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Tutti gli articoli con tag bruce sterling

Dead Drops. Dall'Art Center College of Design di Pasadena, la prima app firmata Bruce Sterling

pubblicato da penelope.di.pixel

Pasadena, California, Art Center College of Design. È qui che qualche giorno fa è stata rilasciata la prima applicazione firmata dal celebre autore di science fiction Bruce Sterling. Ma da lui ci si può aspettare di tutto.

L’applicazione si chiama “Dead Dropps” ed è il frutto di un programma estivo sponsorizzato da Layar, il primo in America tutto dedicato alla creazione di innovative applicazioni di realtà aumentata basate sull’omonima piattaforma, che ha coinvolto circa 20 studenti. Dead Drops nasce da una collaborazione internazionale fra Sterling, Menno Bieringa (sviluppatore Layar), Aram Bartholl (media artist tedesco) e Sander Veenhof (Layar-artist in residenza presso il College). Dead and Drops si basa sul fortunato progetto di Bartholl, di cui abbiamo già parlato sul blog, consistente nella disseminazione di pennette USB in spazi pubblici (spesso muri e mattoni quasi invisibili allo sguardo), dalle quali è possibile scaricare (e caricare) materiale multimediale e proprio piacimento. Secondo lo scrittore, che ha contribuito al nuovo libro di Bartholl, tutto questo di sposa perfettamente con il frame concettuale della realtà aumentata: “It’s all about hidden data revealed in real-world, three-dimensional spaces (Si tratta di dati nascosti che si rivelano nel mondo reale, negli spazi tridimensionali). L’applicazione è progettata per i nostri smarphone (iPhone, Android) e consentirà al suo utilizzatore di scoprire i nuclei di pennette più vicini, semplicemente inquadrado l’orizzonte. Con pochi click sarà inoltre possibile creare una mappa che porta al sito: in tal modo chiunque, collegandosi in rete, potrà collegare il proprio pc allo strato di “Dead Drops” incorporato nel mondo fisico.

Sterling adesso è ufficialmente riconosciuto come “sviluppatore Layar”, ma la cosa che trovo più interessante di questo lavoro ibrido e che l’eclettico scrittore capace di regalarci immaginari sul nostro futuro prossimo si prepara ad un nuovo passo: l’augmented fiction. A quanto sembra, infatti, il suo prossimo lavoro sarà proprio una fiction espressamente creata “per e sul” network di Dead Drops, che è già in rapida crescita. Ne seguiremo certamente gli sviluppi.

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REFF is back. Il libro

pubblicato da penelope.di.pixel

reff, romaeuropa fakefactory

Sono passati quasi due anni da quando proprio su questo blog abbiamo pubblicato e diffuso la lettera aperta “Freedom for Remix“. Di lì ad un mese, era il 29 dicembre del 2008, sarebbe nato il REFF - RomaEuropa FakeFactory, una performance, un’azione di hacking sociale, politico e tecnologico, una riflessione critica sull’arte, le politiche culturali, l’innovazione, la proprietà intellettuale. Nel corso dei mesi ne abbiamo seguito la crescita e lo sviluppo, osservando come nel 2009 questo fake sia stato capace di determinare l’inversione di marcia di Fondazione Romaeuropa e Telecom Italia sulla gestione del diritto d’autore del concorso Romaeuropa WebFactory.

Dopo un periodo di silenziosa attesa, il REFF torna sulla scena. E lo fa in grande stile, mantenendo la sua promessa iniziale: la pubblicazione di un volume edito in Italia da DeriveApprodi e FakePress. Il titolo ne descrive pienamente contenuto e impostazione: “REFF. La reinvenzione del reale attraverso pratiche critiche di remix, mash up, ricontestualizzazione, reenactment“. Il libro è diviso in due parti. “VOCI“, una raccolta teorica con oltre 30 contributi fra articoli e interviste, sul tema della free culture, del remix come pratica creativa, della ricontestualizzazione degli spazi urbani, della condivisione dei saperi: tra gli altri, gli interventi di Richard Barbrook, Jasmina Tešanović, Andy Cameron, Stephen Kovats, Massimo Canevacci Ribeiro, Antonio Caronia, Mike Bonanno - The Yes Men. “VISIONI”, un catalogo che, insieme alle Special Mention REFF 2009-2010, presenta le opere di 30 artisti, designer, hacker e architetti da tutto il mondo. Qupere, legate ai temi del libro, sono il luogo di piccole (o enormi) innovazioni, approriazioni, reinvenzioni continue, aprendo scenari possibilistici sulla realtà contemporanea: nuovi modelli produttivi basati sulla disponibilità di contenuti, conoscenze, connessioni e sulla possibilità di disporre, riprodurre, remixare; nuove pratiche tecnologiche, nuove forme di aggregazione e interazione sociale; nuove opportunità per costruire inediti immaginari di autodeterminazione.

Bruce Sterling, che ha firmato la prefazione del libro, si esprime così:

“Al momento, i comportamenti e le attività che sono oggetto di questo libro sono considerati bizzarri. Molto bizzarri. Essi sono così particolari che è intrinsecamente difficile descriverli, perché vengono dai confini estremi di una network-culture emergente. Potrei scrivere un intero libro su queste idee e queste pratiche, un libro che sarebbe science fiction, architecture fiction, design fiction, un manuale tecnico e anche un manifesto per la network economics. Sarebbe abbastanza simile a questo libro, solo non così divertente.”

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Smart Mistakes. Arriva la sesta edizione del Piemonte Share Festival

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Dal 2 al 7 novembre, a Torino, al via la sesta edizione del Piemonte Share Festival, uno dei principali e più avanzati eventi in Italia per la scelta artistica e la riflessione culturale sulla new media art. Anche quest’anno il tema è intrigante e gioca con il pubblico su un tema particolare: l’errore. Lo capiamo subito dal titolo che ammica linguisticamente: Smart Mystake. Ma anche (sm)Art Mystake, l’arte dell’errore, come suggerisce l’immagine guida del Festival dove la gomma di una matita cancella sla “s” e la “m”: ottima la scelta grafica, minimale e pop al tempo stesso.

Location principale del Festival sarà ancora il Museo Regionale delle Scienze in pieno centro storico, con performance, conferenze, mostre screening e exhibit. Insieme ai sei finalisti del concorso, quest’anno lo special project a sorpresa de Les Liens Invisible, “Reality Is Out There”. Sul tema dell’errore come opportunità di scoperta nella storia dell’uomo (dalle disfunzioni, alla trasmissione dei dati, fino a quello biologico) si confrontaranno ospiti molto diversi per formazione e ambito di ricerca: il californiamo Kim Cascone musicista e teorico, il performer australiano Stelark, il curatore della galleria Kapelica di Lubiana Jurij Krpan, keynote speaker dell’evento, insieme a Nicolas Nova, Tatiana Bazzichelli, Geoff Cox, Cristophe Bruno, Mario Calabresi, Anna Masera, David Orban, Max Casacci, Wu-Ming 1, Edoardo Boncinelli, Caden Mason, Antonio Caronia, Siegfried Zielinski, Marco Aime, Alex Giordano. Bruce Sterling, storico amico dello Share, chiuderà l’edizione con una sua lecture.

Questo un assaggio del programma: per seguirne le evoluzioni e i warm-up tenete d’occhio il sito. Il tutto si inserirà nella settimana dell’arte contemporanea torinese, fra Artissima e altri eventi, anche con interessanti connessioni come nella scorsa edizione.

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Speciale Transmediale 2010 [PART 1] - Le facce e gli incontri

pubblicato da penelope.di.pixel

transmediale

Fare una retrospettiva di un evento complesso come Transmediale non è facile. Ho scelto questa volte un taglio particolare che deriva dalla mia esperienza diretta.

Parto quindi dalle facce e dagli incontri che il festival mi ha regalato, con una riflessione di base: Transmediale ha una storia ultraventennale e riesce a catalizzare l’attenzione e la presenza vera della scena europea e internazionale legata alla net art e alla cultura digitale. Questa è una delle caratteristiche che fanno di un festival un evento importante e significativo. Partecipare a Transmediale per il pubblico e i “professionisti” del settore (artisti, curatori, giornalisti che siano) ha un valore specifico in termini di relazioni e possibilità di interagire e di confrontarsi: un aspetto che, se ben presente per chi partecipa, rischia forse di essere un po’ trascurato in un reportage di tipo classico.

Ecco dunque le facce che hanno caratterizzato i miei tre giorni (pienissimi) a Transmediale, costituendone la prima ricchezza: li riporto più o meno in ordine di “apparizione” (proprio come nella gallery che trovate sotto).

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I vincitori di Share Prize '09

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Andreas Muxel

Il Piemonte Share Festival si è concluso domenica scorsa ed ecco a voi una retrospettiva a partire dai vincitori dello Share Prize ‘09, che quest’anno a sorpresa ha assegnato per la prima volta insieme all’Environment Parck di Torino un premio spaciale: il green award per la tecnologia a impatto zero.

Ma veniamo ai winners. La giuria, che ha visto le due presenze eccezionali di Bruce Sterling e Andy Cameron (direttore di Fabrica), ha assegnato il primo premio a Connect di Andreas Muxel: la scultura cinetica con il suo moto perpetuo “genera continuamente drammatici episodi di comici fallimenti e di eroica determinazione ” capaci, secondo i giurati, di rappresentare un mondo in crisi in sè concluso. La menzione d’onore è invece stata assegnata al Calculating Space, il complesso lavoro di Ralf Baecker, realmente capace di colpire nella sue bellezza geometrica che ricorda la storia della computazione. Infine il green-award è andato a Squatting Supermarkets di Salvatore Iaconesi, progetto speciale dello Share non in gara che ha sorpreso e coinvolto tutti in un continuo di performance e azioni lungo i sei giorni di festival: speriamo che il green award di quest’anno possa essere una continuità e che si integri nella struttura del concorso.

E adesso - lo avevo promesso - ecco la mia personale graduatoria dopo aver visto le opere dal vivo. Il mio vincitore è Sciame di Francesco Meneghini e William Bottin. Opera che mi ha sorpreso per la sua delicatezza: fili di cotone scuro (quelli da cucito) sospesi, piccoli pezzi di carda rettangolari attaccati ai fili, un ventilatore, una luce blu e i suoni del Grillo Parlante (lo ricordate? Proprio lui, quella primordiale tastiera che molti bambini fra cui naturalmente la sottoscritta, hanno giocato) a creare delicati, organici e artificiali rumori di insetto in una stanza scura. Praticamente una istallazione costruita con nulla da un effetto bellissimo.

[Nella foto: particolare di Connect - Andreas Muxel]

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Share Prize 2009: aspettando il vincitore

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share prize 09

Fiore all’occhiello del Piemonte Share Festival, Share Prize è un premio internazionale nato con l’obiettivo scoprire, promuovere e sostenere le arti digitali. Lanciato nel 2007, alla call partecipano in media circa 3-400 artisti da ogni parte del mondo.

La giuria, composta da Andy Cameron (spcial curator dell’edizione ‘09), Bruce Sterling (giornalista e scrittore amico storico dello Share), Emma Quinn (curatrice new media art, Londra), Giovanni Ferrero (presidente Accademia delle Belle Arti, Torino), Rosina Gomez-Baez (direttrice Laboral Centro de Arte y Creación Industrial, Gijon), ha selezionato 6 i finalisti le cui opere evidenziano le relazioni fra gli elementi di un sistema complesso.

Fra caos e valore, significato e casualità, politica ed economia, queste astrazioni instabili si concretizzano sotto forma di sculture-installazioni, mentre la loro forte fisicità unita a una bellezza tradizionale a cavallo artigianato e attitudine hacker ci svela un quasi-rifiuto ad essere “soltanto” digitali.

[Nella foto: Ernesto Klar - “Convergenze Parallele”]

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5° edizione del Piemonte Share Festival. A Torino dal 3 all'8 novembre

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Piemonte Share Festival 2009

Si apre a Torino dal 3 al 8 novembre la 5° edizione del Piemonte Share Festival. Interamente dedicato all’arte e alla cultura digitale, il festival è in Italia il maggiore per importanza nel suo settore, inserendosi ampiamente in un contesto internazionale e proponendo scelte artistiche e curatoriali di alto livello.

Quest’anno Share non delude le nostre aspettative. A partire dalla tematica che ispira lo statement artistico: “Market Forces”, nell’anno della crisi finanziaria internazionale sembra quasi una premonizione, dimostrando la grande capacità di questa manifestazione nell’interpretare, rielaborare e contestualizzare le dinamiche profonde che regolano la complessità del contemporaneo.

Ed è proprio la complessità il filo conduttore delle sei opere finaliste in gara per lo Share Prize: istallazioni-sculture che in modi diversi svelano le forze invisibili e le relazioni fra gli elementi di un sistema complesso. Ernesto Klar (USA/Venezuela) con “Convergenze Parallele” svela l’impercettibile: , in un cono di luce, le particelle di polvere presenti nell’aria vengono tracciate, visualizzate, sonorizzare e proiettate su una parete a creare suoni e immagini. Chris O’Shea Audience (Gran Bretagna) inverte il rapporto fra osservato e osservatore creando “Random International”, una comunità di specchi che insegue gli spettatori. Ralf Baecker (Germania) simula una rete neurale logica fatta di legno, cordini e pesi, ma perfettamente funzionante: “Rechnender Raum” (Calculating Machine). Francesco Meneghini e William Bottin (Italia) si ispirano al comportamento collettivo degli insetti, “Sciame 1”, un oggetto costruito attraverso una ventola e un campo magnetico. Andreas Muxel (Germania), con la sua scultura cinetica “Connect”, modella il caos. Lia (Austria) presenta “Proximity of need”, un sistema generativo interattivo in cui, a partire da un set di parametri, immagini e suoni creano composizioni audiovisive.

Presidente e guest curator di questa edizione è Andy Cameron, dal 2001 direttore creativo di Fabrica, preceduto da Bruce Sterling, giornalista e scrittore ormai amico storico dello Share.

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DIID 39. InterAction by Design

pubblicato da penelope.di.pixel


Di fresca pubblicazione, segnalo per gli appassionati del design più contemporaneo, quello dedicato all’interazione, il nuovo numero della rivista specializzata “Disegno Industriale“.

Acquistabile anche online al prezzo di 10 euro, il tema di questo numero è infatti “InterAction by Design” che esplora “l’interazione come forma da disegnare per la costruzione di un mondo più intelligente e amichevole“. Fra gli interventi introduttivi Derrick de Kerckhove, Donald Norman, Bruce Sterling; per i designer Troy Nachtigall, Salvatore Iaconesi, Silvio Cioni, Luca Simeone, Lorenzo Imbesi e molti altri autori interessanti.

E a proposito dei prof Imbesi e Nachtigall, avavamo incontrato la loro classe durante la mostra-esame di fine corso, ricordate? Approfitteremo dell’inizio dell’anno accademico - senz’altro più favorevole come periodo - per riprendere le fila di quel discorso e parlare più da vicino anche di Disegno Industriale.

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Bruce Sterling al Share Festival 2008, l'evento di cultura digitale di Torino

pubblicato da margherita

Share Festival 2008

Ospite curatore del “Share Festival” di Torino edizione 2008, da oggi 11 marzo fino al 16, è Bruce Sterling.

Scrittore, critico e giornalista, Sterling è tra i più noti rappresentanti della cultura cyberpunk, collabora con Wired e blogga su Beyond the beyond e Dispatches From the Hyperlocal Future. Figura interessante quindi per presentare l’evento di cultura digitale di Torino.

Il programma si presenta ricco, con eventi e conferenze, con lo “Share Prize”, premio aperto ad artisti italiani e stranieri e relativa mostra; e con “Manufacturing”, la mostra che vuole coniugare il digitale con la tradizione del design nella città che quest’anno è la World Capital of Design.

Un percorso storico, geografico e metodologico sulle diverse applicazioni del design contemporaneo: dall’ innovazione nella prototipazione rapida dell’ azienda torinese Provel all’ innovazione nella distribuzione in rete del processo di design dei neozelandesi Ponoko, fino gli oggetti degli artisti della scena di arte digitale generativa come Marius Watz e i torinesi Todo.

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