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Tutti gli articoli con tag bruce nauman

Bruce Nauman - Dream passage

pubblicato da Lorenzo Mazza

Si è aperta lo scorso venerdì a Berlino Dream Passage, una grande retrospettiva sull’artista americano Bruce Nauman ospitata alla Galleria Nazionale di Hamburger Bahnhof - Museum für Gegenwart. L’apertura ha coinciso con l’installazione della scultura Room with My Soul Left Out, Room That Does Not Care from (1984), donato alla Galleria Nazionale dal collezionista Friedrich Christian Flick.

A partire dalla metà degli anni 1960, Bruce Nauman ha lavorato con una vasta gamma di media: sculture, film e video, fotografie, opere al neon, stampe, installazioni e opere vocali. Si è poi spinto a creare ambienti visitabili approfondendo la ricerca delle “architetture dell’esperienza”. A berlino ci saranno quindi lavori come il suo Corridoio, dove i visitatori sono registrati da una telecamera e poi invitati a confrontarsi con la propria immagine.

L’artista 69enne dell’Indiana è una delle voci di spicco dell’arte concettuale a livello mondiale. Nella sua indagine affronta tematiche legate alla comunicazione e all’uso dei linguaggi. Una delle sue oper che maggiormente ricordo è la spirale d neon colorati che compone la scritta “The true artist helps the world by revealing mystic truths” (”Il vero artista aiuta il mondo rivelando verità mistiche”).

La mostra sarà visitabile fino al 10 ottobre 2010.

Bruce Nauman - Dream passage
Bruce Nauman - Dream passageBruce Nauman - Dream passageBruce Nauman - Dream passageBruce Nauman - Dream passage

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Elogio della semplicità, a Milano

pubblicato da Elisa

Elogio della semplicità, Fondazione Stelline

Dopo la mostra dedicata ad Alan Rankle e Kirsten Reynolds, aprirà il prossimo 25 marzo alla Fondazione Stelline una collettiva curata da Giorgio Verzotti sul tema dell’essenzialità nella pratica artistica.

50 le opere in mostra, e i nomi degli artisti non lasciano dubbi sulla “semplicità” dei lavori: da Richard Long a Niele Toroni, da Alberto Burri a Lucio Fontana, da Tony Cragg a Bruce Nauman, da Grazia Toderi a Luca Trevisani. Semplicità nelle relazioni e nei significati, semplicità nei materiali e semplicità nell’approccio creativo caratterizzano da sempre i percorsi degli artisti in mostra, ma le loro opere presentano sicuramente una complessità che emerge nel loro lato concettuale e nella reazione emotiva dello spettatore.

Sulla carta, un’esposizione necessaria e più che interessante, in tempi di espressioni artistiche spesso forzatamente complesse e incomprensibili alla maggior parte del pubblico. Inaugurazione il 24 marzo alle ore 18.30, mostra aperta fino al 20 giugno.

Elogio della semplicità, Fondazione Stelline
Elogio della semplicità, Fondazione StellineElogio della semplicità, Fondazione StellineElogio della semplicità, Fondazione StellineElogio della semplicità, Fondazione Stelline

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Photoconceptualism. Artisti dal 1966 al 1973

pubblicato da penelope.di.pixel


Aperta al pubblico dal 22 maggio, la mostra “Photoconceptualism, 1966–1973” è l’ultima serie di una trilogia che il Whitney Museum of American Art (NY) dedica alla fotografia.

Il focus della mostra, da cui il nome, si concentra sul lavoro degli artisti concettuali fra la fine e gli inizi degli anni ‘70 (l’apice delle contestazioni giovanili), periodo in cui la fotografia insieme al video diventano i media privilegiati di una sperimentazione artistica, che da maggiore importanza al concetto e contemporaneamente abbandona il museo/galleria come luogo privilegiato dell’esposizione.

L’esposizione conterrà i lavori di artisti molto interessanti, fra cui: Mel Bochner, Adrian Piper, Bruce Nauman, Michael Heizer.

Tutti decisamente hanno lasciato il segno.

[Nella foto, Bruce Nauman, Waxing Hot - 1970]

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Il Bruce Nauman degli anni Sessanta è al Castello di Rivoli

pubblicato da margherita

Bruce Nauman, insegna al neon 1967 Secondo la rivista Capital (come riporta Inside Italia) Bruce Nauman è il secondo artista più importante nel ranking mondiale dell’arte e il primo per aver migliorato la sua posizione in questa stessa classifica.

Questo è sicuramente un motivo in più per osservare da vicino le sue opere al Castello di Rivoli, che presenta “Una rosa non ha denti Bruce Nauman negli anni Sessanta”.

Il periodo su cui si sofferma la mostra è circoscritto a pochi anni 1965-1969, con opere inedite o che sono state esposte poco. Tutto quello che verrà dopo è già presente nei primi lavori di questo artista post-minimalista, dalla scultura all’uso del neon, del video e delle strutture architettoniche.

Una rosa non ha denti Bruce Nauman negli anni Sessanta, Castello di Rivoli, fino al 9 settembre.

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