Banksy torna a portare scompiglio nella sua città, Bristol. Nel video che vedete qui sopra c’è la lunga coda delle persone che si sono messe in fila per aggiudicarsi la sua ultima stampa, una molotov realizzata con una bottiglia di Tesco e venduta per cinque euro alla Bristol Anarchist Bookfair (Fiera del Libro Anarchico).
Il pezzo cita con ironia gli scontri avvenuti nella zona di Cheltenham Road lo scorso 22 aprile, quando alcuni manifestanti hanno danneggiato proprio un punto vendita Tesco Express. Il ricavato delle vendite (la stampa è in 2.000 copie) andrà ai gruppi di giovani residenti a Stokes Croft, per pagare le spese legali delle occupazioni e degli arresti (trenta in tutto) e sostenere progetti di arte.
Molti politici locali si sono indignati per la nuova stampa di Banksy, dicendo che “incita al vandalismo”. Sono gli stessi che hanno spedito per fini di promozione turistica in tutto il mondo le cartoline con i suoi pezzi e su scritto ‘Saluti da Bristol’.
Banksy, chiunque lui (o loro) sia(no), sembra provenire dall’Inghilterra e più precisamente da Bristol, nel sud-ovest. La città è stata invasa di visitatori nel 2009, durante la mostra Banksy Vs Bristol Museum, che abbiamo ampiamente documentato.
Così i tipi di Visit Bristol, il sito gestito dal Bristol Tourist Information Centre, l’ente del turismo locale, hanno realizzato una video-mappa dei pezzi di Banksy in giro per la città, che dite, funziona?

Accogliamo la notizia con piacere. L’Affordable Art Fair, la fiera internazionale dedicata alle opere d’arte il cui prezzo è al di sotto dei 5mila euro, farà tappa nel 2011 anche a Milano. Prezzi praticabili e un tetto sostenibile per un evento che va avanti dal 1999 e fa scendere i prezzi ma non la qualità.
Dopo Londra, Bristol, New York, Parigi, Amsterdam, Bruxelles, Sidney, Melbourne e Singapore, l’AAF arriva nel capoluogo lombardo pronta a stimolare un nuovo collezionismo, fatto di giovani ed amanti dell’arte. Persone normali, che si potranno portare a casa piccoli capolavori a partire da 100 euro.
La fiera si terrà a Superstudiopiù dal 3 al 6 febbraio 2011, con oltre 120 gallerie che presenteranno pitture, sculture, fotografie e stampe di artisti contemporanei viventi. Direttore della fiera è Marco Trevisan.
La storia è un po’ vecchia ma non molto conosciuta in Italia e ve la voglio raccontare per mettere insieme vari pezzetti. Durante un viaggio in Giamaica nel 2004 Banksy girò per Kingston, visitò lo studio di Buju Banton e fu fotografato distrattamente da Peter Rickards, un fotografo giamaicano che non era ancora al corrente della fama dello stencil artist più quotato al mondo. Durante la sua visita Banksy pensò bene di lasciare un ricordino del suo passaggio nei pressi di un pub in Mona road a Kingston e disegnò la Balloon Girl, uno stencil che raffigura una bambina con delle borse che indica due aerei nel cielo che stanno per scontrarsi.
Nel 2008 lo stesso Peter Rickards gestore del sito The Afflicted Yard pensò di muovere guerra all’artista di Bristol. Cominciò asportando il muretto dove era stata dipinta la Ballon Girl e facendoselo portare a casa. Da qui poco tempo dopo annunciò che il suo cane vi aveva defecato sopra. Oltre a realizzare i filmato che potete vedere, Rickards produsse delle fotografie dell’operazione di demolizione e si mise a venderle su Ebay.
Dopo aver saputo la notizia di sicuro Banksy non sarebbe tornato a dipingere molto volentieri in Giamaica. Ma c’è di più: Rickards spedì le foto di Banksy ai redattori di alcuni giornali, la voce si sparse a Bristol e con un rapido raffronto sugli album fotografici scolastici si risalì all’identità dell’artista. Tutto l’odio che ha mosso Peter Rickards contro Banksy si giustifica sicuramente con il denaro che gliene è venuto indietro nei suoi loschi traffici ma c’è da dire anche che il fotografo prese subito in antipatia Banksy, perché “girava per la Giamaica come se fosse a casa sua”. Staremo a vedere quale sarà il prossimo capitolo di questa saga.

Cosa succede quando i social network e i moderni servizi di internet diventano il luogo per osservare e analizzare la società contemporanea?
Geoff Cox offre la possibilità di esplorare i limiti della democrazia e di ripensare alla politica.
Antisocial Notworking è una esposizione virtuale prodotta dalla galleria Arnolfini di Bristol, in cui diversi lavori di net.art ci conducono per mano nella scoperta di pieghe nel “sistema” che consentono di acquisire un approccio critico alla società contemporanea tecnologica.
[Nella foto: “Delete From Internet: The Web’s Trash Can”, lavoro del 2008 di Erik Borra, Michael Stevenson, Esther Weltevrede esposto nella galleria]

Non basta la vita e la carriera di un pezzo da novanta come Banksy a far vincere a Bristol la top 10 delle città più importanti per la street art. Anzi, purtroppo Bristol non compare neanche nella prime 3.
1. Los Angeles
2. Berlino
3. Manhattan
4. San Paolo
5. Bristol
6. Londra
7. Melbourne
8. Parigi
9. Buenos Aires
10. Betlemme (West Bank). Insieme a Bristol, anche la sua presenza è in buona parte merito di Banksy
Voi che ne pensate? Avete delle modifiche da proporre alla classifica? Ne avete una vostra?