
Bruno Cattani, fotografo reggiano classe 1964, ha compiuto un viaggio all’interno delle strutture manicomiali dismesse dopo la legge Basaglia. Un viaggio nella memoria e nell’oblio, intrapreso a partire dal 2004, che oggi trova un primo approdo negli appartamenti della Galleria Parmeggiani, dove i suoi scatti saranno in mostra da domenica 26 settembre al 17 ottobre 2010, in occasione della V Settimana della Salute Mentale.
I luoghi della follia (questo il titolo della mostra), è un percorso intrapreso in collaborazione con il Centro di Documentazione di Storia della Psichiatria, all’interno della rassegna Fotografia Europea – Reggio Emilia. Cinquanta scatti che segnano un duplice abbandono: quello dei luoghi, degli oggetti e quello delle persone che vi erano rinchiuse dentro.
Frammenti di storie che riportano alla luce, prima ancora del disagio mentale delle persone, il disagio fisico a cui erano sottoposte. La memoria allora altro non è che un meccanismo di scoperta, attraverso sensazioni ed obnubilamenti, della condizione di alterità che la nostra società non ha ancora saputo affrontare.
“Bruno Cattani. Memorie” è una mostra che, dal 17 aprile al 23 maggio, presenterà a palazzo dei Principi di Correggio (Reggio Emilia) 70 lavori del fotografo reggiano sul tema della memoria, a cui ha dedicato gli ultimi 5 anni della sua indagine artistica.
Fotografia di immediata comprensione, e per questo molto popolari, che mostrano squarci di vita quotidiana, di paesaggi comuni a chi conosce anche solo vagamente la grande pianura padana; paesaggi evocativi di una intimità che odora di passato, di nostalgia. In questo contesto le persone assumono un ruolo del tutto secondario.
Compaiono infatti sempre “celate”, vale a dire sfocate o riprese di spalle, perché la fotografia della memoria, questo pare dirci Bruno Cattani, è innanzitutto quella del paesaggio, fisico e interiore.