo idolo musicale, Bob Dylan.
Presso la Galleria de’Foscherari di Bologna dal 23 ottobre fino al 30 dicembre si possono vedere circa sessanta stampe, materiale per lo più inedito per il grande pubblico, di uno tra i maggiori fotografi operanti in Italia nel secondo dopoguerra.
Ghirri di musica - Luigi Ghirri - Galleria Dè Foscherari - Bologna



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